Figlia di Andrea Rizzoli (Milano, 16 settembre 1914 – Nizza, 31 maggio 1983) e Ljuba Rosa.
All’interno delle case costruite da Angelo Rizzoli per i suoi dipendenti vi è una fontana.
Da alcuni abitanti delle case ci è stato detto che raffigura Isabella (27.06.1964 – 19.07.1987) .
Non hanno saputo dirci chi è stato lo scultore che l’ha realizzata.
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P.S.
Ho inserito questo scritto sulle pagine facebook di Sei di Cimiano/Crescenzago e così è emerso che
Raffaella Jona
le case sono state costruite prima e la fontana gia c era, minsfugge l autore.
vero che è nper la giglia , ma non Isabella, mi sfugge il nome ma te lo saprò dirle
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Enzo Bolognese
La fontana fu dedicata alla figlia di Angelo Rizzoli senior morta bambina che se non erro si chiamava Giuditta, non a Isabella Rizzoli. le case di via Civitavecchia, allora si chiamava così, furono costruite nei primi anni “60
· Rispondi · 44 m · Modificato
Paolo Bertazzi
Considerate le informazioni che mi avete fornite probabilmente la fontana è quindi dedicata a Giuditta “Presso uno dei suoi primi clienti, la tipografia Marzorati, Rizzoli conobbe la figlia del titolare, Anita (detta Anna, 1890-1976), con la quale si sposò nel 1912. Dall’unione nacquero Andrea (1914-1983), Giuseppina (detta Pinuccia o Cianupi, 1916-2005) e Giuditta (detta Rina o Rinella, 1918-1930).
dal Dizionario Bibliografico degli Treccani italiani di Daniele Pozzi vol. 87 (2017)

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Alcuni giorni fa abbiamo dato conto del fatto che tra via Trentacoste e via Cima  sorgerà un nuovo pensionato privato per studenti e parimenti verrà realizzato un altro pensionato, trasformando un edificio non completato, in via Cima angolo via Bistolfi.
Di questo passo non ci stupiremo se fra un po’ anche l’ex Istituto linguistico Manzoni in via Rubattino verrà riconvertito a “student housing”.

ex Liceo Manzoni in via Rubattino

ex Liceo Manzoni in via Rubattino

Questo fiorire di pensionati universitari – student housing si svilupperà perché il governo Draghi, partendo dalla considerazione che i posti letto per studenti universitari sono oggi solo 40.000, ha previsto un maxi piano per arrivare ad averne 100mila entro il 2026.
Secondo il Governo il marcato gap fra domanda e offerta di posti letto per studenti è dovuta al fatto che la maggior parte delle strutture esistenti è gestita dalle università stesse, da realtà senza scopo di lucro o da enti religiosi.
Come fare per colmare questo gap? Il governo dei Migliori ha pensato bene di rivolgersi al mercato alias agli immobiliaristi delle residenze universitarie. Già oggi “lo student housing” è uno dei segmenti del mercato real estate tra i più attrattivo.
Perché? Alti rendimenti, quasi nulla la possibilità di mancata riscossione degli affitti e morosità, possibilità di costruire su aree pubbliche e di partnership pubblico-private (regimi convenzionati, ad esempio) e agevolazioni urbanistiche e fiscali previste dai Piani di governo del territorio delle città che catalogano gli edifici come “servizi” o “funzioni” e quindi non li conteggiano nel calcolo delle volumetrie massime o concedono sconti sugli oneri di urbanizzazione.
E così il Recovery play di “Draghi”  prevede, per incentivare la realizzazione di nuove strutture di edilizia universitaria, un “regime di tassazione simile a quello per l’edilizia sociale” e “la copertura anticipata, da parte del ministero, degli oneri corrispondenti ai primi tre anni di gestione”… Fiscalità agevolata, rette pagate dallo Stato per tre anni e possibilità di utilizzare le strutture nei modi più disparati. Anche affittando le stanze a chi ha bisogno di un alloggi temporaneo, per esempio i manager di passaggio in città.
… Nell’allegato in inglese dove viene trattato il capitolo si legge con continuità che l’obiettivo è il “supporto della sostenibilità degli investimenti privati”, o ancora, “garantire l’equilibrio finanziario degli investimenti”.
E se tutto questo non basta agli immobiliaristi il Recovery prevede anche di “incentivare la realizzazione, da parte dei soggetti privati, di nuove strutture di edilizia universitaria attraverso la copertura anticipata, da parte del Mur (ministero dell’Università e ricerca, ndr), degli oneri corrispondenti ai primi tre anni di gestione delle strutture stesse”.
La retta? La paga il ministero per i primi tre anni.
Fare come i francesi ai Migliori pareva strano 1). Il Recovery oltre alle “regalie” pubbliche già citate prevede anche che le residenze universitarie non siano solo residenze universitarie. Ovvero nei periodi di calo dell’attività accademica è consentito “l’utilizzo flessibile dei nuovi alloggi quando non necessari per l’ospitalità studentesca”. Flessibile. Significa manager che vengono una volta ogni tanto in città per fare affari; turisti; famiglie che si spostano per curarsi in un sistema sanitario che ritengono migliore. Tutte categorie disposte a pagare tanto per un alloggio temporaneo. La letteratura li chiama “city user”, gli utilizzatori della città senza viverla.
Brindano quindi al nuovo governo gli operatori privati che puntato sullo “student housing”.
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* Questo articolo è liberamente tratto da uno scrtto di Franco Floris apparso sul Fatto quotidiano il 30 maggio 2021

