Questi sono dei fotogrammi tratti dal documentario Dell’Arte della guerra di Silvia Luzi e Luca Bellino.
Parla della “guerra” vittoriosa condotta dagli operai della INSEE di via Rubattino 81 conclusasi nell’agosto del 2009. Erano gli ultimi 49 operai della ex Innocenti Santeustacchio.

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Il prefetto di Milano, Luigi Savina, gerarchicamente dipende dal Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ma dipende anche dal Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e dagli altri ministri, che nell’esercizio del potere di indirizzo politico-amministrativo, possono emanargli apposite direttive, aveva concordato con gli organizzatori della marcia per ricordare i fascisti morti il 29 aprile che: durante la marcia non dovevano comparire croci celtiche, i tamburi non dovevano cadenzare la marcia e i partecipanti non dovevano esibirsi in saluti romani.
Il capo della Digos Bruno Migale, ieri sera, all’apparire delle croci celtiche avrebbe voluto fermare il corteo ma … per ragioni di ordine pubblico, interpellato il capo, ha “deciso” e ha “promesso” che la manifestazione non si ferma, ma poi partono le denunce. A quale capo si riferisse non è dato sapere: forse il questore o il prefetto o il ministro dell’Interno o il Presidente del consiglio?
Di certo è che il sindaco di Milano l’anno scorso ebbe a dire: 9 maggio 2013 Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, non accetterà mai apologie del fascismo. E’ una vergogna che nella casa dei milanesi si debba vedere il saluto romano: un inammissibile sfregio alla città e ai milanesi. Come Sindaco sento l’obbligo giuridico, morale, etico e politico di rappresentare quanto successo alla magistratura.  (https://it-it.facebook.com/pisapiaxmilano/posts/510877638949579)
Che fine abbia fatto la rappresentazione alla magistratura del Sindaco l’abbiamo visto ieri.

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pdPrima che si compia IL RITO il sindaco Pisapia ha compiuto IL GESTO. Ha aderito in qualità di semplice cittadino, non aveva la fascia tricolore, alla commemorazione svoltasi questo pomeriggio al giardino, tra le vie Bronzino e Pinturicchio, dedicato a Sergio Ramelli voluto dall’allora sindaco Albertini con il suo vice sindaco De Corato. La cerimonia ufficiale, ovvero quella a cui hanno partecipato esponenti politici cittadini  e provinciali, ha visto la posa di una corona sul cippo che ricorda Ramelli. (Analoga cerimonia è avvenuta in viale Lombardia, dove è stata deposta una corona sulla lapide che ricorda Enrico Pedenovi). Poi i politici si sono concessi a dichiarazioni estemporanee. Pisapia ha auspicato che il suo gesto possa servire a evitare che sorgano problemi tra chi ha idee opposte! Non lo ha compiuto come sindaco e quindi con quale autorevolezza ha parlato? E poi sempre come cittadino ha contraddetto il sindaco allorquando confidava nelle autorità competenti perché facciano tutto il possibile per evitare la becera strumentalizzazione della morte di Sergio Ramelli con una parata nazi-fascista.
Pisapia ha voluto ricordare Ramelli e con lui c’era De Corato, di Fratelli D’Italia, una delle sigle del comitato che ha promosso le manifestazioni a ricordo di Ramelli, Pedenovi e Borsani.
Vedremo se gli organizzatori delle manifestazioni sapranno fare seguire alle parole i fatti: ovvero sapranno manifestare in modo non becero, come dice Pisapia. Vedremo se i timori di Pisapia saranno smentiti dai fatti e se il prefetto, alla ostentazione di croci celtiche, uso di tamburi a cadenzare la marcia o «presente» con le braccia tese saprà intervenire.

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Il questore Luigi Savina alle varie sollecitazioni che gli erano pervenute negli ultimi mesi da comitati, associazioni, partiti, perché non permettesse il corteo fascita del 29 aprile ha risposto con il divieto a «qualsiasi manifestazione che possa, per le sue modalità, costituire pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica». E dopo 24 ore si è ricreduto e innanzi a una nuova richiesta che https://twbiblio.com/2015/08/07/7-agosto-sbagliando-si-impara/modificava il percorso degli antifascisti ha concesso loro di manifestare (partenza da Piazza Oberdan ore 19.00 termine in piazza Risorgimento) come aveva fatto prima con il comitato che organizza la giornata per ricordare le morti di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani (tra questi: Fratelli d’Italia, Forza nuova, Casa Pound, Lealtà e azione).
E, memore delle scenografiche parate che il comitato (con alcune varianti) sopra menzionato era riuscito ad allestire negli anni passati, ha posto 3 condizioni/diffida: niente croci celtiche, niente tamburi a cadenzare la marcia e niente «presente» con le braccia tese.
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Non è dato sapere se il comitato organizzatore quest’anno abbia chiesto l’autorizzazione di affiggere una lapide in ricordo di Carlo Borsani. L’anno passato l’avevano affissa. Ma …

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Questo video è stato pubblicato su Youtube il 28 aprile 2014 dalla Fondazione Bracco.
Da Neresine a Milano. Memorie dell’imprenditore Fulvio Bracco
L’intervista ha dato origine alla pubblicazione “Da Neresine a Milano. Memorie dell’imprenditore Fulvio Bracco”, edita dalla Fondazione Bracco in occasione dell’85° anniversario dell’azienda Bracco.

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SVEVO_E_LA_COSCIENZA_DI_ZENODalle ore 18 alle ore 19.30
al primo piano della biblioteca

Si riunisce il Gruppo di lettura Via col libro
per terminare la discussione sul libro di

Italo Svevo
La coscienza di Zeno

 

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E tutti vissero felici e contenti sino a quando rimarranno i lucchetti i divieti e nessuno si avventurerà più su per il civico sgomberato di via Bistolfi. La bonifica s’è conclusa anche se bottiglie macerie e latrina sono in questo caso una pubblicità ingannevole.

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