Il Concertone finale del festival della Notte della Taranta, in programma il 27 agosto, a Melpignano (Lecce),  sarà quest’anno  una maratona di solidarietà nel corso della quale gli artisti presenti sul palco dell’ex Convento degli Agostiniani inviteranno il pubblico presente, e anche quello da casa, a fare una donazione per le vittime del terremoto.
Il concertone sarà tramesso in diretta televisiva a partire dalle ore 22 su Rai 5.
A realizzare il fondale per il palco sarà Lei, nome d’arte La Pupazza o La Pupazza non è pazza. All’anagrafe è Eleonora De Giuseppe, nata a Tricase (LE), nel 1985.
Dopo gli studi presso il Dams di Bologna apre un laboratorio d’arte a Tricase. Ma poi… inizia a farsi conoscere disegnando l’OCCHIO. Lo ha fatto girando in lungo e in largo.
L’anno passato sull’esempio di 50 artisti che hanno partecipato al progetto Urban Art Renaissance per colorare 150 colonnine semaforiche e altro epoi dare vita a un libro ENERGY BOX Urban Art Renaissance, a cura di Davide Atomo Tinelli e Evoluzioni Urbane, edito da Skira, La Pupazza nella nostra zona ha realizzato numerose opere, anche quest’anno. Ne abbiamo individuate molte.
Ma, anche, ha lasciato imperitura memoria della sua arte dipingendo le saracinesche di un parucchiere.

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Dopo decenni, Aler Milano le ha vendute per 11.120.000 euro.

Ho avuto un professore di disegno che un giorno raccontò del più grosso affare della sua vita.
Lui come il padre erano architetti. Ma lui, a differenza del padre, era un po’ sfaticato. Così il padre lo costrinse a rimanere ad agosto in studio. Morale si aggiudicò la commessa per la costruzione del palazzo in via Andrea Costa dove, ancora oggi, ha sede una famosa compagnia petrolifera.

Piazza Edoardo Ferravillaw

A sinistra, le villette viste da piazza Edoardo Ferravilla, in una foto d’epoca.

Allora come ora, quel che accade in agosto, per qualcuno, si tramuta in un grande affare.
Aler Milano come noto ha un patrimonio immobiliare enorme e nell’ambito del Piano di Risanamento Aziendale, previsto da una legge regionale del 5 agosto 2014 (guarda la casualità), ha predisposto un Piano Vendite Straordinario che prevede, entro la fine del 2019, la dismissione di circa 10.000 unità immobiliari del suo patrimonio.
Aler Milano dinnanzi alla sua sede centrale, in viale Romagna, aveva in piazza Fusina – via Andrea Del Sarto, 11 villette.
L’ultimo inquilino lo aveva sfrattato nei primi anni ’80.
Poi subentrarono, sindacati, strutture di sostegno ai tossici, ma anche il degrado e le occupazioni abusive.

Una delle villette occupate dal Collettivo Lambretta

Una delle villette occupate dal Collettivo Lambretta

Aler Milano una decina di anni fa tentò di sistemare le villette. Ne ristrutturò una, alla modica cifra di circa 700mila euro, e desistette. Quella villetta fu presa in affitto da Livia Pomodoro, a prezzo di mercato. Altre 4 furono occupate abusivamente dal collettivo Lambretta.
Nel 2013, Aler tentò, con gli occupanti dentro, di vendere le villette in blocco, a 8 milioni di euro. L’asta andò deserta.
Nell’agosto del 2014 anche gli immobili furono sgomberati.
Nel 2015 Aler decise di mettere in vendita nuovamente le 11 villette, accatastate per una superficie di 2839 mq. in classe A/7 (villini), e per una superficie di 1004 mq, in classe A/10 (Uffici e studi privati) al prezzo di 13.900.000 euro.
Il 23 ottobre l’asta è andata deserta.
L’Aler non demorde. Indice una nuova asta nel 2016. Per ingolosire un eventuale acquirente abbassa il prezzo del 20%, a 11.120.000 euro
Il 23 marzo l’asta è andata deserta.

 

Com’è come non è, ecco che il 13 luglio sul sito web di Aler Milano compare la notizia:
20160713e il 3 agosto l’epilogo.

20160803 ANDREA DEL SARTOLa società Quartiere del Sarto S.r.l. ha comperato le villette per 11.120.000 euro.

Solo a 20 giorni dall’esito dell’asta, forse causa Olimpiadi, i quotidiani La Repubblica e il Giornale hanno riportata la notizia inframmezzandola con la caduta di una donna da una villetta; con la chiamata dell’ambulanza da parte di un passante; con la scomparsa della donna che era sull’ambulanza; con la testimonianza della signora Gabriella Bajo, già insignita dell’ambrogino d’oro; con un’infinità di storie come infinita è stata la vendita delle villette.
Non sappiamo chi ha fatto l’affare. Ma qualcuno lo deve aver fatto, come diceva il mio professore.

