Su una facciata perimetrale del palazzo delle poste, in via Plezzo, è stato dipinto un murales dedicato a 7 antifasciti perseguitati. I loro volti sono quelli: di Sandro Pertini, Teresa Noce, Umberto Terracini, Teresa Mattei, Giuseppe Di Vittorio, Camilla Ravera, Altiero Spinelli.
Oggi siamo andati a vedere il murales: grande è il formato.
Il contenuto sono 7 volti che a stento pochi riconosceranno.
Ma ogni volto è contrassegnato dal nome e cognome.
Poca cosa rispetto alla loro storia.
Ma dal treno, se uno vuole sapere, inserisce sul telefonino nome e cognome, così può conoscere quasi tutto di loro.
E poi. Il committente, per venire incontro al viandante curioso, si è fatto carico di redigere qualche riga biografica per ciascuno. Ha usato non già la colla per affiggere i suoi scritti ma nastro adesivo di carta.
Risultato. Delle 7 biografie su due è sceso l’oblio. Si è staccato il nastro adesivo di carta e i fogli hanno preso il volo.
Con la presente chiediamo cortesemente alla presidente del Municipio 3, presente all’inaugurazione del murales, di ripristinare sul muro le biografie di Sandro Pertini e Teresa Noce.

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P.S,
Dopo la pubblicazione dell’articolo, abbiamo scritto alla giunta del Municipio 3 dichiarandoci disponibili a pubblicare le biografie di Sandro Pertini e Teresa Noce.
Ancora non abbiamo ricevuto riscontro.
In loro vece si è attivato un lettore che il 5 novembre ce le ha fornite: le pubblichiamo e lo ringraziamo

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La colonia dei felini noi non abbiamo avuto modo di vederla. Ma questo non è un indizio considerato che i gatti vivono in libertà e di certo i volontari che provvedono al loro sostentamento: sono molto premurosi avendo dotato la colonia di ogni confort.
Considerato che a Milano ci sono più aree cani che giardini attrezzati con giochi per bambini ben venga un’area che permette ai gatti di vivere nel verde considerato che agli umani questa possibilità è ancora preclusa.(In particolare ci riferiamo alla riva destra del del Lambro che da Gobba dovrebbe essere percorribile in bicicletta sino al sito storico del Parco Lambro)*.
Si perché la colonia felina è su un terreno dell’INPS che anteponendo i suoi obblighi istituzionale ha deciso decenni or sono di “non disturbare chi vuole fare”: ovvero realizzare degli orti.
E nei decenni decine di cittadini hanno realizzato gli orti. La domenica su quell’area circa 250 persone “andavano in campagna” e cucinavano, mangiavano, si rilassavano.
Nel tempo i “contadini” sono diminuiti e alcuni si sono allargati costruendo manufatti che permettevano loro di dormire e alcuni hanno realizzato una “discoteca abusiva”.
In forza di tali abusi edilizi solo nel maggio dell’anno scorso il Comune di Milano ha ingiunto all’INPS di provvedere a sue spese alla demolizione dei manufatti abusivi.
Dopo un anno e mezzo posto che i manufatti sono stati abbattuti un gran numero di ortisti hanno smesso di coltivare. Ma ancora ve ne sono 5 o 6 che si sono opposti all’INPS perché sostengono che loro coltivano quegli orti da più di 20 anni e ,carte alla mano, loro per diritto di usucapione sono diventati i legittimi proprietari dei terreni da loro coltivati.
Per difendere il loro “diritto”  la questione è in mano agli avvocati.
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* La questione è comunque destinata a risolversi positivamente considerato quanto è apparso su un comunicato stampa del Comune di Milano che abbiamo pubblicato nel gennaio u.s.
HA PERO’. “= MILIONI DI EURO …

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dal Corriere della Sera
articolo di Luigi Ferrarella
Palazzo in cortile Licenze illecite dal Comune: tre indagati

(Porta)
Il cantiere I lavori, ora bloccati, per la costruzione del palazzo di 7 piani in piazza Aspromonte

Un palazzo di sette piani abusivo nel cuore di Milano con il permesso del Comune. La Procura, ieri, ha infatti ritenuto illecitamente concessa nel 2019 e 2021 da tre dirigenti del Comune (indagati) la licenza edilizia sulla base di una sorta di «trucco del cortile» praticato nel 2017 dalla comunale Commissione Paesaggio. E per impedire che la costruzione ritenuta illecita venga portata a termine, sono stati sequestrati i sette piani che in piazza Aspromonte stanno dando corpo a 45 appartamenti. L’indagine nasce dalla denuncia di un abitante delle case vicine che lamenta di vedersi togliere luce e aria dal nuovo edificio.