1  Perciò: NO a borse di studio per i meno abbienti; No a studentati pubblici; No a stabilizzare i precari;  No a obbligare gli atenei a chiedere il contratto d’affitto al momento dell’immatricolazione in cambio di riduzioni sulle tasse universitarie considerato che già oggi esiste una legge che prevede un contratto di locazione a canone agevolato per loro negli 800 comuni d’Italia considerati “ad alta tensione abitativa”.

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Qualche giorno fa su facebook una gentile signora mi spiegò che le piste ciclabili sono utili agli studenti che per scelta o perché non possono permettersi di possedere una macchina le usano.
E’ evidente che la deve pensare così anche l’ex consigliere del CDZ3 Adalberto Muzio il quale, su Z3Xmi.it ha scritto un articolo dal titolo Un altro tassello per l’Ortica del futuro  e, con summo gaudio ha annunciato che “tra le vie Trentacoste e via Cima sorgerà uno studentato privato capace di accogliere oltre 500 ragazze e ragazzi. La struttura, suddivisa in tre blocchi di quattro, sette e nove piani.
L’articolo continua con altri dati . Nei tre blocchi troveranno posto 538 persone in 375 camere singole, 23 doppie e 39 appartamentini da tre .
Il tutto si affaccerà su uno spazio pubblico, articolato in un viale e una piazza a verde che congiungeranno le due strade, estendendosi in un altro spazio, per ora destinato anch’esso a verde ma dove più avanti potrebbe sorgere una struttura privata a funzione pubblica (orientativamente sanitaria, sportiva o per servizi di prossimità), se dal dialogo tra istituzioni, cittadini e operatore ne emergesse la chiara necessità e la possibilità di equilibrio economico-finanziario per gli operatori privati.
Ovvero sarà come sarà ma solo una cosa è certa: ci vorranno rastrelliere per almeno 538 biciclette e il problema per gli studenti che vorranno studiare a Città Studi sarà risolto.
Quanto alla pista ciclabile? Domani è un altro giorno: si vedrà.  

Ma il ns. ex consigliere si è premurato di scrivere anche che:
…resta da decidere il futuro della parte occidentale dell’area verso via San Faustino, un pentagono irregolare che resta di proprietà privata e per ora sarà un tutt’uno a verde con l’area pubblica del viale + piazza. In seguito, tramite un nuovo percorso di confronto tra gli operatori, le istituzioni (Comune e Municipio 3) e questa volta anche la cittadinanza, si stabilirà se collocarvi funzioni pubbliche necessarie al quartiere e in grado di garantire un ritorno economico-finanziario ai privati. L’intento originario di utilizzare le relative volumetrie per collocarvi una parte di studentato da proporre agli utilizzatori a condizioni agevolate, una sorta di funzione pubblica sul modello dell’edilizia convenzionata, è stato quindi accantonato.”
OK
Due domande  ex consigliere Adalberto Muzio.
Se la bonifica di cui parla è su un ex area comunale che era stata da tempo dismessa e inserita in uno dei due fondi di valorizzazione immobiliare, gestiti per conto del Comune dal gruppo BNP Paribas. Chi è il proprietario dell’ex area?

Il cartello indicante i lavori in corso

Che ne sarà della costruzione in via Bistolfi angolo via Cima che doveva essere uno studentato?

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P.S.

