AGOSTO 2009 L’ACCORDO IN BASE AL QUALE I LAVORATORI DELL’INSE SCESERO DAL CARROPONTE

Quattro operai della INSEE e un sindacalista della FIOM scesero dal carroponte che si trovava all’interno della fabbrica, dopo 7 notti e 8 giorni quando fu detto loro che era stato trovato un accordo.

da sinistra a destra FABIO BOTTAFERRA MASSIMO MERLO LUIGI ESPOSITO VINCENZO ACERENZA ROBERTO GIUDICI (delegato FIOM)

L’accordo frutto di mediazioni politico/sindacali è significativo non solo per la valenza politica che assunse la lotta dei lavoratori e che ancora è in essere. Un lotta capace di costringere politici, sindacalisti, speculatori di varia specie a trovare una soluzione diversa da quella che ogni singolo soggetto avrebbe voluto perseguire. Ma anche perchè ancora incide sulle sorti dell’area su cui una volta sorgeva la ex INNOCENTI. Incide sulle sorti di un pezzo rilevante della ns. Zona.
Stante a quell’accordo sino al 2025 lo stabilimento in cui si trovavano le macchine (e ancora in gran parte si trovano) e gli operai dovrà avere una vocazione produttiva.
Qualche giorno dopo l’accordo Attilio Camozzi fondatore del Gruppo che ha rilevato la INNSE, parlò dei lavoratori, che licenziati, per 15 mesi occuparono-gestirono-pesidiarono la fabbrica e disse: Con quello che hanno fatto hanno dimostrato un attaccamento incredibile al loro lavoro, un atteggiamento onorevole, un valore per rilanciare l’azienda”.
Qui di seguito riportiamo il testo dell’accordo ragginto in Prefettura, nell’agosto del 2009, in base al quale ai lavoratori della INNSE veniva garantito il reintegro nel posto di lavoro in via Rubattino 87.

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IL CIGNO NERO NEL FIUME LAMBRO

Dove? Al parco Lambro

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PANINO INDIGESTO. A PROPOSITO DELLE MENSE SCOLASTICHE E NON SOLO

A seguito di alcuni articoli apparsi su Il Fatto Quotidiano e Repubblica sino ad oggi non avevamo capito se il Ddl 2037 presentato il 4 agosto 2015, alla presidenza del Senato, avente come titolo DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISTORAZIONE COLLETTIVA, primo firmatario la senatrice Eleana Pignedoli (PD) e a seguire anche l’attuale ministro  dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli, era stato tramutato in legge. 1)
Per cui siamo andati sul sito del Senato in data 12 agosto e abbiamo appreso che ancora in data 25 luglio il Ddl era in discussione.
Per cui, quanto “strillato” dai titoli dei giornali menzionati, non era esattamente vero .
Il Fatto Quotidiano dell’11 luglio u.s. Mense scolastiche, ecco il ddl del governo: sì qualità, no panino da casa. Ma sparisce l’educazione alimentare
Repubblica 18 luglio u. s. Mensa a scuola, ecco la legge: “Così diventerà obbligatoria”. Insorge il partito del panino
Il Fatto Quotidiano 12 agosto 2017 Scuola, le imprese si scrivono la legge su panini e mense
Comunque vi invitiamo a leggerli così che possiate farvi un’idea di come funzionano le cose in Italia dal punto dal punto di vista di chi legifera in nome nostro e dal punto di vista di chi vorrebbe informarci.
Un’ultima notazione. Che la legge ci sia o non ci sia a noi abitanti di Milano poco importa: il Comune di Milano ha la sua partecipata Milano Ristorazione che nel 2015 ha guadagnato, gestendo la mense scolastiche, 2,5 milioni di euro. Evviva Milano locomotiva d’Italia!

