9 settembre LE PASIONARIE STORIE DI DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO

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Le pasionarie : storie di donne che hanno provato a cambiare il mondo / Giovanna Frisoli, Amerigo Sallusti. – Ghezzano, [San Giuliano Terme] : Felici, 2011. – 86 p. ; 22 cm. E’ ammesso al prestito presso la biblioteca. Collocazione: VAL.B.920.FRIS

Una risposta a 9 settembre LE PASIONARIE STORIE DI DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO

  1. Nina ha detto:

    Di Pasionaria ce n’è stata una sola, in Spagna. Ma molte donne altrettanto appassionate al compito di cambiare il mondo si sono avvicendate nella storia italiana ed europea. Giovanna Frisoli e Amerigo Sallusti – che già si sono segnalati rievocando l’antifascismo operaio a Sesto San Giovanni – con il loro nuovo libro danno un ulteriore contributo alla cultura storica della sinistra. Rievocando le biografie di Anna Kulisciof e Alessandra Ravizza, Teresa Noce e Gisella Floreanini e con un breve saggio sulle Mujeres libres della Spagna repubblicana degli anni 30, gettano un fascio di luce su figure femminili ormai sfumate nella penombra del secolo da poco concluso. Operazione più che mai necessaria oggi, quando – svanite le passioni e le conquiste degli anni 70 – la figura della donna, soprattutto in Italia, viene svilita e svillaneggiata, nelle cronache e nei mass media, con risposte sempre troppo flebili rispetto all’offesa.
    Eppure, in tempi lontani ancora più duri dei nostri, donne forti e generose si sono lanciate in opere allora solitarie e insolite, nel desiderio di alleviare dolori e suscitare speranze: è il compito che si assegnano Anna Kuliscioff e Alessandra Ravizza, che agiscono contemporaneamente a Milano fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. La prima, russa trapiantata in Italia, era medico e aveva aderito giovanissima agli ideali del nascente partito socialista. A Milano, dove abitava con Filippo Turati (c’è ancora, in Piazza del Duomo, la lapide che li ricorda) operava entro il partito socialista italiano e nel quotidiano cercava di alleviare con la sua opera di medico le sofferenze di un’umanità immersa nella più desolata miseria materiale e morale.

    Sempre ai poveri e ai diseredati, e soprattutto alle donne, si rivolge l’opera di Alessandra Ravizza, una donna che non aveva la pazienza di aspettare tempi migliori e non era interessata a elaborare sintesi teoriche, ma voleva placare la fame e lenire in via immediata i dolori e le ingiustizie del suo tempo. Grande organizzatrice, fonda una scuola professionale femminile per permettere alle giovani donne di avviarsi a un lavoro onesto; collabora con la Camera del Lavoro e con la “dottora” Anna Kuliscioff per organizzare la prima autoambulanza milanese per l’assistenza medica di donne e bambini. Nel quotidiano, la sua casa è il porto sicuro cui approdano tutti coloro che cercano un aiuto. Una “santa laica”, come la definì lo scrittore Virgilio Brocchi.

    Alla generazione successiva appartengono Teresa Noce e Gisella Floreanini. Due donne comuniste, che si trovano travolte nella tempesta che i fascismi scatenano in tutta Europa. Scelgono di opporsi, come assai poche donne fanno, soprattutto nel ventennio fascista, e sulle loro vite si abbattono tempeste di ogni tipo. Tanto più che si tratta di donne che non rinunciano alla vocazione materna, e vengono travolte dalla storia come donne e come madri.

    Le loro biografie sembrano romanzesche e quasi inverosimili, soprattutto a spiriti conservatori che pensano che il destino della donna debba stare tutto entro le mura della casa; ma anche a chi sia abituato – come i giovani e le giovani di oggi – a pensare la vita in termini sereni di studio, lavoro e famiglia: una serenità oggi intaccata certamente dalla crisi economica, non da guerre, fame, tragedie e morte.
    L’ultimo capitolo è dedicato alle Mujeres Libres della Spagna repubblicana. La storia, praticamente ignorata in Italia, di un’organizzazione femminile che nella Spagna clericale degli anni trenta portò una ventata di prepotente modernità: amore libero e senza frontiere di sesso, anticoncezionali, autodeterminazione nella procreazione, ma anche cultura in tutte le sue forme, dalla semplice alfabetizzazione alle forme artistiche più alte, lavoro, assunzione di responsabilità pubbliche nelle istituzioni e nella politica da parte delle donne. Un breve arcobaleno che brillò per troppo poco tempo nel cielo di Spagna, subito ridiventato fosco con la vittoria del dittatore fascista Francisco Franco. Una storia affascinante, tutta da leggere, che lascia solo il desiderio di saperne di più.
    Un’ultima annotazione che riguarda la copertina: è una bellissima fotografia scattata nel Messico anni trenta da Tina Modotti, un’altra Pasionaria. La donna che avanza con dignità e fermezza, avvolta nella bandiera rossa, è un’icona del passato ma anche un auspicio per l’avvenire.
    Nunzia Augeri

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