Con questo slogan inizia un comunicato degli studenti delle Facoltà scientifiche della Statale. Di seguito una sintesi

Noi siamo per gli spostamenti in bici, col sole primaverile, tra le vie di Milano.

Voi siete per lo smembramento del quartiere Città Studi
il trasferimento delle facoltà scientifiche della Statale a Rho
e lo chiamate spostamento strategico

Murales che si trovava sulla massicciata della ferrovia, in piazza Monte Titano. (2009 BLU, nome d’arte di uno dei più celebri writer al mondo)

VENERDÌ
da CITTA’ STUDI
ore 17.00
a PALAZZO MARINO
ore 18.00*
arriveremo tutte/i pedalando per partecipare alle commissioni comunali congiunte che discuteranno del futuro di Città Studi.

Leggeremo, a chi si ostina a non ascoltarci, la sintesi dell’Assemblea aperta che abbiamo tenuto mercoledì 29 marzo a Fisica.
Ci troveremo con le nostre energie e i nostri cuori CONTRO il trasferimento,
PER soluzioni efficienti che possano creare l’ecosistema dell’innovazione nel quartiere in cui la Statale è cresciuta in un secolo, dandogli il nome e legandolo con le realtà di innovazione e ricerca territoriali.

Opponiamo la ricchezza di queste possibilità al deserto delle idee di chi deve solo coprire il buco di bilancio sull’area ex Expo, la cui asta ai privati è fallita, dettando la necessità di questo trasferimento senza valutare altre opzioni.

La prospettiva di Maran, Vago, Azzone e Bergamaschi guarda agli interessi particolari di Arexpo, la nostra prospettiva abbraccia le esigenze generali della metropoli e di chi a Città Studi a Milano le vive ogni giorno fuori dalle stanze del potere.

Per approfondire le ragioni degli studenti (vd.)
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* Naturalmente sarà presente anche il gruppo Facebook Che ne sarà di Città Studi? Chi condivide le ragioni del referendum del 2011 per la creazione di un parco su area EXPO e …

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S O S P E S O

In piazza Leonardo Da Vinci

venerdì dalle 16:00 p.m. alle 01:00 a.m.
sabato dalle 11:00 a.m. alle 01:00 a.m.
domenica dalle 11:00 a.m. alle 01:00 a.m.

I food truck  sono stati selezionati da STREEAT® secondo cui gourmet, design e on de road convivono su furgoncini, carretti, biciclette e ape car allestiti come vere e proprie cucine mobili.

Le proposte culinarie dei food truck sarà affiancata dalla presenza di: birrifici artigianali, centrifughe di frutta e verdura fresche; vini.

L’esperienza gastronomica sarà totale e unica: dal dolce al salato ce n’è per tutti i gusti e intolleranze, nessuno escluso. Infatti sono presenti anche scelte vegane, vegetariane, gluten-free e senza lattosio.
L’atmosfera sarà allietata dalla proposta musicale.

Le proposte culinarie dei Food Truck sono:

Olive Ascolane DOP (Abruzzo) – Farinata di ceci (Piemonte) – Pizza fritta Napoletana (Campania) – Hamburger di Chianina (Toscana) – Arrosticini di pecora (Marche) – Frittelle di mele (Friuli Venezia Giulia) – Cannoli Siciliani riempiti al momento (Sicilia) – Gnocco fritto Modenese (Emilia) – Panino al Lampredotto (Toscana) – Supplì Romano (Lazio) – Arancini di riso (Sicilia) – Trofie al pesto e trofie di farina castagne al sugo di noci (Liguria) – Pasta fresca ripiena (Emilia Romagna) – Hamburger di Fassona (Piemonte) – Polenta nel paiolo di rame (Trentino) – Patatine Sieglinde Novelle di Galatina DOP (Puglia) – Lumache allevate in Italia (Lombardia) – Fritto misto di pesce (da tutta Italia) – Risotto giallo alla Milanese (Lombardia) – Pasta e fagioli in crosta di pane (Lombardia) -Miasse di farina di mais farcite con salumi e formaggi (Piemonte) – Burger di tonno (Lombardia) – Kebab gourmet (Lombardia) – Pizza Romana (Lazio) – Hamburger di Angus allevato in Italia (Puglia) – Tramezzini gourmet Veneziani (Veneto) – Panigaccio con salumi e formaggi Toscani (Toscana) – Baccalà alla Vicentina (Veneto).

Non mancano specialità internazionali quali : Poff cakes con farine e uova biologiche, kebap di Angus, hot dog gourmet, churros, arepas Venezuelane, gelati Giapponesi, BBQ Americano, baked potatoes, ceviche e lomo saltado Peruviano, asado Argentino, crepès e galletes.
L’ingresso è libero le consumazioni si pagano:chi ci andrà scoprirà..

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A compenso gli studenti di Architettura studiano nei corridoi e quelli di Ingegneria Elettrica da Città Studi sono stati trasferiti alla Bovisa (provvisoriamente? e soli per i primi 2 anni)

Elenco degli edifici che il Politecnico ha deciso di lasciare A Bovisa a causa degll’affitto troppo oneroso. edificio di Architettura (ed. 2), Aula Carlo de Carli (ed. 3), il lab modelli di architettura (ed. 3A) e tutta la parte dedicata agli uffici (ed.1 e 4).

Di recente abbiamo scritto un articolo Qualcuno si è venduto le aule di architettura. E su alcuni siti facebook abbiamo ricevuto le seguenti osservazioni

E. T. Provate a farvi un giro durante la settimana all’interno dell’edificio 11, potreste rimanere sorpresi dalle situazioni in cui gli studenti sono costretti a studiare o seguire le lezioni.