Quanto al primo quesito rivolto all’ex consigliere Muzio, una possibile risposta è apparsa su facebook da Adriana Berra da Lambrate che riporta un articolo apparso su urbanlife e informa che:
Durante la Giunta Moratti l’area venne venduta a BNP Parisbas Italia, ritenendo l’operazione profittevole.
Nel 2020 il Fondo Immobiliare – Comune di Milano II, gestito da Bnp Paribas Reim Italy sgr, ha venduto un immobile in via Trentacoste 8 a MilanoGuardian Managers Luxembourg, alla sua prima operazione in Italia. Guardian ha rilevato l’asset per conto della Sicav GrifIII Investment Fund, attraverso la sua controllata Adl Milano, parzialmente finanziata da Banco Bpm. La banca è stata assistita dallo studio Gatti Pavesi Bianchi, mentre Guardian è stata supportata da Legance – Avvocati Associati. (fonte bebeez.it)

Quanto al secondo quesito sempre Adriana Berra da Lambrate
così riporta su Facebook
L’immobile “è destinato ad essere trasformato in una residenza per studenti o city users che necessitano di una stanza in affitto: nell’immobile esistente, che sarà mantenuto, saranno infatti ricavati 49 appartamenti per un totale di 206 camere singole. Questa formula di co-living rivolta in particolare agli young professionals si chiama Homizy ed è firmata da Abitare In.”

Adriana Derra da Lambrate ha condiviso ciò che sul sito Lambrate-Rubattino Riparte era stato scritto.

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Siamo in guerra contro il Covid e il generale Figliuolo, messo al comando delle operazioni di somministrazione dei sieri, avendo raggiunto solo per due giorni gli obiettivi prefissatisi ha alzato bandiera bianca. In questi giorni ha dichiarato:  sono confidente nella scienza ma anche nella santa mano di Santa Rita perché si posi sopra di noi  per fare in modo che ne usciamo.
La pandemia come effetto collaterale oltre ad avere colpito Beppe Grillo ha colpito anche lui.

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Giovedì in Consiglio di Municipio 3 è stata presentata una mozione, dal titolo roboante, che di seguito riportiamo

TUTELA DEL QUARTIERE FELTRE E DEI SUOI PORTICI

Ieri nel Consiglio di Municipio abbiamo approvato una mozione a tutela del quartiere Feltre, complesso architettonico e urbanistico di grande pregio, soprattutto in relazione alla possibile chiusura degli portici ancora aperti, che sono 8 al momento.

La mozione proposta di Filippo Andrea Rossi – Municipio 3 e da me a seguito di una petizione pubblica che aveva raccolto molte adesioni nel quartiere, è stata modificata alla luce di un’istruttoria pubblica, compreso un sopralluogo, dove hanno avuto possibilità di esprimersi sia cittadini favorevoli che contrari.

Importante il contributo dell’Assessora Antonella Bruzzese e di tutta la maggioranza per la versione finale.

Nella mozione chiediamo all’Amministrazione Comunale:

• di operare affinché nelle decisioni inerenti la chiusura dei portici del quartiere Feltre ancora aperti i seguenti aspetti di ordine generale siano tenuti in debito conto:
◦ la tutela del complesso architettonico e urbanistico, così come indicato nel D.g.r. 29 ottobre 2008 – n. 8/8311 di Regione Lombardia, sopra riportato;
◦ la riduzione dell’accessibilità al verde pubblico nel quartiere e il conseguente impatto sociale che la chiusura di tali portici avrebbe;
• di verificare la condizione di asservimento ad uso pubblico di tutti i portici che dalla realizzazione del complesso consentono l’attraversamento pubblico in coerenza con il disegno generale del progetto e di agire di conseguenza.
• di coinvolgere i Municipi nelle formulazione di pareri su progetti di chiusura dei portici con evidente impatto sulla qualità della vita nei quartieri.

Milano, Municipio 3


E brava la maggioranza del Municipio 3! “Eletti” per perdere tempo!
Consigliera Valeria Borgese all’inizio del suo mandato lei si “spese” per “riqualificare” il mercato Comunale di via Rombon”. Naturalmente Le sue parole sono state ben considerate dalla Giunta Comunale e infatti il mercato è chiuso.
Dopo questa encomiabile battaglia avrà ancora l’ardire di ripresentarsi per sottoporci altre sue iniziative?
Ovviamente questa non è una domanda retorica considerato che da questi 5 anni Lei non ha tratto l’insegnamento che i Municipi sono per chi si fa eleggere uno spreco di tempo e per i cittadini uno spreco di denaro.
Il quartiere Feltre è stato realizzato alla fine degli anni ’50
Ed è stato in parte snaturato nell’estetica dei suoi palazzi con la creazione di verande e anche con la chiusura di sottopassi che nell’intenzione dei progettisti, forse, dovevano dare permeabilità all’accesso pedonale del quartiere.
(Invero la creatività dei progettisti fece sì che il civico 62 di via Feltre fosse, a mia memoria, l’unico che non si affacciasse sul fronte delle vie del quartiere imponendo la realizzazione dei due sottopassi ai civici 60 e 64, che ancora oggi sussistono)
Orbene che il Municipio 3 dopo oltre 70 anni  dalla nascita del quartiere e dopo una delibera della giunta regionale della Lombardia, del 2008, discuta dei sottopassi del quartiere è oltremodo bizzarro e strumentale. Perché l’unica conclusione a cui giunge, non avendo potestà in materia, è quella di appellarsi al Comune perché coinvolga i Municipi nelle formulazione di pareri su progetti di chiusura dei portici con evidente impatto sulla qualità della vita nei quartieri.
Con ciò, se ancora ce ne fosse bisogno, certificando che i Municipi non hanno alcun potere decisionale ma al massimo possono aspirate a formulare pareri non vincolanti!
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Circa 2 mesi orsono abbiamo scritto dei murales realizzati per conto dalle cooperative che hanno realizzato il condominio Cohabitat di via Pitteri 93.
Oggi passando per detta via abbiamo notato che i cancelli del civico 91 sono stati dipinti dalla stessa mano, per conto dei proprietari eredi delle famiglie Gola Bombelli.