Un palazzo di sette piani abusivo nel cuore di Milano con il permesso del Comune: possibile? Possibile sì per la Procura, che ieri, ritenendo illecitamente concessa nel 2019 e 2021 da tre dirigenti del Comune (indagati) la licenza edilizia sulla base di una sorta di «trucco del cortile» praticato nel 2017 dalla comunale Commissione Paesaggio, lo ha appunto sequestrato in via preventiva d’urgenza. Per impedire cioè che la costruzione ritenuta illecita venga portata a termine, sono stati sequestrati i sette piani che in piazza Aspromonte stanno dando corpo a 45 appartamenti con altrettanti box-auto e altrettante cantine nel progetto che la «Bluestone Aspromonte srl» di Andrea Bezzicchieri (pure indagato) punta a realizzare con il gruppo Percassi.

L’indagine nasce dalla denuncia di un abitante delle case che nelle adiacenti via Gran Sasso, via Garofalo e via Lippi lamentano di vedersi togliere luce e aria dal nuovo ingombrante edificio. E ruota intorno alle norme urbanistiche del Piano Regolatore del 2012 e del 2019 che in generale prevedono che, se si costruisce su un cortile abbattendo magari un piccolo precedente manufatto, la nuova costruzione debba essere di altezza uguale o inferiore all’immobile demolito.

Nel 2009 il Comune ha costituito una Commissione Paesaggio come organo tecnicoconsultivo con il compito di esprimere pareri su accertamenti di compatibilità. E questa Commissione, i cui componenti sono nominati direttamente dal sindaco ogni anno tra soggetti esterni al Comune in possesso di competenze sulla gestione del territorio ma anche che abbiano in corso lavori proprio a Milano, ha iniziato a esprimersi pure sui quesiti rivoltile da costruttori che, in una città dove ogni metro quadro edificabile è ormai oro, ambiscono a costruire su ex cortili. Il parere della Commissione è cruciale: se dice che una certa area non è un cortile, allora il costruttore può edificare in altezza molto più del precedente manufatto demolito.

È quanto per i pm sarebbe avvenuto in piazza Aspromonte: nel 2017, e poi 2018 e 2020, la Commissione Paesaggio espresse il parere che l’area, «benché sia in una parte della città a prevalente tessuto cortilizio, non possa essere considerata un cortile», ma «un residuale spazio interno accidentale rispetto agli edifici che compongono la cortina», e ciò per le «discontinuità edilizie che hanno interessato l’isolato, i fronti ciechi, l’irregolarità geometrica del lotto». Il che, per la Procura, fa invece a pugni con l’evidenza del luogo e qualunque criterio tecnico. Sicché questo accecante contrasto tra realtà (è cortile) e invece rappresentazione comunale (non è cortile) integrerebbe uno di quei casi nei quali per la Cassazione a Sezioni Unite «la discrezionalità tecnico-valutativa», che entro certi limiti non può essere sindacata dai giudici, sfocia invece in «aperta contraddizione con criteri di valutazione indiscussi e indiscutibili», e perciò nel reato di falso ideologico.

