Come risolvere una leggenda “metropolitana”. (I° Puntata)

La contesa nasce da una leggenda la cui storia si svolge dentro le mura della piscina Guido Romano (1), ora con acceso da via Ampère, per tutti gli abitanti della Zona 3 piscina Ponzio.
Narra la leggenda che la piscina inquina la falda perché ne prende l’acqua; per permettere la balneazione vi si immette del cloro; l’acqua ritorna in falda ma, poiché la piscina non è ben impermeabilizzata, la inquina.
Da un tempo infinito la leggenda circola e se fosse vera-vera non si spiegherebbe come mai prima la ASL  e ora l’ATS non l’abbiano ancora chiusa.
Fatto sta che più la leggenda è stata raccontata più i milioni per impermeabilizzarla -direttamente o indirettamente – sono diventati tanti.
Prima della giunta arancione la leggenda circolava e già si vociferava che per chiuderne le falle il Comune avrebbe dovuto spendere 1 milione di euro.
Sulla base di quale studio venne indicata questa cifra non è dato sapere, anche perché, pare, che uno studio non ci sia.
Questo è plausibile: stiamo parlando di una leggenda metropolitana.

Piscina Guido Romano, Milano: il padiglione d’ingresso e i due laterali appena costruiti (foto tratta dall’archivio di Lombardia Beni Culturali)

La prossima puntata: domani
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1) Guido Romano (Modena, 3-12-1887 – Altopiano dei Sette Comuni (VI), 18-06-1916) Medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Stoccolma del 1912, nel concorso a squadre di ginnastica.
Morto nella Battaglia degli Altipiani. Gli fu conferita la medaglia d’argento.
Nella Piscina vi è una sua lapide apposta dal Comune e dalla famiglia. Vi è un motivo perché sulla lapide compare anche la famiglia. La madre di Guido Romano dette a Milano 15 milanesi viventi e 6 di essi combatterono durante la Grande Guerra.

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Recentemente è uscito un opuscolo in cui viene descritto quanto di meritorio ha fatto, in un anno, il Municipio 3 (ovvero la maggioranza) per tutti noi.
Con infinita modestia non vi è indicato l’intervento di via Ponzio.
Ve lo additiamo noi.

Il 26 settembre sulla pagina Facebook del Municipio 3 è comparsa questa notizia

Tale informazione è stata ripresa, 3 ore dopo, dall’assessore alla Felicità, sulla sua pagina di facebook. E ha così ringraziato

Abbiamo lasciato mister Felicità ai suoi tormenti convinti che la presidente del Municipio e gli altri componenti della Giunta glieli avessero risolti.
Ma nemmeno un’ora dopo ecco sulla pagina facebook del Municipio 3 il solito/a catastrofista:

Noi preventivamente tacitati e Costamagna tranquillizzato non vi abbiamo dato peso. In 3 ore piccioni/umani non potevano avere fatto scempio di semi. E poi. La maggioranza del Municipio 3 non aveva seminato l’erba l’aveva fatta “piantare“! .
Se il Municipio 3 aveva deciso di “salvare il soldato Costamagna” dai suoi tormenti, la cura del sonno era la migliore medicina.
Ed è così che 4 settimane dopo madre natura per lunghi tratti ha provveduto al bello con un parziale tappeto di foglie. Dell’erba piantata, ad oggi, nemmeno l’ombra.

Vuoi vedere che quelli del Municipio 3 chiederanno ai  giardinieri del più grande giardino condiviso di Milano, quello di via San Faustino, di piantarla per la  Felicità di Costamagna!
Oppure, più realisticamente, per sortire un risultato concreto, la giunta del Municipio 3 andrà a dire qualcosa di sinistra anche ai 1000 avventori della mensa e proporrà loro di fare proprio il progetto. Entusiasti lo faranno e Costamagna finirà di piantarla con la Felicità
Bilancio

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Partecipare ed esprimere idee contrarie alla maggioranza del consiglio di Municipio 3 vuole dire essere silenziati. Chi partecipa deve acconsentire, ovvero avallare, qualsiasi p_ _ _ _ _ _ _a (1) della maggioranza.

Ieri sera era al numero 4 dell’ordine del giorno del consiglio di municipio 3 una mozione, presentata il 26/06/2017, primo firmatario Pierluigi Riccitelli, del Movimento5 Stelle.
Aveva come tema la Piscina Ponzio e l’annoso appetito del Politecnico che vuole costruire su parte della superficie dove non v’è l’invaso un albergo per professori. (Ufficialmente è denominato Studentato ma è previsto l’accesso anche a professori esterni per cui potrà accedervi solo qualche studente).
Il presidente del consiglio di Municipio ha graziosamente messo per la seconda volta la mozione all’ordine del giorno (la settimana scorsa non è stata discussa).
All’inizio della seduta il presidente della commissione Territorio Monzio Compagnoni ha dichiarato che avrebbe presentato una “mozione urgente” sullo stesso tema.
Arrivati al punto. L’assessore Bruzzese, per non incorrere nel sospetto di conflitto di interesse, è un professore del Politecnico, ha lasciato l’aula durante la discussione.
La maggioranza ha letto la mozione “urgente” per bocca dell'”indipendente” Compagnoni; la minoranza la propria per bocca del consigliere Riccitelli. Quest’ultimo, regolamento del consiglio alla mano, ha aggiunto che la mozione da lui presentata poteva e doveva essere votata mentre quella urgente “non” poteva essere votata non essendo stata presentata da almeno i 2/3 dei consigliere: le firme in calce alla mozione “urgente” erano meno di 20.
La maggioranza ha chiesto una sospensione e poi, dopo 20 minuti, si è presentata proponendo di fare carta straccia del regolamento e di votare comunque la mozione “urgente”. L’opposizione non ha accolto la richiesta.
E allora, alla chetichella, cominciando dal consigliere Monti, il PD ha fatto mancare il numero legale del Consiglio. Discussione e votazione rinviate a giovedì prossimo. Il personale amministrativo presente ha ringraziato per avere fatto un po’ di straordinario e i cittadini, contenti che siano stati ben spesi i loro soldi, hanno fatto altrettanto.
La prossima settimana l’ordine del giorno sarà:

Se passerà il punto 2 di detto ordine, perché i cittadino saranno passivi, il Politecnico farà chiudere la piscina onde permettersi di realizzazione, sul suo bordo, un alberghetto: per la gioia dei professori che lo frequenteranno.

NOTA
per completezza riportiamo:
Mozione del M5S in formato pdf
mozione del PD e degli altri partiti di maggioranza, recuperata da telefonino perché il Municipio non l’ha scannerizzata

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1) al posto dei trattini dovete indovinare quale parola si nasconde

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Ieri sera nonostante fosse stata annunciata la sua presenza il sindaco Giuseppe Sala ha dato buca all'”inaugurazione” del sottopasso di via Palmanova 152: in sua vece l’assessore Marco Granelli.

P. S. Posizionatevi sopra una immagine e la potete ingradire

 

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In via Ampère 56 fino a qualche anno fa c’erano ancora i fabbricati del CNR. Poi furono venduti e abbattuti in epoca più recente.

E le ditte che costruiranno su quel terreno pagheranno gli oneri di urbanizzazione: in natura. Ovvero compensandoli con il rifacimento di quella parte di piazza Leonardo da Vinci che il Politecnico, con squisita sensibilità, ha ritenuto di non rimettere a nuovo.
Dalla scorsa primavera sono iniziati i lavori di costruzione. A inizio di questo mese è stato allestito l’ufficio vendite.
Per chi è curioso, dall’esterno, o se è intenzionato a comperare, dall’interno, è possibile vedere il modellino di quanto verrà realizzato.

A volere vedere il bicchiere mezzo pieno possiamo dire che, per ora, gli unici benefici di cui i cittadini della Zona 3 – in verità non solo loro –  possono già godere sono i video promozionale che le imprese coinvolte hanno realizzato. E’ possibile vedere via Ampère piazza Leonardo da Vinci e zone circostanti, anche tramite simulazioni, dall’alto.

Se poi andate sul sito delle imprese il bicchiere diviene mezzo vuoto perché, viene scritto, che i lavori termineranno nel 2019. Ovvero la parte di piazza Leonardo da Vinci, quella della fontana e dei giochi davanti alla scuola omonima, sarà ristrutturata per quella data: forse.

I lavori procedono. Lo stato dell’arte ad oggi è questo:

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Nota 
Su questo argomento abbiamo scritto anche in:
Destini incrociati via Ampère 56 e piazza Leonardo da Vinci
“Siamo nelle mani dei tempi dettati dalla legge”

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E’ cosa nota che quando gli uomini vanno in là con gli anni sono soliti fermarsi a vedere come procedono i lavori: siano stradali o meno. Qualsiasi cantiere desta in loro un’attrazione particolare.
Al fine di porre un argine a questa inveterata abitudine sul cancello dell’acquedotto di via Feltre oltre alla cartellonistica di rito è comparso un messaggio a firma del “capocantiere”: tutto ha un prezzo!

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Tutto nasce dalla Svizzera.
● Il 7 marzo 2008, la direzione delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS) annuncia di volere privatizzare la manutenzione dei vagoni e dislocare quella delle locomotive. Un piano che prevede la soppressione di 120 posti di lavoro.
● 430 operai delle Officine Cargo di Bellinzona entrano immediatamente in sciopero. In pochi giorni nasce un vasto movimento di protesta che coinvolge tutta la regione.
● «La pittureria», spazio adibito alla verniciatura dei treni, diventa il cuore e il simbolo della lotta. Il braccio di ferro tra scioperanti e direzione delle FFS dura trenta giorni. Un mese intenso, che mobilita l’intera classe politica.
● L’irrigidimento dei fronti costringe il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger a intervenire. Il 5 aprile la direzione delle ferrovie è costretta a ritirare il piano di ristrutturazione e a garantire il mantenimento dell’Officina fino al 2012.
● Il 7 aprile l’assemblea dei lavoratori interrompe l’agitazione e dà mandato al Comitato di sciopero di partecipare alla tavola rotonda concordata tra le parti, in vista del mantenimento e dello sviluppo dell’attività dell’Officina anche dopo il 2012.
La RSU della INNSE, venuta in contatto con gli operai delle Officine Cargo, mutuò dalla loro bandiera lo slogan

Per la cronaca, a riprova che tutto il mondo è paese,le Ferrovie svizzere vogliono trasferire le officine e sull’area farvi un quartiere residenziale.

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