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_MG_8985wAi primi di agosto ho rivisto la grande realizzazione incompiuta di piazza Carlo Erba.
Mi è allora venuto in mente che l’anno passato avevo visto che erano iniziati i lavori di demolizione degli immobili esistenti in via Ampère 56, per anni sede di ricerca scientifica (ex CNR) e da tempo inutilizzati.

vol1%20ampoMi sono ricordato che nel maggio vi era stato un Open Day in cui venne illustrato il nuovo progetto residenziale, 101 appartamenti; 11 vani scala sviluppati lungo il perimetro di quell’area avrebbero circondato un ampio giardino con 100 piante di alto fusto. Inutile dire che ci sarebbero stati i parcheggi sotterranei, la portineria, la zona fitness e il locale hobby.
Un anno fa, fine luglio, ero andato a verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Vi erano macchinari, buche, era stati demoliti gli immobili che insistevano su via Poggi. Ma ancora molto restava da fare.

Dopo un anno, come detto, sono ritornato “sul luogo del…”
Da via Poggi le schermatura delle reti non permettono di fare delle foto. Su via Ampère la privacy non esiste, per la verità non esiste neppure alcun cartello affisso che segnala il cantiere, per cui è possibile constatare lo stato dell’arte.

Non avendo comperato uno dei 101 appartamenti potrei dire … Ma una lettera che il consorzio GRM Sviluppo Srl ha mandato ha chi ha comperato sulla carta mi ha indotto a leggerla.
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Se grande parte degli oneri di urbanizzazione dovuti alla realizzazione dei 101 appartamenti di via  Ampère 56 serviranno a rendere più fruibile la parte di Piazza Leonardo da Vinci che si affaccia sulla scuola omonima, non posso che registrare il dato.
Anche se passati sei mesi: la Conferenza dei servizi… e lo stato della piazza, considerata la sola pavimentazione nella parte vicino a viale Romagna,

testimoniano che dalle parole non si è ancora passati ai fatti.
E non c’è da essere ottimisti considerato che Luca Costamagna, assessore del Municipo 3, il 9 maggio scorso, non ancora eletto, ebbe a scrivere “Lunedì prossimo, 23 Maggio, sarà inaugurata la nuova piazza Leonardo, la parte davanti al Politecnico. Nei prossimi 5 anni dobbiamo completare la riqualificazione anche davanti alla scuola elementare, per dare uno spazio più bello ai bambini.”

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IMG_0249wSono anni che su fronti contrapposti vi sono coloro che dipingono Lambrate come un luogo di confine lasciato al degrado e altri che si impegnano a dimostrare il contrario.
In questi anni mai sentito parlare della sede universitaria del Politecnico di Milano che insediatasi in viale delle Rimembranze di Lambrate 14, o meglio nell’edificio 33 del campus Leonardo da Vinci, ha finito di svolgere la sua attività didattica in quella sede nell’anno accademico 2014-15 e ha lasciato un vuoto.
Un vuoto che è rimasto incolmato sino a poco tempo fa.
Da circa un mesetto, in quell’edificio dalla facciata anonima, senza che me ne fossi accorto, è subentrato il MIO HOSTEL.
Tornando dal mercato del sabato, quello di via Valvassori Peroni, mi sono accorto dell’insegna.
Sono entrato per chiedere chi fossero. Due ragazzi alla reception mi hanno risposto cortesi. Poi alcuni zaini al loro fianco mi hanno ricordato i viaggi giovanili e il passaggio di bella gente mi ha distolto. Sul loro sito c’è molto di quello che avrei voluto sapere.
L’aver visto mi ha lasciato un rammarico: ci fosse stato ai miei tempi sarei andato li con la mia ragazza invece di…
Per saperne di più http://www.miohostel.com/
Il sito riporta un esauriente numero di foto che permettono di capire quale sia il tipo e il livello della struttura.
Le camere sono 55; i posti letto molti di più, considerato che alcune camere sono con 3 letti a castello.
Ora il traffico è limitato. Ma alle 3 del pomeriggio di oggi, mentre facevo la mia foto, vi erano parcheggiate nella via 2 macchine straniere e altrettante sono arrivate, con 6 persone a bordo.
Sul sito c’è scritto che MIO HOSTEL fa parte del gruppo Expedia Inc. società americana fondata nel 1996 che da piccola divisione all’interno di Microsoft è oggi una società di viaggi online leader a livello mondiale, con un portafoglio che comprende circa una dozzina di marchi internazionali e il MIO HOSTEL.
Senza titolo-1
Una delle foto istituzionali del sito indicato sopra riproduce l’ingresso con scalinata.
E siccome a tutto c’è un perché, se siete curiosi come me, andate a trovare la possibile spiegazione tramite il link https://it.wikipedia.org/wiki/Hotels.com

 

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Alcuni giorni or sono ho avuto modo di imbattermi nella pagina di Francesca Terzoni e dopo avere letto un suo post l’ho pubblicato integralmente, con una piccola introduzione.
E da allora Francesca mi ha omaggiato di attenzione: tre commenti.
In uno di questi, impudente, mi ha rivolto la seguente domanda:
Lei è interessato al bene comune o a criticare chi lo persegue, con fatica e impegno?

