partecipazionewL’assessore Costamagna il 27 luglio u.s. così scriveva sulla sua pagina Facebook
“Direttamente dalla home della pagina del Municipio 3 da oggi è possibile scaricare il modulo di iscrizione alle Commissioni Municipali. Le Commissioni hanno il compito di analizzare in dettaglio le questioni che, inserite nell’ordine del giorno del Consiglio, saranno poi oggetto di votazione. Operano in seduta pubblica e possono partecipare ai loro lavori, ma senza diritto di voto, cittadini che mettono a disposizione volontariamente la loro competenza“.
Trenta giorni dopo, sulla stessa pagina, scrive “Sono solo 11 le persone che si sono iscritte alle Commissioni Municipali del Municipio 3.”
Non sappiamo quante fossero alla data del primo scritto. Certo che in fatto di tempestività le informazioni date sono indicative. Le commissioni riunitesi dopo la loro costituzione, complessivamente, lo hanno fatto 9 volte. Ne discende che, con una certa approssimazione e ottimismo, almeno 1 cittadino ha messo a disposizione volontariamente la propria competenza.
Chiediamo all’assessore Costamagna di spiegarci come mai la “partecipazione” è così poco disinteressata? Formuliamo alcune ipotesi. A parer suo:
– siamo tutti incompetenti o
– siamo interessati a partecipare solo se nella definizione dell’azione che si vuole intraprendere su un certo tema il nostro coinvolgimento è di tipo decisionale.

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L’anno passato fotografammo un po’ di clér (saracinesche in Zona 3, oggi Municipio 3) ma per ogni negozio decidemmo di metterne solo una.
Di un negozio di via Tadino, mettemmo il viso di una donna perché ci ricordava quello di Angela Davis, attivista del movimento afroamericano statunitense, incarcerata per il suo presunto collegamento con la rivolta del 7 agosto 1970, in cui Jonathan Jackson e altre Pantere Nere sequestrarono il giudice Harold Haley.
L’altra clèr, come indicato qualche giorno fa da Mario Miglietta, sulla pagina Facebook di Porta Venezia Village, riproduce la copertina di un disco del 1973 del jazzista americano Herbie Hancock
headhunterCoverwTADINO (3)Di seguito il brano Chameleon contenuto nel disco. Chameleon è uno standard jazz composto da Herbie Hancock in collaborazione con Bennie Maupin, Paul Jackson e Harvey Mason. Il brano ha una linea di basso caratteristico e viene impostata su un ritmo funk.

La copertina, disegnata dall’illustratore americano Victor Mosocoso,  raffigura una maschera africana legata al gruppo etno-linguistico ivoriano dei Baulé.  

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Il Circolo ARCI MILAN NUEVA, via Pascoli 4, a fronte di quanto avvenuto nell’alto Lazio, ha deciso di dare il suo contributo alle popolazioni vittime del terremoto.
Sabato sera, in sede, vi sarà una raccolta fondi e verrà offerta una pastasciutta all'”Amatriciana” ai partecipanti.
Non una cena tradizionale ma un buffet per accogliere e ringraziare i cittadini che porteranno il loro contributo.

Le donazioni verranno versate sul conto corrente, intestato ad Arci presso Banca Etica Scarl IT 36 A 0501803200 000000000041, causale: “Terremoto Centro Italia”.
http://videohttp://video.repubblica.it/dossier/terremoto-24-agosto-2016/milano-in-coda-per-l-amatriciana-solidale-dell-

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Il Concertone finale del festival della Notte della Taranta, in programma il 27 agosto, a Melpignano (Lecce),  sarà quest’anno  una maratona di solidarietà nel corso della quale gli artisti presenti sul palco dell’ex Convento degli Agostiniani inviteranno il pubblico presente, e anche quello da casa, a fare una donazione per le vittime del terremoto.
Il concertone sarà tramesso in diretta televisiva a partire dalle ore 22 su Rai 5.
A realizzare il fondale per il palco sarà Lei, nome d’arte La Pupazza o La Pupazza non è pazza. All’anagrafe è Eleonora De Giuseppe, nata a Tricase (LE), nel 1985.
Dopo gli studi presso il Dams di Bologna apre un laboratorio d’arte a Tricase. Ma poi… inizia a farsi conoscere disegnando l’OCCHIO. Lo ha fatto girando in lungo e in largo.
L’anno passato sull’esempio di 50 artisti che hanno partecipato al progetto Urban Art Renaissance per colorare 150 colonnine semaforiche e altro epoi dare vita a un libro ENERGY BOX Urban Art Renaissance, a cura di Davide Atomo Tinelli e Evoluzioni Urbane, edito da Skira, La Pupazza nella nostra zona ha realizzato numerose opere, anche quest’anno. Ne abbiamo individuate molte.
Ma, anche, ha lasciato imperitura memoria della sua arte dipingendo le saracinesche di un parucchiere.

