LA GIUNTA DEL MUNICIPIO 3 PENSA DI AVERE LA BACCHETTA MAGICA: INVECE…

Dopo quasi 5 mesi non è riuscita neppure a sedersi con i gestori del bar Joy, che si trova all’interno della struttura comunale di via Valvassori Peroni 56, per ottenere che questi riducano i prezzi di caffè *e bibite per un importo simile a quello che gli studenti pagavano prima che i distrubitori della biblioteca fossero rimossi.

Sulle pagine di facebook del presidente del Municipio 3 e dell’assessore, tra l’altro, alla Felicità, Costamagna, a seguito di una notizia apparsa sul Corriere della Sera di ieri – annunciava la prossima apertura serale della biblioteca Valvassori Peroni sino alle ore 23.00 (ufficialmente il personale della biblioteca non ha ricevuto alcuna comunicazione e quindi il prolungamento dell’apertura è un fatto in divenire) – si sono arrogati latamente il merito di tale fatto non ancora compiuto: entrambi hanno prodotto il testo della delibera di Giunta del 19 ottobre u. s. nella quale veniva richiesto al Sindaco all’assessore alla Cultura e al dirigente di settore del comune di Milano di prolungare l’orario di apertura della biblioteca sino alle 23.00.
A tutti, meno che a loro, è evidente che il sindaco l’assessore e il dirigente di settore hanno deciso che la biblioteca Valvassori Peroni sarà aperta sino alle 23 non perchè la giunta del Municipio 3 ha fatto una richiesta ma perchè loro avevano già preso questa decisione.
Questa è una volontà politica che era nell’aria prima di Giuseppe Sala e del Municipo 3: la notizia circolava già nella primavera scorsa e la tempistica lo dimostra: non si assumono 26 bibliotecari due mesi dopo una delibera di Municipio. Le assunzioni nel Comune avvengono per concorso e i nuovi assunti lo vinsero anni addietro.
Lieti comunque che il progetto di ampliare l’orario della biblioteca entro 3 anni diventi realtà. (Circa la tempistica come detto nulla di certo si sa ancora).

Dispiace invece che nulla di concreto la Giunta del Municipio 3 ha realizzato a seguito della rimozione dei distributori automatici di bevande e caffè che vi erano in biblioteca.
L’assessore alla felicità, alle biblioteche, ecc. ecc. in data 27 ottobre u. s. – nemmeno 10 giorni dopo la delibera di giunta – in Consiglio di Municipio ha fatto una ricostruzione “burocratica/bucolica” del motivo per cui i distributori erano stati rimossi. Affermò che il provvedimento era stato preso anche perché i distributori erano una attrazione “di fatto alla permanenza di persone anche senzatetto che venivano nella biblioteca per consumare dalle macchinette“**. Disse poi personalmente (e a nome della Giunta aggiungiamo noi) che nulla vieta di “avviare un dialogo con il bar Joy per trovare delle condizioni per fare in modo che gli studenti abbiano dei prezzi agevolati.
A tutt’oggi, nonostante avesse carta bianca, la Giunta non ha concretizzato i suoi impegni. Perchè?

Parliamo di gioco
Da lunedì, presso il bar Joy, sono disponibili quattro scacchiere con relativi pezzi per chi ne fa richiesta; si può giocare sino alla chiusura del bar.
Gli scacchi e le scacchiere sono state messi a disposizione da Gianni Pulvirenti che ogni lunedì è presente in biblioteca dalle 17 alle 19 per insegnare a tutti il gioco degli scacchi.
Sempre ieri, ma di fatto sarà operativa dalla settimana prossima, presso il bar è disponibile una scacchiera gigante, messa a disposizione sempre da Gianni, così che anche i meno grandi possano giocare.

_________

* E’ noto a tutti che i margini di guadagno che un gestore di bar ricava da una tazzina di caffè sono dell’ordine del 300/400 per cento.
Il Joy paga un affitto politico, è in convenzione all’interno di una struttura comunale, e non si vede perché non possa, se non vuole che vengano ri-installati i distributori automatici in biblioteca, abbassare il prezzo di mescita del caffè e dell’acqua.
** La verità è che coloro che nulla hanno si abbeveravano e si abbeverano nei bagni, quando in uso, della biblioteca. E in biblioteca trovano riparo da intemperie e il pretesto per leggere allora come ora con o senza distributori automatici.
In ciò seguendo una linea di indirizzo che il dirigente di settore Stefano Parise ebbe a divulgare a mezzo stampa. Parlando della biblioteca Sormani il 3 dicembre 2015 ebbe a scrivere sul Corriere della Sera :
“… la Biblioteca Sormani ha come dovere istituzionale quello di fornire servizi «sulla base dell’uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale». La presenza di persone in condizione di disagio nelle biblioteche non è una prerogativa milanese: tutte le biblioteche delle principali metropoli si stanno misurando con questo fenomeno, che è l’effetto più evidente della massiccia immigrazione. Le nostre strade sono piene di diseredati ed è ingenuo pensare che un luogo pubblico come una biblioteca ne resti immune…”

Digressione | Questa voce è stata pubblicata in Biblioteca Valvassori Peroni, redazione. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...