Si da il caso che chi gestisce in convenzione il bar (Giorgio, Francesca …) posto nella struttura comunale che comprende la Biblioteca, il CAM e l’Auditorium intitolato a Stefano Cerri, a maggio, sia andato dalla direttrice della Biblioteca a lamentare che le due macchinette che erogano bevande calde e bibite facevano una concorrenza sleale alla loro attività e pertanto hanno chiesto che venissero rimosse.
Come è noto le macchinette hanno la funzione di permettere un ristoro alla maggioranza degli utenti della biblioteca, che sono studenti; al personale che vi lavora; e a tutti gli altri frequentatori della struttura. Pretendere che paghino 1 euro in luogo dei 35 cent. una bottiglietta d’acqua era richiesta che qualifica chi mi ha detto che è interessato al bene comune.
A riprova che mi interesso di ciò che avviene al civico 56 di via Valvassori Peroni e nel Municipio 3 ricordo che in data 23 giugno il consigliere di Municipio 3 Gianluca Boari ha presentato una interrogazione rivolta:

Al Sindaco di Milano Giuseppe Sala
Alla Direzione Centrale Decentramento
Al Direttore del Municipio 3;
e p.c. al Presidente del Municipio 3 Caterina Antola
dal titolo
RISPETTO BANDO CONCESSIONE SPAZIO COMUNALE “BAR” VIA VALVASSORI PERONI 56
nella quale al punto 8 chiedeva  espressamente
Se sia stata chiesta la rimozione dei distributori automatici di bevande calde dalla biblioteca al fine di incrementare il fatturato del bar.
Il 29 luglio il direttore di Settore Giovanni Campana così a risposto:
“… 8) La rimozione è stata richiesta e per ora non ottenuta.”



 

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Sembra che i vertici del Circolo, così come molti consiglieri del Circolo neo eletti al Municipio 3, non sappiano cosa hanno fatto i vecchi consiglieri di Zona 3.
Dialogo tratto da facebook promosso il 29 luglio da Francesca Terzoni (coordinatrice del Circolo 02PD, candidata alle primarie del PD nel comune di Bareggio per la scelta dei candidati del PD alle elezioni politiche del 2013, ecc.  ) scrive “interessata” un appello ai Suoi (compagni di partito, parenti, amici, conoscenti, sodali?) a proposito del primo lotto, dato in concessione d’uso, del centro sportivo Crespi di proprietà comunale, sito in via Valvassori Peroni 48. Ovvero della erigenda palestra di Zero Gravity.
FRANC
Francesca Terzoni Lo vedete quel bel pezzo verde che era l’ultimo prato selvatico di Città Studi fino ad una settimana fa? Ecco, proprio adesso ci stanno gettando il cemento per il terzo giorno di fila, un’altra settimana e il processo sarà irreversibile. Tra un mese ci sarà una palestra di tre piani color blu ikea. Siamo sicuri che sia giusto così? Riusciamo a fare qualcosa? ore 8:50 
Stefano Boeri Carlo Monguzzi Pierfrancesco Maran Giuseppe Santagostino Renzo Gorini Filippo Andrea Rossi Filippo Barberis Laura Specchio Angelo Turco Lamberto Bertolé Paola Bocci Natascia Tosoni Matteo Pucciarelli Roberto Rho Oriana Liso

