Il 24 novembre 2012 il comune di Milano, nella persona del sindaco Pisapia, alla presenza della moglie e della figlia del brigadiere Ezio Lucarelli e di numerose autorità, ha intitolato parte del verde del quartiere Feltre denominandolo in sua memoria: Giardino Ezio Lucarelli.S2250009
A 14 mesi di distanza in quel giardino, per motivi imperscrutabili, sta per essere creato uno spazio perché i cani facciano i loro bisogni.
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Una storia esemplare scritta dai protagonisti: IL TENNIS CLUB AMBROSIANO

Dopo che avrete letto questo articolo ogni commento potrebbe risultare superfluo, gli stessi soci del club si autodefiniscono “intraprendenti”. Ma domani scadono i termini per pagare la mini IMU. E questo club nei fatti privato è riuscito dal dopoguerra ad oggi ad avere terreni in concessione, per due lire; fondi dal ministero per due milioni di euro; fidejussioni dal Comune per altri milioni. E costruisce/costruirà una palazzine di 3200 metri quadri spacciandola per ampliamento di edificio o, a seconda della bisogna, come primo museo del tennis, che per loro stessa ammissione sarà virtuale e ad oggi lo è sicuramente.
Ma in tutto. Quanto ha ricavato e ricava il Comune dalle convenzioni con il Tennis Club Ambrosiano? Come si concilia tutto ciò con il progetto di Parco metropolitano che ci è stato illustrato ieri sera, tra gli altri, dal vice sindaco De Cesaris e l’assessore Chiara Bisconti?

Come con due lire nei fatti si è privatizzato un pezzetto di parco Lambro. E poi con l’aiuto di chi ne è proprietario si costruiscono palazzine di 3 piani

