In via Valvassori Peroni, verso le 22,30, un ragazzino di 16 anni stava rincasando quando è stato avvicinato da due uomini, italiani, che gli hanno ingiunto di consegnargli il cellulare. Al rifiuto i due l’hanno preso a calci, pugni e quando è caduto a terra gli hanno sottratto lo smartphone dandosi alla fuga. Un passante ha chiamato la polizia. Il 16enne è stato trasportato da un’autambilanza al Fatebenefratelli in codice giallo.

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Non lo abbiamo visto. Vi presentiamo l’anteprima.
E’ stato realizzato con un finanziamento di 4000 euro del Consiglio di Zona 3
Prima visione:
mercoledì 11 febbraio 18.30
Auditorium Via V.Peroni, 56 
Replica:
mercoledì 18 febbraio ore 21.00
Aula Consiliare Via Sansovino, 9

Auditorium stracolmo.
Molti anziani saputo che vi sarebbe stata una replica il 18 febbraio, non avendo posto a sedere, hanno desistito.
Che dire! Una prima stracolma di aspettative che ha soddisfatto i convenuti anche perché nessuno ha potuto sostenere che quello che era stato detto e visto era a lui già del tutto noto. E così il premio di una partecipazione gratuita al Consiglio di Zona 3 è ancora in palio: alla prossima proiezione.
E’ un prodotto montato amatorialmente. Con un sonoro e un sottofondo sonoro migliorabili. Descrive in modo asettico alcuni cambiamenti che ci sono stati in una parte di città in cui viviamo.
E’ sperabile che il DVD sia distribuito nelle biblioteche di zona e nelle biblioteche scolastiche della zona senza che gli insegnati obblighino gli alunni a vedere il film tutto d’un fiato. Difficilmente ne nascerebbe un colpo di fulmine. Lasciamo che ciascuno possa innamorarsi della piccola parte di città dove abita a poco a poco. Può succedere. Questo film ha nella sua faretra quasi 40 frecce: Lazzaretto, Diurno, San Carlino, Omnibus, Bagni di Diana, Liberty di via Malpighi, Santa Francesca Romana, Industrie attorno a piazza Lavater, Palazzo Luraschi, Polveriera, Casa Centenara, Hotel Titanus, Casa Radici Di Stefano, Casa-Museo Boschi Di Stefano, piazzale Bacone, Ferrovia Ferdinandea, Via Poerio 35, Istituto Virgilio, Casa Marmont, Santa Maria Bianca a Casoretto, Città Studi, Villaggio Gran Sasso, Liberty di via Pisacane, Cascina Rosa, Orto Botanico, San Luca Evangelista, Piscina Romano, San Faustino in Lambrate, Quartiere Fabio Filzi, San Carlo alle Rottole, Villaggio degli Spazzini, Innocenti, Martinitt, Quartiere Feltre, San Martino in Lambrate, Parco Lambro.