Maria Luisa Mello ma è quello spiazzo accanto alla Valvassori Peroni? ore 8:53
Francesca Terzoni Esattamente, quello davanti alla biblioteca comunale. Lo vedo morire davanti a me da una settimana ore 8:54
Giuseppe Santagostino Consiglio di Zona 3: è uno di quelli che non abbiamo perso. Forse sono interessati alla cosa. ore 8:56
Francesca Terzoni Sinora no, si sono appena insediati e per la maggior parte non sanno cosa ne sarà di quel prato. ore 8:57
Francesca Terzoni A me che nel 2016, nella città più di cemento d’Italia, ci si bruci l’ultimo prato di un intero quartiere sembra da pazzi irresponsabili. Ore 8:58
Giuseppe Santagostino Einaudi diceva ‘conoscere per deliberare ‘ siccome il Consiglio di Zona il suo parere deve averlo dato (deliberare) qualcuno che sappia c’è di sicuro (conoscere). Era nostro anche prima quindi basta uno sforzino e costruttore ed utilizzatore saltano fuori subito. ore 8:59
Francesca Terzoni Serve un ricorso al Tar ore 9:00
Francesca Terzoni Di corsa, perchè la settimana prossima sarà tardi ore 9:01
Maurizio Tosi Beh perché non lo sapevate prima ,di solito i permessi per edificare iniziano 3/4 anni prima…il TAR non è a gratis… ore 9:02
Giuseppe Santagostino Ed una bella impugnazione del contratto col Comune: l’affaccio su verde e ferrovia erano parte costituente del valore attribuito al vostro bar, come per qualsiasi attività. Se la costruzione fa capo al Comune la cosa è più semplice. ore 9:02
Francesca Terzoni Maurizio credo che questo permesso risalga ancora a prima perché i consiglieri di zona uscenti non mi sono sembrati informati. ore 9:03
Giuseppe Santagostino Si sveglino ore 9:03
Francesca TerzoniGiuseppe qualunque sia la ragione, ma facciamo qualcosa. Non è il valore del Joy, è che parliamo dell’ultimo prato… ore 9:03
Maurizio Tosi Grande teoria Leninista : l’informazione è la base del potere…forse erano più interessati ad altre cose. ore 9:07
Giuseppe Santagostino La felicità! Ma non quella della Terzoni… ? ore 9:08
Francesca Terzoni Forse invece dobbiamo pensare a cosa si può fare oggi, ora.
Quando tireranno su 9 metri di muro blu ai miei figli non importerà molto di sapere a chi dare la colpa. In quel campo ci sono le lucciole! ore 9:08
Patrizia Binda Ma il campo è privato o pubblico? Perché se è privato e ha tutti i permessi in regola non credo ci sia molto da fare.Di storie di questi scempi ne è piena Milano (e l’ Italia). Il privato fa il business che gli conviene, con il consenso del pubblico ovviamente. E il CdZ? Non so, non c’ ero, e se c’ ero, ero asservito alle decisioni del Palazzo. ore 9:31
Alberto Bennati Ma quale ricorso al tar, scendete in strada e bloccate tutto. Il punto non è che vi stanno fottendo l’ultimo spazio verde, ma che a forza di far finta di niente vi siete perduti. Milano è perduta. ore 9:31
Ivan Sal Cara @francesca, purtroppo la cementificazione ed impermeabilizzazione va avanti e se ne frega di tutto. Da sinistra a destra, tutti sono per cemento e asfalto. Basti pensare che il pavé, pavimentazione permeabile e storica, viene rimossa o cementificata. Tutto nel silenzio e nella complicità. Tieni presente che un ricorso urgente costa sui 20 mila euro. I consiglieri della precedente giunta devono sapere e forse l’avranno anche autorizzato. https://www.change.org/…/sistemiamo-il-pave-e-le…
ore 11:10**
Ivan SalMichele Sacerdoti ne sai qualcosa? Gabriele Antonio Mariani non è più su fb? ore 9:48
Alessandro Cini In Piazzale Lavater erano riusciti a fermare la costruzione del parcheggio sotterraneo ore 9:46
Cesare CastelliFrancesca Terzoni temo che quella palestra faccia parte di un piano di “valorizzazione” che comprende tutta quella parte di Valvassori Peroni cioè la palestra accanto e l’ex sede della Parchi & Giardini su cui dovrebbe espandersi l’alberghiero. Un progetto di almeno 6 anni fa. Comunque in Municipio3 sanno sicuramente tutto ore 9:49
Giuseppe Santagostino Io chiederei direttamente a Caterina Antola perché un intervento di queste dimensioni non può passare inosservato: se poi l’intervento fosse pubblico (ma ci dovrebbero essere i cartelli di cantiere ad indicare proprietà ed impresa esecutrice) la cosa sarebbe spessa. ore 9:52
Ivan SalGiuseppe, guarda che non sarebbe “spessa”. È normale amministrazione, solo che quando tocca gli altri in molti se ne fregano. Non mi riferisco a nessuno dei presenti, ma è la realtà. ore 10:25
Patrizia Binda È un peccato che ancora, dopo anni che cittadini in varie parti di Milano si sono ribellati contro “le mani sulla città” mentre l’ amministrazione di qualsiasi colore li considerava rompiballe con la sindrome nimby , ci si accorga di scempi urbanistici solo quando ti capitano vicino ( non mi riferisco a te, Francesca, che anzi hai difeso da subito il verde della Piazza d’ Armi). E ce ne si accorga a cose fatte. E non ci sono mai responsabili. ore 10:29
Francesca Terzoni
w001w Francesca Terzoni

