CON I SOLDI RISPARMIATI DALL’AFFITTO IL POLITECNICO SI E RIFATTO IL GIARDINO

A compeso gli studenti di Architettura studiano nei corridoi e quelli di Ingegneria Elettrica da Città Studi sono stati trasferiti alla Bovisa (provvisoriamente? e soli per i primi 2 anni)

Elenco degli edifici che il Politecnico ha deciso di lasciare A Bovisa a causa degll’affitto troppo oneroso. edificio di Architettura (ed. 2), Aula Carlo de Carli (ed. 3), il lab modelli di architettura (ed. 3A) e tutta la parte dedicata agli uffici (ed.1 e 4).

Di recente abbiamo scritto un articolo Qualcuno si è venduto le aule di architettura. E su alcuni siti facebook abbiamo ricevuto le seguenti osservazioni

E. T. Provate a farvi un giro durante la settimana all’interno dell’edificio 11, potreste rimanere sorpresi dalle situazioni in cui gli studenti sono costretti a studiare o seguire le lezioni.

S. EM. La vicenda di Architettura però nasce un po’ più in là nel tempo. Erano state create due diverse Facoltà di Architettura all’interno del Politecnico di Milano: Architettura e Società (con sede in Leonardo e a Mantova) ed Architettura Civile (con sede in Bovisa Campus Durando, in affitto). Recentemente le due distinte Facoltà sono state obbligate a riunirsi, per obblighi ministeriali, se non erro. A questo punto si è avuto: unificazione di dipartimenti, segreterie etc etc, non ultimo lo svuotamento degli edifici di Architettura in via Durando. Da qui il sovraffollamento in Leonardo che ha assorbito anche il flusso degli studenti e docenti di Bovisa.

MI. A. I finanziamenti pubblici (fondo finanziamento ordinario) sono diminuiti in percentuale molto più che negli altri settori pubblici ( sanità , forze dell’ ordine… ) . Questo ha portato a lasciare gli edifici di architettura a Bovisa, che non sono mai stati venduti perché erano affittati. Il travaso di studenti a Leonardo ha implicato il sovraffollamento nonostante il calo della richiesta interna mentre la richiesta dall’ estero aumentava spinta dalle classifiche (internazionali e indipendenti, non quelle fatte in casa). Visione d insieme… La decisione di unire le scuole di architettura ha coinvolto senato accademico, consiglio di amministrazione e ovviamente le scuole di architettura. La stessa decisione ha molte sfaccettature: una disciplinare … ; una strategica ovvero l’ obiettivo di avere tre scuole: design, ingegneria e architettura; una di consolidamento economico perchè si è deciso di abbandonare tutti gli edifici che erano in affitto per diminuire i costi correnti a fronte di finanziamenti decrescenti e incerti (“risparmiando per qualche anno sarà possibile costruire” si diceva molto prima che Renzo Piano fosse coinvolto), e un lato logistico che ha prodotto 5 anni di gioco del 15 per spostare uffici e ammodernare aule senza interrompere le funzioni di quegli spazi.

Non siamo san Tommaso e quindi crediamo che gli studenti di Architettura studino in una situazione di disagio. Non conosciamo dall’interno le dinamiche e le politiche perseguite negli anni dal Senato accademico del Politecnico di Milano.
Ma di certo dopo le segnalazioni abbiamo cercato di capire meglio e ci siamo imbattuti in una nota dell’associazione studentesca La Terna Sinistrorsa presente da più di 20 anni al Politecnico di Milano, il cui obiettivo è migliorare l’università attraverso la rappresentanza studentesca e l’organizzazione di attività rivolte agli studenti.
Per la lettura completa della nota vi rimandiamo a questo link Riassetto Bovisa.
In sintesi si dice: la scelta strategica operata dal senato accademico del Politecnico, e dalle varie facoltà, è stata quella non rinnovare i contratti di affitto degli immobili in cui v’erano Facoltà o dipartimenti del Politecnico. E poichè dal 1° gennaio 2016 le scuole di Architettura Civile, Architettura e Società e Ingegneria edile architettura si sono fuse in una scuola unica, ciò ha comportato che i corsi di architettura presenti alla Bovisa siano stati spostati a Città studi, dove era stato previsto che il numero degli studenti non sarebbe raddoppiato ma sarebbe rimasto pressoché invariato.
A sostegno della scelta effettuata il senato accademico affermava che da un lato i risparmi sugli affitti avrebbero permesso di comperare degli immobili dall’altro i fondi dell’affitto sarebbero serviti a riqualificare gli spazi della didattica e quelli della vivibilità del PoliMI negli orari extrascolasti ad es. a Piazza Leonardo da Vinci e non solo.
Il prorettore di architettura di allora Balducci? e il rettore del Politecnico di allora Azzone? sono stati di parola: metà della piazza Leonardo da Vinci è stata rimessa a nuovo grazie al gioco del quindici e a scapito della didattica e degli studenti.*
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* Alessadro Balducci minimizza la grande opera e inquadrandola all’interno di quel che sono le due università Politecnico e Statale a città studi recentemente ha detto: “Ora abbiamo due grandi recinti impenetrabili. Siamo riusciti a togliere una barriera con la riquaificazione del parcheggio di Leonardo da Vinci….” (Corriere della Sera, 27 marzo 2017)

 

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