15 ottobre PIAZZA ASPROMONTE, STOP AI LAVORI. I PM: L’EDIFICIO E’ ABUSIVO

dal Corriere della Sera
articolo di Luigi Ferrarella
Palazzo in cortile Licenze illecite dal Comune: tre indagati

(Porta)
Il cantiere I lavori, ora bloccati, per la costruzione del palazzo di 7 piani in piazza Aspromonte

Un palazzo di sette piani abusivo nel cuore di Milano con il permesso del Comune. La Procura, ieri, ha infatti ritenuto illecitamente concessa nel 2019 e 2021 da tre dirigenti del Comune (indagati) la licenza edilizia sulla base di una sorta di «trucco del cortile» praticato nel 2017 dalla comunale Commissione Paesaggio. E per impedire che la costruzione ritenuta illecita venga portata a termine, sono stati sequestrati i sette piani che in piazza Aspromonte stanno dando corpo a 45 appartamenti. L’indagine nasce dalla denuncia di un abitante delle case vicine che lamenta di vedersi togliere luce e aria dal nuovo edificio.

Un palazzo di sette piani abusivo nel cuore di Milano con il permesso del Comune: possibile? Possibile sì per la Procura, che ieri, ritenendo illecitamente concessa nel 2019 e 2021 da tre dirigenti del Comune (indagati) la licenza edilizia sulla base di una sorta di «trucco del cortile» praticato nel 2017 dalla comunale Commissione Paesaggio, lo ha appunto sequestrato in via preventiva d’urgenza. Per impedire cioè che la costruzione ritenuta illecita venga portata a termine, sono stati sequestrati i sette piani che in piazza Aspromonte stanno dando corpo a 45 appartamenti con altrettanti box-auto e altrettante cantine nel progetto che la «Bluestone Aspromonte srl» di Andrea Bezzicchieri (pure indagato) punta a realizzare con il gruppo Percassi.

L’indagine nasce dalla denuncia di un abitante delle case che nelle adiacenti via Gran Sasso, via Garofalo e via Lippi lamentano di vedersi togliere luce e aria dal nuovo ingombrante edificio. E ruota intorno alle norme urbanistiche del Piano Regolatore del 2012 e del 2019 che in generale prevedono che, se si costruisce su un cortile abbattendo magari un piccolo precedente manufatto, la nuova costruzione debba essere di altezza uguale o inferiore all’immobile demolito.

Nel 2009 il Comune ha costituito una Commissione Paesaggio come organo tecnicoconsultivo con il compito di esprimere pareri su accertamenti di compatibilità. E questa Commissione, i cui componenti sono nominati direttamente dal sindaco ogni anno tra soggetti esterni al Comune in possesso di competenze sulla gestione del territorio ma anche che abbiano in corso lavori proprio a Milano, ha iniziato a esprimersi pure sui quesiti rivoltile da costruttori che, in una città dove ogni metro quadro edificabile è ormai oro, ambiscono a costruire su ex cortili. Il parere della Commissione è cruciale: se dice che una certa area non è un cortile, allora il costruttore può edificare in altezza molto più del precedente manufatto demolito.

È quanto per i pm sarebbe avvenuto in piazza Aspromonte: nel 2017, e poi 2018 e 2020, la Commissione Paesaggio espresse il parere che l’area, «benché sia in una parte della città a prevalente tessuto cortilizio, non possa essere considerata un cortile», ma «un residuale spazio interno accidentale rispetto agli edifici che compongono la cortina», e ciò per le «discontinuità edilizie che hanno interessato l’isolato, i fronti ciechi, l’irregolarità geometrica del lotto». Il che, per la Procura, fa invece a pugni con l’evidenza del luogo e qualunque criterio tecnico. Sicché questo accecante contrasto tra realtà (è cortile) e invece rappresentazione comunale (non è cortile) integrerebbe uno di quei casi nei quali per la Cassazione a Sezioni Unite «la discrezionalità tecnico-valutativa», che entro certi limiti non può essere sindacata dai giudici, sfocia invece in «aperta contraddizione con criteri di valutazione indiscussi e indiscutibili», e perciò nel reato di falso ideologico.

Dal fatto storico che ieri il palazzo di 7 piani alto 27 metri (al posto della palazzina demolita di 3 piani alta 12 metri) sia stato oggetto di sequestro, disposto dalla pm Marina Petruzzella e ora destinato a essere convalidato o annullato da un gip, non si può ricavare quali componenti della Commissione Paesaggio (se tutti o solo quelli più coinvolti nei pareri) siano indagati in Comune in concorso con la dirigente dello Sportello Unico Edilizia, il responsabile del procedimento, e il tecnico dell’istruttoria. A loro, e al costruttore, è addebitato di aver fondato appunto sui pareri ideologicamente falsi della Commissione Paesaggio il proprio via libera a fine 2019 e nel maggio 2021 al progetto presentato in Comune dalla società di Bezzicchieri; e così di aver colposamente cooperato nella contravvenzione che punisce (con 2 anni e l’ammenda fino a 51.000 euro) «l’attività edificatoria in totale difformità o assenza del permesso di costruire».
P. S.
Le seguenti foto sono state tratte liberamente dal sito facebook dei “Verdi Zona 3 Milano” che le ha pubblicate il 17 ottobre u.s. Noi siamo andati sul sito di Google per verificare dove sono state scattate e, indicativamente, possiamo dire da piazza Aspromonte 11 e via Lippi 43 e 39

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