Come già abbiamo avuto modo di sottolineare, durante i festeggiamenti per i 5 anni di attività del civico 56 di via Valvassori Peroni: comprende la biblioteca, l’auditorium e il CAM nonché l’ANS, vi è stato da parte delle “autorità” un sostanziale disinteresse verso il raggiungimento di questo traguardo. Che la cosa fosse “poco sentita” da lor signori era parso palese già a febbraio quando ci avventurammo nell’accennare al “presidente” della commissione cultura del CdZ3, Papale, della ricorrenza. Egli, con squisita sensibilità, ci disse che la cosa non lo riguardava essendo stato l’Auditorium inaugurato in data successiva. E’ vero che nell’italietta nostra le inaugurazioni vengono fatte nell’imminenza di qualche elezione o sono ricordate solo da chi vi ha partecipato. Ma si da il caso che quel giorno tutto il civico 56 fu coinvolto nei festeggiamenti. Che poi l’Auditorium abbia avuto problemi in maggiore numero di quelli che ha dovuto affrontare la biblioteca e per molto tempo è rimasto sottoutilizzato o inutilizzato, ciò non toglie che il 20 marzo 2009 l’inaugurazione fu di tutta la struttura.
Che nella testa dei componenti del CDZ3 l’Auditorium sia una struttura periferica e decentrata è palese al punto che manifestazioni ad “alto contenuto simbolico”, da intendersi con valenza politica, si svolgono nella sala consigliare del CDZ3 con dispiego di mezzi (ovvero uso di denaro pubblico) e con risibile affluenza.
Per accedere alle mostre che colà si svolgono, essendo la porta sempre chiusa, bisogna chiedere all’ingresso di potere visionare la mostra e il personale, allontanatosi dalla guardiola, apre la porta. Un recente esempio è la stato la mostra in occasione del Giorno del Ricordo (10 febbraio 2014) che ha visto il siparietto di due manifestazioni svolgersi nella stessa sala. Di questa diatriba abbiamo già detto. Partendo da un assunto sbagliato il CDZ3 non poteva che manifestare il proprio disinteresse nei confronti della struttura che dovrebbe essere centro di attività culturali significative ma, invece, se promosse dal CDZ3, ottengono sempre una partecipazione al disotto dell’immaginabile.
Quanto alla gestione della biblioteca oltre a impiegare le energie della responsabile per fare fronte a situazioni emergenziali: porte e finestre rotte; lampadari che cadono; corrimani che si staccano; bagni che si intasano; muretti pericolanti; porte di ingresso aggiustate alla belle e meglio (fatti accaduti l’anno passato), alla poveretta corre l’obbligo di fare fronte alle carenze del personale (dovuto al cronico stato di sottorganico e alla scellerata decisione della giunta Moratti che mise a fare i bibliotecari personale di estrazione la più eterogenea senza una preparazione adeguata). Ma detto questo, anche Lei, è frutto di quell’insana idea. Di formazione archivistica è stata posta a dirigere la più grande biblioteca Zonale. E in tutto questo baillame la poverina è un pesce fuor d’acqua che vorrebbe tornare a nuotare nel suo mare. E subisce pressioni e sollecitazioni da più parti al punto che la prossima mostra non è certo frutto di una sua ricerca o proposta o condivisione di un qualche indirizzo che dovrebbero unire le mostre allestite nella sala dalla biblioteca. Ma della pressione che altri esercitano su di Lei, che a suo vanto deve espletare la sua funzione dirigenziale pur essendo una lavoratrice part-time.
Fumetti resistenti, che la rivista online dei comitati Pisapia ha anticipato come essere in programmazione dal 23 aprile al 13 maggio 2014, ne è la esemplificazione più eclatante. Abbiamo ricordato come sia già stata presentata nel settembre del 2011 presso la sede dell’ANPI all’Ortica (ovvero l’unica sezione territorialmente operativa in Zona 3) e prima ancora, dal 20 al 27 settembre 2011, a Milano, presso Villa Scheibler.
E come da allora, poiché realizzata dalla Scuola Civica Arte & Messaggio di Milano, con il patrocinio del comune di Milano, e il sostegno dell’ANPI, sia stata più volte riproposta: dal 19 aprile pomeriggio al 24 aprile 2012 presso l’ARCI Bellazza, in collaborazione con l’ANPI della sezione Vigentina; il 26 aprile 2012, in piazza Capuana, Quarto Oggiaro, Milano. Indi ha valicato i confini della città, della provincia e perfino della regione approdando dal 19/04 – 1/05 Bolzano presso il Centro Giovani Vintola 18.


