La qual cosa agli occhi di Salvini non l’ha messa in buona luce

Il Giorno ha pubblicato, il 5 giugno, sulle pagine della cronaca milanese, la notizia che, da ieri, la presidente di Federfarma Lombardia è indagata dalla Procura di Torino con l’accusa di diffamazione. Il suo nome è ANNAROSA RACCA, nella zona di Lambrate più conosciuta come titolare della farmacia di via Rombon 39.

“La Racca avrebbe creato un falso profilo Facebook per screditare un rivale, il presidente di Federfarma Torino Marco Cossolo, che le contendeva la presidenza nazionale di Federazione di categoria. La numero uno lombarda dell’associazione dei farmacisti avrebbe scritto post contro Cossolo attribuendogli comportamenti che danneggiavo Federfarma. Per fare questo avrebbe rubato una foto da Internet e avrebbe usato il falso nome di Michela Franceschetti, sostenendo di essere una farmacista.
Ovviamente sarà il proseguo delle fasi giudiziarie a chiarire meglio la vicenda.”
Di certo non la mette in buona luce agli occhi di Salvini, considerato che a Milano circolava il suo nome come possibile candidata a sindaco per il Centro Destra.

Se vi posizionate sulla riga e l’attivate potete leggere l’articolo apparso su IL GIORNO
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o  anche LA REPUBBLICA 

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Così hanno pensato di ammassare le nuove generazioni nello scalo di Lambrante!

Lo slogan è tutto un programma “un quartiere accessibile (ma complicato ad uscirci) tra verde (ben 900 alberi), piazze (3 a che pro?) e poesia (scritta sulla massicciata della ferrovia: che poesia!)

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Stiamo parlando dei grattacieli che dovrebbero sorgere in via Crescenzago 105-107.
Il titolo fa sorridere perché ad oggi dei grattacieli non v’è ombra. Quel che è certo è che l’impresa di trasporti che a quel civico 105 aveva la sua attività non c’è più e nemmeno il fabbricato.
La tabella di marcia dei lavori prevede che entro il 1 luglio l’area sia sgombra e, ad oggi, l’area demolita si presenta così.


Se tutto procederà come prevedono i costruttori dovremo ringraziare il Sindaco Verde Sala e il suo piano regolatore.

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Riusciranno i ns. eroi a termine l’impresa di sgomberare gli orti che insistono su un terreno dell’INPS?
Giova ricordare che tale intervento è a cura dell’INPS su sollecitazione del Comune sollecitato da Fondazione Cariplo.

Stante le premesse e le esigue forze messe in campo stamane: 2 operai, 8 vigili urbani e 2 ortisti, con i dovuti tempi, parrebbe che sia la volta buona.
Ma stante a quanto detto da un ortista si stanno attivando dei consiglieri comunali … e, pensiamo, chissà quanti avvocati!
Ma stiamo ai fatti.
Stamane il cancello del numero civico 70 era aperto – ci chiediamo perché mai non lo sia tutti i giorni considerato che insiste, a detta degli esponenti del Municipio 3, su un’area restituita alla città, che dovrà ricongiungersi al parco Lambro.
Incamminatici verso la città abbiamo visto in lontananza che stavano transennando l’area di intervento, poi un camion – probabilmente quello che ha portato le transenne – e  ancora un cassone, vuoto, per materiali ingombranti.

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Qualche giorno fa abbiamo scritto un l’articolo E L’INPS SI MUOVE. Vi davamo conto che, in data odierna, sarebbero iniziati i lavori di sgombero degli orti che negli anni si sono moltiplicati su un terreno dell’INPS, in fondo a via Rizzoli, subito dopo lo stabilimento omonimo.
Ieri mattina siamo andati sul luogo. Una quindicina di persone sostavano sulla  piazzola del benzinaio, parlavano tra loro e v’era chi telefonava. La qual cosa in tutta evidenza non era quanto mi sarei aspettato di vedere: quelle persone avrebbero dovuto essere nei campi a raccogliere le loro mercanzie.
Mi sono allontanato per andare a vedere se il cancello di via Rizzoli 70 era aperto, così che i “contadini” potevano agevolmente migrare.
L’ho trovato chiuso. Ma dopo la cabina elettrica il reticolato, come al solito, non c’era. Ho pensato: saranno passati da qui.

