venerdì dalle 16:00 p.m. alle 01:00 a.m.
sabato dalle 11:00 a.m. alle 01:00 a.m.
domenica dalle 11:00 a.m. alle 01:00 a.m.
I food truck sono stati selezionati da STREEAT® secondo cui gourmet, design e on de road convivono su furgoncini, carretti, biciclette e ape car allestiti come vere e proprie cucine mobili.
Le proposte culinarie dei food truck sarà affiancata dalla presenza di: birrifici artigianali, centrifughe di frutta e verdura fresche; vini.
L’esperienza gastronomica sarà totale e unica: dal dolce al salato ce n’è per tutti i gusti e intolleranze, nessuno escluso. Infatti sono presenti anche scelte vegane, vegetariane, gluten-free e senza lattosio.
L’atmosfera sarà allietata dalla proposta musicale.
Le proposte culinarie dei Food Truck sono:
Olive Ascolane DOP (Abruzzo) – Farinata di ceci (Piemonte) – Pizza fritta Napoletana (Campania) – Hamburger di Chianina (Toscana) – Arrosticini di pecora (Marche) – Frittelle di mele (Friuli Venezia Giulia) – Cannoli Siciliani riempiti al momento (Sicilia) – Gnocco fritto Modenese (Emilia) – Panino al Lampredotto (Toscana) – Supplì Romano (Lazio) – Arancini di riso (Sicilia) – Trofie al pesto e trofie di farina castagne al sugo di noci (Liguria) – Pasta fresca ripiena (Emilia Romagna) – Hamburger di Fassona (Piemonte) – Polenta nel paiolo di rame (Trentino) – Patatine Sieglinde Novelle di Galatina DOP (Puglia) – Lumache allevate in Italia (Lombardia) – Fritto misto di pesce (da tutta Italia) – Risotto giallo alla Milanese (Lombardia) – Pasta e fagioli in crosta di pane (Lombardia) -Miasse di farina di mais farcite con salumi e formaggi (Piemonte) – Burger di tonno (Lombardia) – Kebab gourmet (Lombardia) – Pizza Romana (Lazio) – Hamburger di Angus allevato in Italia (Puglia) – Tramezzini gourmet Veneziani (Veneto) – Panigaccio con salumi e formaggi Toscani (Toscana) – Baccalà alla Vicentina (Veneto).
Non mancano specialità internazionali quali : Poff cakes con farine e uova biologiche, kebap di Angus, hot dog gourmet, churros, arepas Venezuelane, gelati Giapponesi, BBQ Americano, baked potatoes, ceviche e lomo saltado Peruviano, asado Argentino, crepès e galletes.
L’ingresso è libero le consumazioni si pagano:chi ci andrà scoprirà..
A compenso gli studenti di Architettura studiano nei corridoi e quelli di Ingegneria Elettrica da Città Studi sono stati trasferiti alla Bovisa (provvisoriamente? e soli per i primi 2 anni)
Elenco degli edifici che il Politecnico ha deciso di lasciare A Bovisa a causa degll’affitto troppo oneroso. edificio di Architettura (ed. 2), Aula Carlo de Carli (ed. 3), il lab modelli di architettura (ed. 3A) e tutta la parte dedicata agli uffici (ed.1 e 4).
E. T. Provate a farvi un giro durante la settimana all’interno dell’edificio 11, potreste rimanere sorpresi dalle situazioni in cui gli studenti sono costretti a studiare o seguire le lezioni.
S. EM. La vicenda di Architettura però nasce un po’ più in là nel tempo. Erano state create due diverse Facoltà di Architettura all’interno del Politecnico di Milano: Architettura e Società (con sede in Leonardo e a Mantova) ed Architettura Civile (con sede in Bovisa Campus Durando, in affitto). Recentemente le due distinte Facoltà sono state obbligate a riunirsi, per obblighi ministeriali, se non erro. A questo punto si è avuto: unificazione di dipartimenti, segreterie etc etc, non ultimo lo svuotamento degli edifici di Architettura in via Durando. Da qui il sovraffollamento in Leonardo che ha assorbito anche il flusso degli studenti e docenti di Bovisa.
