ore.10.40 Di seguito alcuni scatti che documentano il dispiego di mezzi messo in campo dal Governo nell’illusione di risolvere con la forza il problema INNSE.
Foto tratte dal sito di Raffaele Simonetti

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

20090901

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

In occasione della rassegna cittadina Milano scienza Milano mondo

Da mercoledì 10
a sabato 20 giugno
alle ore 15.00

e

alle ore 17.00

Laboratorio per bambini e ragazzi da 4 a 11 anni

CostellAzioni

A cura dell’Associazione AstrOfficina

20090610w“Dal tramonto all’alba, in una notte stellata” due animatori con l’ausilio di un planetario gonfiabile condurranno i bambini in un viaggio alla scoperta delle costellazioni e delle incredibili storie che le vedono protagoniste. I partecipanti si troveranno immersi in un “bagno di stelle” in cui proveranno ad orientarsi.

Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria tel. 02-88465095

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

30 maggio 2009 La INNSE di Lambrate. Appunti di una storia di lotta

Questo è un documentario sulla lotta della INNSE girato Silvia Tagliabue

Tratto dal documentario sulla lotta della INNSE di Silvia Tagliabue (per contatti: silvia.tagliabue@yahoo.it).
La INNSE di Lambrate è una fabbrica di meccanica pesante, l’ultimo baluardo produttivo di quel grosso polo industriale che è stata la Innocenti di via Rubattino, a Milano. Lì si producevano le famose Lambrette e vi lavoravano 3mila operai. Poi, con le progressive ristrutturazioni e chiusure, la via si è trasformata in una lunga infilata di fabbricati abbandonati, tra i quali sopravviveva, appunto, l’INNSE. Il proprietario Silvano Genta ha deciso di chiudere la fabbrica e lo scorso 31 maggio i suoi 49 operai hanno ricevuto una lettera che apriva la procedura di mobilità. Neanche la RSU era stata avvisata. Non c’è voluto molto per decidere che cosa si doveva fare: la notte stessa tutti i lavoratori sono entrati nella fabbrica e l’hanno occupata presidiandola giorno e notte. Per tre mesi hanno portato avanti la produzione lavorando da licenziati, senza intascare nulla, per consegnare ai clienti i pezzi che erano in corso di lavorazione e per dimostrare a tutti che il lavoro c’è, le macchine funzionano, e che quello che fa la INNSE e i suoi operai è una produzione di pregio. Tanto è vero che un cliente, il Gruppo Ormis di Brescia, ha dichiarato alla stampa e alle istituzioni di essere interessato a rilevare l’azienda triplicando il numero dei lavoratori. Eppure: la trattativa non è per ora andata in porto e non si è fatto nulla per agevolarla, anzi. Il fatto è che tutta l’area di via Rubattino è interessata da un Programma di Riqualificazione Urbana (P.R.U.) del Comune di Milano che prevede un’area residenziale, un business park, il Palazzo di Cristallo, un distaccamento della Facoltà di Farmacia e un Grande Parco Urbano, intitolato, ironia della sorte, proprio alla Lambretta. Oltre al Comune, gli interessi in campo sono quelli dell’immobiliare AEDES proprietaria dell’area su cui sorge l’INNSE – in grave dissento finanziario e pertanto ansiosa di far cassa – e dello stesso padrone Silvano Genta, che ha acquistato la fabbrica dall’amministrazione controllata per soli 700mila euro e vuole ora smantellarla per rivendere le macchine. A settembre gli operai sono stati sgomberati dalla fabbrica e hanno occupato una portineria abbandonata davanti ai cancelli. Da allora tengono un presidio giorno e notte per impedire al padrone di entrare in officina per portarsi via il macchinario. La loro speranza è che le istituzioni locali creino le condizioni affinché l’imprenditore che si era dimostrato interessato a comprare la INNSE sia messo nelle condizioni di farlo.
Il caso INNSE mi è sembrato da subito molto interessante, perché vi sono tutti gli elementi che ne fanno un simbolo di una certa politica del territorio, che ha portato al progressivo smantellamento del sistema industriale milanese, favorendo le speculazioni edilizie, la devastazione dell’ambiente, il primato del commercio sulla produzione. E il fatto che, in tempo di crisi, si stia chiudendo una fabbrica che di lavoro ne ha, rende tutto ancora più grave. Ho quindi preso contatto con uno degli operai e ho iniziato ad andare al presidio, condividendo pasti, chiacchierate, partite a carte, cercando di documentare fotograficamente cosa significhi portare avanti una lotta di questo tipo. L’organizzazione di un presidio permanente è complessa e faticosa e richiede sacrifici da parte di tutti. Operai e impiegati compreso l’ingegnere – si sono rimboccati le maniche e hanno messo in piedi una vera e propria comune in autogestione, con assegnazione dei turni per dormire, spaccare la legna, comprare il cibo e tenere puliti gli spazi. Così, l’aspetto umano della lotta ha preso il sopravvento sul mio modo di guardarla. Mi sono resa conto che ciò che rende possibile questa resistenza, nel bel mezzo di una Milano da tempo sorda alle istanze sociali, è l’unione e la determinazione dei lavoratori, altre al carisma di chi li rappresenta, ovvero i due delegati sindacali della INNSE. Un legame così saldo è cosa rara da vedere, soprattutto per una persona della mia generazione, la cui esperienza del lavoro si caratterizza come un attraversamento di luoghi dove si stringono relazioni momentanee e si assumono ruoli multipli e poco definiti. Quando gli operai mi chiedono chi sono e che mestiere faccio, fatico a dare una risposta chiara. Per loro è diverso, mi rispondono sono tornitore, sono dentatore, sono gruista. E soprattutto: sono operaio. Alcuni di loro sono colleghi da trentanni e di lotte insieme ne hanno fatte tante. Hanno visto chiudere un capannone dopo l’altro, per cui le vicende di questi giorni, come gli scontri con la polizia del 10 febbraio, sono solo un altro capitolo di questa lunga lotta. 
Mi auguro che una volta tanto Milano si schieri a favore del lavoro. Io da parte mia, mi sono concentrata sull’osservare, imparare e cercare di lasciare una piccola traccia di questa storia.

