Da 4 giorni è stata promossa una raccolta fondi – con l’obiettivo di raggiungere 10.000 euro – per sostenere le spese legali di un ricorso che sarà presentato il 1° giugno al Tribunale amministrativo regionale – in questo caso quello Lombardo – contro il così detto Piano Integrato di Intervento Mind – Milano Innovation District, approvato dalla Giunta Comunale di Milano, in via definitiva, il 30 gennaio scorso.
Tale piano prevede ora che sull’ex area EXPO – circa 1 milione di mq (ante EXPO non edificata ) possano essere costruiti ex novo edifici
residenziali per un totale di 90mila mq di slp (superficie lorda d pavimento), con la concreta possibilità di costruire grattacieli di 250 metri di altezza;15mila mq per alberghi, 30250 mq per attività produttive, 305mila mq da destinarsi ad attività di terziario e direzionale, 35mila mq al commerciale con esercizi di vicinato e medie strutture di vendita.

Tutto ciò significa che la superficie edificata, compreso quello che resta di EXPO, coprirà circa il 60% dell’area, mentre il verde sarà residuale; limitato lungo il canale perimetrale dell’area ex EXPO, ai campi sportivi della Statale, all’area intorno alla Cascina Triulza, all’orto botanico, al verde lungo i viali e tra gli edifici.
L’attuale Giunta Comunale del sindaco Sala con il “nuovo” Piano ha:
– fatto carta straccia del vincolo a parco tematico del 56% dell’area previsto dall’Accordo di Programma approvato dal Consiglio Comunale nel luglio 2011 e supportato da una mozione presentata dalla maggioranza che chiedeva la realizzazione di un’area verde unitaria;
– ha buttato nel cestino il referendum del 2011 che chiedeva di mantenere il parco agricolo-alimentare, allora previsto in gran parte dell’area, come eredità di Expo.
– ha sostituito un parco verde con un parco scientifico-tecnologico costituito dagli edifici dell’Ospedale Galeazzi, dello Human Technopole e della Università Statale di Milano.

Così concepita l’area exEXPO, ogni giorno, vedrà la presenza di più di 60.000 persone tra impiegati, ricercatori, personale medico, docenti e studenti, residenti, commercianti.

Il sindaco Sala, venendo meno agli impegni da lui assunti, nel Piano ha assegnato un ruolo marginale al suo progetto “ForestaMI: 3 milioni di alberi piantati entro il 2030 sull’area metropolitana di Milano”. Infatti sull’area è prevista la piantumazione di solo 3500 alberi.

L’accoglimento del ricorso consentirà di riprogettare l’area dell’Expo. Vi sarà una diminuzione della quantità di cemento e vi sarà la rinuncia a spostare l’Università Statale da Città Studi a Expo, permettendo di realizzare sull’”area liberata” un parco verde al servizio delle altre attività.
La scadenza della presentazione del ricorso è il 1 giugno 2020, salvo proproghe causa virus.
Il ricorso è proposto dall’associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società rappresentata dall’avv. Veronica Dini, specializzata in questo tipo di azione legale. Il denaro è versato direttamente all’avvocato. Se
l’obiettivo non verrà raggiunto in tale data l’avvocato presenterà comunque il ricorso e i promotori continueranno a perorare la sottoscrizione considerato che, dopo la presentazione, intercorrerà del tempo prima che il TAR si riunisca e deliberi.
Il ricorso è sostenuto dall’Assemblea Città Studi, costituita da residenti del quartiere, da lavoratori, docenti e studenti della Statale, da ricercatori delle Università, del CNR e di altri centri di ricerca, che da anni si battono contro lo spostamento della Università Statale nell’area exExpo e per la riqualificazione del quartiere di Città Studi.

POTETE SOSTENERE IL RICORSO QUI

P. S. Considerato che il Piano è stato approvato a fine gennaio e il virus ancora non era percepito financo dal Sindaco Sala, di certo non gli si può dare colpa di quanto è avvenuto dopo febbraio.
Oggi dovrebbe essersi quanto meno insinuato nella Giunta comunale e nel suo sindaco un ragionevole dubbio sulla fattibilità dell’operazione, così come è stata approvata.
Aiutiamo Sindaco e Giunta a correggersi! Sostenete il ricorso!