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NOTA
1) A seguire il link del testo del DDL 2037 Disposizioni in materia di ristorazione collettiva

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OGGI INGRESSO LIBERO ALLA TOILETTE

Erano anni, anzi decenni, che girellando per la Zona mi chiedevo come fossero fatte all’interno. Ve ne sono ancora: in via Valvassori Peroni, angolo via Pascal; in via Feltre all’ingresso del parco Lambro; in piazza Gobetti; in via Rombon.
A proposito: quest’oggi ingresso libero in quella di via Rombon, apertura anche serale. Le luci sono sempre accese!.
Non ne ho approfittato: mi sono solo affacciato.
Ma forse ho perso l’occasione della vita perché stante a quanto mi era stato riferito nel gennaio del 2016 (vd. articolo) è imminente “la riqualificazione” di questo manufatto.

 

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UNITI COME SEMPRE

Qualche giorno fa abbiamo visto gli operai della INNSE di via Rubattino 81, fuori dalla fabbrica, sotto un telo tirato alla belle meglio e un caldo che sempre più saliva: presidiavano la fabbrica.
Dal 4 marzo, quando 4 di loro sono stati licenziati, sono lì avanguardia e vedetta di una classe lavoratrice mai doma.
Per il secondo anno sono in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (soprattutto per l’impresa che l’ha ottenuta senza il loro accordo).
Come sapete eravamo passati per caso. Ma alle volte il caso…
Avevamo scambiato qualche parola. Chiesto di capire e ci hanno risposto: parliamo con tutti.
E ci hanno fatto vergognare perché poche volte ci siamo occupati di loro!
Siamo ritornati troppo presto.
Era quasi mezzogiorno.
Quelli che presidiavano avevano preparato sul tavolo una pila di panini imbottiti con sottaceti e salumi e acqua.
Ci hanno offerto da bere e da mangiare. Ci hanno fatto vergognare! E pudicamente abbiamo declinato l’invito.
Ma anche loro non mangiavano.
Aspettavano mezzogiorno; che la guardia aprisse il cancello; che i 4 operai non in cassa integrazione uscissero dalla fabbrica e si unissero a loro.
Per 40 anni hanno avuto la mensa. Lodovico Comotti l’ha tolta e ha proposto loro un buono.
Preferiscono mangiare uniti: come sempre.

 

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4 agosto QUANTE COSE SUCCEDONO SOTTO IL NOSTRO NASO E NON CE NE ACCORGIAMO

Eppure in via Rubattino vi sono, anche, demolizioni, fallimenti, retaggi del passato e lotte.

Abbiamo sostenuto più volte che google maps è un formidabile luogo di memoria. Capita spesso che percorrendo una via la troviamo cambiata e se facciamo affidamento alla memoria non riusciamo a ricordare come quel posto fosse qualche tempo addietro.
Così è stato stamane quando imboccata via Rubattino, per andare verso la tangenziale, abbiamo visto che era attivo un cantiere edile.

Cosa ci fosse prima in quel luogo sapete come abbiamo fatto a ricordarlo.
Abbiamo proseguito lungo la via e, pensando alla demolizione – sopra pensiero -, invece di prendere la tangenziale siamo andati oltre, al punto che non siamo più riusciti tornare indietro. Procedendo lentamente a destra abbiamo notato un cancello quasi divelto e dei “cartelli” affissi.
Ci siamo fermati e abbiamo preso nota, fotograficamente, di quel che indicavano e, traguardato lo sguardo oltre il cancello, abbiamo visto, per la prima volta, che li v’era un buncker.

Ma le sorprese non sono finite qui.
Fatto un centinaio di metri dalla parte opposta della strada, ai cancelli della INNSE c’erano, sotto un telone e un sole cocente gli operai della fabbrica.
Siamo andati, impossibilitati a svoltare a sinistra, sino a Segrate e poi ci siamo fermati dove c’erano loro, esattamente 8 anni dopo. Ancora in lotta per il lavoro!