Il Tennis Club Ambrosiano, sito in via Feltre  sul sito racconta di sé: “è uno dei più vecchi circoli tennistici di Milano e le sue origini risalgono agli anni 20.
1926 Un gruppo di tennisti denominato ”Tennis MonteRosa”, ottiene in affitto dalla proprietà Ingegnoli un terreno in via Ronchi, all’angolo con via Feltre, sulle rive di un laghetto (il Miralago), dove costruisce la nuova sede.
1945 Stipula una convenzione con la società Ledoga-Lepetit, nuovo proprietario del terreno, e diventa “Tennis Club Miralago”.
1951 Assume fisionomia autonoma e si dà il nome di “Tennis Club Ambrosiano”.
1963 Il Tennis Club Ambrosiano, causa la costruzione di nuovi edifici, viene sfrattato, ma, grazie all’intraprendenza di un gruppo di vecchi soci trascinati dal Presidente Gianni Moroni e dall’Ing. Alberto Tartufoli, il Circolo ottiene in concessione dal Comune di Milano un’area di 25.000 mq. in Via Feltre. Su quest’area viene edificata l’attuale sede del Tennis Club Ambrosiano, che viene inaugurata il 25 maggio 1963.
1965 Ancora sotto la presidenza Moroni, e con la collaborazione attiva del consigliere Nino Colombo, nasce il “TORNEO AVVENIRE” riservato a ragazzi e ragazze sotto i 16 anni, che da allora costituisce il fiore all’occhiello del Tennis Club Ambrosiano. Decollato a livello nazionale, dopo pochi anni di collaudo positivo, nel 1969 il torneo diventa internazionale, iniziando un percorso di grande successo che ne ha fatto il più importante torneo mondiale under 16.
1982 Il Comune di Milano rinnova al Tennis Club Ambrosiano la concessione ventennale, che viene ulteriormente rinnovata nel 2002 e prorogata fino al 2029.
2006 Il Tennis Club Ambrosiano da il via a un grande progetto che prevede: la ristrutturazione dell’attuale palazzina con il rifacimento completo degli spogliatoi (opera già ultimata) e la riorganizzazione degli spazi al piano terra, la costruzione di una seconda palazzina… per realizzare la quale (ecco l’idea luminosa (n.d.r)) al piano superiore sarà realizzato il MUSEO DEL TENNIS, museo tematico permanente unico in Italia, per il quale il TC Ambrosiano ha vinto il concorso indetto dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio, con un contributo finanziario in conto capitale.
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Il Progetto Museo ha partecipato e vinto nel 2006 il concorso indetto dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio per la realizzazione di un Museo tematico permanente dedicato al tennis.
Il MUSEO, unico sul territorio nazionale, sarà realizzato con formula rivoluzionaria, con ambienti e scenari digitali interattivi in cui immagini, suoni e luci seducono l’attenzione e la partecipazione di visitatori di tutte le età.
Il MUSEO tratterà il tennis in tutta la sua essenza, analizzandone gli aspetti sportivi, agonistici, scientifici, sociali e storici.
Mille metri quadrati di tastiere, postazioni e schermi con cui il visitatore potrà interagire, selezionare campioni del passato e attuali per studiarli e sfidarli in partite virtuali, rivivere, o per i più giovani scoprire, incontri storici che sono rimasti nella memoria collettiva, rinnovando così l’entusiasmo che questo sport riesce sempre a suscitare.
Il Museo occuperà un intero piano della nuova palazzina del TC Ambrosiano, che sarà costruita a fianco dell’attuale, per complessivi 3.200 mq, e che ospiterà:
PIANO INFERIORE – centro benessere con sauna, bagno turco e locali per il trattamento del corpo, una piscina dedicata all’acquagym, una grande palestra con sala macchine e sala corpo libero
PIANO INTERMEDIO – dedicato ad attività ludiche e culturali con sala biliardo, grande sala carte e spazi per eventi, meeting e mostre
PIANO SUPERIORE – interamente dedicato al Museo del Tennis
Nell’ambito del progetto è prevista anche la ristrutturazione dell’attuale club-house del TCA con la razionalizzazione dell’area reception, la creazione di luminosi spazi per la conversazione e la socializzazione, la riorganizzazione dell’area bar e l’ampliamento dell’area ristorante affacciata sulla piscina e sul confinante parco Lambro.
 S2200012wIl costo complessivo del progetto è di 5 milioni di euro, di cui uno già speso per il rifacimento degli spogliatoi e la sistemazione della terrazza, 2 finanziati in conto capitale con un contributo ministeriale e due finanziati con un mutuo della durata di 18 anni, garantito dalla fidejussione del Comune di Milano deliberata dal Consiglio Comunale in data 11 ottobre 2012, come riportato da La Gazzetta dello Sport del 12 ottobre 2012.
La nuova struttura sarà indicativamente pronta nel 2015.
Come no! Siamo a gennaio del 2014 e ciò che è visibile dall’esterno, considerata l’onerosità dell’accesso ai privati, nonostante le affermazioni di stampa relative ai prezzi modici per accedervi (vedi http://tcambrosiano.com/club/quote-sociali) è il cartello appena affisso sul muro di cinta del Club.
Le caratteristiche dell’intero progetto nel sito del Tennis club sono così illustrate
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23 gennaio STORIE CON LE RUOTE

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22 gennaio Incontro pubblico: PARCO MEDIA VALLE LAMBRO 2.0 viaggio verso un parco metropolitano

PARCO MEDIA VALLE LAMBRO
L’Italia con Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale (G.U. n. 88 del 14 aprile 2006) ha recepito la Direttiva dell’Unione europea 2000/60 che indica nel 31 dicembre 2016, la scadenza per verificare i risultati delle azioni di tutela e riqualificazione dei corpi idrici dell’Unione, e indica che tutti i corpi idrici debbano raggiungere lo stato ecologico “buono”…
Tale Direttiva prevede altresì che, per quelli la cui situazione è molto problematica per la presenza di forti pressioni antropiche (ovvero forti interventi realizzati dall”uomo sull’ambiente naturale, al fine di modificarlo e manipolarlo), l’Unione Europea può accettare delle deroghe temporali purché siano debitamente motivate.
Il fiume Lambro, per l’estensione del suo bacino, è considerato un corpo idrico significativo naturale e come tale è incluso nei piani di tutela e recupero.
A motivo di ciò la regione Lombardia con legge regionale 18/2006 ha modificato la Legge regionale 12 dicembre 2003 e prima ancora che l’Italia recepisse la direttiva dell’Unione ha approvato il PTUA (Programma di Tutela e Uso delle Acque) con Deliberazione n. 2244 del 29 marzo 2006.

