Anni addietro ci è stato detto che doveva essere rifatta la pavimentazione della piscina perché ammalorata e causa di inquinamento del suolo per il cloro immesso nell’acqua; dovevano essere spesi milioni che il Comune non aveva ma se dava mano libera al Politecnico, il problema sarebbe stato risolto. In cambio il Politecnico avrebbe costruito un pensionato su parte della piscina e ne avrebbe stravolto l’impianto.
All’epoca chi stoppò le mire espansive del Politecnico supportate dalla supina benevolenza dell’assessore Maran fu il consigliere Mariani insieme a un Comitato cittadino creato per la difesa della piscina e al no placet della Sovraintendenza.
Ad anni di distanza, poco prima di Natale, l’assessore Scarinzi del Municipio 3, adducendosene il merito, ha menato vanto che la società Armonia19 (a scomputo degli oneri di urbanizzazione che avrebbe dovuto pagare per costruire un edificio di 9 piani, sulle ceneri dell’ex istituto Rizzoli per le arti grafiche e della dimora in cui visse e operò Raffaello Bertieri, in piazza Giuseppe “Beppo” Occhialini), avrebbe realizzato l’impermeabilizzazione della piscina e la ripavimentazione del suo parterre prima dell’apertura della stagione estiva, per un importo stimato in poco più di 400.000 euro.
L’assessore, partiti i lavori a febbraio – su facebook – più volte ha scritto che personalmente stava lavorando all’obiettivo di riaprire la piscina: il 21 giugno, tempo permettendo.
Ad oggi la piscina si trova così.
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Il torneo sopravvive a se stesso e il Club pure. Una prova tangibile è data dal fatto che i lavori della palazzina, realizzata per ospitare tra l’altro, un Museo virtuale del tennis, non sono ancora finiti: dovevano terminare nel 2014 ma – l’opera del costo preventivato di 5 milioni di euro – di cui uno già speso per il rifacimento degli spogliatoi e la sistemazione della terrazza, 2 finanziati in conto capitale con un contributo ministeriale – cioè a babbo morto – e due finanziati con un mutuo della durata di 18 anni, garantito dalla fidejussione del Comune di Milano deliberata dal Consiglio Comunale in data 11 ottobre 2012 – continuano a rilento. Anche se a onor del vero, il piano adibito al gioco delle carte e del bigliardo, che con il tennis poco ci azzeccano, è agibile.





Come è noto in via Valvassori Peroni 56 oltre alla biblioteca vi è un Auditorium, la cui capienza è di circa 250 posti, e fa capo alle competenze del Municipio 3. Anch’esso è stato interessato dall’ispezione. E ad oggi sembra che la soluzione trovata sia che può rimanere aperto ma la sua capienza è ridotta a 99 persone, per i prossimi XXX giorni.