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Ivana Haiek (Hajkova) è nata a Brno, Repubblica Ceca (ex-Cecoslovacchia), Vive a Oleggio (No), Italia
Diplomatasi alla Scuola superiore d’Arte Applicata a Brno (1965) ha lavorato come designer (1966). Ha frequentato la facoltà di Architettura del Politecnico di Brno e contemporaneamente ha lavorato come aiuto scenografo presso la sede di Brno della Televisione di Stato (1968-69).
Nel ’69 ha ottenuto il secondo premio al concorso Nazionale di Architettura e successivamente tre suoi progetti sono stati pubblicati sulla Rivista ARCHITEKTURA C9 SSR n.4 1969, organo dell’Unione Architetti Cecoslovacchi.
Grazie alla passione per l’arte, ha frequentato ambienti dell’arte cosi detta “non ufficiale”, es. il gruppo degli artisti della corrente fantastico magica (Merlin) e con loro ha partecipato ad alcune esposizioni e manifestazioni artistiche in Cecoslovacchia ed all’estero.
Alla fine degli anni ’60 faceva parte, con la sorella, di un movimento chiamato autoironicamente “La Boheme di Brno”. Nel 1968 partecipa a una rassegna del surrealismo Cecoslovacco “Die Logik der durchsichtigen Nacht, Tsechoslowakische Surrealisten”, organizzata a Berlino ovest. Nello stesso anno, viene per la prima volta in Italia invitata ad un incontro di avanguardia internazionale, Parole sui muri che si è svolto a Fiumalbo (Modena) promosso dal sindaco Mario Molinari, in collaborazione con Claudio Parmiggiani.
Nel 1969 ottiene il secondo permesso di uscire dalla Cecoslovacchia per poter partecipare ad una manifestazione culturale a Pejo, (Trento) “11 Giorni d’Arte Collettiva” ideata da Bruno Munari e organizzata dalla Galleria Sincron. In seguito processata in contumacia per motivi politici e non può tornare nel suo paese per cui si stabilisce in Italia, vicino a Novara, dove fruisce di una borsa di studio privata che le permette di approfondire l’esperienza pittorica.
Nel 1970 insieme alla sorella e Angelo Benecchi fondano a Novara “UXA studio dell’arte contemporanea” attività dalla quale però dopo un anno si allontana per completare gli studi di Architettura.
Si laurea al Politecnico di Milano nel 1976 e fonda il suo studio di architettura. E poi acquisisce la cittadinanza Italiana, pur mantenendo quella Ceca. Dal 1977 esercita la libera professione di architetto.
Nel 1990 la Repubblica Ceca la riabilita.

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Nel 1962, Alberto Lattuada girò un film dal titolo Mafioso. Ai nostri occhi presenta una particolarità: le sequenze iniziali e quella finale riprendono Alberto Sordi all’interno dello stabilimento della Innocenti di Lambrate.

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Nei giorni scorsi abbiamo interpellato, tramite email, decine di consiglieri del Consiglio di Zona, in merito a una delibera approvata a maggioranza da 18 di loro (vd.). La delibera metteva a disposizione di 62 alunni della scuola Primaria Cardinal Borromeo, di via Casati 6, 1500 € affinché fosse dato seguito alla proposta dell’associazione genitori SeiCasati perché quegli alunni non utilizzassero più, nella mensa scolastica, piatti di plastica. Si trattava di un progetto sperimentale che avrebbe dovuto essere “realizzato in collaborazione con Milano Ristorazione, ASL e Unità di Controllo del Comune di Milano”.
Il progetto sarebbe dovuto partire a maggio e terminare a dicembre. Ma così non è stato.
Di certo la sperimentazione è iniziata 6 mesi dopo ed è terminata in modo brusco e sorprendente dopo nemmeno 3 settimane, con un comunicato di Milano Ristorazione nel quale veniva detto … ci dispiace tanto ma nulla è perduto perché avevamo e abbiamo grandi progetti (vd.) che ovviamente non sono la “schiscetta” .
Ne è seguito un confronto radiofonico tra Gabriella Iacono, presidente di Milano Ristorazione e Riccardo Bacci, presidente del Consiglio d’Istituto
.
L’incontro del mercoledì successivo non ha sortito gli esiti sperati dall’associazione genitori SeiCasati.
Nel frattempo il sostenitore politico della iniziativa, il CDZ3, si è adoperato in modo così frenetico e silenzioso che non ne abbiamo avuto evidenza.
Ma l’anno nuovo è stato foriero di un nuovo comunicato di Milano Ristorazione (vd.) nel quale ha annunciato che nelle scuole primarie di Milano è iniziata la graduale introduzione di piatti biodegradabili e compostabili.
E ancora. Una settimana dopo Milano Ristorazione, constatato che l’uso dei piatti biodegradabili e compostabili aveva generato non poche perplessità (i piatti a detta di alcuni si squagliavano a contatto con cibi caldi, ad esempio la polenta) tornava sul tema con un nuovo comunicato (vd).
Milano Ristorazione dopo avere decretato la fine senza appello della sperimentazione alla scuola primaria Cardinal Borromeo chiede per se un trattamento speciale.
E intenerisce il core al punto che un comunicato del comune di Milano informa come gli assessori Maran e Cappelli siano andati a testare i piatti, a debita distanza dagli alunni della scuola primaria di via Casati, in una scuola primaria di via Vigevano (vd), con tanto di servizio fotografico, che documenta come il menu del giorno non prevedeva la polenta.

