20161025-mamiL’associazione no-profit “MaMi – mamme a Milano” (1) organizza una serata di approfondimento sul tema conciliazione famiglia-lavoro, con gli interventi di:

Enrica Tesio, blogger e scrittrice
Valentina Maran, blogger e scrittrice
Tatiana Targher, psicopedagogista
The Queen Father, blogger
Julia Elle, cantante e vblogger

Condurrà la serata Barbara Demi, coach, counselor, esperta di comunicazione negoziale e gestione dei conflitti.

Con questo incontro, MaMi vuole restituire la propria visione alle donne che hanno frequentato e a quelle che ancora affronteranno queste difficoltà. Un segreto che forse tanto segreto non è, ma che fa bene ricordarsi ogni tanto.

L’ingresso è a offerta libera fino ad esaurimento posti.

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1)  MaMi, ha sede in via Astolfi 19. E’ nata 7 anni fa con un’idea: quella di creare uno spazio dove le mamme potessero stare bene insieme; dove potessero prendersi cura di sè e, di conseguenza, dei propri piccoli.
MaMI ha creato un ambiente accogliente e il più possibile propositivo perché ogni donna potesse trovare la propria dimensione di maternità e il proprio modo di essere madre e donna.
In questi 7 anni MaMi è stato un osservatorio privilegiato dell’evoluzione delle mamme. Ogni anno circa 200 mamme hanno frequentato l’associazione; alcune sono tornate con il secondo o il terzo figlio.
Da ognuna di loro abbiamo imparato; abbiamo colti nuovi caratteri della genitorialità e dell’inserimento delle nuove famiglie nella nostra società.
E in ognuna abbiamo colto la fatica, spesso lo scoraggiamento, i sensi di colpa, la sensazione di non farcela più. Ma, anche, il grande amore e la grande determinazione di meritare qualcosa di meglio.

 

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scacchi 1Terminato il ciclo di lezioni tenuto da Gianni Pulvirenti
Lunedì 24 ottobre
dalle 17,00 alle 19,15

ci si trova alla biblioteca Valvassori Peroni
via Valvassori Peroni 56
primo piano (sala acquarium)

alla presenza sempre di Gianni Pulvirenti

GIOCHIAMO A SCACCHI

Può aggregarsi, a coloro che hanno partecipato al corso,
anche chi ama gli scacchi e ne conosce le nozioni base:
come posizionare gli scacchi sulla scacchiera,
quali sono le mosse che si possono compiere con i pezzi ecc. ecc.
L’obiettivo è di imparare a giocare e formare un gruppo che nella biblioteca possa praticare questo gioco.

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La nostra attenzione, e non potrebbe essere altrimenti, ci viviamo, è rivolta a quel che avviene nel nostro Municipio 3.
Nella mattina di venerdì scorso le commissioni congiunte di Urbanistica e Mobilità del Comune di Milano sono state in sopralluogo allo scalo di Lambrate. E anche Antonella Bruzzese, nostro assessore, era presente al punto che su facebook ha postato alcune immagini del luogo.

Casualità ha voluto che proprio in quel giorno, noi si bighellonasse, non essendo stati invitati allo scalo dismesso di Lambrate, nei pressi dell’Istituto Besta. che, detto per inciso, pur se (diciamo se) “prossimo al trasferimento”, continua meritoriamente nell’incessante opera di adeguamento della sicurezza e umanizzazione delle degenze, iniziata nel dicembre di 2 anni fa.
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E così oltre alla meritoria opera abbiamo notato che sul muro che si affaccia su via Ponzio, altri, hanno inteso dare un segno della loro presenza.

P.S. Se posizionate il cursore su una immagine potete, se premete il tasto sinistro del mouse, ingrandirla e legger quel che v’è scritto.

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diana_braccowSapete tutti che Diana Bracco è una presenza storica nel tessuto del nostro Municipio.
Abbiamo raccontato come le industrie che lei presiede e portano il suo nome si sono sviluppate qui da noi (vd.)(vd.)
Riportato le memorie di suo padre (vd.)
Indicato le molteplici attività patrocinate dalla sua Fondazione in occasione di EXPO 2015, in via Folli 5, nella sede storica di Lambrate. Tra le tante (vd.)
Ciò non di meno non avevamo sottaciuto il suo rinvio a giudizio con l’accusa di frode fiscale e appropriazione indebita (vd.)
Fino a dar conto dell’iter del processo (vd.)
Per poi non saper più nulla. Quand’ecco è giunta la notizia che Diana Bracco è stata condannata (vd).(vd).