Si da il caso che chi nel 2006 ha redatto il PTUA, col sostegno dell’Autorità di Bacino del Po al quale il Lambro appartiene, ha pensato, sulla base della considerazione che a sud di Monza il territorio è fortemente antropizzato, di utilizzare la possibilità data dalla Direttiva europea (deroga temporale al raggiungimento di uno standard qualitativo delle acque buono) e si è prefisso di raggiungere per il tratto a monte di Monza l’obiettivo “buono” accontentandosi di quello “sufficiente” per gli altri tratti.
A seguito di quella scelta sono stati avviati progetti poco ambiziosi.
Sei anni dopo, il 20 marzo del 2012, l’intervento principale previsto, finanziato in larga parte dalla Regione con un budget di circa 158 milioni di euro, è stato riassunto nel Contratto di fiume del Lambro settentrionale che è bene sottolinearlo è stato firmato, tra gli altri, dalle province di Como, Lecco, Monza Brianza, Milano e Lodi, e anche da Legambiente Lombardia.

Ma date le premesse sopra indicate per il Lambro a sud di Monza non è prevedibile alcun miglioramento significativo dello stato delle sue acque. E quindi è altamente improbabile che lo stesso raggiunga la condizione di “sufficiente”.
Ciò significa che, in primis a Milano, il Lambro continuerà a essere una fogna a cielo aperto dando la possibilità a chi compie azioni criminali, come quella dello scarico di idrocarburi (2010), di vedersi derubricato in sede di giudizio i reati commessi perché lo stato del fiume era e resterà inferiore a quello di “pessimo”.

A corollario degli interventi sul fiume sono sorte iniziative quali quelle della realizzazione del Parco Medio Valle Lambro tra i comuni di Brugherio,Cologno Monzese e Sesto San Giovanni (con un buget di poche decine di migliaia di euro) e a seguire quello del progetto per realizzare il Parco medio valle Lambro 2.0, in presentazione presso l’auditorium mercoledì 22 gennaio.
(Andando avanti di questo passo nel 2016 avremo presumibilmente un nuovo progetto denominato: Parco medio valle Lambro 3.0).

Prioritari non sono gli interventi di messa a dimora di qualche pianticella con risultati poco lusinghieri come quelle che si vedono al parco Lambro.
Se andate sul ponte di via Feltre vi sembrerà che la mano destra non sappia cosa ha fatto la mano sinistra.
La riva sinistra è stata arginata con dei massi; è stata dotata di un camminamento e di una zona di riposo, è stata transennata e piantumata senza che, per ora, le piante messe a dimora abbiano subito danni dall’innalzamento del fiume.
La riva destra non è stata arginata adeguatamente; in prossimità della strettoia del ponte ad ogni precipitazione le acque tracimano, il camminamento fatto risulta impraticabile e le piante messe sull’argine hanno la funzione di sorreggere gli stracci.

Non è così che si crea un Parco metropolitano.

Prioritario è che una fogna ritorni a essere un fiume circondato da un Parco financo metropolitano.
Il Lambro deve essere risanato. Dove ritornare a essere uno spazio dove sia possibile nuotare e pescare come facevano i nostri nonni negli anni ’50.

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All’interno della mostra in svolgimento alla Fondazione Marconi Arte dal titolo GILLO DORFLES. Ieri e oggi.

Conferenza di Gillo Dorfles

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Il fustigatore, 2007, acrilico su tela, 70 x 100 cm

con Luigi Sansone e Claudio Cerritelli

Il rinnovamento dell’arte italiana negli anni Quaranta
e Cinquanta dello scorso secolo

21 gennaio
ore 18.00

Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15

Ingresso libero, senza prenotazione

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20 gennaio COME E’ ANDATA LA PREMIAZIONE DEL CONCORSO DI NATALE