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Sul numero di gennaio di QUATTRO Giornale di informazione e cultura della Zona 4 Vittoria Forlanini è comparso il seguente articolo che fedelmente riproduciamo

Campo Giuriati: una storia di Resistenza nata nel quartiere

La nostra zona, è noto, ebbe una storia resistenziale molto intensa. Lo testimoniano le lapidi sui palazzi e anche qualche abitante nato nella prima metà del secolo scorso. Fili sottili congiungono questi scampoli di memoria, sui quali piano piano si torna a far luce. Una vicenda intensa e poco conosciuta è quella dei caduti del Fronte della Gioventù per l’indipendenza nazionale e per la libertà. Erano giovani lavoratori nati nei nostri quartieri e cresciuti nell’antifascismo delle fabbriche della zona, che entrarono in contatto con l’eterogenea organizzazione nata dall’impegno di Eugenio Curiel, intellettuale comunista, e dei preti antifascisti di San Carlo al Corso, Camillo De Piaz e David Maria Turoldo. Dalla loro sede clandestina di via Ciceri Visconti 4, organizzarono azioni contro i militi tedeschi e repubblichini e una diffusa opera di propaganda. L’attivismo di questi giovani li pose nel mirino dell’instancabile servizio informativo fascista. A metà dicembre, l’azione repressiva portò in carcere 23 appartenenti al Fronte, sottoponendoli a tortura. I processi per associazione a banda armata e per le azioni compiute portarono a condanna a morte tutti gli imputati maggiorenni: Sergio Bazzoni, Renzo Botta, Arturo Capecchi, Attilio Folli, Roberto Giardino, Roberto Ricotti, Giuseppe Rossato, Luciano Rossi e Giancarlo Serrani. La sentenza venne eseguita il 14 gennaio 1945, presso il defilato Campo Giuriati, che da lì in poi divenne luogo abituale di fucilazioni.

Nella conferenza che terremo il 7 febbraio alle ore 10 presso la Biblioteca Calvairate ripercorreremo queste vicende grazie ai recenti studi basati su interviste e documenti processuali e raccoglieremo le testimonianze di Giulia Re, giovane staffetta che partecipò ai funerali clandestini dei giovani fucilati, e Achille Cremonesi, che con loro condivise l’esperienza carceraria. Infine verrà presentato il nuovo monumento che l’Anpi zona 4 installerà presso il Campo Giuriati per il 70° della Liberazione.

Cristina Palmieri
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Per una coincidenza non voluta alle ore 11,30, sulle frequenze di Radio Popolare, andrà in onda la quarta puntata del ciclo “Radio Milano Liberata” che ha come tema centrale i partigiani fucilati dai fascisti al campo Giuriati.

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Oggi, secondo i desiderata della maggioranza del CdZ3 (vd.), si sarebbe dovuta tenere la cerimonia di intitolazione dell’auditorium di via Valvassori Peroni, 56 a Stefano Cerri.
Poiché non avevamo alcuna evidenza che ci sarebbe stata abbiamo interpellato gli uffici zonali. Ci hanno risposto che l’Ufficio Cerimoniale del comune di Milano non era pronto. Ma non hanno saputo dirci quando avverrà la cerimonia. Richiesto a molti consiglieri di Zona se avevano notizie più certe: non hanno saputo rispondere.
L’urgenza del CdZ3 è andata a farsi benedire. Possiamo, ancora, fare una supposizione: la cerimonia non avverrà il 20 marzo, come avevamo suggerito, ma il 21, che è primavera, se non fosse che quel giorno vi sarà l’inaugurazione del nuovo monumento ai partigiani fucilati al campo Giuriati.

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