Oggi se ci si avventura all’interno del Parco Lambro è tutto un fiorire di “opere pubbliche” non finite.
IMG_2664wNel novembre u.s. in più punti il Lambro tracimò e oltre a inondare la cascina Molino San Gregorio, della comunità Exodus di Don Mazzi, e il Centro Ambrosiano di solidarietà Onlus* (CeAS), ha visto lo sgretolamento dei suoi argini in più punti: in fondo a via Licata; sulla riva sinistra, dove un tratto del viottolo asfaltato è franato e, a 8 mesi di distanza, l’intervento di ripristino è consistito nella sua transennatura;
dove c’è la cascatella la riva sinistra è franata e si è portata via un camminamento: transennato;

in prossimità del ponte di via Feltre (ora via P. Morrel) dove il fiume ha tracimate, rotto l’argine sinistro e provocato lo riempimento dell’ ex cava, da decenni asciutta, di via Feltre nel gennaio u.s. abbiamo documentato lo stato dell’arte del “Cantiere in movimento” sul fiume.
Il movimento è stato così lento, nonostante l’emergenza, che è stato smobilizzato solo a metà di luglio, con lascito di siepe divelta, transennatura e alberi tagliati sul bordo del marciapiede.


Ma a questo gran lavorio ora ha fatto seguito una nuova transennatura: quella della cava/palude dove sono morte le anatre.

L’intervento per ora è rivolto alla salvaguardia degli animali che sanno leggere:
la palude e la transennatura probabilmente rimarranno sino a che l’ultima anatra non vi andrà a morire.

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6 agosto STREET ART IN PIAZZA MONTE TITANO E VIA PLEZZO

Di recente abbiamo raccontato della rinascimentale idea, a costo zero, del comune di Milano: mettere a disposizione di chi si vuole cementare nella street art, alcuni muri della città. (ad aprile il CdZ3 – più munifico – elargì a scuole associazioni ecc. ecc. 2500 euro perché le giovani generazioni si cimentassero sul cavalcavia di via Buccari vedi.).
Tra i muri liberi il Comune ha individuato la massicciata della ferrovia che da via Rodano prosegue in via Predil per giungere in Piazza Monte Titano e proseguire in via Plezzo sino a via Palmanova.
Nel precedente articolo abbiamo ripreso ciò che è stato realizzato in via Rodano e all’inizio di via Predil ( vedi).  senza trascurare  le due opere realizzate nel 2009 da Blu in via Predil e nel 2011 in piazza Monte Titano, di fianco alla nuova stazione ferroviaria.
Proseguamo ora la carellata

P. S. Se cliccate sull’immagne potete ingrandirla

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Una settimana fa erano ancora tutte vive. Era una scena un po’ bucolica e un po’ surreale.
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Nella ex cava di via Feltre, dopo le grandi piogge del novembre u.s. con conseguente rottura di un argine del fiume Lambro, si era formato un laghetto. Con il passare del tempo l’acqua era diminuita ed era diventata una specie di palude dal tappeto verde. Le anatre – dato il caldo – e non fidandosi del acque del Lambro, hanno cercato refrigerio nella palude. Ma l’opzione fatta è risultata loro fatale.
Forse colpite da un virus, nella notte, le anatre sono morte in gran numero. Avvisati, sono intervenuti i vigili del fuoco: hanno recuperato quelle morte e hanno tentato di mettere in salvo quelle che, ormai stremate, non riuscivano più a volare. Quelle ancora in forze, con circospezione, sono andate sul greto del Lambro.