Dal fatto storico che ieri il palazzo di 7 piani alto 27 metri (al posto della palazzina demolita di 3 piani alta 12 metri) sia stato oggetto di sequestro, disposto dalla pm Marina Petruzzella e ora destinato a essere convalidato o annullato da un gip, non si può ricavare quali componenti della Commissione Paesaggio (se tutti o solo quelli più coinvolti nei pareri) siano indagati in Comune in concorso con la dirigente dello Sportello Unico Edilizia, il responsabile del procedimento, e il tecnico dell’istruttoria. A loro, e al costruttore, è addebitato di aver fondato appunto sui pareri ideologicamente falsi della Commissione Paesaggio il proprio via libera a fine 2019 e nel maggio 2021 al progetto presentato in Comune dalla società di Bezzicchieri; e così di aver colposamente cooperato nella contravvenzione che punisce (con 2 anni e l’ammenda fino a 51.000 euro) «l’attività edificatoria in totale difformità o assenza del permesso di costruire».
P. S.
Le seguenti foto sono state tratte liberamente dal sito facebook dei “Verdi Zona 3 Milano” che le ha pubblicate il 17 ottobre u.s. Noi siamo andati sul sito di Google per verificare dove sono state scattate e, indicativamente, possiamo dire da piazza Aspromonte 11 e via Lippi 43 e 39

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Aveva ragione Gabriele Mariani quando diceva che Maran era un turbo renziano, all’epoca in cui Renzi voleva cambiare la Costituzione.
E lo conferma un articoletto, non firmato, che compare oggi sulla prima pagina Milanese del Corriere della sera, nel quale viene detto che  Pierfrancesco Maran, dopo la delusione della mancata candidatura alle ultime politiche, ha indetto per oggi “autoconvocati, delusi, arrabbiati che non intendono lasciare la Lombardia in mano al centrodestra nella contesa elettorale per le regionali del 2023. Il titolo dell’incontro: è stato «Cominciamo da capo».
In fatto di alleanze, viene data la precedenza assoluta a RENZI e Calenda, ovvero alla strana coppia, che si è formata in vista delle politiche del 23 settembre u.s. e doveva fare da argine alla destra. Ma è riuscita a diventare un muretto: e considerato i personaggi che la compongono chissà se arriveranno a Natale insieme.
Dimenticavo. La grande idea di chi ha promosso Cominciamo dal Capo (il refuso è ns.) è fare delle primarie uno strumento per scegliere il candidato senza subire ingerenze da Roma.
Anche se Occhio di tigre è un segretario a termine, Maran, come minimo, dovrebbe buttarlo fuori dal PD.

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Ufficio Stampa del Comune di Milano

Cultura. In Municipio 3 un giardino intitolato a Cesare Zavattini

Milano, 20 settembre 2022 – Oggi, martedì 20 settembre, alle ore 17, si terrà la cerimonia di intitolazione allo sceneggiatore e scrittore Cesare Zavattini del giardino di via Carlo Valvassori Peroni (angolo via Carlo Pascal).
La targa dedicata a Zavattini, annoverato tra le figure più rilevanti del neorealismo italiano in ambito cinematografico, sarà scoperta alla presenza dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale e municipale, della nipote Valentina Fortichiari, dello scrittore Gianni Biondillo e di Attilia Cozzaglio del Circolo ACLI Lambrate “Giovanni Bianchi”, promotore della raccolta firme per l’intitolazione.
Al termine della cerimonia, verrà presentato il progetto “Murales Miracolo a Milano”, raccontandolo alla presenza del curatore artistico Christian Gangitano e di Smoe, artista scelto per la realizzazione del murales. La presentazione sarà accompagnata dal coro del Maestro Locati.

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Così recita una velina del comune di Milano

“Introdotto il servizio con costi ridotti per i nuclei familiari dei defunti con ISEE pari o inferiore a 25mila euro

