Qualche giorno fa abbiamo visto gli operai della INNSE di via Rubattino 81, fuori dalla fabbrica, sotto un telo tirato alla belle meglio e un caldo che sempre più saliva: presidiavano la fabbrica.
Dal 4 marzo, quando 4 di loro sono stati licenziati, sono lì avanguardia e vedetta di una classe lavoratrice mai doma.
Per il secondo anno sono in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (soprattutto per l’impresa che l’ha ottenuta senza il loro accordo).
Come sapete eravamo passati per caso. Ma alle volte il caso…
Avevamo scambiato qualche parola. Chiesto di capire e ci hanno risposto: parliamo con tutti.
E ci hanno fatto vergognare perché poche volte ci siamo occupati di loro!
Siamo ritornati troppo presto.
Era quasi mezzogiorno.
Quelli che presidiavano avevano preparato sul tavolo una pila di panini imbottiti con sottaceti e salumi e acqua.
Ci hanno offerto da bere e da mangiare. Ci hanno fatto vergognare! E pudicamente abbiamo declinato l’invito.
Ma anche loro non mangiavano.
Aspettavano mezzogiorno; che la guardia aprisse il cancello; che i 4 operai non in cassa integrazione uscissero dalla fabbrica e si unissero a loro.
Per 40 anni hanno avuto la mensa. Lodovico Comotti l’ha tolta e ha proposto loro un buono.
Preferiscono mangiare uniti: come sempre.

 

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Eppure in via Rubattino vi sono, anche, demolizioni, fallimenti, retaggi del passato e lotte.

Abbiamo sostenuto più volte che google maps è un formidabile luogo di memoria. Capita spesso che percorrendo una via la troviamo cambiata e se facciamo affidamento alla memoria non riusciamo a ricordare come quel posto fosse qualche tempo addietro.
Così è stato stamane quando imboccata via Rubattino, per andare verso la tangenziale, abbiamo visto che era attivo un cantiere edile.

Cosa ci fosse prima in quel luogo sapete come abbiamo fatto a ricordarlo.
Abbiamo proseguito lungo la via e, pensando alla demolizione – sopra pensiero -, invece di prendere la tangenziale siamo andati oltre, al punto che non siamo più riusciti tornare indietro. Procedendo lentamente a destra abbiamo notato un cancello quasi divelto e dei “cartelli” affissi.
Ci siamo fermati e abbiamo preso nota, fotograficamente, di quel che indicavano e, traguardato lo sguardo oltre il cancello, abbiamo visto, per la prima volta, che li v’era un buncker.

Ma le sorprese non sono finite qui.
Fatto un centinaio di metri dalla parte opposta della strada, ai cancelli della INNSE c’erano, sotto un telone e un sole cocente gli operai della fabbrica.
Siamo andati, impossibilitati a svoltare a sinistra, sino a Segrate e poi ci siamo fermati dove c’erano loro, esattamente 8 anni dopo. Ancora in lotta per il lavoro!

Qualcuno ricorderà, il gesto clamoroso che quattro di loro compirono esattamente il 4 agosto 2009: saliti a 12 metri di altezza su un carroponte, all’interno della fabbrica, per 8 giorni non scesero da li sino a che non fu restituita loro la dignità.
A 8 anni di distanza ancora lottano. Noi in questi anni abbiamo forse saputo qualcosa di loro ma…considerato che l’azienda a marzo ne ha licenziati 4, che da due anni gli altri sono in cassa integrazione, che solo 6 lavorano. Ci siamo chiesti: cosa li spinge a “testimoniare” le loro ragioni pacificamente?

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A proposito della lotta dei lavoratori della INNSE di via Rubattino 81.

Il 18 ottobre 2016, a pagina 5 della Cronaca Milanese del Corriere della Sera, è comparso il seguente articolo

Un quadro a tutto tondo dove Lodovico Camozzi, presidente del gruppo INNSE MILANO SPA , di via Rubattino, alla domanda Davvero a Milano è in gioco la libertà di fare impresa? rispondeva :«… Oggi … ci è fisicamente impedito con atti illegali di fare ciò per cui ci siamo impegnati. Abbiamo chiesto alle autorità competenti di ristabilire la legalità dentro e fuori l’Innse. Senza la legalità diventerà impossibile fare impresa». E per sottolineare gli atti illegali messi in atto dalle maestranze veniva riferito che: ” Il 14 ottobre l’azienda ha depositato un ricorso d’urgenza al giudice del lavoro per ottenere l’agibilità della fabbrica.”