Oltre ad averne parlato sulle ns. pagine vi è da segnalare che parimenti lo hanno fatto tutte le sezioni ANPI coinvolte e la Monforte-Venezia (altra sezione ANPI territorialmente, ma parzialmente operante in Zona 3; la sezione 25 aprile che sino ) ha presentato tutti i book realizzati per l’occasione.
Che la mostra goda di buone entrature è riscontrabile dal fatto che l’assessore Cristina Tajani vi ha apposto il suo marchio e abbia cercato di diffonderla su youtube senza apprezzabili risultati.
Ma poiché è assessore alle politiche del lavoro la Tajani ha anche partecipato alla presentazione di una mostra in Belgio in ricordo della tragedia di Marcinelle, mostra realizzata da 5 dei giovani disegnatori di “Fumetti resistenti”).
E di quella mostra abbiamo avuto modo di vedere alcune tavole in biblioteca e, soprattutto, abbiamo potuto apprezzare le foto ricordo dalla presentazione in Belgio avvenuta il 8 agosto al museo Bois du Cazier a Marcinelle.
Insomma se la funzione principale di una biblioteca è quella di promuovere la lettura e dare in prestito i libri ciò non si meno le iniziative collaterali che in essa si svolgono non necessariamente debbono essere il ricicciaccimento di altro. Se mostre si vogliono allestire che abbiano almeno il diritto di primogenitura. Che siano realizzate secondo alcuni criteri formali capaci di guidare chi le vuole visitare. Che si renda lo spazio più idoneo.
Ad ogni modo per dare conto del lavoro dei ragazzi della Scuola Civica Arte & Messaggio di Milano di seguito proponiamo i loro lavori

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Auditorum
via Valvassori Peroni, 56
ore 21.00

In occasione della 69° giornata della Festa di Liberazione l’associazione culturale Artemisya e l’ANPI Zona 3 presentano uno spettacolo tratto da un testo di autore anonimo, raccolto dallo storico Angelo del Boca.

Il CDZ3, da parte sua, ha finanziato l’iniziativa con 950 € + IVA. Ha previsto la stampa di volantini a cura della civica stamperia. Ha richiesto all’ufficio Cerimoniale di allestire la sala con coccarde, bandiere e addobbi floreali tricolori.

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I vincoli della Sovraintendenza, i rom, il sito inquinato, il luogo inadatto a una residenza universitaria, un modello di gestione pensato in modo errato.

MelwQueste le motivazioni addotte dal Politecnico per non onorare una convenzione sottoscritta. Francamente le trame e i maneggi del Politecnico (esiste da 150 anni e nella sua lunga storia direttamente ha costruito un solo pensionato) non ci appassionano e il sapere che: il Politecnico nel 2009 ha stipulato con il Comune una convenzione per avere in uso gratuito per 30 anni l’ex Istituto Marchiondi di Baggio, esempio di architettura «brutalista», progettato dall’architetto Vittoriano Viganò; si è impegnato a ristrutturarlo e a trasformarlo; ha manifestato, nel 2013, qualche dubbio sulla tentata impresa; ha sottoscritto, a fine marzo, una rinuncia formale alla convenzione di fronte a un notaio, non ci stupisce.
Ovviamente il progetto del Politecnico era quello di trasformare l’ex Istituto Marchiondi in residenza per gli studenti universitari del Politecnico.
Ovviamente i fondi arrivavano da un bando del ministero.
Ovviamente il Comune ne prende atto. Ma ci domandiamo il Politecnico pagherà qualche penale per avere “occupato” l’istituto Marchiondi procurando un suo ulteriore deterioramento?
In attesa di risposta la novità è che le motivazioni addotte alla rinuncia sono apparentemente un bel po’ di autogol.
Il Politecnico sostiene che lo studio preliminare, fatto da sé medesimo, è stato fatto troppo in fretta e senza un’analisi dettagliata dei danni alle strutture. Ciò è dipeso dai rom che, seppure fatti sgombrare (il 26 maggio 2009) dal solerte vicesindaco De Corato, nell’occasione si era vantato di avere restituito un altro spazio alla città, avevano reso difficile sino ad allora l’accesso al sito. Sgombrato il quale hanno potuto approfondire l’analisi prendendosi 5 anni.
Dal punto di vista ambientale i tecnici hanno scoperto zone inquinate e contaminate (da che e da chi cosiderando che l’Istituto non era una fabbrica o non si è mai trovato in uno stato di abbandono tale che qualcuno abbia potuto farne una discarica?).
La Soprintendenza considera la struttura un monumento sotto vincolo (speravano di eluderlo?)
Il luogo non è adatto a una residenza per studenti (il luogo negli ultimi 5 anni non si è mosso di un millimetro. Hanno impiegato 5 anni per accorgersene).
La stima iniziale del modello di gestione è risultata sbagliata, nonostante il Politecnico abbia un corso di studi in ingegneria Gestionale.
Dopo questi grotteschi autogol ecco che arrivano i nostri. Impersonati dal consigliere del Pd Rosario Pantaleo, natio di Baggio. Intervistato dal Corriere, rammaricato chiosa: «Purtroppo, persa l’occasione del Politecnico, ci troviamo in una situazione critica: l’edificio è troppo grande e ormai fatiscente per sperare in un nuovo “candidato” alla ristrutturazione. Forse l’unica speranza, a malincuore, è l’eliminazione del vincolo monumentale».
E, aggiungiamo noi, regalare a qualche benemerita Fondazione la possibilità di “restituire alla città” una struttura che gli ingegneri dicono malconcia e Pantaleo dice fatiscente. Ma perché credere agli ingegneri dopo i tanti errori di valutazione commessi? E perché prestare orecchio a Pantaleo che nato a Baggio, vive a Baggio e spera di morire a Baggio?
Restaurato il Marchiondi quanto vale?
E non si dica che il Comune non ha i soldi. Al Tennis Club Ambrosiano (che ha in concessione il terreno che è del Comune) ha firmato una fidejussione di 2 milioni di euro per permettergli di costruire una palazzina di 3200 mq. Non per giocare a tennis ma per giocare, anche, a carte.

