Ha indetto un referendum “non politico” che credeva di vincere ma l’ha perso.
Ha tentato di rattoppare la botta con una toppa. Si è liberata di una ministra, di un viceministo e una tecnica: impresentabili.
A sorpresa è andata nel Golfo per garantire a Noi che le forniture di gas e petrolio da Arabia Saudita Qatar e Emirati Arabi Uniti non si interrompano e gli interessi economici dell’Italia siano salvaguardati.
Ma la missione non sta andando bene perchè oggi i Pasdaran l’hanno saluta colpendo la portacontainer MSC Ishyka, battente bandiera di comodo liberiana, ma di proprietà della famiglia italiana Aponte, che temeraria, attraversava lo stretto di Hormuz per portare carichi destinati a Israele o legati a interessi israeliani.
E sempre oggi una ulteriore lezione le è stata data da una nave francese e una nave giapponese che sono passate nello stretto di Hormuz indenni perchè qualche giorno prima, durante un incontro bilaterale, il presidente francese Macron e la premier giapponese Sanae Takiahisi si erano dissociati dalle “iniziative ” di Trump.
Ciò dimostra che lo stretto è percorribile, come dicono gli iraniani, solo per le navi dei paesi amici che, giova ricordalo, sono: Cina, India, Malesia, Corea del Sud, Egitto, Spagna e, per inciso, possono transitare anche le navi che trasportano beni di prima necessità e aiuti umanitari.
Morale Meloni è l’alleata in Europa più vicina a Trump e gli Iraniani le hanno detto se state con Trump e Israele, le vostre navi non passano.