11 aprile LET’S GO di Antonietta De Lillo

let’s-go-1]Un anno fa abbiamo dato notizia dell’inaugurazione ” ufficiale”, in via Picozzi 21, del centro diurno Punto Ronda (Vd).
A un anno di distanza l’associazione Ronda della carità e della solidarietà ne ricorda l’apertura  (l’attività svolta ha permesso 11 inserimenti lavorativi a fronte di 10 abbandoni; un reinserimento in famiglia e 3 inserimenti in comunità o casa protetta) e organizza la proiezione del film Let’s go di Antonietta De Lillo realizzato da Marechiarofilm in collaborazione con Rai Cinema; presentato al 32° Torino Film Festival nell’ambito della sezione Diritti & Rovesci a cura di Paolo Virzì.
Let’s go è un documentario che racconta la storia di Luca Musella che è stato un fotoreporter di un certo successo: copertine dell’Espresso, Sette, riviste straniere; ha scritto libri; realizzato videointerviste. Poi ha messo su famiglia, da Napoli si è trasferito a Viterbo dove ha aperto un negozio, con l’idea di dare tranquillità e sicurezza ai tre figli. Invece: la crisi ha spazzato via il lavoro, il negozio, la casa e la famiglia.
Spariti gli amici e i conoscenti Luca vive in un sottoscala, a Milano, vaga per la città in cerca di lavoretti occasionali….

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Buccheri
Così il CdZ3 ha motivato l’iniziativa e l’ha finanziata:

“Il progetto Oltre il Ponte nasce dall’Associazione genitori Gatta ci cova della scuola media G. Pascoli facente parte dell’Istituto Comprensivo Guido Galli, unitamente al Nuovo liceo Artistico, di V. Venini 76 e non ultimo il doposcuola popolare dell’Associazione Non Uno di Meno, presso la Scuola media Pascoli.
L’idea sboccia dalla ricorrenza del 70° anniversario della Liberazione, con lo scopo di utilizzare la street art come forma d’arte e di comunicazione tra i più giovani, per raccontare con i loro disegni, con le loro parole, la Resistenza. Un modo per trasmettere ai giovani la memoria, per tramandarla con il loro linguaggio. La Memoria appunto, che tramite un ponte possa “passare”, “transitare” ed unire le generazioni. Il ponte anche come simbolo di unione tra la città e le sue periferie.
Ecco allora la scelta del luogo, il cavalcavia Buccari per anni trasfigurato e sporcato da firme fatte con lo spray, che ora verrebbe rivalorizzato dai ragazzi del quartiere, della zona.
A questo scopo è stato coinvolto un residente del nostro quartiere, Walter Bontempelli in arte Ortlcanoodles, noto artista di arte pubblica, che ha “abbellito” i muri di tutto il mondo, da Berlino a Rio de Janeiro. Lo stesso organizzerà nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 aprile, con i ragazzi delle due scuole (e del quartiere) laboratori per insegnare ai ragazzi la tecnica dello spolvero, un tipo di dipinto murario che trae le sue origini dall’affresco.
A seguire, avrà luogo un incontro con alcuni rappresentanti dell’ANPI che, con l’occasione, inviteranno i ragazzi coinvolti alla visione del film Oltre il Ponte ,titolo tratto da una celebre poesia di Italo Calvino sulla Resistenza, che ha ispirato una recente canzone di successo.
Per l’attuazione dell’iniziativa si propone di affidare un apposito incarico al Nuovo Liceo Artistico di via Venini al corrispettivo di € 2.550,00 destinati a coprire i costi dedicati ai materiali d’utilizzo oltre che dei laboratori/workshop di Orticanoodles.”

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10 aprile IL LAGHETTO MIRALAGO E IL TENNIS CLUB AMBROSIANO

Con lo sviluppo della città la famiglia Ingegnoli, noti vivaisti milanesi, nell’800 aveva molti terreni tra il Corso Buenos Aires e l’attuale Stazione Centrale. Sul finire del secolo spostò la propria attività verso Lambrate. Il vivaio principale era alla Cascina Melghera, di cui abbiamo parlato recentemente causa caduta parziale del tetto del fienile (Vd). I nuovi terreni posseduti dalla famiglia Ingegnoli, intorno alla cascina, si estendevano su 44 ettari. Erano ricchi di laghetti, anche artificiali, perché vi erano delle cave. Verso la fine degli anni ’20 del secolo scorso – all’incirca dove oggi v’è il giardino Marisa Bellisario (Piazza Udine – via Ronchi) – venne realizzata, dismessa una cava, intorno al laghetto artificiale, una struttura chiamata Miralago. Era un luogo di ricreazione e svago ove si poteva noleggiare una barca, bere una birra o mangiare, prendere il sole o ballare. (Per intenderci era un po’ come il laghetto di Redecesio anni ’60).

