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Via San Faustino 65.
P.S. La camera da letto dei figli prevede 1 sola scrivania. Studiare non serve!

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Lettera aperta all’assessore al Verde e all’Ambiente Elena Eva Maria Grandi.
A proposito della Concessione gratuita, alla parrocchia di San Ignazio di Lojola, di uno spazio verde pubblico, di 139 mq. data per 5 anni.

Buongiorno
Assessore Elena Grandi

L’anno passato ho scritto un articolo (1) su questa concessione del Comune data a titolo gratuito, prima del suo mandato, e divenuta di dominio pubblico  quando la parrocchia ha eretto una cancellata in ferro su tre lati del perimetro dello spazio in oggetto,  il quarto era di sua proprietà perché ottenuto per usucapione.
Si da il caso che su quello spazio fossero state piantumate 2 piante poco prima che fosse eretta la cancellata: Lei già assessore al verde e all’ambiente del Comune di Milano.
Orbene. Sappiamo della siccità dell’estate scorsa e della moria di piante avvenute per tale motivo..
Ci saremmo aspettati che in uno spazio dato in concessione gratuita il beneficiario avesse avuto l’attenzione di non fare morire le due piante,  così come, lodevolmente, ha fatto per le altre che insistono sulla sua proprietà.
Malauguratamente pare che ciò non sia avvenuto: le due piante non ci sono più (le avevamo viste all’inizio dell’anno). (vd. 1)


La “sparizione delle due piante” può essere motivo di revoca della concessione?
La concessione è stata data con determina dirigenziale?
Quando scade? La domanda non è peregrina perché la concessione é stata data dal dirigente x che aveva a capo un altro assessore.
Assessore Grandi di certo Lei, come capo politico del settore Verde e Ambiente, ha fatto piantare quelle piante. Quando procederà a nuove piantumazione su quel suolo pubblico dato in concessione gratuita o meglio quando intimerà al concessionario di piantumare le due piante?
Cordialità
Antonio Loreti
___________

  1. https://twbiblio.com/2022/03/10/10-marzo-loccupazione-della-parrocchia/
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Questa mattina, in via Monteverdi 18,  è stata deposta in memoria di Alfredo Vezzani una pietra d’inciampo*.

Via Monteverdi 18

Via Monteverdi 18

Alfredo Vezzani Nasce a Firenze il 16 01 1885, figlio di Giovanni e Cesira Marchini. Si laurea in ingegneria meccanica, al Politecnico di Milano, nel 1908.
Nel 1912 sposa Mary Radici.
Risiede con la famiglia in Via Monteverdi 18 e lavora alla Breda V, Sez. Aeronautica, come direttore amministrativo.
Il 7 marzo 1944 alla Breda è in corso lo sciopero generale contro l’occupazione nazista. Vezzani è in ufficio, nella sede di via Bordoni, a Milano. Gli viene chiesto di recarsi nello stabilimento di Sesto San Giovanni, dove arriva ed è arrestato con l’accusa di essersi rifiuto a fare nomi di antifascisti coinvolti nel movimento clandestino di fabbrica e il tacito consenso alla condotta di questi.
Tradotto a San Vittore é rinchiuso al VI raggio, con matricola 1600.
Il 27 aprile, dal Binario 21 della stazione Centrale, viene trasferito al Campo di transito di Fossoli, baracca 18. Sua moglie Mary riesce a fargli visita ogni tanto e a portargli vestiti di ricambio.
Con lo smantellamento di Fossoli, il 22 luglio 1944 è trasferito a Bolzano.
Il 4 agosto è infine deportato a Mauthausen con il Trasporto 73, dove gli viene assegnata la matricola 82548 e il TRIANGOLO ROSSO che indicava i prigionieri politici, nei confronti dei quali era stato emesso un mandato di arresto per motivi di sicurezza (Schutzhaft), per cui sui registri, questi deportati erano indicati come Schutz haftling.
La data del decesso, avvenuto nelle camere a gas, è stata convenzionalmente fissata per il giorno 24 aprile 1945, ma secondo alcune testimonianze potrebbe essere avvenuta nei giorni successivi 25-26-27 aprile.
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* La pietra d’inciampo è un blocco di pietra delle dimensioni di un sanpietrino, sopra il quale è posta una targa in ottone 10×10 centimetri in cui sono incisi nome, cognome, data di nascita, giorno e luogo di deportazione e data di morte (se conosciute) delle vittime della persecuzione o dello sterminio nazista. Si trovano davanti alle case in cui abitavano le vittime del nazismo o nel luogo in cui vennero fatte prigioniere.

