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In mostra vi saranno 10  tavole – dipinte con colori acrilici su pannelli forex da Elena Cesana e Massimo Costantini – spalleggiate dai testi della scrittrice-tassista Sofia Corben. Raccontano 10 omicidi avvenuti a Milano nel Novecento.
Il giorno dell’inaugurazione Sofia Corben in “una visita guidata” racconterà le specificità di questi omicidi che guardati con gli occhi del presente ci permettono di conoscere le dinamiche sociali economiche e giuridiche della Milano che fu.
Le storie iniziano con l’omicidio di Ernestina Beccaro, 1903, per finire con quelle del 1997: gli omicidi di Gaspare Zinnanti.
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P. S. La seconda delibera della Giunta del Municipio 3 – 21 luglio 2016 – è relativa al patrocinio dato dal Municipio 3  a tre iniziative che comprendevano anche questo convegno.
In calce al manifesto compaiono alcuni sponsor/patrocinatori ma non il Municipio 3.
In data odierna il Municipio 3 ha dato il patrocinio ad altre due iniziative e sul sito del Comune questa non compare; compare l’iniziativa in Piazza Gobetti (vd.) e quella relativa dell’ 8° Memorial Giordano Paini (vd.) che risulta non attendibile poiché il link di rimando è sbagliato.
La domanda è cosa ci sta a fare l’assessore Costamagna?

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Possiamo rispondere con due immagini

P.S. se posizionate il cursore su una immagine la potete ingrandire premendo il pulsante sinistro del mouse.

e di più non sappiamo dirvi. Se non che nel 2014 ci siamo accorti che un tratto della via, quello che da via Passo Rolle va oltre il ponte del fiume Lambro per arrivare al centro Schuster e alla doppia curva … ha cambiato nome. Ora si chiama via Padre Lodovico Morrel J.G. in barba alla consuetudine che una via, piazza, guardino o quant’altro si voglia dedicare a una persona di cui si vuole perpetuare la memoria avrebbero dovuto passare 10 anni. In questo caso, trattandosi di un padre gesuita, che ha dedicato la sua vita al centro Schuster, è stata fatta una deroga. (vd.)
Ma ritornando a via Feltre le due immagini sono state tratte dal sito del Comune di Milano.
Per semplicità riportiamo il link http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/servizi/territorio/Mappe_storiche_Sit
a voi ritrovare le carte tecniche comunale che abbiamo riprodotte. Buon divertimento.
Va da sé che le carte si riferiscono a Milano per cui potete focalizzare la vostra attenzione su qualsiasi parte di città che volete.

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443Nelle nostre case restano inutilizzati o vengono gettati farmaci ancora validi.
La Fondazione Banco Farmaceutico promuove il Recupero di farmaci validi non scaduti.
Ovvero quei farmaci che:
– hanno almeno 8 mesi di validità
 – sono correttamente conservati nella loro confezione originale e integra

SONO ESCLUSI
– i farmaci che richiedono una conservazione a temperatura controllata,
– quelli ospedalieri (fascia H)
– quelli appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.

All’interno delle farmacie che hanno aderito all’iniziativa del Banco Farmaceutico sono posizionati dei contenitori di raccolta in cui ognuno, assistito dal farmacista che provvede a controllarne la scadenza e l’integrità, può inserire i medicinali di cui non ha più bisogno

Nel nostro Municipio 3 le farmacie che ad oggi hanno aderito sono:

FARMACIA BRAMANTE 02 2663819 Via Pacini, 30 20131

FARMACIA CONCORDIA 02 799860 C.rso Concordia, 16 20129

FARMACIA LORETO 02 2847008 P.zzale Loreto, 7 20131

FARMACIA PALMANOVA 02 2150756 P.le Udine, 8 20132

FARMACIA ROMBON 02 2157218 Via Rombon 20134

FARMACIA TADINI 02 799764 P.zza del Tricolore, 2 20139

FARMACIA VENEZIA 02 26923090 C.so Buenos Aires, 14 20124

Inutile dire che l’iniziativa si prefigge di rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti e di operare contro la povertà sanitaria.

03Info:
Fondazione Banco Farmaceutico onlus
Sede Nazionale
t. +39 02 70104315
f. +39 02 700503735

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20161007-referendum

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img_0025wQuelli del centro sociale Lambretta il mese scorso sono tornati agli onori delle cronache del nostro Municipio perché, dopo due anni di assenza – erano stati sgomberati dalle palazzine di piazza Ferravilla, recentemente vendute da ALER per la modica somma di 11.120.000 euro – si sono acquartierati, sabato 24 settembre ultimo scorso, in via Canzio 4.
Il proprietario dell’immobile, identificabile nella persona del rettore della università Statale Gianluca Vago, santificate le feste, il 26 settembre informava gli organi di stampa che aveva chiesto lo sgombero dello stabile.
Il 27 settembre sul sito dell’università Statale è comparsa una lettera del Rettore indirizzata alla Conferenza degli Studenti (1) che di seguito vi proponiamo: (2)

Cari studenti,

sabato scorso un gruppo di persone appartenenti al Centro Sociale “La Lambretta” ha occupato uno stabile in via Canzio di proprietà della nostra Università.

