CHIUSA L’AULETTA AL LICEO VIRGILIO
E’ durata poco l’occupazione dell’auletta al liceo Virgilio.
COMUNICATO
Oggi lunedì 14 Aprile al ritorno dal weekend gli studenti della scuola hanno appreso che la neonata Aula Occupata e Autogestita è stata sgomberata. Durante la nostra assenza sono stati rimossi gli striscioni e il lucchetto che avevamo posto a chiusura della stanza è stato sostituito con uno nuovo. Ricordiamo che il nostro progetto è a costo zero infatti per l’aula autogestita abbiamo scelto uno spazio abbandonato al degrado e stavamo iniziando a sistemarlo con lavori di auto-recupero condotti con i soldi che ci hanno offerto gli studenti durante l’anno per realizzare questo progetto. Insomma perché accanirsi tanto con un gruppo di ragazzi che si impegnano per valorizzare uno spazio della scuola abbandonato alla muffa e alla polvere? Perché ostinarsi così a non ascoltare le nostre richieste e a trattarci solo come un problema? Apprendiamo dello sgombero avvenuto in nostra assenza e, in primo luogo, ci dispiace. Ci dispiace perchè crediamo che la presidenza con questo atto abbia perso un’occasione. L’occasione di aprire un dialogo SERIO con gli studenti per la realizzazione del nostro progetto, l’ occasione di avere una scuola piu’ ricca, una scuola frequentata anche il pomeriggio, una scuola da cui gli studenti non fuggono al suono della campana ma che li accoglie e gli dà la possibilità di esprimersi. Ci dispiace che la presidenza consideri l’auletta come un pericolo o un nemico quando con la sua programmazione avrebbe rappresentato un sostanziale apporto alla proposta formativa del liceo. In secondo luogo riteniamo questo sgombero inaccettabile e che esso non possa passare inosservato agli occhi di tutte le componenti studentesche e alle altre realtà studentesche della nostra città. Non accettiamo questo sgombero perché siamo sicuri che tutti gli studenti della scuola vogliono un’aula autogestita. Non accettiamo lo sgombero perché siamo sicuri di essere dalla parte della ragione. Se la presidenza ritiene di poter risolvere il problema degli spazi a scuola cambiando un lucchetto non ha capito niente. Se pensava di intimidirci o dissuaderci dai nostri obiettivi si è sbagliata ancora una volta. Ma il più grande quesito che apre lo sgombero di oggi è: “E Adesso?” Il dato più allarmante è che dalla presidenza non arriva nessuna proposta alternativa alla nostra occupazione, nemmeno un tentativo di giustificare lo sgombero. Davvero vogliono farci giocare al gioco di chi cambia più lucchetti?? Ci aspettavamo un confronto su livelli un po’ più alti e seri… Su una cosa però siamo sicuri e tranquilli: non finirà così! Siamo, sicuri e determinati, ma soprattutto sappiamo di avere ragione. Per tutti questi motivi invitiamo tutti gli studenti che credono in questo progetto all’assemblea contro lo sgombero che si terrà domani martedì 15. Il ritrovo è alle 14.00 davanti alla sede di piazza Ascoli.
L’AULA AUTOGESTITA E’ UN DIRITTO! COSTRUIAMOLA INSIEME! NON FINISCE COSI’!

La cerimonia di inaugurazione del campo da rugby, con dimensioni a norma per la pratica del rugby educativo, a fruizione libera*, avverrà, contestualmente all’intitolazione del campo a Cesare Ghezzi (5 marzo 1909 – 19 marzo 1996) mediano di mischia e capitano della nazionale di rugby italiana negli anni ’30. Nel dopoguerra Ghezzi ricostruisce il Rugby Milano (attualmente la sede della società è davanti alla biblioteca, in via Valvassori Peroni, 47). Nel 1954 la lascia per dare vita a una squadra tutta nuova i Chicken, traduzione sbagliata dell’italiano pulcini. Per Ghezzi l’idea di fondo è che il rugby sia adatto ai bambini. Sia lo sport il più formativo per i bambini. Anzi, il più formativo degli sport per bambini. E i primi giocatori del Chicken saranno il figlio di Ghezzi, Franchino, il nipote Pinuccio e i loro compagni di classe alla scuola media di piazza Ascoli: la Tiepolo. Un gruppetto di bambini di dieci anni che fino alla metà degli anni settanta resterà il nucleo dei Chicken: una squadra che ha respirato e assimilato l’idea di rugby del Ghezzi. Un’idea che prevede la regola di applaudire gli avversari ogni volta che segnano una meta e l’abitudine di terminare gli incontri amichevoli secondo il criterio “chi segna per ultimo ha pareggiato”.
ci rammarichiamo che, la ns. modesta proposta di dotare il campo di 