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Oggi, all’interno della biblioteca Valvassori Peroni, è accaduto un fatto che riteniamo non faccia onore a chi ha comandato che fosse compiuto.
E non farà di certo onore a chi, informato, cercherà di farlo passare sotto silenzio. Indifferente alle ragioni dei più: studenti,  utenti della biblioteca, persone che fruiscono dei servizi offerti dalla struttura comunale. Ovvero tutti noi.
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20161020

E’ possibile richiedere il libro presso le biblioteche comunali,
Antichi borghi della periferia milanese / Riccardo Tammaro ; Roberto Visigalli. – Milano : Quattro, 2015. – 164 p. : ill. ; 24 cm
in particolare presso la biblioteca Venezia, via Frisi 2/4, il libro è disponibile con segnatura

Serie e inventario: 182196
Collocazilone: VEN.SL.914.521.TAMM

e presso la biblioteca Valvassori Peroni, via Valvassori Peroni 56 è disponibile con segnatura

Serie e inventario: 182196
Collocazione: VEN.SL.914.521.TAMM

 

 

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Martedì, su alcuni quotidiani veniva riportata la notizia che il capogruppo in Consiglio Comunale del Movimento 5 stelle, Gianluca Corrado, aveva visto un portale web – previsto dal decreto Sblocca Italia e realizzato su input della Presidenza del consiglio dei Ministri e del Ministero dello sviluppo economico attraverso l’ICE; Istituto Commercio Estero – , sul quale tra altre, veniva promossa la vendita degli scali ferroviari di Milano, di cui si sta facendo un gran parlare da molto tempo a questa parte.
Vendita con tanto di indicazione di destinazione d’uso, spazi edificabili e rendering. (1)
Come tutti sappiamo uno di questi scali è quello di Lambrate. Ma per quelli che stanno ai Ministeri lo stesso è così piccino che la sua vendita è prevista insieme allo scalo di Greco e a quello di Rogoredo. Per i dettagli dell’operazione  (vd.)
Quel che dispiace è constatare come Sinistra x Milano quantunque si sia riunita al Circolo Acli di Lambrate, domenica scorsa, alla presenza dell’ex sindaco Pisapia, dell’assessore comunale Filippo Del Corno,  del consigliere comunale Paolo Limonta,  dell’assessore al Municipio 3 Antonella Bruzzese e del consigliere di Municipio Mariolina De Luca, per dare inizio a “un nuovo percorso fondativo per gettare le basi per i prossimi cinque anni e diventare un progetto politico di più lungo respiro” sembra avere già il fiato corto: prima ha convocato sull’argomento un incontro per il 25 ottobre in via Sansovino 9; poi lo ha annullato (2).

sxmSe a tutto questo aggiungiamo che sul portale indicato prima  vengono riportate le vendite, per restare al nostro Municipio 3, di:
via Settembrini 32 (vd.)
Spazio Oberdan (vd.)
viale Abruzzi 42 (vd.)
il quadro si addensa di nuvole minacciose.
Il Municipio 3; il comune di Milano; una fetta della sinistra di Milano ma soprattutto tutti Noi rischiamo di essere espropriati della possibilità di prendere decisioni che ci competono e ci riguardano.
La casa di via Settembrini è costituito da n. 23 unità immobiliari locate a canone calmierato, ad eccezione di 7 appartamenti attualmente liberi. Il tutto è in vendita. E fra qualche anno tutti gli inquilini potrebbero trovarsi in strada.
Spazio Oberdan è stato negli ultimi decenni croce e delizia delle giunte milanesi che si sono succedute. E’ patrimonio culturale della città. In vendita.
Viale Abruzzi 42 è stato per alcuni anni la sede della Biblioteca dell’Istituto di Chimica Farmaceutica e Tossicologica della Facoltà di Farmacia dell’Università Statale. Ora è da tempo abbandonato. O meglio, come viene detto, è un immobile libero.
E noi? Noi rischiamo di non essere più liberi se già ora, alla luce del sole e non più a nostra insaputa, lasciamo che queste vendite si realizzino senza che Noi si abbia nulla da eccepire.
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1) Sulla pagina facebook il consigliere municipale del Movimento5 stelle ha postato il video dell’intervento a cui si facevano riferimento i giornali e a cui facciamo riferimento (vd.)
2) Oggi, riguardo a questa informazione, poiché siamo evidentemente poco adusi al politichese abbiamo indirettamente ricevuto una smentita,  dalle pagine di Z3xmi.it apprendiamo che l’incontro non è stato annullato

Re: Oltre il ponte, ma dentro al cuore della città
20/10/2016 Paolo Morandi
No, l’incontro è una riflessione in generale sugli scali.
Anche FFSS vendesse gli scali, le condizioni di vendita avverrebbero in base al Piano Regolatore o ad un accordo di Programma, per cui è comunque la parte politica ad avere il pallino in mano.