L’edificio è uno dei nostri studentati, da tempo. Come ben ricordano i vostri rappresentanti in Consiglio di Amministrazione, l’Università ha deciso, lo scorso anno, di ristrutturare lo stabile, riservandolo sempre alla funzione di ospitalità per studenti e per ricercatori ospiti del nostro Ateneo.

L’intervento edilizio, che impegna l’Università per un costo stimato di circa 1.500.000 euro, interamente a carico del nostro bilancio, sarebbe dovuto iniziare con l’attivazione del cantiere di lavoro nel prossimo mese di ottobre, tra pochi giorni.

L’occupazione dello stabile impedisce ovviamente l’inizio dei lavori, danneggiando l’Ateneo, ma prima di tutto gli studenti che non potranno disporre di una residenza dedicata e rinnovata dopo molti anni.

Naturalmente, al contrario di quanto affermato dagli occupanti, non c’è nessun interesse privato, né, appunto, si voleva lasciare vuoto lo stabile, al contrario.

Per difendere il nostro progetto, e garantirvi l’opportunità di un servizio migliore, abbiamo denunciato l’episodio alle autorità, chiedendo lo sgombero dell’edificio.

Come in altre occasioni, non crediamo si possa accettare una situazione di illegalità, che prevarica ogni diritto altrui, e paradossalmente danneggia proprio chi, con sacrificio e tenacia, si impegna negli studi universitari.

Un caro saluto
Il Rettore
Gianluca Vago

Il 28 settembre il Centro Sociale Lambretta, sulla sua pagina Facebook, ha postato una risposta che di seguito riportiamo (3)

NON RESTIAMO SUL VAGO
A seguito delle dichiarazioni del Rettore Vago riportate da Repubblica pensiamo sia necessario precisare e chiarire alcuni passaggi che riteniamo essere stati decisamente travisati.
Il Rettore ci accusa tramite una mail inviata ai rappresentanti delle liste studentesche di aver privato le studentesse e gli studenti di una residenza universitaria, scordandosi degli anni di inutilizzo dello spazio di via Canzio e non solo, determinati dalla sua stessa gestione.
Saremmo anche curiosi di conoscere le ragioni per cui il patrimonio edilizio universitario non sia utilizzato, in una città dove il caro affitti si abbatte fortemente anche sugli studenti.
Ci teniamo ad essere molto chiari su questo punto: noi non abbiamo alcuna intenzione di privare gli studenti di alcunché.
Abbiamo sottratto uno spazio all’inutilizzo, e non ci basta la parola di quello stesso Rettore che da un lato millanta di tutelare i diritti degli universitari e dall’altro ha più volte permesso l’ingresso della polizia in assetto antisommossa in università (occasioni in cui alcuni studenti sono stati picchiati e denunciati).
Secondo il Rettore noi siamo di ostacolo per l’inizio dei lavori, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di impedire un’eventuale ristrutturazione. Riteniamo comunque curioso che i fantomatici lavori siano stati annunciati dopo anni di abbandono e inutilizzo dello stabile. Proprio quando abbiamo aperto il vaso di pandora, ricco di inadempienze e malagestione economica! Che coincidenza!
Per noi il diritto all’abitare è di fondamentale importanza e inalienabile: il costo di 450€ per una camera singola, come da listino prezzi delle residenze universitarie, non ci sembra accessibile a tutti e tutte.
Rimandiamo al mittente tutte le accuse. Rivendicando lo spazio non abbiamo leso il diritto di nessuno; abbiamo anzi riaperto uno spazio dedicato agli studenti proprio per gli studenti, dove in maniera gratuita ed autorganizzata possono – come nel precedente spazio di via Cornalia e prima ancora di piazza Ferravilla – riunirsi, concretizzare i loro progetti e organizzare iniziative politiche e culturali.

Ai lettori trarre le conclusioni.

Certo è singolare sentire dire dal Rettore della Statale che se valutato economicamente il passaggio delle facoltà scientifica della Statale da Città studi a area EXPO è fattibile qualora la politica si accolli 120milioni di euro. E poi scoprire che il Consiglio di amministrazione aveva deciso un anno fa di incominciare i lavori di ristrutturazione dello studentato di via Canzio proprio questo mese! (4)
Al netto di ogni altra considerazione, per uscire dal Vago, ben venga il Centro Sociale Lambretta che se le facoltà della Statale da Città Studi vanno sull’area EXPO permette loro di risparmiare 1.500.000 euro, soldi che sarebbero stati spesi per ripristinare un edificio che poi non sarebbe stato utilizzato.

Voi vedere che lo stabile verrà disoccupato/sgomberato quando il nodo trasferimento della Statale sarà sciolto?

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1) la Conferenza degli Studenti è l’organo di rappresentanza del corpo studentesco dell’Ateneo
2) L’originale lo trovate al link: http://www.unimi.it/news/4257.htm
3) Link della pagina Facebook del Centro sociale Lambretta: 28 settembre https://www.facebook.com/csoalambretta/?fref=ts
4) Singolare ma è pur sempre vero che tale spesa è indicata nel bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2016 dell’Università (vd.)

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