Nel 1926 un gruppo di tennisti denominato Tennis MonteRosa, prese in affitto dalla proprietà Ingegnoli, sulle rive del Miralago, un terreno e vi costruì la sede sociale. Durante la guerra il Miralago venne confiscato dai tedeschi che vi misero un distaccamento dell’organizzazione Todt, fondata nel 1933 dall’ing. e militare nazista Fritz Todt. E se alcuni abitanti dell’ex comune di Lambrate vi lavorarono per evitare la deportazione in Germania non è ancora stato stabilito se i soci del Tennis MonteRosa, come se niente fudesse, continuarono a praticare il loro sport sulle rive del laghetto. Di certo nel 1945, proprietaria del terreno su cui sorgeva il Tennis MonteRosa era la società Ledoga-Lepetit, e i vecchi tennisti ritennero opportuno mutare la denominazione del club in Tennis club Miralago e stipularono una convenzione con la nuova proprietà. Sei anni dopo i soci pensarono bene di cambiare nuovamente il nome del loro sodalizio che divenne Tennis Club Ambrosiano. Il boom economico e il prosciugamento del Miralago fecero della zona su cui sorgeva il Tennis Club Ambrosiano area appetibile all’edificazione. Il Tennis Club Ambrosiano (Vd.)  venne perciò sfrattato e andò ad occupare – tramite una convenzione  con il Comune, nuovo proprietario dei terreni prossimi alla cascina Melghera -un’area di 25.000 mq. (che di convenzione in convenzione sono diventa molti di più).  La nuova sede è stata inaugurata il 25 maggio 1963.

P. S. A seguito del commento del dr. Francesco Ingegnoli e grazie alla documentazione fornitaci siamo ritornati sull’argomento con un nuovo articolo (A proposito dell’occupazione tedesca del Miralago)

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20150410

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l’Associazione Apriti Cielo!
Via Spallanzani n.16 (nel cortile a sinistra – suonare sempre il citofono a fianco del portone)

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

CAROSELLO DISEGNATO di MAURO CHIESA
ore 18,30

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Visibile
Venerdì, Sabato E Domenica dalle 18,30 alle 20,oo
Martedì, Mercoledì, Giovedì dalle 15,00 alle 18,00

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10 – 11 aprile ARCHITETTURA DELL’ACQUA A MILANO: DAI SISTEMI DI GESTIONE STORICI AL RUOLO DI METROPOLITANA MILANESE

Politecnico di Milano
Piazza L. da Vinci, 32
Edificio 3, Aula Osvaldo De Donato (S 0.1)
È una iniziativa aperta al pubblico

Milano è ancora oggi una città d’acque: nel sottosuolo con quella di falda e nel soprassuolo con i corsi d’acqua naturali, i fontanili e i canali artificiali. Le genti che l’hanno fondata e abitata per quattro millenni hanno utilizzato l’acqua per le diverse necessità e secondo il grado di conoscenza raggiunto. Sul finire del XIX secolo la città era percorsa da circa 150 km di canali, sia a cielo aperto sia sotterranei, era perforata da innumerevoli pozzi ordinari e si apprestava a dare vita a due grandi progetti: il moderno impianto fognario e l’Acquedotto Civico. Oggi gli impianti pianificati e realizzati corrono nel sottosuolo e gli accessi sono sigillati dai tombini metallici. E le sole acque visibili scorrono nei pochi canali rimasti a giorno, negli specchi d’acqua nei parchi o attraverso fontane e fontanelle storiche.
Gli obiettivo del Convegno sono quelli di suggerire spunti per la progettazione degli spazi aperti, pensare al riuso delle architetture dell’acqua prevedere il recupero e il riutilizzo delle acque reflue I relatori sono amministratori pubblici, archeologi, architetti, ingegneri, speleologi, astronomi, i quali si muovono tra passato e presente, tra storia e attualità, tra ricerca, progetto e realizzazione.
PROGRAMMA-2
Il Convegno è organizzato dall’unità di ricerca interdisciplinare del DAStU, che si occupa della conoscenza e della valorizzazione del patrimonio ipogeo storico.

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9 aprile STORYTIME FARMYARD

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