MI. A. I finanziamenti pubblici (fondo finanziamento ordinario) sono diminuiti in percentuale molto più che negli altri settori pubblici ( sanità , forze dell’ ordine… ) . Questo ha portato a lasciare gli edifici di architettura a Bovisa, che non sono mai stati venduti perché erano affittati. Il travaso di studenti a Leonardo ha implicato il sovraffollamento nonostante il calo della richiesta interna mentre la richiesta dall’ estero aumentava spinta dalle classifiche (internazionali e indipendenti, non quelle fatte in casa). Visione d insieme… La decisione di unire le scuole di architettura ha coinvolto senato accademico, consiglio di amministrazione e ovviamente le scuole di architettura. La stessa decisione ha molte sfaccettature: una disciplinare … ; una strategica ovvero l’ obiettivo di avere tre scuole: design, ingegneria e architettura; una di consolidamento economico perchè si è deciso di abbandonare tutti gli edifici che erano in affitto per diminuire i costi correnti a fronte di finanziamenti decrescenti e incerti (“risparmiando per qualche anno sarà possibile costruire” si diceva molto prima che Renzo Piano fosse coinvolto), e un lato logistico che ha prodotto 5 anni di gioco del 15 per spostare uffici e ammodernare aule senza interrompere le funzioni di quegli spazi.
Non siamo san Tommaso e quindi crediamo che gli studenti di Architettura studino in una situazione di disagio. Non conosciamo dall’interno le dinamiche e le politiche perseguite negli anni dal Senato accademico del Politecnico di Milano.
Ma di certo dopo le segnalazioni abbiamo cercato di capire meglio e ci siamo imbattuti in una nota dell’associazione studentesca La Terna Sinistrorsa presente da più di 20 anni al Politecnico di Milano, il cui obiettivo è migliorare l’università attraverso la rappresentanza studentesca e l’organizzazione di attività rivolte agli studenti.
Per la lettura completa della nota vi rimandiamo a questo link Riassetto Bovisa. In sintesi si dice: la scelta strategica operata dal senato accademico del Politecnico, e dalle varie facoltà, è stata quella non rinnovare i contratti di affitto degli immobili in cui v’erano Facoltà o dipartimenti del Politecnico. E poichè dal 1° gennaio 2016 le scuole di Architettura Civile, Architettura e Società e Ingegneria edile architettura si sono fuse in una scuola unica, ciò ha comportato che i corsi di architettura presenti alla Bovisa siano stati spostati a Città studi, dove era stato previsto che il numero degli studenti non sarebbe raddoppiato ma sarebbe rimasto pressoché invariato.
A sostegno della scelta effettuata il senato accademico affermava che da un lato i risparmi sugli affitti avrebbero permesso di comperare degli immobili dall’altro i fondi dell’affitto sarebbero serviti a riqualificare gli spazi della didattica e quelli della vivibilità del PoliMI negli orari extrascolasti ad es. a Piazza Leonardo da Vinci e non solo.
Il prorettore di architettura di allora Balducci? e il rettore del Politecnico di allora Azzone? sono stati di parola: metà della piazza Leonardo da Vinci è stata rimessa a nuovo grazie al gioco del quindici e a scapito della didattica e degli studenti.*
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* Alessadro Balducci minimizza la grande opera e inquadrandola all’interno di quel che sono le due università Politecnico e Statale a città studi recentemente ha detto: “Ora abbiamo due grandi recinti impenetrabili. Siamo riusciti a togliere una barriera con la riquaificazione del parcheggio di Leonardo da Vinci….” (Corriere della Sera, 27 marzo 2017)
Come il Municipio 3 gestisce l’Auditorium Stefano Cerri
Sabato in via Valvassori Peroni è giorno di mercato. Dopo giorni di pioggia c’è il sole. Decido di andare a consegnare un libro in biblioteca e di approfittarne per comperare qualche cosa al mercato.
