ore 15,00

AUDITORIUM
via Valvassori Peroni, 56

ASSEMBLEA PUBBLICA
Con una delegazione degli operai della INNSE

La grande crisi travolge fabbriche e operai
La resistenza operaia. I suoi mezzi e i suoi risultati
L’emergere di un nuovo sindacalismo
La ripresa di una mobilitazione collettiva attorno alla centralita’ operaia
Le multe e le denunce non intimoriscono gli operai e non spezzano la solidarieta’ militante
Il partito operaio alla INNSE, il partito operaio a Milano

                                                                                                         I “gruisti ” della INNSE

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La sezione ipovedenti dell’Associazione Nazionale Subvedenti è stata inaugurata oggi. Ha sede all’interno della Biblioteca, al primo piano. Contestualmente si è svolto un seminario

320 - 2931

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Il video documenta una notte davanti alla prefettura di Milano ad attendere notizie.
Verso mezzanotte ancora nessuna notizia, fuori dalla prefettura arrivano le prima cammionette di Carabinieri e Polizia e gli animi si scaldano, gli operai si mettono all’interno dell’ingresso. Subito dopo una delegazione dell’RSU dell’INNSE viene invitata ad entrare…

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COMUNICATO STAMPA DELLA FIOM-CGIL

Il 30 settembre, poco dopo lo scoccare della mezzanotte, con la sigla dell’accordo sull’area tra il Gruppo Aedes, il Gruppo Camozzi e il Comune di Milano, è stato computo l’ultimo dei passaggi necessari alla ripresa dell’attività produttiva della Innse.
Un finale al fotofinish, dopo una giornata convulsa.
La straordinaria vittoria d’agosto degli operai della Innse sta per tradursi in realtà: rientreranno nella loro fabbrica (quella fabbrica che molti avrebbero voluto smantellare), torneranno al lavoro.
E’ quello per cui hanno lottato sedici mesi.

Milano, 1 ottobre 2009

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Sottoscritto dalla Camozzi Holding Spa dalla Fiom CGIL e dalla RSU della INNSE INIZIATIVE SrL in Liquidazione

 

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Comunicato della FIOM-CGIL

Sono riusciti in quello che sembrava impossibile.
Hanno sfidato un sistema che considera il lavoro un optional e i lavoratori merce. Lo hanno fatto nella città che, più di altri luoghi, sembra aver fatto della speculazione edilizia la propria missione.
Lo hanno fatto nonostante la disparità delle forze in campo.
Hanno deciso di rifiutare un copione troppe volte utilizzato e di cercare di riscriverne il finale che pareva scontato.
Hanno resistito anche quando la battaglia sembrava perduta, quando la soluzione individuata svaniva, quando gli interlocutori si negavano o cambiavano, quando gli incontri saltavano, quando un problema che sembrava risolto si ripresentava, quando lo spiraglio aperto si chiudeva.
Hanno vinto.
Hanno cambiato quella che gli era stata imposta come condizione personale (la trasformazione da operai a esuberi), hanno dimostrato che il lavoro non è solo salario (anche, ma non solo).
Sono diventati (loro malgrado) un simbolo e nei lunghi mesi di tenace lotta (prima dentro, poi fuori dalla fabbrica) si sono assunti anche questa responsabilità.
Hanno vinto.
Tra l’immagine dei lucchetti ai cancelli della fabbrica la notte del 2 giugno 2008 e quella degli abbracci giù dal carroponte del 13 agosto 2009 ci sono migliaia di fotogrammi.
Ci sono i giorni e le notti dentro alla fabbrica, ci sono i giorni e le notti fuori dalla fabbrica nel gelo dell’inverno e nel caldo dell’estate.
Ci sono le ore passate a discutere il che fare.
Ci sono le albe schierati davanti a cancelli per evitare lo smantellamento dei macchinari.
Ci sono le trattative infinite e l’estenuante ricerca di una soluzione.
Ci sono i momenti di rabbia e di tensione e quelli della speranza.
E’ un film lungo un anno e mezzo. E’ un film straordinario con uno straordinario finale.
Grazie. Grazie ai lavoratori delle Innse. Grazie a ciascuno di loro e al collettivo che hanno formato stando insieme. Grazie perché con la loro tenacia hanno scritto una bella pagina della storia recente. Grazie non perché hanno vinto, ma perché non si sono rassegnati.
Grazie a chi, nei lunghi mesi di resistenza ha deciso di stare loro accanto, perché la solidarietà è un elemento di forza.
Grazie a chi ha scelto di raccontare la loro storia, perché il silenzio è nemico della lotta.
“Giù le mani dalla Innse” è andato ben oltre via Rubattino, è rimbalzato dentro e fuori il paese, nei troppi luoghi dove il lavoro è a rischio, nelle mille realtà dove i lavoratori vengono tenuti sotto il ricatto del licenziamento.
Davide ha battuto Golia: non capita spesso, ma gli operai della Innse hanno dimostrato che ci si può provare.

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2009.08.12 Da sinistra a destra FABIO BOTTA FERLA, MASSIMO MERLO, LUIGI ESPOSITO, VINCENZO ACERENZA, ROBERTO GIUDICI funzionario della FIOM CGIL subito dopo essere scesi dal carroponte su cui erano stati 8 giorni e 7 notti. (immagine tratta dal sito di SKY24)

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Giorgio Cremaschi*, nel ricordare come la situazione della INSEE sia il frutto delle logiche speculative che si  verificate sull’area ex INNOCENTI ha citato l’articolo 41 della Costituzione.
Art. 41
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Foto tratte da un sito di Raffaele Simonetti

*Giorgio Cremaschi dal 2005 è il leader dell’area programmatica interna alla Cgil denominata “Rete 28 aprile”.
* Maria Sciancati è dirigente della FIOM CGIL di Milano

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