ore 11:44
Francesca Terzoni Ecco cosa hanno fatto in una settimana partendo con una DIA ore 11:45
Ivan Sal Mi spiace, ma per fermare una cosa simile, ci vorrebbe che abbiano commesso qualche illecito nelle pratiche ed in ogni caso serve un ricorso al tar (20.000 euro). La cosa che trovo odiosa e non da città moderna, è che non vengano affissi cartelli esplicativi 6 mesi prima dell’inizio dei lavori. Siamo cittadini e dovremmo essere informati. Ci arriveremo? ore 11:50
Michele Sacerdoti Si tratta della nuova palestra di Zero Gravity, associazione sportiva che ha vinto il bando del Comune per la gestione di una parte del centro sportivo Crespi e che utilizzava già il campo per le sue attività da un paio di anni con una tensostruttura. Il progetto è stato approvato all’unanimità dal consiglio di zona 3, l’abbiamo fatto modificare sulla base di osservazioni mie e di Mariani perchè la facciata verso via Valvassori Peroni era piuttosto brutta e abbiamo previsto alberi tra la facciata e la strada per nasconderla, inoltre è stata resa simile a quella dell’auditorium accanto. Sarà blu come il colore dell’associazione. Il progetto è stato da me seguito in commissione del paesaggio in cui rappresentavo il consiglio di zona 3 che aveva anch’essa fatto gli stessi nostri rilievi ed approvato dalla giunta Pisapia nella sua ultima seduta. Lo potete trovare sul sito di zero gravity http://www.zero-gravity.it/ Metà del campo verso il Crespi rimarrà a verde per le attività all’aperto. Il consiglio di zona 3 ha privilegiato l’interesse del quartiere alle attività sportive che si svolgono anche al chiuso d’inverno. La delibera è sul sito del comune.https://www.comune.milano.it/…/Consulta…/showdoc.aspx…ore 11:51
Ivan Sal Grazie Michele Sacerdoti delle informazioni ore 11:51
Patrizia Binda Anche in questo caso però , fatto salvo che ci vogliano luoghi per lo sport, possibilmente pubblici, perché non si è preso in considerazione il riuso di edifici inutilizzati o fatiscenti, e adattata quell’ area alla pratica outdoor lasciandola a verde?
Ore 11:55
Michele Sacerdoti Tutto è nato dal bando di assegnazione del Centro Crespi alle associazioni sportive, lungamente discusso nella commissione sport del consiglio di zona 3, presieduta da Sara Rossin del Pd. Anche il centro sportivo verrà riqualificato, togliendo l’amianto, a cura di un’altra associazione sportiva che ha vinto il bando per quella parte.
ore 12:47
Francesca Terzoni Michele per costruire un mostro blu di quelle dimensioni si poteva scegliere l’ex campo da rugby del Giuriati. C’erano gli spalti, non cambiavi il panorama tutto intorno. Quel prato era una boccata d’ossigeno. In tutti i sensi. C’erano le lucciole e le farfalle…
ore 12:13
Michele Sacerdoti Capisco ma le obbiezioni andavano portate in consiglio di zona 3 a suo tempo. Tutti i consiglieri di tutti i partiti erano favorevoli e preoccupati per la lungheza dell’iter, l’approvazione della palestra nei vari uffici comunali è durata circa un anno.
ore 12:27
Patrizia Binda Il grave è che a nessuno in CdZ siano venute le stesse obiezioni.
ore 12:50
Ivan Sal Se qualcuno avesse portato obiezioni, dubito sarebbe stato ascoltato. In ogni caso, questa è l’ennesima dimostrazione che CdZ / municipi sono scollati dal territorio. Diversamente, Francesca avrebbe saputo che li si sarebbe costruito. Invece, come sempre, il cittadino viene a scoprire i lavori a giochi fatti.
Questo è un problema molto serio e nessuno se ne preoccupa.
ore 13:29
Michele Sacerdoti In effetti qiesto è un grosso problema. SI dovrebbe dare larga pubblicità agli ordini del giorno delle commissioni ma non vi sono gli strumenti. E con l’accentramento delle decisioni nella nuova giunta municipale non è neache possibile su decisioni che prima passavano dal consiglio.
Ore 13:45
Ivan Sal Ecco qui cosa faranno ore 11:52
Francesca Terzoni mamma mia… ore 12:08
Cesare Castelli Francè sei nel coordinamento del Circolo che esprime: la Presidente, 2 dei 3 assessori, il vicepresidente d’aula (Filippo Andrea Rossi) quasi la metà dei consiglieri di maggioranza(3 dei quali già di 02PD – Decidere Insieme) del Municipio 3, se non riesci a sapere da loro tutto quello che giustamente vuoi….. ore 11:55
Michele Sacerdoti Ecco la delibera della giunta Pisapia https://www.comune.milano.it/…/Consulta…/showdoc.aspx…

