20 aprile DEI TEMPI BUI SI CANTERA’

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CHI ERA JENIDE RUSSO

RUSSO JENIDE via Paisiello 7

Lapide in via Paisiello 7 dove abitava con la madre e due sorelle

Nasce a Milano il 23 giugno 1917. Operaia. Durante il fascismo non si interessa di politica.  Dopo che ha conosciuto Renato, partigiano nella Brigata Garibaldi operante a Villadossola, comincia a maturare una coscienza politica. Renato frequenta la casa di Jenide, molto spesso in compagnia di Egisto Rubini, che diventerà responsabile Gap di tutta Milano. Nell’ ottobre del 1943 diventa staffetta partigiana con il compito di fornire armi e munizioni alla Brigata Garibaldi. A causa della delazione di un membro della 3a Gap viene catturata il 18 febbraio 1944 in via Aselli, mentre stava portando una borsa contenente nitroglicerina, ai partigiani operanti a Villadossola. Il 25 febbraio 1944, in piazza Lima, viene catturato Egisto Rubini, che morirà suicida nel carcere di S. Vittore. Jenide, viene portata nel carcere di Monza. Da Monza è trasferita a S. Vittore, nel raggio dei politici. Alla fine di aprile del 1944 è nel campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi. Qui i prigionieri venivano radunati per essere poi deportati nei vari lager nazisti dislocati in Europa. In una lettera inviata clandestinamente alla mamma, dal campo di concentramento di Fossoli, datata 11 maggio 1944, scrive a proposito dei giorni trascorsi a Monza e a San Vittore: “Siccome non volevo parlare con le buone, allora hanno cominciato con nerbate e schiaffi. Mi hanno rotto una mascella (ora è di nuovo a posto.) Il mio corpo era pieno di lividi per le bastonate; però non hanno avuto la soddisfazione di vedermi gridare, piangere e tanto meno parlare. Sono stata per cinque giorni a Monza, in isolamento, in una cella, quasi senza mangiare e con un freddo da cani. Venivo disturbata tutti i giorni perché volevano che io parlassi. Ma io ero più dura di loro e non parlavo. Dì pure che ho mantenuto la parola di non parlare: credo che ora saranno tutti contenti di me”. Il 2 agosto 1944 è a Ravensbrück. Qui si ammala di tifo ma riesce a guarire. Alla fine del 1944 è a Bergen Belsen trasferita su un carro bestiame. Jenide si riammala di tifo.  Muore il 26 aprile 1945.

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