Davanti all’Auditorium c’è un capannello di persone; una ragazza sta per aprirne la porta e spiega, con le chiavi in mano, che apre la porta ma potrebbe suonare l’allarme. I vetri dell’Auditorium sono schermati, oscurati. La porta viene aperta e sorpresa: questo è la desolante visione dell’Auditorium.
Entro anch’io. Quelli che sono entrati con me cercano di capire il da farsi. Io faccio qualche scatto. Da quel che dicono la sala è stata affittata a una forza politica.
Si danno da fare per mettere le sedie …
Uscito dall’Auditorium sono andato a fare la spesa. C’é un banchetto della forza politica “Innominabile”*.
Giovedì sarà consiglio di Municipio. Sono in discussione 7 mozioni. La seconda è sicuramente della forza politica “Innominabile“, perché al banchetto raccoglievano le firme proprio sul tema “Città Studi ed Expo“.
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* Movimento5 stelle. Innominabili perchè nell’ordine del giorno del Consiglio di Municipio 3, non compare chi ha presentato la mozione. Un errore?
Non era presente ieri pomeriggio in Sala consiliare a Palazzo Marino, alle Commissioni congiunte Urbanistica e Mobilità per parlare di città Studi e del suo futuro.
In sua vece erano presenti l’assessore all’urbanistica Maran; Alessandro Balducci: ex prorettore Vicario di Architettura; ex assessore all’Urbanistica, all’Edilizia Privata e all’Agricoltura del Comune di Milano in sostituzione di Ada De Cesaris (1), nominato dal sindaco Pisapia, dopo che era salito sul palco della «Leopoldina» il mese prima; ora nominato consulente dal Sindaco Sala sui temi di Città Studi, Istituto Besta, Istituto Tumori, scali Ferroviari – compreso quello di Lambrate.
A latere vi era anche l’assessore alla Mobilità Monguzzi che da verde convertito, recentemente si è prodotto in una interrogazione contro la gestione di Bruno Rota. Implicitamente si è così schierato con Sala che rottamando Rota ha aperto la strada a Fs italiane.
Commissione grandemente partecipata durata oltre 3 ore.
Applausi alla fine di ogni intervento dei cittadini.
Riportiamo come sintesi l’intervento di Marina Romanò del gruppo Che ne sarà di Città Studi?
Alla fine della seduta l’assessore all’Urbanistica Maran
– ha elargito bollicine
la vocazione di Città Studi rimarrà la stessa; le funzioni attuali possono essere rinforzate;
– ha parlato di esodi biblici: ora a Città Studi ci sono 34 mila studenti, resteranno poco sotto questo numero.
Il perché è presto detto: la Statale sposterà a Città Studi nuovi corsi (ideona! Se ne va perché gli hanno detto che ristrutturare gli immobili attuali è meno conveniente che andare su area EXPO e poi quegli stessi immobili, da ristrutturare, pensa di utilizzarli per metterci altri studenti (non è dato di capire se attualmente sono dispersi o debbono ancora a nascere).
