Sul sito on line del Corriere della sera ieri (20 febbraio) è apparso un “articolo”. Se vi posizionate sul titolo  e lo attivate potete leggere l’articolo
Se la libreria è chiusa potete vedere le sue saracinesche

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Nella seduta del Consiglio del Municipio 3 dell’11 febbraio u.s. è stato presentato un documento alternativo che avrebbe dovuto ribaltare il parere della Commissione Territorio e Affari Istituzionali del Municipio 3, presieduta da Dario Monzio Compagnoni Commissione composta da:
Borgese Valeria – Partito Democratico
Cruz Zamy Renzo – Partito Democratico
Curci Vito – Partito Democratico
Giuliani Alessia – Partito Democratico
Rossi Filippo – Partito Democratico
Merlo Federica – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Zelasco Simona – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
De Luca Cardillo Maria Grazia – Sinistra per Milano
Cutaia Filippo – Forza Italia
Di Vittorio Marco – Forza Italia
Boari Gianluca – Lega Nord
Cosenza Rita – Lega Nord
Viola Vincenzo – Fratelli D’Italia
Natale Nicola – Milano Popolare
Migliarese Piero – Io Corro per Milano
Riccitelli Pierluigi – Movimento 5 stelle

Tuttavia tale documento non è stato messo ai voti perché il Consiglio ha prima proceduto alla votazione del documento della Commissione che ha ottenuto parere favorevole.
Il documento presentato in alternativa pertanto non è stato votato.
Dalla delibera del Consiglio risulta che quella sera erano presenti 28 consiglieri e, uno tra essi, non ha partecipato al voto: Migliarese Caputi (Io Corro per Milano – una lista Civica di appoggio al candidato Sindaco Parisi).
Sempre dalla delibera risulta che i favorevoli al documento sono stati 15; i contrari 13. La somma fa 28. Ma i votanti, escluso Migliarese Caputi non avrebbero dovuto essere 27?
Il verbale riporta, a loro ignominia, il cognome di coloro che erano pro Politecnico e hanno votato NO alla mozione della Commissione. Ma non riporta il cognome di coloro che hanno difeso il bene comune.
A questa “mancanza” ovviamo noi.

Di seguito il testo della delibera che ha bocciato le pretese del Politecnico e ha messo in minoranza la Giunta del Municipio 3 e alcuni consiglieri di maggioranza.

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* LA BANDA DEI QUATTRO

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Un avvocato, un dipendete del Politecnico, un tifoso della Juventus e l’assessore alla Felicità avvallano un progetto del Politecnico che vuole creare una servitù sul “sacro suolo pubblico del giardino Zanoia e della Piscina Ponzio”.

Nello scorso gennaio il Municipio 3 ha ricevuto una richiesta dal Politecnico di Milano  – corredata da un progetto –  che prevede la realizzazione di un passaggio attraverso la zona di confine tra la piscina Romano e la facoltà di architettura, chiamata dal Politecnico campus Bonardi.
Le motivazioni a supporto del progetto erano che la sua realizzazione aveva un interesse pubblico generale. Di seguito riportiamo in sintesi le argomentazioni del proponete
A detta del Politecnico il nuovo passaggio
permetterebbe un accesso alle persone diversamente abili al campus Bonardi (Se così è, e il Politecnico pare sostenga con questa tesi, da quando è stata costruita la sede di architettura nessuno a mai realizzato un accesso alla facoltà idoneo ai diversamente abili). Non è così. Un accesso esiste già a poche decine di metri dal civico 20 di via Ampére.
Il civico 20 ora consente al Politecnico di accedere a uno spazio della piscina Ponzio. A che titolo vi acceda non lo sappiamo. Di fatto lo ha adibito a raccolta di rifiuti.