Comune di Milano – Ammissione del…

comune.milano.it ore 11:56
Giuseppe Santagostino Ok ma la domanda della Terzoni potrebbe a questo punto diventare la seguente ( e parla uno che giocava a pallacanestro li nel 1972): perché a fronte di un centro sportivo vecchio come il Giurati si è pensato al prato e non alla riedificazione dell’esistente? Ore 12:04
Giorgio Sensalari Perché il Giuriati è una struttura di proprietà del comune ed i costi di ristrutturazione supererebbero o quasi quelli di una nuova costruzione, in quanto essendo molto vecchia come anno di costruzione, va tutta bonificata dell’amianto presente in matrice friabile i cui costi di bonifica sono molto alti.
Peccato solo che l’amministrazione non ottemperi agli obblighi di legge in materia di amianto nei luoghi pubblici, come invece fa e pretende dai privati.
ore 13:56
Sara Rossin Perchè il Giuriati è un centro sportivo comunale assegnato al Politecnico fino al 2035.
E il Politecnico lo sta ammodernando, anche con la costruzione di un centro aggregativo-sportivo coperto polivalente
ore 17:56
Ivan Sal Perché non si sarà pensato, perché il verde costa meno, perché sarà stato deciso così e non si discute, perché nessuno avrà ascoltato qualche cittadino rompipalle, perché cemento è bello, perché perché… Ma il finale troppo spesso è sempre lo stesso ore 12:07
Francesca TerzoniAndrea guarda il progetto nei commenti qui sopra. Mi viene da Piangere ore 12:09
Andrea Negrelli Sapevo già. ore 12:10

