Cinque anni fa, in fondo a via Rizzoli, sul fiume Lambro, è stata realizzata una centrale idroelettrica: committente A2A (vd.).
Domenica, al Parco Lambro, a un paio di chilometri dalla prima centrale idroelettrica, in prossimità della cascatella, abbiamo visto che un pezzo di parco è stato cantierizzato per realizzare un’altra centrale idroelettrica, di piccole dimensioni, autorizzata da Città Metropolitana – che ha competenza per l’autorizzazione di centrali di meno di 300 Mwt – e ha dato tale concessione a un privato. L’energia elettrica prodotta non sarà per consumo pubblico. Il tutto contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo fissato nel 2011 dalla comunità economica europea per l’Italia: avere una produzione energetica da fonti rinnovabili pari al 17% del consumo lordo di energia.
Dopo la istituzione di Città Metropolitana ecco spiegato, in parte, a cosa serve!
P. S. Se vi posizionate su una immagine potete ingrandirla
Ma girellando nel parco abbiamo visto anche in quale stato di abbandono si trovi la Cascina Molino San Gregorio dopo che un volenteroso Consorzio, nel 2015, aveva reso pubblico un progetto di ristrutturazione della Cascina, tipico esempio di costruzione agricola lombarda risalente al ‘600.
Non è da meno è il Centro Ambrosiano di Solidarietà (CEAS) che, ottenuto dal Comune la gestione della Cassinetta San Gregorio, vi ha insediato una comunità residenziale. E non essendoci un impianto fognario nel parco, si arrangia come può a inquinare un po’.
Di seguito riproduciamo/condividiamo
una puntata speciale di Slow Club interamente dedicata a Enzo Jannacci, che oggi, 3 giugno, avrebbe compiuto 85 anni. Con contributi inediti di suo figlio Paolo, del regista Ranuccio Sodi, di Cochi Ponzoni, Ricky Gianco, Franco Fabbri, Paolo Barillari e spezzoni di video mai visti prima. Condotto dal regista-attore Corrado Cambi, il programma è stato montato da Michaela Berlini, ed è a cura di Stefano Bonagura, Corrado Gambi, Massimo Poggini e Claudio Trotta.
A proposito della Residenza Carlo Erba e di una casa che si affaccia su via Balzaretti.
Scusate il ritardo. E’ passato un anno da quando – a detta di Josefine Minutillo – la Residenza Carlo Erba è stata terminata (vd.). L’articolo è documentato da pregevoli fotografi di Maurizio Montana. E noi senza nulla sapere, ci limiamo a dire che contrariamente a quanto avevamo paventato (vd.) non c’è stato bisogno dell’intervento di uno sceicco perché l’opera fosse terminata. Intesa SanPaolo ha garantito negli anni passati – e ancora oggi garantisce, a chi era/è interessato a comperare un appartamento, che finanziava l’opera ovvero che finanziariamente ne sosteneva il completamento.
Quando l’abbiamo fotografata, nel giardino condominiale, c’erano dei ragazzini che giocavano. A occhio molti appartamenti sono abitati. E su via Balzaretti, al numero 4. fa bella mostra di sé una piccola casetta. Potendo scegliere dove andreste ad abitare?
Nell’ottobre scorso avevamo scritto un articolo Una strada di campagna: via Crescenzago
nel quale lamentavamo che la via era interrotta benché i lavori per allacciare la fogna del nuovo caseggiato al civico 101 fossero terminati. Qualcuno si era dimenticato di togliere le transenne!
Al civico 101 i lavori non erano ancora terminati mentre, a dicembre, gli inquilini sono entrati nelle loro abitazioni. Ma siamo a maggio e non hanno ancora un uscita pedonale sulla strada, se non tramite il passo carraio; un citofono, una casella della posta non esposta alle intemperie.
In compenso, il costruttore e le autorità competenti, a meno che non sia abusiva, hanno previsto una uscita pedonale, sulla curva di via Crescenzago che, in quel punto è senza marciapiede e chi oltrepasserà il cancello lo farà a suo rischio e pericolo!
Chissà se i condomini del 101 avranno quanto manca ancora loro?
Il civico al 101 di via Crescenzago
La fine del marciapiede
L'”ingresso”
Vista della cancellata
Il passo carraio e la cancellara che delimita la casa con ingresso in curva
Ma quale era il progetto preliminare e poi definitivo presentato in Comune e approvato commissione per il Paesaggio del Comune di Milano. Lo abbiamo chiesto a Michele Sacerdoti nel 2016 consigliere del Consiglio di Zona 3 delegato ad essere componente di tale commissione. Laconicamente ci ha risposto: non mi ricordo nulla di quel progetto, era del febbraio 2016. Non è stato rivotato e ancora si chiede perché.
DHL è una società nata a Filadelfia, nel 1969, e acquistata prima per quote e poi totalmente, nel 2002, dalla Deutsche Post. E’ quindi la posta tedesca che, come si usa dire oggi, fa lavorare la manodopera italiana. Forse. Chissà se ha chiesto dei finanziamenti al governo come FCA? Non lo sappiamo. Ma che importa, forse lo hanno chiesto anche le Poste Italiane! Il virus non conosce confini e la posta tedesca avrebbe dovuto recapitarmi un pacco, speditomi da Napoli, entro la giornata odierna.