Pubblicato in redazione, VIDEO | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

16 maggio

00209FAI IL PIENO DI CULTURA Valvassori

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

00209FAI IL PIENO DI CULTURA Valvassori
Domenica 17 la Biblioteca e la Mostra hanno avuto come visitatore privilegiato il sindaco Moratti

Di seguito diamo conto della mostra in un modo fruibile a tutti

Mostra Il comune di Lambrate

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

La prima mostra ospitata dalla biblioteca ha un carattere storico-iconografica. “Il quartiere di Lambrate-Città Studi: un percorso storico del suo sviluppo all’interno della città di Milano nella prima metà del ventesimo secolo”.  A cura di Michelangehttps://twbiblio.wordpress.com/wp-admin/edit.phplo Bono.
(Se volete vederla con maggiore dettaglio posizionate il cursore sule immagini e premete invio)

mostra-il-comune-di-lambrate-1mostra-il-comune-di-lambrate-2mostra-il-comune-di-lambrate-3no mostra-il-comune-di-lambrate-4mostra-il-comune-di-lambrate-5mostra-il-comune-di-lambrate-6mostra-il-comune-di-lambrate-7mostra-il-comune-di-lambrate-8mostra-il-comune-di-lambrate-9mostra-il-comune-di-lambrate-10mostra-il-comune-di-lambrate-11

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento

12 3

La Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi
nell’ambito di FuturisMI del COMUNE DI MILANO Assessorato alla Cultura
presenta:
Sabato 4 aprile
IL FUTURO DEL FUTURO DEL FUTURISMO
interminabile! Serata post-futurista
Biblioteca Valvassori Peroni
Dalle 18.00 alle 23.00

Noi che viviamo quotidianamente nei sogni dei futuristi, realizzati oltre ogni loro possibile speranza, abbiamo un nostro futuro? Quale è il futuro di chi come noi rappresenta il futuro del Futurismo?

Gli allievi della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, interrogandosi sul futuro del Futurismo, hanno risposto con la produzione di alcuni frammenti scenici che vengono presentati in una “serata futurista dei giorni nostri”. Coerentemente al movimento cui si ispirano, sono sintetici, non lineari. Costituiscono uno sguardo collettivo e generazionale alla nostra epoca con lampada futurista.

Dalle 17.45 tre turni di spettatori potranno assistere, prenotando anticipatamente, a diverse performance realizzate dagli allievi della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Attori, danzatori, registi e tecnici daranno vita a diversi frammenti e interpretazioni del movimento futurista attraverso i quali il pubblico sarà condotto.

Tra i momenti spettacolari della serata Pereppepperodepero installazione sul tema del risveglio della città ispirata al quadro I miei balli plastici di Fortunato Depero a cura di Fabrizio Palla e del corso tecnici di palcoscenico.

Alle 22.00 andrà in scena lo spettacolo EXPOI, della compagnia EXPOI composta da ex allievi della Scuola Paolo Grassi, fantasia futuribile sul ritorno e la seconda morte di Filippo Tommaso Martinetti. Un gruppo di potenti, ministri improbabili di altrettanti improbabili ministeri, si prepara per la Grande Esposizione Universale Prossima Ventura: decidono di riesumare la salma di Marinetti per usarlo come testimonial dell’Esposizione…

Produzione e organizzazione
Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi

Sono previsti tre turni per accedere al percorso attraverso le varie performance
alle 17.45
alle 18.35
19.35.
Il percorso dura circa un’ora e trenta.

Per assistere allo spettacolo EXPOI, il cui inizio è previsto alle 22.00 è necessario prenotare

POSTI LIMITATI

P. S. Poiché e della memorabile serata e di Pereppepperodepero (Installazione meccanico-manuale a ripetizione in cui un’ideale citta’ futurista, ispirata al quadro “I balli plastici” di Fortunato Depero, si risveglia e viene animata attraverso il movimento e la sovrapposizione a tempo di musica di pupazzi e figure realizzati in cartone, stoffa, compensato sottile e materiali vari. Un allegro e coloratissimo teatrino meccanico pervaso dall’inconfondibile spirito futurista, che unisce pittura, musica, illuminotecnica e scenografia) che è rimasto esposto per un mese presso il CAM non v’è traccia sul web vi consigliamo il seguente link http://ilmuseoimmaginario.blogspot.it/2013/09/i-balli-plastici-di-depero-rivoluzione.html

titolato I BALLI PLASTICI DI DEPERO. RIVOLUZIONE MECCANICA

Pubblicato il da TWB | Lascia un commento