Sono ritornato sui miei passi e poiché avevo posteggiato la macchina nel piazzale del benzinaio alcune persone che vi sostavano mi sono venute incontro per chiedermi cosa ci facessi lì e garbatamente mi hanno detto che avevano preso il numero di targa della macchina da cui ero sceso..
Ho raccontato loro dello sgombero.
Ma come un sol uomo nessuno mi ha detto che aveva ricevuto una comunicazione. Uno, più ciarliero, mi ha detto che l’orto che ha coltivato era suo perché erano passati più di 20 anni. Poi mi si è presentata una persona, qualificandosi come avvocato e amico di una persona che li aveva un orto. Non era informato, però, dall’alto della sua esperienza ha detto che lo sgombero non ci sarebbe stato perché all’INPS quel terreno non interessava e poi, quel mattino, era già arrivato un consigliere del PD ad interessarsi e chi stava parlando al telefono, era di FI e stava parlando con funzionari del Comune. Sono stato ad ascoltarli e poi me ne sono andato.
Stamane verso le 10,00 sono ritornato per vedere se sui campi v’era movimento.
Il cancello del civico 70 era chiuso. Sul piazzale del benzinaio v’era una macchina della polizia e poco più avanti, sul marciapiede, una persona anziana con stivali e berrettino stava scaricando dalla sua macchina degli attrezzi. Ci siamo guardati e abbiamo parlato. Stava facendo un favore ad un amico che non aveva la macchina: sabato aveva ritirato gli attrezzi, ieri l’amico gli aveva telefonato che lo sgombero non ci sarebbe più stato; oggi riportava gli attrezzi nell’orto.
Sono andato dalla polizia sul piazzale e ho chiesto loro dello sgombero.
Mi hanno detto che erano stati comandati di stare li, ed era quello che stavano facendo.
Mi hanno altresì detto che tutti gli “ortisti” erano stati avvisati dello sgombero.
Alcune persone erano negli orti e domani sarebbero iniziati i lavori.

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Spesso ci siamo domandati perché a ridosso della Rizzoli, in fondo alla via omonima, sopravvivevano degli orti. Quando fu costruita la centrale elettrica gli orti di fronte vennero abbattuti; poi fu bonificata l’area tra la cabina elettrica e il benzinaio. Ma oltre, fino alla Rizzoli, erano rimasti altri orti.
Recentemente abbiamo saputo che tali orti insistevano su una proprietà dell’INPS.

Da ieri, su Facebook, un cittadino ha condiviso un post nel quale riporta la lettera che, a suo dire, è stata data a tutti i gestori degli orti in oggetto.

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Una parziale spiegazione di questa trasformazione l’abbiamo anticipata con il seguente articolo
30 dicembre UNA PIOGGIA DI SOLDI SUL PARCO LAMBRO
Ovviamente i soldi per il parco Lambro, sino ad ora, se li è tenuti stretti il sindaco green SALA

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Buongiorno assessore Antonella Bruzzese sappiamo che quello che è documentato nell’immagine qui a fianco non è farina tutta del suo sacco, anche l’assessore Costamagna si è speso per dotare gli spazi aperti di panchine.
Ma poiché presso il Comune  pare che la mano destra non sappia quello che fa la mano sinistra quello che Voi avete “realizzato” e documentato con il report VERDE E SPAZIO PUBBLICO NEL MUNICIPIO 3 – di cui l’immagine qui a fianco è un esempio – è ormai superato.
Purtroppo il “giardino biblioteca” si trova così.
Il Municipio 3 che fa?

 

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La sua realizzazione è stata ultimata più di un anno fa. La giunta Municipale ci scusi se non ce ne siamo accorti prima.  Probabilmente  è stata fatta a scomputo di oneri di urbanizzazione dovuti da chi ha costruito i 3 palazzi.
La pista ciclabile non è più lunga di 110 m. circa. Si sviluppa su un lato dei caseggiati e termina con tanto di cartello che ne vieta l’uso alle biciclette.

Se vi riesce di ingrandire l’immagine vedrete che alla fine della pista v’è il cartello di divieto dell’uso delle biciclette!

I pedoni possono circolare tenendo la destra, le biciclette la sinistra

Ma non solo. All’estremo opposto della “pista” v’è questo cartello

 

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