29 aprile IL RITO

Il questore Luigi Savina alle varie sollecitazioni che gli erano pervenute negli ultimi mesi da comitati, associazioni, partiti, perché non permettesse il corteo fascita del 29 aprile ha risposto con il divieto a «qualsiasi manifestazione che possa, per le sue modalità, costituire pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica». E dopo 24 ore si è ricreduto e innanzi a una nuova richiesta che modificava il percorso degli antifascisti ha concesso loro di manifestare (partenza da Piazza Oberdan ore 19.00 termine in piazza Risorgimento) come aveva fatto prima con il comitato che organizza la giornata per ricordare le morti di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani (tra questi: Fratelli d’Italia, Forza nuova, Casa Pound, Lealtà e azione).
E, memore delle scenografiche parate che il comitato (con alcune varianti) sopra menzionato era riuscito ad allestire negli anni passati, ha posto 3 condizioni/diffida: niente croci celtiche, niente tamburi a cadenzare la marcia e niente «presente» con le braccia tese.
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Non è dato sapere se il comitato organizzatore quest’anno abbia chiesto l’autorizzazione di affiggere una lapide in ricordo di Carlo Borsani. L’anno passato l’avevano affissa. Ma …

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