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Ci sono voluti quasi 10 mesi prima che l’assessore Maran, la presidente del Municipio 3 Caterina Antola e la parlamentare Quartapelle, tutti del circolo 02PD di via Eustachi organizzassero un raduno per ripristinare la targa posta in onore di Nelson Mandela in piazza Leonardo da Vinci.

Qualche ora fa un comunicato del Comune di Milano annunciava con volantino al seguito:
Milano avrà una nuova targa in onore di Nelson Mandela: verrà inaugurata lunedì 20 alle 11 in piazza Leonardo da Vinci, prendendo il posto di quella posata nel 2013 e vandalizzata da ignoti nel gennaio 2017. Alla cerimonia parteciperanno gli studenti dei vicini istituti scolastici Leonardo da Vinci e Tiepolo, insieme al Console Generale della Repubblica del Sudafrica e a rappresentanti del Municipio 3, del Comune e del Parlamento italiano. Il ripristino, prontamente disposto dall’ Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura, sottolinea l’impegno del Comune di Milano nella promozione dei valori dell’antirazzismo e della convivenza tra i popoli“.
E’ triste constatare come l’insipienza di appartenenti al circolo 02PD continui a dire che la targa in onore di Nelson Mandela è stata vandalizzata nel gennaio 2017.
Ne abbiamo scritto il 27 maggio 2016 SFREGIATA LA TARGA DI NELSON MANDELA, mentre guardavamo la non ristrutturazione di metà della piazza Leonardo Vinci; ne abbiamo riscritto il 6 novembre 2016 CON BUONA PACE DI NELSON MANDELA .
Nel corrente anno siamo ritornati sulla questione il 25 gennaio all’interno di un articolo dal titolo GLI SMEMORATI DEL MUNICIPIO 3. La notizia ripresa da un consigliere di Municipio 3 è stata poi amplificata e distorta dalla stampa nazionale che l’ha riportata come se l’atto vandalico fosse stato perpetrato negli stessi giorni in cui è stata imbrattata la pietra d’inciampo di Dante Coen. E sull’onda di quella bugia lor signori prontamente hanno disposto il ripristino della targa: 10 mesi dopo!

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Dopo quasi 5 mesi non è riuscita neppure a sedersi con i gestori del bar Joy, che si trova all’interno della struttura comunale di via Valvassori Peroni 56, per ottenere che questi riducano i prezzi di caffè *e bibite per un importo simile a quello che gli studenti pagavano prima che i distrubitori della biblioteca fossero rimossi.

Sulle pagine di facebook del presidente del Municipio 3 e dell’assessore, tra l’altro, alla Felicità, Costamagna, a seguito di una notizia apparsa sul Corriere della Sera di ieri – annunciava la prossima apertura serale della biblioteca Valvassori Peroni sino alle ore 23.00 (ufficialmente il personale della biblioteca non ha ricevuto alcuna comunicazione e quindi il prolungamento dell’apertura è un fatto in divenire) – si sono arrogati latamente il merito di tale fatto non ancora compiuto: entrambi hanno prodotto il testo della delibera di Giunta del 19 ottobre u. s. nella quale veniva richiesto al Sindaco all’assessore alla Cultura e al dirigente di settore del comune di Milano di prolungare l’orario di apertura della biblioteca sino alle 23.00.
A tutti, meno che a loro, è evidente che il sindaco l’assessore e il dirigente di settore hanno deciso che la biblioteca Valvassori Peroni sarà aperta sino alle 23 non perchè la giunta del Municipio 3 ha fatto una richiesta ma perchè loro avevano già preso questa decisione.
Questa è una volontà politica che era nell’aria prima di Giuseppe Sala e del Municipo 3: la notizia circolava già nella primavera scorsa e la tempistica lo dimostra: non si assumono 26 bibliotecari due mesi dopo una delibera di Municipio. Le assunzioni nel Comune avvengono per concorso e i nuovi assunti lo vinsero anni addietro.
Lieti comunque che il progetto di ampliare l’orario della biblioteca entro 3 anni diventi realtà. (Circa la tempistica come detto nulla di certo si sa ancora).