Per conoscere la storia di queste operose famiglie vi rimandiamo a La società anonima Ing Emilio Gola…
Il muro di cinta del civico 91 si affaccia sull’area che da accesso al civico 93.
Sino a poco più di due mesi fa sotto detto muro sostavano le auto.
Come riportato nell’articolo sopra citato il solo murales finanziato dal Municipio 3 fu quello realizzato sul muro in oggetto con la motivazione che aveva un affaccio su area pubblica: (fonte consigliere Monti, del Municipio 3, presidente, anche, di una delle cooperative che hanno costruito il civico 93).
Si da il caso che dopo l’inaugurazione del murale il parcheggio è stato transennato in modo estemporaneo.

E, da persona informata dei fatti, abbiamo appreso che al posto del parcheggio vi sarà un giardino. Dobbiamo ascrivere al sindaco green questo cambio d’uso del suolo pubblico o ai buoni uffici del consigliere Monti? Chi vorrà ce lo dirà.
Di certo né il Sindaco né il Municipio 3 sono riusciti, come dicono lor signori, a riqualificare l’area che circonda il civico 91: che doveva essere giardino pubblico a scomputo degli oneri di urbanizzazione del civico 93!

 

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Questo manifesto programmatico dell’autocandidato sindaco di Milano Giuseppe Sala lo si evince leggendo questi due articoli apparsi nel giro di 20 giorni.

25 maggio 2021 la Gazzetta dello sport Sala: “Svillaneggiato dall’Inter, ma qualche ragione l’avevo. Ora sullo stadio…”

16 giugno 2021 Comunicato stampa del Comune di Milano “Palazzo Marino. Il Sindaco Sala incontra il Presidente e l’A.D. dell’Inter

Il fatto che Sala si preoccupi se l’INTER ha i soldi per costruire lo stadio su terreni Comunali la dice lunga di come ha governato la città: subalterno e villaneggiato.

Ma un uomo così vi piace?
E’ stato city manager del sindaco Moratti. Poi è diventato amministratore delegato di EXPO e si è coperto di “meriti” per il lavoro svolto tanto che ha rimediato una condanna di sei mesi: pena convertita in 45.000 euro di multa. La sua reazione alla condanna è stata “Resto sindaco, poi non so“.
Infatti Salvini non gli torse un capello forse perché Sala godeva di immeritata gloria

Ma Sala in scadenza di mandato, l’anno passato, fece il giro delle sette chiese per trovare un nuovo lavoro. Addirittura andò a bussare alla porta di Beppe Grillo!
Poi capito che nessuno se lo filava e sentiti gli scricchiolii dei rampanti del PD che lo volevano defenestrare ha avuto un colpo di reni: prima si è auto-ricandidato a sindaco e il PD zitto; poi ha firmato la Carta dei valori dei Verdi Europei e il PD zitto.
E adesso, a mandato scaduto, ma prorogato per Covid, si preoccupa di concludere l’iter burocratico dello stadio! A conferma della sua anima green.
E l’opposizione? Non ha ancora trovato un candidato da opporgli. Ma la cosa non provoca mal di pancia: perché Sala è uno che sa fare squadra, insieme a Loro.
La prova: le Olimpiadi di Cortina.

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Da una informativa del Comune
A partire dal 16 giugno sul sito del Comune di Milano è possibile prenotare gli appuntamenti nella sede di via Sansovino 3.
Il Ministero dell’interno ha disposto la proroga della validità della carta d’identità al 30 settembre 2021: si può viaggiare nei confini nazionali anche con la carta che indica una data di scadenza già passata.
Per motivi di urgenza (es. prima emissione minori, furto, smarrimento, viaggio già prenotato) è possibile accedere senza appuntamento in una delle sedi anagrafiche aperte con la documentazione necessaria (denuncia, titolo di viaggio). Solo in caso di tempistiche particolarmente stringenti si può richiedere l’emissione della carta d’identità cartacea, altrimenti si procede con la richiesta di CIE (6 giorni per l’emissione).

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