S. EM. La vicenda di Architettura però nasce un po’ più in là nel tempo. Erano state create due diverse Facoltà di Architettura all’interno del Politecnico di Milano: Architettura e Società (con sede in Leonardo e a Mantova) ed Architettura Civile (con sede in Bovisa Campus Durando, in affitto). Recentemente le due distinte Facoltà sono state obbligate a riunirsi, per obblighi ministeriali, se non erro. A questo punto si è avuto: unificazione di dipartimenti, segreterie etc etc, non ultimo lo svuotamento degli edifici di Architettura in via Durando. Da qui il sovraffollamento in Leonardo che ha assorbito anche il flusso degli studenti e docenti di Bovisa.

MI. A. I finanziamenti pubblici (fondo finanziamento ordinario) sono diminuiti in percentuale molto più che negli altri settori pubblici ( sanità , forze dell’ ordine… ) . Questo ha portato a lasciare gli edifici di architettura a Bovisa, che non sono mai stati venduti perché erano affittati. Il travaso di studenti a Leonardo ha implicato il sovraffollamento nonostante il calo della richiesta interna mentre la richiesta dall’ estero aumentava spinta dalle classifiche (internazionali e indipendenti, non quelle fatte in casa). Visione d insieme… La decisione di unire le scuole di architettura ha coinvolto senato accademico, consiglio di amministrazione e ovviamente le scuole di architettura. La stessa decisione ha molte sfaccettature: una disciplinare … ; una strategica ovvero l’ obiettivo di avere tre scuole: design, ingegneria e architettura; una di consolidamento economico perchè si è deciso di abbandonare tutti gli edifici che erano in affitto per diminuire i costi correnti a fronte di finanziamenti decrescenti e incerti (“risparmiando per qualche anno sarà possibile costruire” si diceva molto prima che Renzo Piano fosse coinvolto), e un lato logistico che ha prodotto 5 anni di gioco del 15 per spostare uffici e ammodernare aule senza interrompere le funzioni di quegli spazi.

Non siamo san Tommaso e quindi crediamo che gli studenti di Architettura studino in una situazione di disagio. Non conosciamo dall’interno le dinamiche e le politiche perseguite negli anni dal Senato accademico del Politecnico di Milano.
Ma di certo dopo le segnalazioni abbiamo cercato di capire meglio e ci siamo imbattuti in una nota dell’associazione studentesca La Terna Sinistrorsa presente da più di 20 anni al Politecnico di Milano, il cui obiettivo è migliorare l’università attraverso la rappresentanza studentesca e l’organizzazione di attività rivolte agli studenti.
Per la lettura completa della nota vi rimandiamo a questo link Riassetto Bovisa.
In sintesi si dice: la scelta strategica operata dal senato accademico del Politecnico, e dalle varie facoltà, è stata quella non rinnovare i contratti di affitto degli immobili in cui v’erano Facoltà o dipartimenti del Politecnico. E poichè dal 1° gennaio 2016 le scuole di Architettura Civile, Architettura e Società e Ingegneria edile architettura si sono fuse in una scuola unica, ciò ha comportato che i corsi di architettura presenti alla Bovisa siano stati spostati a Città studi, dove era stato previsto che il numero degli studenti non sarebbe raddoppiato ma sarebbe rimasto pressoché invariato.
A sostegno della scelta effettuata il senato accademico affermava che da un lato i risparmi sugli affitti avrebbero permesso di comperare degli immobili dall’altro i fondi dell’affitto sarebbero serviti a riqualificare gli spazi della didattica e quelli della vivibilità del PoliMI negli orari extrascolasti ad es. a Piazza Leonardo da Vinci e non solo.
Il prorettore di architettura di allora Balducci? e il rettore del Politecnico di allora Azzone? sono stati di parola: metà della piazza Leonardo da Vinci è stata rimessa a nuovo grazie al gioco del quindici e a scapito della didattica e degli studenti.*
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* Alessadro Balducci minimizza la grande opera e inquadrandola all’interno di quel che sono le due università Politecnico e Statale a città studi recentemente ha detto: “Ora abbiamo due grandi recinti impenetrabili. Siamo riusciti a togliere una barriera con la riquaificazione del parcheggio di Leonardo da Vinci….” (Corriere della Sera, 27 marzo 2017)

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Come il Municipio 3 gestisce l’Auditorium Stefano Cerri

Sabato in via Valvassori Peroni è giorno di mercato. Dopo giorni di pioggia c’è il sole. Decido di andare a consegnare un libro in biblioteca e di approfittarne per comperare qualche cosa al mercato.
Davanti all’Auditorium c’è un capannello di persone; una ragazza sta per aprirne la porta e spiega, con le chiavi in mano, che apre la porta ma potrebbe suonare l’allarme. I vetri dell’Auditorium sono schermati, oscurati. La porta viene aperta e sorpresa: questo è la desolante visione dell’Auditorium.

Entro anch’io. Quelli che sono entrati con me cercano di capire il da farsi. Io faccio qualche scatto. Da quel che dicono la sala è stata affittata a una forza politica.
Si danno da fare per mettere le sedie …
Uscito dall’Auditorium sono andato a fare la spesa. C’é un banchetto della forza politica “Innominabile”*.
Giovedì sarà consiglio di Municipio. Sono in discussione 7 mozioni. La seconda è sicuramente della forza politica “Innominabile“, perché al banchetto raccoglievano le firme proprio sul tema “Città Studi ed Expo“.
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* Movimento5 stelle. Innominabili perchè nell’ordine del giorno del Consiglio di Municipio 3, non compare chi ha presentato la mozione. Un errore?

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