Dispiace invece che nulla di concreto la Giunta del Municipio 3 ha realizzato a seguito della rimozione dei distributori automatici di bevande e caffè che vi erano in biblioteca.
L’assessore alla felicità, alle biblioteche, ecc. ecc. in data 27 ottobre u. s. – nemmeno 10 giorni dopo la delibera di giunta – in Consiglio di Municipio ha fatto una ricostruzione “burocratica/bucolica” del motivo per cui i distributori erano stati rimossi. Affermò che il provvedimento era stato preso anche perché i distributori erano una attrazione “di fatto alla permanenza di persone anche senzatetto che venivano nella biblioteca per consumare dalle macchinette“**. Disse poi personalmente (e a nome della Giunta aggiungiamo noi) che nulla vieta di “avviare un dialogo con il bar Joy per trovare delle condizioni per fare in modo che gli studenti abbiano dei prezzi agevolati.
A tutt’oggi, nonostante avesse carta bianca, la Giunta non ha concretizzato i suoi impegni. Perchè?

Parliamo di gioco
Da lunedì, presso il bar Joy, sono disponibili quattro scacchiere con relativi pezzi per chi ne fa richiesta; si può giocare sino alla chiusura del bar.
Gli scacchi e le scacchiere sono state messi a disposizione da Gianni Pulvirenti che ogni lunedì è presente in biblioteca dalle 17 alle 19 per insegnare a tutti il gioco degli scacchi.
Sempre ieri, ma di fatto sarà operativa dalla settimana prossima, presso il bar è disponibile una scacchiera gigante, messa a disposizione sempre da Gianni, così che anche i meno grandi possano giocare.

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* E’ noto a tutti che i margini di guadagno che un gestore di bar ricava da una tazzina di caffè sono dell’ordine del 300/400 per cento.
Il Joy paga un affitto politico, è in convenzione all’interno di una struttura comunale, e non si vede perché non possa, se non vuole che vengano ri-installati i distributori automatici in biblioteca, abbassare il prezzo di mescita del caffè e dell’acqua.
** La verità è che coloro che nulla hanno si abbeveravano e si abbeverano nei bagni, quando in uso, della biblioteca. E in biblioteca trovano riparo da intemperie e il pretesto per leggere allora come ora con o senza distributori automatici.
In ciò seguendo una linea di indirizzo che il dirigente di settore Stefano Parise ebbe a divulgare a mezzo stampa. Parlando della biblioteca Sormani il 3 dicembre 2015 ebbe a scrivere sul Corriere della Sera :
“… la Biblioteca Sormani ha come dovere istituzionale quello di fornire servizi «sulla base dell’uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale». La presenza di persone in condizione di disagio nelle biblioteche non è una prerogativa milanese: tutte le biblioteche delle principali metropoli si stanno misurando con questo fenomeno, che è l’effetto più evidente della massiccia immigrazione. Le nostre strade sono piene di diseredati ed è ingenuo pensare che un luogo pubblico come una biblioteca ne resti immune…”

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Agosto 1966, il Nuovo campo Giuriati (foto del Corriere di informazione)