P.S. Se cliccate sull’immagine potete ingrandirla

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IMG_2396wVia Conte Rosso ha un giardinetto attrezzato a parco giochi per i bambini. Su quello spazio sorgeva un edificio che sino al 1923 era stata la sede del Municipio del Comune di Lambrate.
Accorpato il Comune alla città di Milano, qualche tempo dopo, accanto all’edificio fu eretta la casa del Fascio del Gruppo Rionale Franco Baldini divenuta, dopo la Liberazione, la sede, tra l’altro, di una sezione del PCI e in quella sede si riunivano, quelli della Volante Rossa.
All’inizio degli anni ’50 Municipio e casa del Fascio furono  demoliti e rimase uno spazio vuoto. E di fianco alla ferramenta A. Locarini sorse un nuovo palazzo. Nel tempo ciò che non c’era più fu man mano attrezzato sino a divenire un giardino. Nel 2011 ha preso la forma attuale ed è stato abbellito con un’opera pubblica collettiva sovraintesa da un artista di origine italo egiziana di nome Omar Hassan.
IMG_2421wL’opera come indica la scritta, che si trova su un lato del giardino è stata dedicata “in particolare a Marco Zuanazzi, in arte Kiere”.
IMG_2302wMarco abitava con i genitori in via Catalani. Frequentava il centro Schuster dall’età di 6 anni. Non ne aveva ancora 15 anni quando, il 13 giugno del 2002, uscì di casa per non farvi più ritorno. Morì fulminato sotto la stazione della metropolitana di Pasteur. Vi era andato insieme a due amici, all’insaputa dei suoi genitori, per dipingere su una vettura del metrò. Da qualche mese il sabato sera si avventurava per le strade del quartiere con le bombolette spray perché lo aveva preso la passione di diventare un writer.
A 13 anni dalla sua morte, mentre l’allora sindaco Albertini non partecipò ai funerali, in nome della linea dura contro i “vandali” che la sua giunta perseguiva, il comune di Milano ha concesso ai writer alcuni “Muri Liberi” perchè possano dare sfogo, senza essere sanzionati e senza correre inutili rischi, alla loro passione.

P.S. se cliccate su un’immagine potete ingrandirla

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In men che non si dica. Superando le più rosee previsioni. Il sottopasso ferroviario che congiunge via Casoretto con via Pordenone è stato riaperto al traffico veicolare.


A volere essere pignoli non si capisce perché il fronte del sottopasso abbia due colori diversi.

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29 luglio VIA RODANO E VIA PREDIL NON SARANNO PIU’ COME PRIMA

Via Rodano e via Predil sono due vie che costeggiano la massicciata della ferrovia; sono a senso unico nonostante lo spazio che intercorre tra la massicciata della ferrovia, da un lato, e “i Giardini di Rodano” e il retro delle scuole di via Pini, dall’altro, permetta la creazione di un doppio senso di marcia (in tal senso già nel 2007 era stato elaborato un piano per realizzare la doppia corsia.)
All’inizio di via Rodano decenni addietro vi era una fabbrica metallurgica che aveva accesso diretto, tramite rotaia, allo scalo della ferrovia. Chiusa la fabbrica; demolito il capannone  i terreni circostanti erano diventati terra di nessuno, anche se erano di proprietà della ex fabbrica.
Poi i proprietari dei terreni decisero di edificare i “Giardini di Rodano”. A un primo lotto ne seguì un secondo di 140 appartamenti in classe A, venduti a quasi 4000 euro il mq., non certo regalati.
I venditori del complesso prospettavano, a chi era intenzionato ad acquistare, che via Rodano e via Predil sarebbero state riqualificate grazie agli oneri di urbanizzazione derivanti dal progetto “Rubattino”. Il piano è rimasto a metà e la ristrutturazione delle vie è rimasta incompiuta.
bertolazziIl 6 giugno 2010, un pregiudicato campano che aveva edificato abusivamente, su proprietà demaniale, in via Predil, una “villetta” di circa 250 mq. è stato sgomberato dalle “solerte amministrazione comunale” e così la situazione è un poco migliorata essendo rimaste solo delle  galline per la gioia di chi bivaccava con camper in via Bertolazzi.
IMG_0077wMa abbattuta la villetta il terreno demaniale di via Predil era pur sempre sterpaglia. E su via Rodano ancora dovevano iniziare i lavori di bonifica all’inizio della strada.
Ma ecco che il 15 giugno è giunta la buona novella

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Cartello apposto sulla zona demaniale di via Predil, ora recintata. Se cliccate sull’immagine vi apparirà più grande e leggibile.

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Si sa che quando iniziano le ferie c’è sempre il furbetto di turno che fa quello che non dovrebbe fare. Il Consorzio Parco Media Valle Lambro 2.0, le guardie ecologiche del parco, le forze dell’ordine … forse anche loro in ferie. Fatto sta che da ieri, e anche oggi, al parco il fiume avrebbe fatto cambiare le rime anche al Petrarca.


P. S. Se cliccate sulle immagini appaiono ingrandite

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28 luglio SARACINESCHE ABBASSATE: PIAZZA UDINE VIA FELTRE

Quasi quasi dovrebbero essere sempre così! A noi pare una lodevole iniziativa privata.


P. S. Se cliccate sulle immagini appaiono ingrandite.

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