King’s Cross

La domanda sottointende una semplice constatazione. Da quando la Cascina Rosa divenne proprietà comunale (1983) trascorsero 14 anni e si susseguirono 4 ipotesi di recupero prima che lo studio di una porzione dei manufatti rimasti divenisse progetto concreto e i manufatti recuperati fossero adibiti ad altro uso.
Quindi sarebbe buona cosa che – pur non essendo ancora successo nulla (tutte le facoltà della Statale sono al loro posto e anzi si stanno ammodernando: la facoltà di chimica e le segreterie in via Celoria, per esempio e il pensionato) e la sola Veterinaria dovebbe lasciarci a fine anno – l’assessore Maran, considerato che l’area su cui insiste Veterinaria non è della Statale, dia segni di vita; avanzi una bozza di progetto sulla destinazione di quell’area; non ci tenga sospesi; ci faccia sapere e non ci faccia morire d’inedia.
Abbatterà il muro che cinge la facoltà di Veterinaria per la quasi totalità di via Ponzio così che quel che è sempre stato “altro” rispetto a Città Studi diventi patrimonio di tutti gli abitanti del Municipio 3 e dei milanesi in generale?

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dalle ore 15.00 alle 18.00

Biblioteca Valvassori Peroni
via Valvassori Peroni, 56

Laboratoro per agli studenti di IV° e V° superiore
per imparare a condurre ricerche per tesine,
analizzare gli argomenti,
definire i punti focali e trovare i documenti più adatti.

L’incontro è condotto da Laura Ballestra*

solo su prenotazione al 02884.65095

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* Laura Balestra , bibliotecaria presso la “LIUC – Università Carlo Cattaneo di Castellanza”, sull’argomento ha pubblicato: Information literacy in biblioteca (2011) e insieme a Piero Cavallieri Manuale per la didattica della ricerca documentale. Ad uso di biblioteche, università e scuole (2015)

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Secondo il sindaco Sala le FS italiane sono un partner!

Un momento dialettico di Giuseppe Sala al Giambellino durante la campagna elettorale (foto Gerace/Newpress)

Interpellato dal Corriere della Sera sembra che abbia detto: “Su Fs io ribadisco che il Comune di Milano deve essere sufficientemente forte da avere un rapporto dialettico, se serve anche duro (1). Non abbiamo nessun tema di sudditanza, però Fs è un partner, non possiamo non considerarlo sui trasporti e dire che però abbiamo bisogno sugli scali ferroviari.”

Si da il caso che il sindaco Sala dopo avere deciso di non esercitare il diritto di prelazione sulle azioni messe in vendita da Astaldi – che doveva tenersele per altri 8 anni – permetterà a FS italiane di comperarle a 64,5 milioni di euro invece dei 100 che aveva offerto: con un risparmio gradito ma non richiesto di 35,5 milioni di euro.

E poiché FS italiane, non hanno esercitato alcuna pressione su Sala non dovranno sdebitarsi in alcun modo con lui e parteciperanno alla prossima gara che le vedrà concorrere contro ATM per la gestione della MM5.

Ma non solo, dopo essere diventata una azienda concorrente di ATM, se Sala vorrà i terreni demaniali degli scali dismessi lui pensa che potrà ragionare “in maniera allargata nell’interesse del Comune ” con FS italiane. Ma FS italiane deve rispondere prima di tutto ai suoi azionisti e cercherà di recuperare anche i 64,5 milioni che ha sborsato – per le azioni di Astaldi.

Quanto a Bruno Rota, presidente e direttore generale di ATM, come avevamo previsto (vd.) ,  gli ha dato il benservito a mezzo stampa.

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1) Al di là della retorica muscolare nelle aziende vale il principio che chi ha i soldi compera.
Se Sala non ha comperato, non perché non aveva i soldi ma perché il core busines di ATM è altro, ha dimostrato tutto il suo valore di troiano, anzi peggio. Ha visto il cavallo e – a differenza dei troiani che non immaginarono che dentro vi fossero i greci – ha visto anche i greci e se li è portati in casa e li chiama partner!