Michele Sacerdoti Tutti coloro che sono intervenuti in commissione sport del consiglio di zona 3 sapevano del bando e del progetto, discusso un una commissione urbanistica e sport congiunta nel marzo scorso.ore 12:12
Fabrizio Marrali mi sa che ,se ti andrà bene, ti faranno uno sconto sull’ abbonamento della palestra…..ore 12:26
Michele Sacerdoti Io in palestra non ci vado.ore 12:28
Michele Sacerdoti Comunque credo che il costo della palestra sia convenzionato con il comune.ore 12:28
Michele Sacerdoti Anch’io avrei preferito che rimanesse tutto a verde ma nel PGT questo vincolo non c’è.ore 12:30
Michele Sacerdoti E non era previsto nel bando.ore 12:30
Antonino Petrucci Tu e il tuo Partito siete “portatori sani” di queste politiche e ti meravigli chiedendo a noi il da farsi!!!! ore 12:45
Giuseppe Santagostino Io, vecchio Città Studi ora Zona 1 da trent’anni, conosco il Giuriati bene e so che la palestra dove facevo ginnastica nel 1971 e poi pallacanestro nel 1972/1973 è ancora la mia. Quindi credo inefficiente energeticamente, non rispondente agli standard e con un edilizia in via di defungimento. Perché si è deciso per un centro nuovo e non la riqualificazione di quello esistente credo evidenzi un limite culturale anche della sinistra sulla lastricatura delle superfici verdi e sul non disturbare il conducente (credo sia più facile edificare sul verde e più complesso rompere le scatole a chi gestisce ed usufruisce del centro esistente). Nulla di irregolare ovviamente ma soluzione non edificante vista da qua. ore 12:54
Sara Rossin*** A Francesca e tutti gli altri che parlano solo perchè hanno la bocca.
Quell’area è parte del centro sportivo Crespi, un tempo utilizzata come “diamante” (cioè come campo da baseball), poi inutilizzata e recentemente riutilizzata per discipline sportive insolite ma importantissime per una larghissima fascia giovanile: acrobatica e freestyle.
Non è più da tempo un’area incolta. Da anni vi si svolgono campus estivi molto frequentati.
Il centro sportivo Crespi (che è di proprietà comunale ed è stato gestito in modo fallimentare da Milanosport) è stato messo a bando tre volte ed il Consiglio di Zona 3 ha seguito con attenzione tutti questi bandi.
Dopo due bandi andati deserti, finalmente e con l’assenso entusiasta del Consiglio di Zona 3, è stato diviso in tre lotti tutti e tre assegnati.
Su quell’area sta sorgendo un impianto sportivo (assolutamente regolare) energeticamente autosufficiente e primo in Europa per l’acrobatica e il freestyle, che lascia a verde due terzi dell’area.
Non è affatto “partito con una DIA” ma è stato discusso per molti mesi e ha percorso tutto l’iter dei permessi alla luce del sole. Grazie all’impegno di un’associazione sportiva che nel giro di cinque anni ha fatto più di 7.000 iscritti e con l’appoggio convinto del Consiglio di Zona 3 e del Comune.
Era meglio lasciare l’area incolta e infestata da nutrie e da ogni altra schifezza ? Non credo proprio.
Comunque, prima di gridare allo scandalo sarebbe bene cercare di sapere, andare a vedere, magari fare un po’ di salti sui tappeti elastici (tanto più di questo molti di voi non sanno fare) e partecipare ai lavori del Consiglio di Zona prima, del Municipio adesso. Le commissioni sono pubbliche: qualunque cittadino può dire la sua e, magari, informarsi e capire.
Questo di Francesca e degli altri è proprio il modo più stupido e disonesto di usare facebook e di lanciare allarmi sbagliati e ingiustificati.
Questa non è partecipazione, è becero e ignorante allarmismo.
Partecipate, gente, partecipate ! Con anche la testa, magari !ore 15:01
Giuseppe Santagostino Se guardi le osservazioni, almeno le mie, sono relative alla progettazione senza organicità per cui ti trovi due centri sportivi distinti, di dimensioni trascurabili entrambi che frazionano come capannoncini artigianali di un qualsiasi sobborgo periferico, un’area già ampiamente costruita senza organicità. Lascia perdere le lucciole e dimmi perché con il vecchio ed obsoleto centro sportivo non si è pensato ad in’operazione organica invece dell’ennesima schifezza da geometra di periferia (ma colorata).15:42
Sara Rossin Perchè il Centro sportivo intero non era gestibile da nessuna società sportiva vera (tant’è che per ben due volte il bando è andato deserto) e il Consiglio di Zona (e il Comune) non volevano darlo ai privati, cosa peraltro non consentita nemmeno dalla Legge Regionale sullo sport.
L’organicità non la vedi tu, ma noi ne abbiamo discusso a lungo. In tempi brevi avremo un centro sportivo articolato in tre aree destinate a tre società sportive e a discipline diverse, non in concorrenza tra loro. Da nord a sud: il Centro acrobatica e freestyle più grande d’Europa realizzato da e affidato a Zero-Gravity, il Centro per la ginnastica e gli sport di squadra (ginnastica, basket, volley, tennis, calcetto, ecc) affidato a Acquamarina e Zeronove che pian piano lo ristruttureranno senza sospenderne le attività, il Centro del Rugby affidato a Amatori e Union Rugby che lo risistemano continuando le attività.
Non è una schifezza da geometra. Vedrai. ore 15:51
Giuseppe Santagostino attendo speranzoso perchè già le Università, fuor della Celoria ci hanno dato dentro. ore 16:01
Patrizia Binda E non è che chi esprime dubbi, perplessità o anche certezze diverse dalle tue, cara Sara Rossin , parla solo per dare aria alla bocca. Anzi capita spesso che abbia ragioni da vendere e le argomenti a ragione invece che vendere certezze con arroganza. Nessuno di chi si è espresso qui è contro le pratiche sportive da te accennate. Semplicemente ci si chiede se per le pratiche indoor si poteva riusare invece che costruire ex novo. E non gettare nuovo cemento non significa necessariamente lasciare terra incolta. ore 16:08
Sara Rossin Oh, cara, il post iniziale e molti dei commenti seguiti a quello non sono stati solo arroganti, ma anche aggressivi e pregiudiziali, fondati sulla totale non conoscenza di quello di cui parlavano. Non erano dubbi, erano condanne a prescindere.
E non si tratta di “vendere certezze con arroganza”, si tratta del lavoro svolto per anni in Consiglio di Zona, in commissioni pubbliche dove ognuno può dire la sua, in tutta trasparenza, lavoro che forse non è obbligatorio conoscere, ma certo non è ammissibile che venga disprezzato a tal punto.
Meglio informarsi prima di protestare e riflettere prima di parlare.
Certo ognuno deve poter esprimere la propria opinione, ma che sia un’opinione fondata su qualcosa, non sull’eterno e indiscriminato sospetto che tutti gli altri siano dei banditi.
Stai difendendo l’indifendibile. ore 16:28
Patrizia Binda No, mi sto semplicemente esprimendo in base a rapporti che ho avuto negli anni , da cittadina attiva, con differenti maggioranze nello stesso CdZ, il 7. E non è che esima da responsabilità anche i cittadini che non si esprimono
Ma troppo spesso quelli che si esprimono sono inascoltati se non disprezzati. Per non dire dell’ incompetenza di molti cosnsiglieri improvvisati, per fortuna non tutti. Esperienza, cara mia, esperienza, non parole al vento. Ore 16:44
Ivan Sal @sara rossin tutti abbiamo la bocca. la sua reazione piccata mi lascia perplesso, se avete operato bene basta spiegare e tutti capiranno e riceverà anche i complimenti. Psicologicamente, chi reagisce in modo spropositato o lancia anatemi di solito è perché ha qualche dubbio sul suo operato e allora fa la voce grossa. Inoltre, in tutto ciò, non tiene conto del fatto della carenza di informazione che c’è da CdZ verso esterno. Mi scusi, ma secondo lei, tutti i cittadini dovrebbero frequentare il CdZ? Non sarebbe più opportuno che quel che decidete, esca per magia e vada ad informare o cittadini?
In ogni caso, non ha risposto al “perché costruire su un’area che poteva diventare un giardino in luogo del recuperare un qualsiasi edificio abbandonato”. Chissà perché a fronte di una cementificazione bisogna sempre sentire l’odioso e falso “era meglio un’area dettata infestata da nutrie”. Le aree verdi possono diventare giardini, milano è infestata da smog che si respira anche lei e da terreni impermeabilizzati. Sarebbe interessante che spiegasse il senso della sua affermazione sull’andare a saltare sui tappeti elastici e che molti di noi non lo sanno fare. Siamo forse tornati nel ventennio fascista e per commentare dobbiamo prima fare una prova ginnica? Certamente ha ragione sul fatto che non stiamo parlando di partecipazione, la partecipazione è quella cosa che ci negate e la prova è che Francesca ha li di fronte un’attività, conosce molti consiglieri, sta nel pd, ma non sapeva nulla! La testa la usi anche lei e magari la raffreschi nel mentre che salta sui tappeti! ore 16:50
Sara Rossin Quella era, è e sarà un’area sportiva, in gran parte lasciata a verde alberato e curato.
Tutte le altre considerazioni gliele lascio volentieri, senza commento, perchè le considero inutilmente offensive. Tranne una, che mi sembra proprio sbagliata. La partecipazione nessuno la nega, ma partecipare vuol dire informarsi e portare il proprio contributo al ragionamento collettivo, cosa che è stata fatta ed è sempre stata possibile in zona 3 e nella commissione sport. Solo che bisogna volerlo fare. ore 17:11
Ivan Sal Comunque, il consigliere Michele Sacerdoti ha dimostrato che si può rispondere ed informare i cittadini anche a posteriori, senza sentirsi attaccati, senza accusare di mancata partecipazione, senza dover saltare sui tappeti elastici. Tenga conto che gran parte dei cittadini ci provano ad andare nei CdZ a dire la loro. Ma molto spesso, se non si è allineati ai progetti non si viene ascoltati. Purtroppo ore 17:19
Sara Rossin Certo, e lo ringrazio. Io, comunque, vi ho dato in poche righe molte più informazioni. Spero che almeno questo lo apprezziate. ore 17:20
Ivan Sal Apprezzo le informazioni, però secondo me, ma magari sbaglio. Il tono e il modo non mi è sembrato il migliore. ore 19:25
Michele SacerdotiIvan Sal Ex-consigliere Sacerdoti, non sono stato rieletto.
ore 23:19
Ivan Sal Purtroppo lo so Michele Sacerdotiore 23:32