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Dopo decenni, Aler Milano le ha vendute per 11.120.000 euro.

Ho avuto un professore di disegno che un giorno raccontò del più grosso affare della sua vita.
Lui come il padre erano architetti. Ma lui, a differenza del padre, era un po’ sfaticato. Così il padre lo costrinse a rimanere ad agosto in studio. Morale si aggiudicò la commessa per la costruzione del palazzo in via Andrea Costa dove, ancora oggi, ha sede una famosa compagnia petrolifera.

Piazza Edoardo Ferravillaw

A sinistra, le villette viste da piazza Edoardo Ferravilla, in una foto d’epoca.

Allora come ora, quel che accade in agosto, per qualcuno, si tramuta in un grande affare.
Aler Milano come noto ha un patrimonio immobiliare enorme e nell’ambito del Piano di Risanamento Aziendale, previsto da una legge regionale del 5 agosto 2014 (guarda la casualità), ha predisposto un Piano Vendite Straordinario che prevede, entro la fine del 2019, la dismissione di circa 10.000 unità immobiliari del suo patrimonio.
Aler Milano dinnanzi alla sua sede centrale, in viale Romagna, aveva in piazza Fusina – via Andrea Del Sarto, 11 villette.
L’ultimo inquilino lo aveva sfrattato nei primi anni ’80.
Poi subentrarono, sindacati, strutture di sostegno ai tossici, ma anche il degrado e le occupazioni abusive.

Una delle villette occupate dal Collettivo Lambretta

Una delle villette occupate dal Collettivo Lambretta

Aler Milano una decina di anni fa tentò di sistemare le villette. Ne ristrutturò una, alla modica cifra di circa 700mila euro, e desistette. Quella villetta fu presa in affitto da Livia Pomodoro, a prezzo di mercato. Altre 4 furono occupate abusivamente dal collettivo Lambretta.
Nel 2013, Aler tentò, con gli occupanti dentro, di vendere le villette in blocco, a 8 milioni di euro. L’asta andò deserta.
Nell’agosto del 2014 anche gli immobili furono sgomberati.
Nel 2015 Aler decise di mettere in vendita nuovamente le 11 villette, accatastate per una superficie di 2839 mq. in classe A/7 (villini), e per una superficie di 1004 mq, in classe A/10 (Uffici e studi privati) al prezzo di 13.900.000 euro.
Il 23 ottobre l’asta è andata deserta.
L’Aler non demorde. Indice una nuova asta nel 2016. Per ingolosire un eventuale acquirente abbassa il prezzo del 20%, a 11.120.000 euro
Il 23 marzo l’asta è andata deserta.

 

Com’è come non è, ecco che il 13 luglio sul sito web di Aler Milano compare la notizia:
20160713e il 3 agosto l’epilogo.

20160803 ANDREA DEL SARTOLa società Quartiere del Sarto S.r.l. ha comperato le villette per 11.120.000 euro.

Solo a 20 giorni dall’esito dell’asta, forse causa Olimpiadi, i quotidiani La Repubblica e il Giornale hanno riportata la notizia inframmezzandola con la caduta di una donna da una villetta; con la chiamata dell’ambulanza da parte di un passante; con la scomparsa della donna che era sull’ambulanza; con la testimonianza della signora Gabriella Bajo, già insignita dell’ambrogino d’oro; con un’infinità di storie come infinita è stata la vendita delle villette.
Non sappiamo chi ha fatto l’affare. Ma qualcuno lo deve aver fatto, come diceva il mio professore.