Secondo Maran le 17000 persone del Politecnico che ora sono a Città Studi, possono aumentare di numero (ideona espressa anche dal nuovo rettore del Politecnico, Resta, all’apertura dell’anno accademico: rafforzare il Campus Sostenibile della Bovisa e di Città Studi. Peccato che il campus Città Studi annunciato il 21 settembre 2011 doveva coinvolgere Politecnico e Università Statale, svilupparsi su 400.000 mq. e inglobare, tra l’altro, la Piscina Ponzio (di cui recentemente abbiamo scritto). Ovvero Politecnico e Statale con i soldi nostri volevano appropriarsi di altri suoli pubblici a onore e gloria dei loro rettori e dei senati accademici che li hanno nominati). L’unica cosa che il campus sostenibile ha prodotto è stata quella di permettere al rettore Azzone di migrare sui terreni di Arexpo, essendo diventato il presidente della società proprietaria dei terreni su cui si è svolta l’esposizione universale (1); di far si che il Balducci sempre in sella, tenga gli occhi puntati sulle parti più pregiate di città Studi, tutelando il nuovo rettore Resta, voluto da Azzone, per accaparrarsele.
Notevole il fatto che il Corriere della Sera, per la seconda volta in pochi giorni sembra ammicchi agli studenti dando loro voce, sostenendo dapprima che gli stessi studiano nei corridoi (vd.) e poi che se gli edifici rimangono vuoti possono essere occupati. Ma qui si vede la pagliuzza e non la trave.
L’ultimo colpo di scena è stato l’annuncio che dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – essere recuperato un immobile di proprietà della Statale sito in viale Abruzzi 42. La statale lo ha messo in vendita suggerendone una destinazione ad albergo. Ma non ha trovato alcun compratore. Vi era la biblioteca dell’Istituto di Chimica Farmaceutica e Tossicologia. Ma da anni e anni è abbandonato.
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1) Ada De Cesaris, vicesindaco di Milano e assessore all’Urbanistica se ne era andata in punta di piedi dal Comune – aveva promesso che sarebbe tornata a fare l’avvocato – è ricomparsa come consigliere della società Arexpo. Illuminante come il Golf People Club Magazine ha accolto tale nomina
1 dicembre 2016
ADA LUCIA DE CESARIS – AREXPO Il direttore responsabile Golf People Club Magazine , unitamente a tutti i componenti dello staff editoriale , intendono esprimere le proprie congratulazioni al neo eletto consigliere di Arexpo , società proprietaria dei terreni dell’ Expo e futuro gestore del progetto di sviluppo delle aree da più di un milione di metri quadrati, avvocato Ada Lucia De Cesaris che sarà affiancata nel ruolo da un altro consigliere , Marco Simoni , , 43 anni, tra i principali consiglieri economici del premier Matteo Renzi , già capostaff di Carlo Calenda viceministro durante il governo di Enrico Letta , con varie cattedre (tra cui alla London School of Economics) e un’esperienza alle Nazioni Unite Ada Lucia De Cesaris , ex vicesindaco di Milano durante la giunta Pisapia , avvocato amministrativista e già assessore all’Urbanistica , aveva seguito la determinazione della destinazione d’uso della zona , al confine tra il Comune di Milano e il Comune di Rho . De Cesari è stata nominata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, entrato ufficialmente nella compagine azionaria come socio di maggioranza relativa .
2) Il 4 marzo 2016 un comunicato dell’ANSA diceva “Il Consiglio di Amministrazione di Arexpo, la società proprietaria dei terreni dell’area Expo, nella sua seduta di insediamento ha formalizzato oggi la nomina a presidente della Società del rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, e quella ad amministratore delegato del direttore generale di Regione Lombardia, Giuseppe Bonomi. Il terzo componente del Cda è la dottoressa Chiara Della Penna. Azzone è stato indicato dal Comune di Milano, Bonomi dalla Regione, Della Penna dalla Fondazione Fiera. La prossima assemblea straordinaria dovrebbe ratificare l’ingresso del Governo in Arexpo, con la nomina di due membri nominati dal Ministero dell’Economia. L’assemblea straordinaria verrà convocata quando il decreto della presidenza del Consiglio, che regola l’ingresso del governo in Arexpo, sarà registrato alla Corte dei conti. Il Governo dovrebbe detenere il 40% di Arexpo, Regione Lombardia e Comune di Milano il 25% a testa, Fondazione Fiera il restante 10%“.