Pensato negli anni del boom economico; inaugurato nel settembre del 1966, il nuovo Giuriati era il frutto di un favore che la politica faceva al Politecnico: dichiarato obsoleto e fatiscente al posto del vecchio Giuriati di via Pascal doveva nascere un pensionato universitario.
Il Nuovo Giuriati sin dall’inizio manifestò la confusione che regnava sulla gestione del suo spazio. La riprova è documentata da un articoletto apparso il 3-4 agosto 1966 che annunciava la sua inaugurazione
Poi la storia andò in altro modo. Un moto popolare di atleti, cittadini e oppositori all’interno del Comune scongiurò la soppressione del Vecchio Giuriati e dopo varie vicende, da ultimo è nella disponibilità del CUS Milano (1).
Il Nuovo Giuriati invece dopo un primo momento in cui le sue strutture furono prese d’assalto dagli appassionati del tennis, vide sul campo da rugby le alterne vicende delle squadre milanesi per poi essere ferito a morte dal fatto che a metà degli anni ’90 la USSL dichiarò la sua inagibilità perchè coperto di amianto.
Altra storia è stata quella dell’ampiamento del Crespi nello spazio verde che era prossimo alla Biblioteca.
Qui per un certo periodo di tempo il campo fu attrezzato per la pratica del baseball. Ma dopo che il comune decise di far scorrere sotto il campo la condotta fognaria ne decretò la fine perchè sul diamante spuntò anche un tombino!
La vicenda dell’amianto, non totalmente rimosso, è stata la causa, una volta ricercata da parte del Comune una società che ne volesse rilevare la gestione, del fatto che per ben due volte un bando sia andato deserto.
Solo due anni fa, grazie al CdZ 3 e in particolare ad alcuni consiglieri, in primis la vice-presidente, Sara Rossin, il Comune trovò la quadra del cerchio e giunse a redigere un bando che prevedeva da un lato lo spezzettamento del Centro in 3 lotti e dall’altro lato che l’onere dalla bonifica della struttura, con una gara al ribasso, era assunto dal Comune.
Dall’estate scorsa sono iniziati i lavori di Zero Gravity per realizzare un nuovo impianto sportivo polifunzionale. A settembre l’Associazione Polisportiva Dilettantistica Acquamarina Sport&Life di Segrate ha iniziato le sue attività di tennis, ginnastica dolce, calcio indoor e la Società Sportiva Dilettantistica Amatori & Union Rugby Milano, dopo avere rifatto il campo con un nuovo tappeto in erba sintetica, ha ripreso la sua attività e… per saperne di più a domani sera.


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1) Il CUS Milano (Centro universitario sportivo) fa parte del CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano) – uno dei 15 Enti (a riprova che anche nello sport vige la regoletta d’oro dei cento campanili) di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.
Promuove lo sport di base, quello agonistico e dell’attività fisica ludico-sportiva intesa anche come forma di aggregazione.
Le sue attività sportive si rivolgono anche alla cittadinanza: dai bambini agli anziani, dagli agonisti agli amatori.

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In collaborazione con i lettori volontari di Nati per Leggere questo mese  viene proposto il tema alla scoperta dei 5 sensi e si leggeranno ai piccini i libri più belli in dotazione della biblioteca; si parlerà quindi di mani, bocca, naso…
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Per partecipare è necessaria la prenotazione e la presenza di un accompagnatore.
La “lettura” degli altri sensi è programmata per maggio.

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FS italiane vuole vendere lo scalo di Lambrate con dentro ancora un inquilino?

Come c’è stato detto sabato 4 marzo, lo scalo di Lambrate è dismesso per quanto riguarda la sua attività di movimentazione delle merci ma è operativo per quanto riguarda la manutenzione delle linee di esercizio elettriche e quella dei binari. Queste due attività fanno capo a RFI – Rete Ferroviaria Italiana – una società per azioni partecipata al 100% da FS Italiane con funzioni di gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Orbene RFI è una società di diritto privato che opera in regime di concessione pubblica, grazie un Atto di Concessione temporanea (DM 138 T del 31/10/2000), in cui è previsto che la concessione scadrà nel 2060.
Quindi sino a quando FS italiane non penserà ne realizzerà il trasferimento delle attività che fanno capo a RFI lo scalo di Lambrate
è, seppure in “concessione”, operativo.
Infatti lungo il percorso abbiamo incontrato materiale rotabile che aveva tutta l’aria di essere in piena attività. Abbiamo fotografato alcuni di questi “convogli/vagoni” particolari, altri, di sicuro, li abbiamo persi. E che nella ferrovia viga il detto non ci fermiamo mai è testimoniato dalllo scatto che dopo mezzogiorno ritrae un mezzo a rimorchio in procinto d’esser caricato, mentre si stava ritornando.

P. S. Se volete posizionate il cursore su una immagine cliccando la ingrandite

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