RelatoreIl presentatore della premiazione ha così sintetizzato.
Il concorso è stato denominato 1° Concorso Natale in Zona perché i precedenti 20 non prevedevano le sezioni Componimenti letterari e Fotografia, oltre al premio “Alessandro Ferrari”  per le rappresentazioni artistiche della natività.
Al concorso
 hanno partecipato:
“circa 50 famiglie
22 scuole
8 parrocchie
3 esercizi commerciali.
Sono inoltre pervenuti 4 componimenti letterari.”
La sezione Fotografia è andata deserta.S2180009
I famigliari del vigile Alessandro Ferrari non sono intervenuti.
Mancando alla premiazione il presidente del CdZ  il rinfresco è stato allestito nel suo ufficio e Sara Rossin ha portato i saluti del CdZ ai presenti.
Il presentatore con squisita sensibilità ha finito la sua introduzione avvissando gli astanti  che la cerimonia sarebbe stata veloce perché a seguire vi sarebbero stati i lavori di 2 commissioni.

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GOLFO

19 gennaio 2014
ore 17,30
Auditorium Valvassori Peroni, 56
ingresso libero

Il nome Golfo Mistico denota sia l’Orchestra multietnica dell’Istituto comprensivo “Quintino di Vona – Tito Speri” sia il progetto nato nel 2011 con l’obiettivo di creare un percorso formativo capace di favorire l’integrazione di alcuni alunni che, anche a causa di difficoltà linguistiche, erano e sono poco coinvolti nell’attività scolastica. Golfo mistico si propone di superare le barriere culturali e linguistiche per divenire un aggregatore sociale tramite un linguaggio universale: la musica. Attualmente l’orchestra ha un organico di circa 25 elementi che suonano chitarre, flauti dolci, violini, basso elettrico, tastiere, strumenti a percussione a suono determinato e indeterminato. Ora il repertorio è composto da pochi brani di carattere etnico, originali e non, e da improvvisazioni ritmiche di vario tipo. Per spiegare il clima del pomeriggio è utile sapere che

Il magnifico pomeriggio è iniziato con una grande eccitazione in sala: ci sono i genitori dei piccoli cantori della Tito Speri: bimbetti alcuni dei quali arrivati in Italia anche solo a dicembre ma già partecipi della grande avventura; si sono i loro “fratelli più grandi” dell’orchestra multietnica Golfo Mistico che sono quasi tutti già al loro posto;

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Anche se non compaiono tutti nella foto erano presenti:
Chitarra: Alexandru Bradatan, Andreea Angel, Francesca Sgarbi, Giacomo Doneda, Jhems Mendoza, Massimiliano Turci
Chitarra elettrica: Nicolas Biscione
Basso: Simone Iaffaldano
Flauto soprano e contralto: Alice Lacerenza, Isabella Trivillin, Jhon Cedric, Martina Grippa, Stephenson Maganito, Tajirian Abedin
Tastiera: Alessio Attardo, Sharinna Guinto, Viktoria Warnak
Violino: Mauro Efoloco, Simone Donato
Percussioni: Alessandro Ayna, Francesca Ferrari, Gaja Ikeaguoana, Jada Javier
Voce e percussioni: Gabriel Estuaria

La sala è strapiena di genitori, studenti, amici, professori.
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C’è naturalmente il dirigente scolastico Giuseppe Losio, la presidente della commissione educazione Antola Caterina che ha portato il saluto del Consiglio di Zona. E poi ci sono loro: i direttori dell’orchestra Simone Del Baglivo (musicoterapista e cantautore), Nicoletta Caselli (professoressa di musica della scuola Quintino di Vona e chitarrista) e il maestro del coro Nicole Guida.
E per tutti è stata un momento magico di aggregazione multiculturale.
Alla fine dell’anno scolastico ci sarà il Concerto con musica e leccornie culinarie.

Di seguito riportiamo alcuni dei brani suonati

01 Lamma Bada Yatahanna, trattasi di un antico canto medievale della tradizione araba. Alla voce e percussioni: Gabriel Estuaria.
02 Mistico è un brano scritto da Simone Del Baglivo
03 La canzone è una rivisitazione del brano di Fabrizio de Andrè La guerra di Piero
04 Golfo latino è un brano scritto da Simone Del Baglivo

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