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_MG_8985wAi primi di agosto ho rivisto la grande realizzazione incompiuta di piazza Carlo Erba.
Mi è allora venuto in mente che l’anno passato avevo visto che erano iniziati i lavori di demolizione degli immobili esistenti in via Ampère 56, per anni sede di ricerca scientifica (ex CNR) e da tempo inutilizzati.

vol1%20ampoMi sono ricordato che nel maggio vi era stato un Open Day in cui venne illustrato il nuovo progetto residenziale, 101 appartamenti; 11 vani scala sviluppati lungo il perimetro di quell’area avrebbero circondato un ampio giardino con 100 piante di alto fusto. Inutile dire che ci sarebbero stati i parcheggi sotterranei, la portineria, la zona fitness e il locale hobby.
Un anno fa, fine luglio, ero andato a verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Vi erano macchinari, buche, era stati demoliti gli immobili che insistevano su via Poggi. Ma ancora molto restava da fare.

Dopo un anno, come detto, sono ritornato “sul luogo del…”
Da via Poggi le schermatura delle reti non permettono di fare delle foto. Su via Ampère la privacy non esiste, per la verità non esiste neppure alcun cartello affisso che segnala il cantiere, per cui è possibile constatare lo stato dell’arte.

Non avendo comperato uno dei 101 appartamenti potrei dire … Ma una lettera che il consorzio GRM Sviluppo Srl ha mandato ha chi ha comperato sulla carta mi ha indotto a leggerla.
ampere 56w

Se grande parte degli oneri di urbanizzazione dovuti alla realizzazione dei 101 appartamenti di via  Ampère 56 serviranno a rendere più fruibile la parte di Piazza Leonardo da Vinci che si affaccia sulla scuola omonima, non posso che registrare il dato.
Anche se passati sei mesi: la Conferenza dei servizi… e lo stato della piazza, considerata la sola pavimentazione nella parte vicino a viale Romagna,

testimoniano che dalle parole non si è ancora passati ai fatti.
E non c’è da essere ottimisti considerato che Luca Costamagna, assessore del Municipo 3, il 9 maggio scorso, non ancora eletto, ebbe a scrivere “Lunedì prossimo, 23 Maggio, sarà inaugurata la nuova piazza Leonardo, la parte davanti al Politecnico. Nei prossimi 5 anni dobbiamo completare la riqualificazione anche davanti alla scuola elementare, per dare uno spazio più bello ai bambini.”

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IMG_0249wSono anni che su fronti contrapposti vi sono coloro che dipingono Lambrate come un luogo di confine lasciato al degrado e altri che si impegnano a dimostrare il contrario.
In questi anni mai sentito parlare della sede universitaria del Politecnico di Milano che insediatasi in viale delle Rimembranze di Lambrate 14, o meglio nell’edificio 33 del campus Leonardo da Vinci, ha finito di svolgere la sua attività didattica in quella sede nell’anno accademico 2014-15 e ha lasciato un vuoto.
Un vuoto che è rimasto incolmato sino a poco tempo fa.
Da circa un mesetto, in quell’edificio dalla facciata anonima, senza che me ne fossi accorto, è subentrato il MIO HOSTEL.
Tornando dal mercato del sabato, quello di via Valvassori Peroni, mi sono accorto dell’insegna.
Sono entrato per chiedere chi fossero. Due ragazzi alla reception mi hanno risposto cortesi. Poi alcuni zaini al loro fianco mi hanno ricordato i viaggi giovanili e il passaggio di bella gente mi ha distolto. Sul loro sito c’è molto di quello che avrei voluto sapere.
L’aver visto mi ha lasciato un rammarico: ci fosse stato ai miei tempi sarei andato li con la mia ragazza invece di…
Per saperne di più http://www.miohostel.com/
Il sito riporta un esauriente numero di foto che permettono di capire quale sia il tipo e il livello della struttura.
Le camere sono 55; i posti letto molti di più, considerato che alcune camere sono con 3 letti a castello.
Ora il traffico è limitato. Ma alle 3 del pomeriggio di oggi, mentre facevo la mia foto, vi erano parcheggiate nella via 2 macchine straniere e altrettante sono arrivate, con 6 persone a bordo.
Sul sito c’è scritto che MIO HOSTEL fa parte del gruppo Expedia Inc. società americana fondata nel 1996 che da piccola divisione all’interno di Microsoft è oggi una società di viaggi online leader a livello mondiale, con un portafoglio che comprende circa una dozzina di marchi internazionali e il MIO HOSTEL.
Senza titolo-1
Una delle foto istituzionali del sito indicato sopra riproduce l’ingresso con scalinata.
E siccome a tutto c’è un perché, se siete curiosi come me, andate a trovare la possibile spiegazione tramite il link https://it.wikipedia.org/wiki/Hotels.com

 

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