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BUONE FESTE BUONE VISIONI E BUONE LETTURE

Nell’ambito dei festeggiamenti per i 5 anni della biblioteca il 29 marzo u.s. si è svolta la VALVAMARATON (maratona di lettura) in cui utenti e alcuni bibliotecari hanno proposto ai presenti un brano o una poesia che, per motivi a volte confessati a volte taciuti, hanno ritenuto di portare all’attenzione del pubblico convenuto. La serata è stata condotta da Roberto Anglisani.
Che ha iniziato le letture con un brano tratto da …

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In alcuni casi abbiamo proposto il libro da cui è stato tratto il brano; in altri abbiamo proposto la poesia senza indicarne l’autore; in un caso contrariamente a quanto è capitato durante la serata abbiamo indicato il libro da cui è stato tratto il brano mentre chi lo ha letto si è limitato a indicarne l’autore.
Per sapere chi ha letto cosa potete guardarvi la playlist qui di seguito e le vs. curiosità saranno soddisfatte

Se premete il tasto play all inizierete a vedere il primo brano letto nella serata e, a seguire, tutti gli altri. Potete però vedere il brano che vi interessa, dopo avere premuto play all posizionando il cursore su playlist, che compare in alto a sinistra, avrete modo di visualizzare i 26 brani letti e sceglierli secondo l’ordine che preferite, facendo scorrere la lista tramite la barra di scorrimento posta a destra.
Buona visione e buone feste.

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Inaugurato martedì 15 aprile 2014 il nuovo svincolo di Lambrate della tangenziale est di Milano sarà con ordinanza n. 1744, datata 18 aprile 2014, chiuso al traffico dalle 22.00 alle 6.00 del giorno successivo nei giorni tra il 22 e il 25 aprile 2014. E’ prevedibile che altre cerimonie seguiranno perché di lavoro ve ne sono ancora da fare. TANGENZIALEL’opera era iniziata nel 1992  ma ha subito una prima interruzione per via dell’innalzamento della falda acquifera. Evento non certo imprevedibile considerato che l’Innocenti, poco distante, contribuiva a mantenerne basso il livello. E  in quegli anni il duo De Tomaso FIAT stava portando lo stabilimento alla chiusura. Una decina d’anni dopo l’opera, finanziata tramite una convenzione, sottoscritta 10 anni fa, tra regione Lombardia, comune di Milano e Serravalle, con un contributo di Regione Lombardia di 33,2 milioni di euro, è ripartita. L’infrastruttura ha impiegato un pochetto prima di essere portata quasi a termine perché si sono messi di mezzo: il ritrovamento di ordigni, rifiuti di ogni tipo e altri innalzamenti della falda. Giova sapere che la stessa infrastruttura dovrà permettere il collegamento fra la Tangenziale Est e il Centro intermodale di Segrate, la cosiddetta Viabilità Speciale di Segrate. Ma questo collegamento vedrà la sua realizzazione solo se gli astri lo vorranno. Infatti la sua realizzazione dipende, sino all’ex dogana di Segrate, dalla Serravalle. In questo caso con lungimiranza la Milano Serravalle ha pubblicato nel dicembre 2013 il bando di appalto per la realizzazione di questi lavori. E un suo dirigente ha annunciato che, per guadagnare tempo, il bando di gara per il secondo lotto è stato emesso e ci sono già una quindicina di aziende interessate. Resta inteso che per poterlo aggiudicare sarà necessaria l’approvazione del Cipe sul piano economico-finanziario presentato da Serravalle. L’altro tratto, dall’ex dogana in poi, dovrebbe essere realizzato dagli australiani di Westfield (che realizzeranno il centro commerciale nell’ex dogana, stante ai mirabolanti progetti sbandierati dalla società australiana ripresi dalla stampa nostrana, non più tardi dell’agosto del 2011). Ma tutto è ancora fermo.

