BIBLIOTECA

La biblioteca di via Valvassori Peroni avrebbe dovuto aprire secondo le più rosee assicurazioni il 31 marzo 2002. Così non è stato: l’apertura della Biblioteca rionale e del CAM (Centro di Aggregazione Multifunzionale) è avvenuta il 20 marzo 2009. (Con costi raddoppiati).
All’inaugurazione, avvenuta alle ore 17, erano presenti:
Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura
Andrea Mascaretti, Assessore alle Aree Cittadine e Consigli di Zona
Pietro Viola, Presidente del Consiglio di Zona 3

Per l’occasione la biblioteca è rimasta aperta dalle ore 18.00 alle 22.00 con Happy Hour per i cittadini

L’inaugurazione del 2009 è avvenuta all’interno di una tre giorni dedicata alla lettura “Alza il volume 20-23 marzo”. E nell’occasione non è mancato l’Inno di Mameli per festeggiare il taglio del nastro della Biblioteca. Una festa arrivata dopo anni di polemiche. La Biblioteca – oggi la più grande delle biblioteche rionali – è stata «la biblioteca dello scandalo». Promessa, consegnata, e poi subito chiusa. Tanto da finire nel mirino della Corte dei Conti, per un presunto danno erariale di un milione di euro subìto dal Comune di Milano. All’inaugurazione, serale, erano presenti più di 300 persone.
La Biblioteca all’epoca dell’inaugurazione poteva vantare oltre 200 posti di lettura, 15 postazioni informatiche e 14 di catalogo on-line, 4 mila audiovisivi e 13 mila volumi.


Che vi fosse fame di cultura lo dimostrarono i numerosi invitati all’happy hour

Un po’ di storia
Nel 2000 il Comune decide di costruire la Biblioteca e nel febbraio del 2001 stipula con l’impresa bolognese La Sorgente, del Consorzio Emiliano Romagnolo fra le Cooperative di Produzione e Lavoro (C.E.R), un contratto dell’importo di 3.084.974,23 euro per la sua costruzione.
I lavori vennero svolti così bene che il direttore dei lavori incaricato firmò gli statini di avanzamento dei lavori del cantiere; chi di dovere autorizzò il pagamento di 7 rate (oltre 2,5 milioni di euro all’impresa costruttrice) per poi accorgersi, a pochi mesi dall’inaugurazione della biblioteca, con arredi già comprati e concorso per l’assunzione del personale avviato, che l’edificio aveva così gravi difetti strutturali da renderne impossibile l’agibilità.
Nel corso della seduta della Commissione Consiliare del 15 ottobre 2004, il vice sindaco Riccardo De Corato afferma, che sulla base di una delibera del Consiglio Comunale, il direttore dei lavori è stato estratto a sorte da un elenco di 2.800 architetti e ingegneri che hanno inviato il proprio curriculum. E quindi il direttore dei lavori non è un dipendente
comunale, per cui l’amministrazione non ha colpe è parte lesa. Contro il direttore dei lavori, assicurava De Corato, è già stata avviata un’azione penale. La Procura della Repubblica sta accertandone le responsabilità.
Autoassoltosi il Comune, indicato il probabile colpevole, non restava altro che rescindere il contratto con l’impresa bolognese e il Comune lo fa con delibera n.442 del 17 giugno 2003:
il tetto non è stato impermeabilizzato, piove all’interno della biblioteca; le scale non sono state messe in sicurezza. Ma il C. E. R. non ci sta impugnata la delibera davanti al giudice ordinario e chiede 1.553.473,30 euro, a titolo di risarcimento.
Il 14 aprile 2004 una perizia imputa alla ditta appaltatrice la cattiva esecuzione dei lavori e il Comune, a fronte di ciò, chiede a sua volta 200.000 euro di risarcimento di danni alla ditta.
Nelle more del contenzioso tutto è fermo o quasi. Il Comune infatti paga 500 euro al giorno ad una società di vigilanza privata perché l’edificio non sia oggetto di possibili
atti di vandalismo.
Passa un altro anno. Nel 15 febbraio 2005 una delibera comunale immediatamente eseguibile, approva un progetto per il “recupero ad idonea funzionalità delle strutture e degli impianti”della biblioteca. Importo: 2.207.742,50 euro. Racimola la somma perché un po’ di denari provengono dal Bilancio del 2000 (557.934,32 euro) e sono quelli non dati a La Sorgente per via del contratto rescisso; i restanti 1.649.808,18 euro vengono finanziati con un prestito obbligazionario.
Ma tra il dire e il fare, prima che la delibera immediatamente eseguibile lo sia nei fatti, arriva il marzo del 2007. La nuova impresa costruttrice si impegna a terminare i lavori
in un anno. Così non è: i lavori slittano sino all’inizio dell’estate.
E comunque, successivamente, si dovrà procedere al collaudo e alla messa a norma dell’edificio; al bando per la fornitura degli arredi (nel 2003 erano già stati acquistati ma quanto siano costati e che fine abbiano fatto allora non fu mai reso di dominio pubblico da Aldo Pirola) e a quello per il reperimento del personale. Questo iter venne indicato dal direttore del Settore Cultura e biblioteche, Aldo Pirola (andato in pensione alla fine del 2013) all’allora presidente del Consiglio di Zona 3, Pietro Viola.
Previsioni? Primi mesi del 2009 anche in considerazione di un nuovo fatto sopravvenuto: secondo le disposizioni entrate in vigore nel 2008 il Comune non può assumere nuovo personale.
Problema non irrilevante considerato che una biblioteca necessita di personale qualificato e competente. Al quale fu supplito al meglio attingendo dalle risorse umane presenti in Comune.
E per fare un esempio ha nominato come direttrice della biblioteca Rosa Gessa, che per studi e formazione è archivista e non bibliotecaria, ed è part-time.

Una risposta a BIBLIOTECA

  1. Anna ha detto:

    Vorrei sapere se è previsto un incontro con anna genni milliotti e quando.
    Grazie

    Mi piace

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