Nella prima foto si notano 2 particolari: sulla sinistra vi è una palazzina della piscina Ponzio contrassegnata con una targa 11 B. Evidentemente per il solo fatto che il Politecnico l’ha in uso, non sappiamo a quale canone, o forsanche è di sua proprietà all’insaputa della Sovraintendenza, tanto basta. A destra vi è un cartellone pubblicitario che il Politecnico non riesce a fare fruttare! Ci chiediamo quale profitto potrà mai trarre se gestisse una caffetteria! 

evitare affollamenti per gli studenti aprendo un nuovo percorso di accesso alla facoltà (evidentemente gli studenti entrano in facoltà come scolaretti al suono della campanella!) Ma non è così.  Nel progetto si prevede che questo passaggio potrebbe essere utilizzato al massimo dal 5% della utenza della facoltà che è in decrescita.
Ma il realizzarlo permetterebbe al Politecnico, di acquisire una servitù sul suolo pubblico della piscina e del giardino Zanoia.

consentire l’ingresso ad eventuali soccorritori (con ciò il Politecnico fa intendere che ad oggi non vi siano ingressi per autolettighe o vigili del fuoco). Se così fosse la facoltà andrebbe chiusa.

aprire una nuova caffetteria per agli utenti del giardino Zanoia da un lato e dall’altro per il pubblico, mantenendo separati gli affacci sul giardino e su via Ampére .
(La caffetteria sorgerebbe al numero 20 spazio degradato e “rigenerato” da chi ha commissionato il progetto. Si da il caso che n
el giardino di via Zanoia vi sia già una struttura adibita a bar. Ma al Politecnico, probabilmente, schifa la sua qualità architettonica. Viene comunque da chiedersi perché il Politecnico prima di avanzare la sua proposta non si è posto prioritariamente di risolvere l’atavica fame dei suoi studenti e non pensa di realizzare una mensa per studenti in altro luogo o di riaprire quella di via Golgi. Elude il problema proponendosi di sfamare gli studenti con cappuccino e brioche: un’idea un po’ balzana).

Motivato da così altruistici propositi – il progetto verrebbe realizzato:
– togliendo il cancello in via Ampère, che ora delimita uno slargo usato dal Politecnico come deposito rifiuti
– creando un “corridoio”, delimitato da una recinzione e da siepi dalla parte contigua al giardino di via Zanoia, mantenendo sul corridoio gli alberi di alto fusto esistenti (naturalmente il corridoio diverrebbe una servitù e sarebbe largo probabilmente più di quanto illustrato nel progetto)
– sostituendo in quel tratto il muro di separazione esistente tra la piscina e la facoltà con una parete in vetro.

Investito della questione la commissione Territorio e Affari Istituzionali del Municipio 3, presieduta da Dario Monzio Compagnoni, eletto come indipendente nelle file del PD,
– ha incontrato i progettisti, presenti i tecnici del Comune;
– ha esaminato e discusso la richiesta Politecnico;
– a maggioranza ha espresso un parere negativo perché a suo parere il progetto proposto non soddisfa un interesse pubblico generale ma solo quello del proponente.
Come da prassi, il presidente della Commissione ha quindi proposto al Consiglio di Municipio, di mettere in votazione una delibera che ratificasse le conclusione a cui la Commissione era giunta anche in considerazione del fatto che nel passato su questioni simili il Consiglio di Zona non aveva mai avallato le pretese avanzate dal Politecnico. N
ella seduta dell’11 febbraio u.s. il Consiglio di Municipio invece di fare proprie le conclusioni della sua Commissione ha dovuto discutere anche una mozione alternativa, presentata da un pezzo della maggioranza guidato dalla Giunta di Municipio, che riconosce la pubblica utilità del progetto qualora il Politecnico dia:
– la garanzia che il passaggio non venga ampliato rispetto alle dimensioni indicate nel progetto sottoposto,
– che siano tassativamente escluse aperture verso il giardino Zanoia (ovvero sia garantito al Politecnico il diritto di servitù ).
– che la prevista caffetteria escluda ogni possibilità di accesso dalla via Ampére al giardino
– che le alberature presenti nel “corridoio”  siano mantenute e qualora venissero abbattute sostituite sul posto con altre equivalenti (oltre alla fantasiosa fattibilità della sostituzione di una alberatura con un’altra equivalente, giova ricordare che l’abbattimento di alberi è nel DNA del Politecnico considerato lo scempio di alberi che ha fatto l’anno passato in via Bassini. Ma la Giunta del Municipio 3 non se ne è mai curata).
– che le condizioni esposte vengano riportate in un atto notarile o altro idoneo atto parimenti vincolante concordato tra Comune, Politecnico e Municipio che non consenta alcuna modifica senza avere acquisito il parere del Municipio.