P.S. Ovviamente i lavori sono continuati sino a ieri. Oggi il cantiere è chiuso per la pausa di Ferragosto.
Sul cancello vicino alla biblioteca c’è anche il seguente cartello.


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* I dialoghi in rosso indicano che sono stati immessi in face-book in una sequenza temporale relativa all’intervento precedente
** Sara Rossin è stata consigliera di Zona 3 per 6 consiliature. Durante l’ultima è stata vice-presidente di Zona e presidente della Commissione Sport.

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Quasi 100 anni fa, durante la Grande Guerra; 3 MAS (Motoscafo armato silurante) della Regia Marina, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918, entrarono nella baia di Buccari (in Croazia) e lanciarono 6 siluri contro 3 piroscafo da carico e uno passeggeri. Solo un siluro colpì il bersaglio, poiché i mercantili erano protetti da reti. Ma l’audace impresa ebbe il merito di evidenziare l’insufficienza del sistema di vigilanza austriaco che non solo non si accorse dell’arrivo dei MAS ma addirittura, non credendo possibile la presenza di unità navali italiane all’interno della baia, non apri contro di loro il fuoco quando fuggirono.
A suggello dell’impresa furono lasciate nella baia 3 bottiglie, infiocchettate con il tricolore, con all’interno un messaggio scritto da D’Annunzio, fatto che dette all’azione l’appellativo di beffa di Buccari.
Dall’anno passato sul cavalcavia Buccari, all’Ortica, vi sono una serie di lettere che formano delle parole. L’iniziativa di quelle scritte, pomposamente presentate come murales, già all’epoca non ci aveva convinto, considerato che erano state vergate da ragazzini e, tra l’altro, avevano scritto un’unica frase di senso compiuto: lo slogan allora di moda “je suis charlie”.
06 CONDIVISIONE JE SUIS CHARLIEUna slogan più grande di loro; riferimento all’attentato terroristico avvenuto qualche mese prima, a Parigi, nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, per opera di simpatizzanti dell’ISIS.
Qualche giorno fa, mano ignota, ha osato prendersi beffa di Carmela Rozza, oggi assessore alla Sicurezza e Coesione sociale, e allora assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano, presente all’inaugurazione del “murales”, e ha cancellato quell’unica frase.
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