LA SVOLTA DI GIUSEPPE SALA

Oggi il sindaco Sala non si potrà più nascondere. Deve decidere se liquidare Rota e ATM o esercitare il diritto di prelazione sulla quota detenuta dalla società Astaldi che dopo 2 anni si sfila dalla gestione della linea 5 della Metropolitana.

svoltaIn questi giorni sono comparsi numerosi articoli che ci hanno fatto sobbalzare più volte sulla sedia: le Fs italiane sono interessate a rilevare la quota di M5 – la linea lilla della metropolitana – che il gruppo Astaldi detiene (36%) con lo scopo, secondo Bruno Rota, attuale presidente e direttore generale di ATM, da un lato di arrivare ad avere la gestione della linea 5 e dall’altro di acquisire i requisiti utili per la partecipazione alle gare sul trasporto pubblico locale.
Per scongiurare tale ipotesi che vorrebbe anche dire l’entrata delle Ferrovie dello Stato italiane nel trasporto pubblico milanese (ATM è una società pubblica di proprietà del Comune di Milano mentre FS italiane è una società con partecipazione statale, in procinto di essere ulteriormente privatizzata) Bruno Rota ha elaborato un piano, dopo avere consultato il sindaco Sala,  perché Comune e ATM esercitino un diritto di prelazione e comperino  le azioni, tramite la Cassa Depositi e prestiti (64.5 milioni), per poi rivenderle per 65 milioni (e più milioni) a F2i.
Nell’ultima riunione della commissione bilancio l’assessore Roberto Tasca ha sostenuto che Sala sulla questione ha fatto affermazioni di principio non definitive, l’ultima parola la pronuncerà oggi, e sembra che sia orientato a non sostenere il piano.
Se non lo sosterrà in primis contraddirà se stesso: prima ha avallato le preoccupazioni di Rota facendogli elaborare un piano per arginare l’offerta di Fs italiane e poi…
Bruno Rota è un manager che ha portato ATM a utili via via più grandi, la qual cosa per una società comunale è una questione non secondaria (a settembre si ventilava che fosse stato interpellato per rimettere in sesto l’ATAC romana). E giova ricordare che, nel 2014, quando Rota era in scadenza di contratto l’allora sindaco Pisapia fece scudo alle pressioni dell’allora e odierno segretario milanese del PD che voleva la rimozione di Rota.
Ora Rota, come allora, è in scadenza di contratto e Sala può raccontare tutte le storie del mondo ma se non farà valere entro l’8 marzo il diritto di prelazione del Comune sulle quote di Astaldi avrà di fatto lavorato per una società concorrente a una del Comune.
E a cascata difficilmente potrà presentarsi da Rota e chiedergli di rinnovare il contratto: dopo 3 anni il PD milanese avrà la sua rivincita.
Sala oggi è chiamato a disvelare se a Milano lui è il sindaco o la città è governata da altri.

Questa sera Giuseppe Sala, sulle pagine online del Corriere ha “spiegato” che  FS italiane sono – a loro insaputa – un socio del Comune! (vd.)

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