Il compagno Sala e la Giunta del Comune che fa? Quello che da anni ha sempre fatto avendo dato carta bianca al Politecnico di spadroneggia a Città Studi.
La Giunta del Municipio 3 cosa fa? Si è coperta di ridicolo non avallando la mozione di una sua Commissione. La vice Presidente e Assessore all’urbanistica del Municipio, Antonella Bruzzese, docente del Politecnico, ha partecipato all’istruzione della pratica riguardante il progetto del Politecnico e ha rinuncia a presenziare alle ultime riunioni di Consiglio costretta dalla minoranza che ha sollevato la questione del conflitto di interessi data la sua posizione.
Non solo la Giunta ha spaccato la sua maggioranza perché alcuni componenti della stessa non hanno appoggiato la sua contro-mozione che così non è passata.

Le elezioni Comunali sono alle porte. Se l’autocandidato sindaco sarà rieletto potrebbe succedere che tutto sarà rimesso in discussione.

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Domani tutti i bambini riprenderanno ad andare a scuola ,salvo un classe che è in quarantena.

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Oggi  abbiamo scritto della caldaia rotta alla scuola elementare di via Pini riportando, anche, il comunicato della Dirigente scolastica.
Sono seguiti contatti tra insegnanti e genitori.
Alle 22,10 i genitori hanno ricevuto questo messaggio.

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DAD Sta per didattica a distanza.

Domani gli alunni non seguiranno alcuna lezione perché le insegnanti e la preside, ovvero tutto il corpo docente, hanno deciso di “confrontarsi” con i tecnici del Comune per sapere quanto tempo questi ultimi impiegheranno a riparare l’impianto di riscaldamento rotto.
Che dire: hanno colto l’opportunità della caldaia rotta per abbandonare i bambini e  pensare al loro futuro di fuochiste?

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Per il secondo anno consecutivo i bambini della scuola elementare di via Pini, al rientro delle vacanze di natale, hanno ripreso le lezioni al freddo perché l’impianto di riscaldamento “causa ferie” si è rotto.
Stamane la dirigente scolastica se ne è accorta e con lei i tecnici del Comune.
Alle ore 10,26 Filomena Saggiomo ha “informato” i genitori.

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In via Oslavia 12, un loft abitualmente adibito a studio di registrazione, sabato sera, è stato affittato a un italo marocchino di 23 anni. Il ragazzo, E. J., vi ha organizzato un festa clandestina a cui hanno partecipato più persone.
Verso le 4,30 di domenica la polizia, allertata dai condomini delle case vicine, infastiditi dalla musica a palla, è intervenuta.
E. J. ha aperto loro la porta … e i poliziotti hanno identificato 12 italiani, tra i 21 e 32 anni, a ciascuno ha comminato una sanzione per violazione delle norme anti Covid.
Poiché nel locale vi erano alcolici e involucri di droga di vario tipi, procurati da E. J. per gli “invitati” la polizia, oltre alla multa, ha proceduto al suo arresto.

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Solo da qualche giorno gli amici di Giampiero Gallina lo hanno voluto ricordare in riva al fiume Lambro, all’interno del parco omonimo.
Non è l’orazione funebre che lo accompagnò durante il suo funerale il 24 gennaio 2020.
Di nostro riportiamo il testo che compare nella foto.

Le galline volano o non volano?

In generale possiamo dire che le galline non
sono in grado di volare in quanto non riescono a
coprire in volo che poche decine di metri,
anche se le razze più leggere e rustiche possono
arrivare e compiere dei tratti più lunghi.
Potremmo anche dire che le galline non
volano perché non ne hanno effettivamente il
bisogno, ma possono fare brevi voli in caso di
necessità contingenti, ad esempio per saltare
oltre un recinto o su un ramo di un albero in
cerca di cibo o per dormire, o per necessità di
fuga.
Dunque per noi ti sei solo...
Nascosto.
CARO "PIETRO GALLINA" TI RICORDIAMO
COME UN CARO AMICO ED IL NOSTRO...
UCCELLO CORRIDORE PREFERITO.
Ci vedremo nel pollaio
                                IG
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