Ebbene con sentenza n.2219/2017 pubblicata il 28/07/2017 RG n. 12785/2016 il giudice del lavoro ha affermato che i fatti contestati ai lavoratori relativi all’11 e al 14 ottobre,  allorquando, a dire della società, i lavoratori avrebbero deliberatamente impedito l’esecuzione dei lavori previsti dal Piano di Risanamento…deve escludersi  in quanto non è stata raggiunta prova alcuna sia delle condotte minacciose modalità dedotte e con le quali i lavoratori sarebbero entrati all’interno dello stabilimento sia del loro permanere dopo le assemblee nel tentativo di scoraggiare i lavori.
Per quanto concerne invece la contestazione relativa all’asserita attività di ostacolo ai lavori di smantellamento delle macchine detentratrici… non si ritiene raggiunta prova alcuna, nemmeno presuntiva, della constatazione formulata dalla società ricorrente.
… Il ricorso deve essere respinto e conseguentemente deve essere accolta la domanda riconvenzionale dei lavoratori di annullamento delle sanzioni relative ai fatti per cui è causa, con ulteriore condanna della società a corrispondere ai resistenti tutte le trattenute effettuate conseguentemente in busta paga.

PQM
definitivamente pronunciando, respinge il ricorso;
in parziale accoglimento della domande ricoinvenzionali dei convenuti, dispone l’annullamento delle sanzioni erogate ai lavoratori con lettere del’8 e del 16 novembre 2016 e condanna INNSE MILANO SPA alla corresponsione a tutti i lavoratori delle  trattenute disposte in applicazione delle sanzioni…
Sentenza esecutiva
Milano, 27.7.2017 Il Giudice
Tullio Perillo

Per completezza riportiamo il testo integrale della sentenza

 

e, anche, in formato PDF SENTENZA N. 2219 

P. S. Questa non è la prima sentenza favorevole agli operai della INNSE. Ne abbiamo riportato il testo al seguente link LODOVICO COMOTTI RINUNCIA A PERSEGUIRE GLI OPERAI
In passato sulle vicende dell’INNSE scrivemmo più articoli. Uno dei quali fa una breve storia che va dal 2008 agli inizi del 2016. La potete leggere a questo link IN ITALIA CAMBIANO I PADRONI. MA LA STORIA CHE VOGLIONO SCRIVERE E’ SEMPRE UGUALE
Vi segnaliamo anche L’ARMISTIZIO DEL SINDACATO

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All’altezza dell’incrocio semaforico, tra via Rombon e via Crescenzago, sino al 30 agosto, via Rombon i restringe a una corsia per senso di marcia.

La ditta esecutrice dei lavori, con le ditte subalpaltatrici, hanno tempo sino al 12 aprile 2018 per terminare i lavori di manutenzione straordiaria della canalizzazione della fognatura che interessa anche la nostra zona.
Stante alla cartellonistica dislocata, per quanto riguarda l’incrocio di via Rombon con via Crescenzago, i lavori dovrebbero terminare prima: il 30 agosto.
Un mesetto di delizie e sofferenze per chi si appresta a percorrere via Rombon: all’altezza dell’incrocio con via Crescenzago si restringe a una corsia per senso di marcia.

P. S. Se posizionate il cursore su un’immagine e premetete il tasto sinistro del mouse potete ingrandirla.

Ma non solo chi proviene dalla città a quell’ex incrocio non può girare a sinistra per via Crescenzago. E chi proviene da Segrate o dalle vie Passo Rolle o Passo Sella non potrà fare il sottopasso di via Porpora perchè chiuso sino al 18 agosto per lavori. Altrettanto dicasi per chi si immette da via Crescenzago in via Rombon.

 

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Tra il 13 e 15 dicembre 2013 tra lo Street Studio di via Sbodio e lo Spazio Ventura 15 è approdato il Bicycle Film Festival, rassegna allora giunta al tredicesimo anno, che ha come caratteristica quella di portare  in giro per il mondo la cultura delle due ruote.

Liberamente ispirata al tema della bicicletta vi è stata  anche una mostra, nell’ex Arti Grafiche Bazzi di via Carpi, dove 25 grafici under 40 hanno esposto una loro opera.

P. S.
All’epoca redigemmo un articolo con alcune di queste opere. Ma abbiamo notato che non ha avuto l’attenzione che meritava. Ora lo riproponiamo presentando 23 delle 25 opere esposte. (Se volete potete segnalarci quelle mancanti).
Il tema della bicicletta è soprattutto in questa stagione d’attualità.
Se posizionate il cursore su una immagine e premete il pulsante sinistro del mouse potete ingrandirla.

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Di seguito il testo completo della sentenza

P. S. Questa non è la prima sentenza favorevole agli operai della INNSE. (vd.)

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Se siete nati, cresciuti, vivete o vorreste vivere al quartiere Feltre questa è l’occasione buona per sapere quando e da chi e come è stato realizzato.
Il sito di Lombardia Beni Culturali documenta, sia con immagini e planimetrie, anche d’epoca, sia con una breve descrizione il Quartiere. La descrizione, come minimo contiene una svista: si dice che vi sono tre nuclei di edifici alti 10 piani quando in realtà i piani sono 9.
Vi è un link che rimanda all’asilo nido e altri ai vari architetti che hanno realizzato i manufatti.
Non è che l’inizio per conoscere le nostre “radici”.
Posizionate il cursore sull’immagine e cliccate visualizzerete la pagina dell’archivio.

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