Così oggi mia moglie ed io abbiamo aspettato che il corriere, a suo piacere, arrivasse.
Alle 15.28, in sua vece, è arrivato un sms che, con tono confidenziale, informava: Oggi abbiamo tentato la consegna della spedizione XXX ma non eri in casa.
Non ci eravamo alzati dal divano: bella giornata!
Puntiglioso, ho cercato di mettermi in contatto con DHL Exspress.
Il contatto è avvenuto tramite chat.
cvs_silvana: buongiorno IO. …Ho appena ricevuto un sms …. cvs_silvana: verifico, attenda prego cvs_silvana: posso far consegnare domani cvs_silvana: segnalando che oggi eravate comunque presenti IO: No guardi non sono passati. In tempo di coronavirus non si va molto in giro. Essere presi in giro non è gradevole. Noi ci siamo organizzati per avere entro oggi la consegna, Non vedo, poiché la giornata è ancora lunga, perché chi doveva venire da noi non si prende la briga di farlo secondo quanto convenuto cvs_silvana: per oggi non è possibile far tornare il corriere, mi spiace cvs_silvana: posso solo far consegnare domani cvs_silvana: ovviamente segnalo quanto mi riferisce IO: E domani quando può venire il corriere entro la giornata o in un orario meno vago? cvs_silvana: provo a richiedere mattina o pomeriggio,. ma non è garantito IO: Cosa non è garantito ? cvs_silvana: che passi mattina o pomeriggio, in base a quello che mi chiede cvs_silvana: ma il corriere di zona farà il possibile IO: mi dica lei quando passa mattina o pomeriggi e mi organizzo cvs_silvana: non so garantirle quando, mi dica lei quando preferisce IO: mattina cvs_silvana: ok lo segnalo IO: E se non viene il mattino me lo segnala o aspetto tutta la giornata? cvs_silvana: aspetta tutta la giornata cvs_silvana: o ci contatta qui in chat cvs_silvana: per avere notizie cvs_silvana: posso aiutarla per altro? IO: No allora facciamo il pomeriggio così mezza giornata la salvo. Quando inizia il pomeriggio per voi cvs_silvana: ho chiuso la richiesta indicando mattino cvs_silvana: sia cortese, non posso correggere cvs_silvana: intanto le ripeto non è garantito IO: Posso venire a ritirarlo da voi? cvs_silvana: se vuole a partire da domani, ma deve attendere conferma dai colleghi, e in caso devo annullare la precedente richiesta e inserirne una nuova IO: Dove debbo venire. Non vorrei che fosse a Napoli cvs_silvana: Redecesio di Segrate cvs_silvana: cambio la richiesta quindi? IO: Redecesio mi sta bene può essere più precisa cvs_silvana: Via Cuneo, 3 cvs_silvana: lo inserisco? IO: Da che ora? cvs_silvana: 8,30-13 e 14-19 cvs_silvana: ma deve prima attendere la conferma cvs_silvana: come le dicevo IO: Me la confermi cvs_silvana: ho inserito la richiesta cvs_silvana: posso aiutarla per altro? IO: Ci si vede domani cvs_silvana: grazie a lei per aver contattato DHL e buona giornata cvs_silvana: Spero di esserti stato di aiuto oggi. Per cortesia ricontatta un nostro specialista DHL nel caso necessitassi di ulteriore assistenza
Sede di Redecesio
Qualcuno dirà: dovevi contattare lo specialista!
Ma per che cosa? Per assistenza medica, sociale, psicologica, per alzarmi dal letto, mangiare, leggere, scrivere in chat! Domani vado a vedere il laghetto di Redecesio, mi sgranchisco un po’.
Ma se la prossima volta mi dicono che usano DHL li inviterò a cambiare corriere!
P. S. Stamane mi ha chiamato DHL per chiedermi se andavo io o venivano loro in mattinata. Sono arrivato alle 11.45 e chi mi ha consegnato il pacco non era un indoeuropeo.
Mi è venuto in mente un articolo pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano relativo a come la Germania sottopaga i dipendenti dell’EST.
Voglio tornare giovane come il Turritopsis
Caromaiale I focolai di Covid nelle fabbriche della carne fanno riemergere i problemi della filiera: dipendenti dell’Est sottopagati e stipati in piccole case per abbattere i costi
Il Fatto Quotidiano
» MASSIMO FINI
AnsaDieta equilibrata Ogni tedesco nel 2019 ha mangiato 59,5 chili di carne. A destra, immigrati rumeni. In basso, la cancelliera Merkel
C’è un simpatico e affascinante animaletto chiamato T urrito psis Dohrnii. È una medusa di piccolissime dimensioni, 3,2 mm di diametro per l’individuo adulto. A scoprire la straordinaria e affascinante particolarità della Turritopsis fu un biologo tedesco, Christian Sommer, che alla fine degli anni 80 stava facendo delle ricerche nel mar di Rapallo, anche se questa medusa è originaria del Pacifico.