Qualcuno ricorderà, il gesto clamoroso che quattro di loro compirono esattamente il 4 agosto 2009: saliti a 12 metri di altezza su un carroponte, all’interno della fabbrica, per 8 giorni non scesero da li sino a che non fu restituita loro la dignità.
A 8 anni di distanza ancora lottano. Noi in questi anni abbiamo forse saputo qualcosa di loro ma…considerato che l’azienda a marzo ne ha licenziati 4, che da due anni gli altri sono in cassa integrazione, che solo 6 lavorano. Ci siamo chiesti: cosa li spinge a “testimoniare” le loro ragioni pacificamente?

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1 – 21 AGOSTO ORARI DI APERTURA DELLA BIBLIOTECA VALVASSORI PERONI

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QUANDO IL CORRIERE DELLA SERA RIPORTA FATTI REALMENTE NON ACCADUTI

A proposito della lotta dei lavoratori della INNSE di via Rubattino 81.

Il 18 ottobre 2016, a pagina 5 della Cronaca Milanese del Corriere della Sera, è comparso il seguente articolo

Un quadro a tutto tondo dove Lodovico Camozzi, presidente del gruppo INNSE MILANO SPA , di via Rubattino, alla domanda Davvero a Milano è in gioco la libertà di fare impresa? rispondeva :«… Oggi … ci è fisicamente impedito con atti illegali di fare ciò per cui ci siamo impegnati. Abbiamo chiesto alle autorità competenti di ristabilire la legalità dentro e fuori l’Innse. Senza la legalità diventerà impossibile fare impresa». E per sottolineare gli atti illegali messi in atto dalle maestranze veniva riferito che: ” Il 14 ottobre l’azienda ha depositato un ricorso d’urgenza al giudice del lavoro per ottenere l’agibilità della fabbrica.”
Ebbene con sentenza n.2219/2017 pubblicata il 28/07/2017 RG n. 12785/2016 il giudice del lavoro ha affermato che i fatti contestati ai lavoratori relativi all’11 e al 14 ottobre,  allorquando, a dire della società, i lavoratori avrebbero deliberatamente impedito l’esecuzione dei lavori previsti dal Piano di Risanamento…deve escludersi  in quanto non è stata raggiunta prova alcuna sia delle condotte minacciose modalità dedotte e con le quali i lavoratori sarebbero entrati all’interno dello stabilimento sia del loro permanere dopo le assemblee nel tentativo di scoraggiare i lavori.
Per quanto concerne invece la contestazione relativa all’asserita attività di ostacolo ai lavori di smantellamento delle macchine detentratrici… non si ritiene raggiunta prova alcuna, nemmeno presuntiva, della constatazione formulata dalla società ricorrente.
… Il ricorso deve essere respinto e conseguentemente deve essere accolta la domanda riconvenzionale dei lavoratori di annullamento delle sanzioni relative ai fatti per cui è causa, con ulteriore condanna della società a corrispondere ai resistenti tutte le trattenute effettuate conseguentemente in busta paga.

PQM
definitivamente pronunciando, respinge il ricorso;
in parziale accoglimento della domande ricoinvenzionali dei convenuti, dispone l’annullamento delle sanzioni irogate ai lavoratori con lettere del’8 e del 16 novembre 2016 e condanna INNSE MILANO SPA alla corrresponsione a tutti i lavoratori delle  trattenute disposte in applicazione delle sanzioni…
Sentenza esecutiva
Milano, 27.7.2017 Il Giudice
Tullio Perillo

Per completezza riportiamo il testo integrale della sentenza

 

e, anche, in formato PDF SENTENZA N. 2219 

P. S. Questa non è la prima sentenza favorevole agli operai della INNSE. Ne abbiamo riportato il testo al seguente link LODOVICO COMOTTI RINUNCIA A PERSEGUIRE GLI OPERAI
In passato sulle vicende dell’INNSE scrivemmo più articoli. Uno dei quali fa una breve storia che va dal 2008 agli inizi del 2016. La potete leggere a questo link IN ITALIA CAMBIANO I PADRONI. MA LA STORIA CHE VOGLIONO SCRIVERE E’ SEMPRE UGUALE
Vi segnaliamo anche L’ARMISTIZIO DEL SINDACATO

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