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Ieri siamo andati al Parco Lambro. Meglio in via Marotta, per vedere se ancora le nutrie si facevano le unghie alla base dei tronchi degli alberi.

Noi eravamo rimasti alla narrazione di Elena Grandi che si poteva salvare le nutrie e gli alberi mettendo alla base del tronco di ciascun di loro una rete metallica così che le nutrie fossero impossibilitate a scorticare l’albero.

Elena Grandi è stata di parola: molti alberi, i più grandi ma non solo, sono circondati dalla rete; altri sono “i vecchi decorticati sopravvissuti”; ma ancora molti sono senza rete. E le nutri ci sono ancora.

Vicino ad un albero, senza rete, leggermente decorticato, abbiamo trovato una nutria: morta.
Presumiamo che non sia morta di morte naturale o per denutrizione o per la fatica che ha fatto per affilarsi le unghie. Ma è morta.

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Sono passati quasi 2 anni e mezzo da quando è stato dipinto questo murales sul’uscita secondaria, in via Amadeo, delle case di via Villa 6 all’Ortica:

Raffigura:
alla sinistra il volto di Marco Virgilio Ferrari ( Vescovo titolare di Mazaca (1987-2020) e Vescovo ausiliare di Milano (1987-2009). Morto per Covid 19, il 23 novembre, all’età di 87 anni, per questo il murales non riporta la data della sua morte.)
alla destra il volto di  Luigi  Morandi, Partigiano, Medaglia al valore militare, 1914 -1996.
Entrambi hanno vissuto nelle case di via Villa 6.
Chissà se sapevano l’uno dell’altro? Di certo il PD non era ancora nato (14 ottobre 2007).
La singolarità di questo murales è che i due personaggi sono divisi dal portone d’uscita secondaria delle case e il volto di ognuno è raffigurato due volte: la prima in forma di ritratto la seconda con il viso ingrandito.

 

Chi passa per la via a piedi non ha modo vi vederlo nella sua interezza perché a ridosso del murales vi sono sempre delle auto posteggiate, salvo il mese di agosto: al posto delle auto ci sono…

Oppure la qualunque secondo la bisogna

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Recentemente abbiamo scritto un articolo LA GIUNTA DEL MUNICIPIO 3 CON LA SUA MAGGIORANZA E’ PROPRIO BURLONA ma oggi abbiamo scoperto – se ancora ce ne fosse stato bisogno – che ha tutto c’è un perché.
Oggi sul sito online di  Urban Life è apparso un articolo Milano Loreto

Ne riportiamo uno stralcio

“Nhood apre alla Città, il primo spazio pubblico di LOC – LORETO OPEN COMMUNITY. Il progetto di rigenerazione urbana per la trasformazione di Piazzale Loreto a Milano.

L’hub LOC 2026 sarà il luogo in cui conoscere de vicino LOC e co-progettare la sua nuova identità, grazie o un palinsesto di incontri e laboratori a ingresso libero.

Al taglio del nostro erano presenti Giancarlo Tancredi, Assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano Carlo Mosseroli, Direttore Strategia e Sviluppo Nhood Italy Boschetti, Head of Design & Founder Portner METROGRAMMA, coordinatore della cordata di progettazione dello piezzo di LOC – Loreto Open Community.


L’estensore del testo, anche se fa bella mostra di sé, ha omesso di indicare la presenza della Presidente del Municipio 3 Caterina Antola così come non ha indicato Simone Locatelli (che presumiamo essere la prima figura alla destra della foto)
Entrambi avranno modo di farsi conoscere domani, alla loro presentazione del progetto!

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La maestra ha chiesto a mio nipote, (10 anni, quinta elementare) di scrivere tutto quello che sapeva sull’agorà.
Tra l’altro lui ha scritto : qui i cittadini si assemblavano in un’assemblea dove parlavano dei fatti propri.

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Passa per presentazione pubblica un progetto che è stato illustrato nel maggio 2021 ed è visibile su Youtube se scrivete le paroline magiche Maran LOC piazzale Loreto

In data 13 gennaio ho ricevuto, tramite email, questa locandina

arrivatami (M.municipio3newsletter@comune.milano.it)

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