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Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
Via Tadino 15 – 20124 Milano
Tel. 02 29 41 92 32

Durata della mostra: dal 16 aprile al 31 maggio 2014
Orario: martedì – sabato 10-13, 15-19
Ingresso gratuito

01w La mostra si articola in due sezioni legate tra loro.
Il primo piano è dedicato al ciclo I maestri del colore e riprende in chiave inedita riproduzioni di quadri famosi: grandi icone della storia dell’arte dipinte da Paolo Uccello, Fernand Léger, Paolo Veronese, Eugène Delacroix, El Greco, Pieter Paul Rubens, sulle quali l’artista ha aggiunto segmenti testuali ritagliati, liberamente estrapolati dalla comunicazione mediatica a lui contemporanea, quasi a “misurare” il linguaggio sull’immagine, e viceversa.
07wIl secondo piano è invece dedicato a un altro ciclo della sua produzione recente, realizzato nell’ultimo anno e totalmente inedito: quello dei Neri, esposti in questa occasione per la prima volta.

Note biografiche
Nanni Balestrini (Milano nel 1935). Scrive le prime poesie tra il 1953 e il 1956 e le pubblica nella rivista “MAC Espace” di Gillo Dorfles.
È tra gli animatori della stagione della Neoavanguardia e fa parte dei poeti Novissimi e del Gruppo 63.
Nel 1961 compone la prima poesia realizzata con un calcolatore IBM a cui farà seguito il romanzo multiplo elettronico Tristano. Nello stesso anno espone i Cronogrammi alla Galleria Ferro di Cavallo di Roma e comincia la sua collaborazione per la casa editrice Feltrinelli. È autore del ciclo di poesie sulla Signorina Richmond e della trilogia di romanzi La Grande Rivolta (Vogliamo tutto, Gli invisibili e L’editore) sulle lotte del movimento negli anni Settanta.
Svolge un ruolo determinante nella nascita delle riviste di cultura “Il Verri”, “Quindici”, “Alfabeta”, “Zoooom”.
Tra le sue opere più recenti: i romanzi Sandokan, storia di camorra (2004) e Carbonia (2013) e le raccolte di versi Caosmogonia (2010) e Antologica.
Parallelamente alla produzione letteraria sviluppa un’intensa ricerca in campo visivo, documentata nella monografia Con gli occhi del linguaggio. Partecipa a mostre in Italia e all’estero: nel 2012 a Documenta di Kassel presenta il film, generato attraverso un computer, Tristanoil. Incentrato sul tema della distruzione del pianeta a causa dell’uso predatorio delle sue risorse.
Vive e lavora un po’ a Roma e un po’ Milano.

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Auditorium
via Valvassori Peroni 56
ore 18:15

Studenti e dottorandi di Scienze dei beni culturali dell’Università degli studi di Milano, illustreranno il percorso espositivo della mostra Bernardino Luini e i suoi figli curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa allestita a Palazzo Reale e visitabile dal 10 aprile al 13 luglio.

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Alla fine del mese scorso ci era capitato di passare a piedi per via Conte Rosso e di vedere che lavoravano all’impianto fognario alle 6 di sera: il Fuori Salone di via Ventura era alle porte e stavano accelerando i lavori per concluderli!
Invece no. Stavano lavorando per sospendere i lavori e rendere agibile la strada per il Fuori Salone. La spiegazione di questa “burla” era apparsa sul web già alcuni mesi orsono in un articolo, a firma di Gabriele Mariani, presidente commissione Territorio del CDZ3, dal titolo giornalisticamente ineccepibile, Via Conte rosso: residenti e commercianti non ne possono più .
Chiuso il Fuori Salone di Via Ventura, via Conte rosso sarà di nuovo chiusa. In origine era previsto che con l’inizio del Fuori Salone di quest’anno i lavori in via Conte rosso fossero finiti ma causa i ritardi accumulati dovranno essere ripresi e ultimati. Gabriele Mariani, architetto e ingegnere nell’articolo scrive “Se questo anziché un appalto pubblico (dal Comune ad MM) fosse un appalto privato su suolo privato, il Direttore dei Lavori e l’impresa appaltatrice sarebbero già da molti mesi chiamati a rispondere di questi ritardi e dei danni provocati ai residenti ed ai commercianti”.
Capiamo il commento del giornalista Mariani ma non capiamo la rassegnazione del politico Mariani il quale induce a pensare che i responsabili dei danni non possono essere citati a risponderne. E sembra dire che un appalto pubblico ha una corsia preferenziale: fare danni e non pagare!

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