C’è puzza di bruciato nell’industria della carne tedesca. E non è odore di grigliata. La diffusione del Covid-19 nella filiera in Germania ha fatto emergere questioni mai risolte sullo sfruttamento del lavoro di cittadini comunitari dell’Europa dell’Est. Nel Paese che si vanta a buon titolo di garantire un salario minimo di 9,35 euro l’ora, i lavoratori rumeni e bulgari degli stabilimenti dove si tratta la carne arrivano a essere pagati anche un ottavo rispetto al minimo, in virtù di regolari contratti di subappalto.
Una scelta funzionale al fatto che nei supermercati tedeschi sia possibile comprare carne a prezzi eccezionalmente bassi. Un chilo di maiale viene venduto all’ingrosso per 1,92 euro, riferiva l’altro ieri Bild. aggiungendo che, in media, ogni tedesco nel 2019 ha mangiato 59,5 chili di carne, in massima parte di maiale. “La cotoletta” deve restare economicamente “accessibile”, ha detto martedì l’esponente della Linke, Dietmar Bartsch in polemica con il leader dei Verdi, Robert Habeck, che invece rivendica un prezzo minimo per la carne: “Se chiediamo agli agricoltori un buon lavoro, il benessere degli animali e la protezione del clima, allora dobbiamo pagarli”.
INTANTO QUELLO CHE arriva dagli stabilimenti di macellazione è un bollettino di guerra: a Coesfeld, in Nordreno-Westfalia, gli infettati per coronavirus sono 260; a Bad Bramstedt in Schleswig-Holstein 264; nella fabbrica di Dissen vicino Osnabruck in Bassa Sassonia sono 92, e a Birkenfeld nel Baden- Wuerttemberg sono arrivati a 400. Nel mirino delle polemiche ci sono le carenti misure sanitarie nelle fabbriche, le precarie condizioni in cui vivono i lavoratori, stipati in mini-appartamenti per risparmiare sull’affitto, orari di lavoro extra-large e stipendi “a volte anche di 1,70 euro l’ora ”, racconta Andrea Fink- Kessle, presidente dell’Associazione degli agricoltori per la lavorazione artigianale della carne, a Deutschlandfunk. Tutti problemi che fanno capo a un’unica grande questione: i contratti di subappalto nella filiera. Funziona così: dalla Danimarca arrivano in Germania i maiali pronti per la macellazione, spiega Fink-Kessle, perché il costo orario oltreconfine è minore. Lì la ditta appaltatrice incassa il prezzo pieno, 13-15 euro all’ora, ma invece di svolgere il lavoro, lo subappalta per 10 euro, con un regolare contratto. Il subappaltatore fa altrettanto finché il salario orario si riduce a cifre minime. “Questo permette ai macelli di eludere completamente la loro responsabilità per le condizioni di lavoro”, dice Johannes Jakob della Confederazione tedesca dei sindacati (Dgb). “L’azienda subappaltatrice – continua Jakob – non ha un contratto collettivo e un consiglio di fabbrica e quindi paga meno e lascia lavorare i dipendenti più a lungo”. Il problema è noto da anni. Nessuno politico di vecchia data “può fare finta di non sapere che nell’industria della carne spesso abbiamo a che fare con condizioni precarie nella situazione lavorativa e abitativa dei lavoratori a contratto dell’Europa dell’Est”, ha detto il ministro della Salute del Nordreno-Westfalia Karl-Josef Laumann. Sotto la pressione mediatica il governo tedesco è corso ai ripari e ha approvato in consiglio dei ministri il “programma di salute e sicurezza del lavoro nell’industria della carne” per limitare i contratti di subappalto e raddoppiare le multe da 15.000 a 30.000 euro. Già, ma come sono avvenuti finora i controlli?
“LE VERIFICHE SI FANNO, tranne eccezioni, a voce a distanza o in forma scritta”, ha detto la ministra della Salute della Bassa Sassonia, Carola Reimann, in risposta a un’interrogazione dei Verdi, riporta Taz. Tradotto: i controlli si sono fatti via telefono o via email. L’agroalimentare è tra i primi 5 settori industriali in Germania, con oltre 620mila lavoratori, un giro di affari da circa 179,6 miliardi e un export da 60,1 miliardi di euro, secondo il Bve. Oltre tre quarti dell’export del settore alimentare finisce in Olanda, Francia e Italia, secondo dati del ministero dell’Economia. Basta questo per capire che la lobby dell’alimentare è molto influente nel paese. Clemens Toennies, il discusso imprenditore del maggiore gruppo della carne in Germania e patron della squadra di calcio Schalke 04, respinge la condanna generalizzata alla filiera. “Otto settimane fa ci è stato chiesto di continuare a lavorare durante la chiusura, proprio come gli ospedali, le case di cura e i fornitori di energia”, ha detto il portavoce dell’azienda. “Il rischio” era nella cose. È venuto il momento di ricambiare.