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Dopo essere stati per un’ora e mezza sotto l’acqua, con la macchina fotografica che si bagnava e noi si trepidava per la sua sorte; ecco a Voi, come promesso, lo scalo di Lambrate: che nell’immaginario di FS si tramuterà in un bel gruzzolo; nella narrazione dei ns. politici in una occasione da non perdere; nei sogni dei ns. architetti/urbanisti/arredatori nella possibilità di dare sfogo alla loro fantasia e per noi (data l’età) nel non riuscire a vedere nulla di quel che sarà.
Ieri abbiamo postato un po’ di foto (vd.) la cui narrazione era intorno all’ex deposito merci.
Oggi, non avendo mai visto prima quel che ci si parava innanzi, quasi obbligati a seguire il branco ma cani sciolti che fiutano l’osso alfin ci siam trovati con questi scatti in mano che  vi consegnamo. Testimonianza di una porta dischiusa che se a caro prezzo dovesse essere aperta preferiremmo rimanesse chiusa per altri 85 anni! (1).
Gli scatti si susseguono secondo la sequenza del nostro vagare per lo scalo.
Se arriverete alla casetta del custode che ha per civico il 16 di via San Faustino vi accorgerete che da lì (abbiamo messo una foto in bianco e nero), anche a voler mettere in campo fantasia e altro non c’è che l’opera umana: una piccola ascesa che porta l’unico binario percorribile lungo la massicciata ad arrivare all’altezza di via San Faustino per raggiungere gli altri binari: quelli in uso!
(le ultime 4 foto le abbiamo scatte sulla via del ritorno)
P.S. Se volete posizionate il cursore su una immagine cliccando la ingrandite

P. S. Se volete posizionate il cursore su una immagine cliccando la ingrandite
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1) Il 21 novembre del 1922 è stato aperto al pubblico lo scalo merci di Lambrate “situato oltre la zona destinata agli Istituti di alta cultura… dotato di un moderno fabbricato, che in avvenire servirà ai viaggiatori, di un moderno magazzino con piano scaricatore ed è servito da 7 binari”. Con queste parole il Corriere della sera annunciava l’evento.

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Oggi il sindaco Sala non si potrà più nascondere. Deve decidere se liquidare Rota e ATM o esercitare il diritto di prelazione sulla quota detenuta dalla società Astaldi che dopo 2 anni si sfila dalla gestione della linea 5 della Metropolitana.

svoltaIn questi giorni sono comparsi numerosi articoli che ci hanno fatto sobbalzare più volte sulla sedia: le Fs italiane sono interessate a rilevare la quota di M5 – la linea lilla della metropolitana – che il gruppo Astaldi detiene (36%) con lo scopo, secondo Bruno Rota, attuale presidente e direttore generale di ATM, da un lato di arrivare ad avere la gestione della linea 5 e dall’altro di acquisire i requisiti utili per la partecipazione alle gare sul trasporto pubblico locale.
Per scongiurare tale ipotesi che vorrebbe anche dire l’entrata delle Ferrovie dello Stato italiane nel trasporto pubblico milanese (ATM è una società pubblica di proprietà del Comune di Milano mentre FS italiane è una società con partecipazione statale, in procinto di essere ulteriormente privatizzata) Bruno Rota ha elaborato un piano, dopo avere consultato il sindaco Sala,  perché Comune e ATM esercitino un diritto di prelazione e comperino  le azioni, tramite la Cassa Depositi e prestiti (64.5 milioni), per poi rivenderle per 65 milioni (e più milioni) a F2i.
Nell’ultima riunione della commissione bilancio l’assessore Roberto Tasca ha sostenuto che Sala sulla questione ha fatto affermazioni di principio non definitive, l’ultima parola la pronuncerà oggi, e sembra che sia orientato a non sostenere il piano.
Se non lo sosterrà in primis contraddirà se stesso: prima ha avallato le preoccupazioni di Rota facendogli elaborare un piano per arginare l’offerta di Fs italiane e poi…
Bruno Rota è un manager che ha portato ATM a utili via via più grandi, la qual cosa per una società comunale è una questione non secondaria (a settembre si ventilava che fosse stato interpellato per rimettere in sesto l’ATAC romana). E giova ricordare che, nel 2014, quando Rota era in scadenza di contratto l’allora sindaco Pisapia fece scudo alle pressioni dell’allora e odierno segretario milanese del PD che voleva la rimozione di Rota.
Ora Rota, come allora, è in scadenza di contratto e Sala può raccontare tutte le storie del mondo ma se non farà valere entro l’8 marzo il diritto di prelazione del Comune sulle quote di Astaldi avrà di fatto lavorato per una società concorrente a una del Comune.
E a cascata difficilmente potrà presentarsi da Rota e chiedergli di rinnovare il contratto: dopo 3 anni il PD milanese avrà la sua rivincita.
Sala oggi è chiamato a disvelare se a Milano lui è il sindaco o la città è governata da altri.

Questa sera Giuseppe Sala, sulle pagine online del Corriere ha “spiegato” che  FS italiane sono – a loro insaputa – un socio del Comune! (vd.)

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