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Silvia Romano è la cooperante milanese rapita, in Kenya, il 20 novembre 2018, nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi, mentre lavorava per la onlus ‘Africa Milele’.
L’estate del 2018 aveva lavorato presso Zerogravity.

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Andrea Poffe

Era una sera di fine ottobre del 2016. All’uscita dell’auditorium Valvassori Peroni, mi sono avvicinato ad Andrea per chiedergli quale erano le sue impressioni circa la discussione relativa alle attività che l’anno dopo avrebbero dovuto iniziare nell’ex Centro Crespi.
Lo accompagnai per qualche decina di metri. Parlammo e mi accattivò il suo sorriso e la sua determinazione. Ma soprattutto mi colpì la parola che pronunciò indicandomi la palestra in costruzione: quella è il mio kárman.
E lo era al punto che vi si infilò dentro, alle 11 di sera, per fare dei lavori.

 

SE 4.000.000 EURO VI SEMBRANO POCHI PROVATE VOI A INDEBITARVI PER QUESTA CIFRA
8 giugno HABEMUS ZERO-GRAVITY
IL SOGNO E’ DIVENTATO REALTA’
3 NOVITA’ DA ZERO-GRAVITY

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Dal Coriere della Sera pag 5 del Corriere Milanese

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L’altro giorno la mia metà mi dice: su Facebook qualcuno ha segnalato che Mediaword di via Rubattino era aperto.
Commenti da parte mia: nessuno. Perplessità: qualcuna.
Oggi spinto da necessità sono andato a Mediaword: dovevo assolutamente stampare dei file e la stampante, malauguratamente, si è rotta.
Il posteggio era semivuoto. All’ingresso c’era una guardia con mascherina che regolava il flusso: solo io in entrata e nessuno in uscita. Ma no. Non ho potuto entrare subito: l’ho potuto fare quando è uscita una persona.
Cartelli invitavano a non fare assembramenti e a rispettare un metro di distanza. Il pavimento con righe gialle perimetravano le isole dove ci sono i venditori e le cassiere.
Il personale con giubbotto rosso aveva: visiera in plexiglas, mascherina e guanti e io avevo solo la mascherina! Mi sono sentito nudo ma non li ho certo invidiati.
Il mio umore è mutato quando ho chiesto a una blusa rossa di indicarmi una stampante economica; lo ha fatto a debita distanza da me e dalla scatola e così non si è preso la briga di prenderla (era in basso e scomoda da prendersi).
Alla cassa eravamo 5, distanziati tramite nastro giallo a terra.
Morale: se dovete andare portatevi i guanti. I clienti non sono dipendenti di Mediaword!
Mala tempora currunt?

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Presentato un progetto per costruire due palazzi di 22 e 15 piani

Ieri si è tenuta una video – commissione Territorio di Municipio 3.
Era la prima realizzata in tale format.
Tema: nuova edificazione in via Crescenzago 105 con affaccio sul parco Lambro.
Di certo vi hanno partecipato i consiglieri Antonella Bruzzese, Mariolina de Luca, Gianluca Boari, Pierluigi Riccitelli.
Le signore, sulla loro pagina Facebook, non hanno dato notizia dell’evento.
Gianluca Boari ha invitato i cittadini a partecipare. Poi si è distratto – per riprendere alcune slide – e ha indicato che i palazzi saranno di 15 e 22 metri.
Pierluigi Riccitelli, a proposito delle due torri di 15 e 22 piani – su cui la commissione può esprimere un parere non vincolante per la giunta Sala – (merito del regolamento della democrazia partecipata voluta dal Sindaco Pisapia) allo stupore espresso dalle signore della maggioranza ha scritto:

La vista è dalla via privata Ruggero Ruggeri.


“Questi sono gli effetti del NUOVO PGT di Milano, il PGT DEL CENTRO SINISTRA ,
UN PGT
naturalmente votato anche dalla maggioranza di Municipio 3 …
che ora si stupisce degli effetti!”

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Concerto “pubblicato” dal Teatro NO’HMA su Facebook

CINZIA TEDESCO (voce e direzione musicale)
STEFANO SABATINI (pianoforte e arrangiamenti)
LUCA PIROZZI (contrabasso)
GIOVANNA FAMULARI (violoncello)
PIETRO IODICE (batteria)

MIX AUDIO: SIMONE SCIUMBATA – TeleCineSound Recording Studio
REGIA: STEFANO RAMACCIA

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Via Feltre Milano

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