Milano, 16 settembre 2022 – A otto anni dall’avvio del servizio funebre convenzionato, tenuto conto dell’attuale contesto socio-economico, l’Amministrazione ha introdotto un’ulteriore tipologia di funerale che va incontro alle necessità delle persone più fragili.
Si tratta del cosiddetto servizio ridotto, che prevede funerali ad un costo di 1.110 euro e si aggiunge alla tipologia ‘standard’ da 1.550 euro.
I soggetti che possono beneficiare del servizio ridotto sono i nuclei familiari del defunto con ISEE inferiore o pari a 25mila euro; per richiederlo occorre rivolgersi all’Ufficio Funerali dell’Area Servizi Funebri e Cimiteriali che individuerà l’impresa secondo un meccanismo di turnazione tra le ditte aderenti ai funerali convenzionati.
Sono 60 le aziende che partecipano al servizio, mentre la richiesta da parte dei cittadini negli ultimi due anni si è attestata a circa il 2,5% del totale dei servizi.
Possono accedere al funerale convenzionato le cittadine e i cittadini deceduti a Milano, anche se non residenti, o all’Ospedale San Raffaele di Segrate (purché residenti a Milano), coloro che sono destinati ad essere sepolti nei cimiteri milanesi o cremati nel centro di Lambrate.
Entrambi i funerali, sia nella formula ridotta sia standard, prevedono tutte le prestazioni necessarie, dalla consegna del cofano in legno d’abete al trasporto del feretro, nel luogo fissato per le esequie e al cimitero assegnato per la sepoltura o al crematorio di Lambrate.
Il Comune di Milano, inoltre, provvede alle esequie delle persone indigenti, compresa l’ipotesi in cui ci sia un manifesto disinteresse da parte dei familiari nei confronti della persona scomparsa. In questo caso di tratta di un ‘servizio funebre essenziale’ di cui si fa carico interamente l’Amministrazione e le cui prestazioni sono eseguite mediante un appalto pubblico affidato ad un’impresa di onoranze funebri”.

In sintesi: Se i familiari della persona scomparsa manifestano disinteresse nei confronti del defunto morto a Milano, anche se non residente, il Comune provvede alle esequie.
E questo vale anche per coloro che muoiono all’Ospedale San Raffaele di Segrate (purché residenti a Milano). E la cosa ci pare extravagante perché il sindaco Sala è anche sindaco della città metropolitana. Orbene se un milanese muore in un ospedale della città Metropolitana di Milano, un ospedale di comunità o una casa di comunità  perché non ha gli stessi diritti di un milanese che muore all’Ospedale San Raffaele?

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Ieri su La Repubbica è apparso un articolo “Fondazione Milano-Cortina 2026, il 26 si riparte con Abodi… di Fulvio Bianchi” e per spiegare tale scelta scrive:
“… Draghi non vuole essere lui a nominarlo: è stato assicurato comunque che il 26 settembre, il giorno dopo le elezioni, sarà ufficializzata la scelta di Andrea Abodi. (Lo assicura La Repubblica! il corsivo è ns.)
La scelta migliore sia per la competenza che per il fatto che il suo nome sta bene alla destra come la sinistra (il grassetto è ns.), e in tempo di elezioni non è cosa da poco. Abodi fu scelto come presidente del Credito Sportivo, unica banca pubblica in Italia, dall’ex ministro Luca Lotti, Pd: lì ha lavorato bene, solo Spadafora, ora scomparso dai radar, gli fece la guerra.*  Di sicuro Abodi è di destra, sin dai tempi dell’Università a Roma quando era rappresentante del Fuan. La Meloni lo voleva candidato come sindaco di Roma, ma lui rifiutò, poi ultimamente si è fatto il suo nome come possibile ministro dello sport del nuovo governo (di centrodestra). Insomma, un manager gradito da ambo le parti….”
Quindi secondo La Repubblica per la sinistra il garante è Luca Lotti che nessuno ha voluto ricandidare al parlamento per le prossime elezioni o “lo scomparso” Vincenzo Spadafora che sta con Luigi di Maio?
Bella idea di sinistra ha La Repubblica!
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Vincenzo Spadafora sino al 21 giugno era del Movimento 5 Stelle poi ha aderito a Insieme per il futuro che successivamente è divenuto partito con il nome Impegno Civico. E’ candidato dalla coalizione di centro-sinistra nel collegio uninominale di Casoria per la Camera dei deputati.

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Per saperne di più andate a rileggervi quanto è stato scritto, qualche giorno dopo su La Repubblica.

Perché il Municipio 3 abbia finanziato questa “opera d’arte” a noi pare un mistero.
E neppure ci ha convinto quanto appare sul sito del Mudec
Da ultimo quanto durerà la pittura?

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