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La erigenda, se non fosse fallito il costruttore, biblioteca di informatica e segreteria degli studenti, in via Celoria

Di indubbio interesse quanto scritto dall’assessore del Municipio 3 Antonella Bruzzese (1).
Qua e là ha integrato nel suo scritto quello che è stato il dibattito svoltosi la settimana scorsa in base all’ipotesi che alcune facoltà dell’Università Statale andranno sull’area EXPO.
E ha descritto la situazione in modo un po’ manicheo: Azzone è bravo Vago è cattivo, Maran è tra color che stan sospesi per fortuna c’è Balducci, sicuramente bravo.

Detto che per il post-evento di EXPO nulla era deciso – invero affermazione bizzarra contraddetta da un referendum – l’assessore Bruzzese ha sostenuto, nella descrizione a tutto tondo dei fatti che Azzone ha da par suo fatto il suo:
– il progetto del “Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione” può contare sui fondi del governo;
– su quelli del Patto per Milano firmato da Sala e Renzi, sia per lo Human Technopole sia per la creazione di una Zona Economica Speciale;
ha ricevuto le manifestazioni di interesse di attori privati come
Ibm, Roche, Bayer, Nokia,
ma anche dell’ospedale Galeazzi
e del Teatro alla Scala.

Una sequenza di fatti inoppugnabili: le promesse del governo e le manifestazioni di interessi di …!

Per introdurre quel che ha detto il rettore Vago la Bruzzese ha iniziato prendendo la questione alla lontana.
L’incipit “sul rettorato di Vago” è molto puntuale! Invece di riferire quanto ha detto ha riporta quanto “è stato scritto” (da chi? ndr.) sul suo operato: “è caratterizzato dalla volontà di promuovere lo sviluppo dell’università anche attraverso operazioni immobiliari (vedi il trasferimento entro il 2018 di Veterinaria a Lodi)”.
Ma è vero?
Si da il caso che il progetto di trasferimento di Veterinaria a Lodi sia antecedente alla nomina del rettore Vago. Il Polo didattico-scientifico di Lodi è un progetto che prende le mosse nel 1998; si sviluppa nel tempo sino a essere tramutato in un accordo di programma (2009) che sotto il rettorato di Vago è stato riconsiderato (2014) (vd.).
Alla luce di questa semplice osservazione parrebbe che Università Statale sia capace di ridefinire le proprie ambizioni, col mutare delle condizioni.
Invero potrebbe essere che non ha capacità di programmazione a lungo termine; non ha una visione lungimirante, ha un punto di vista che non prende in considerazione le conseguenze delle scelte fatte per chi è considerato parte di un contesto di scena (le persone che vivono nei territori in cui l’università è collocata).
In ogni caso il discorso fatto dall’università sul trasferimento a EXPO da qualche tempo non è vago. A riprova vi è che quando l’università ha dichiarato un suo interesse a trasferirsi sull’area EXPO, posizione ribadita non più tardi di ieri, nella seduta del Senato Accademico, il rettore Vago ha sempre affermato che condizione irrinunciabile per il trasferimento delle facoltà della Statale da Città Studi era ed è il finanziamento pubblico a fondo perduto per parte della somma complessiva necessaria. In questo mese e ieri ha precisato che  l’impegno in questo senso deve essere inserito nella legge di stabilità 2017.

Di Maran si è già detto altrove e Antonella Bruzzese correttamente riferisce che secondo il nostro   “… la scelta finale sarà in capo all’Università Statale e se il finanziamento pubblico e il trasferimento saranno confermati, lavorerà (il Comune ndr.) per supportare tale scelta.”
Ma Antonella Bruzzese se da un lato trae le conseguenze a cui l’affermazione di Maran induce “Il futuro di questa parte di città dipenderebbe dunque da logiche che non riguardano il quartiere” ad essa non si oppone restituendo a Maran la parola poiché il nostro è uomo dotato di coerenza logica al punto che ha espresso la volontà chiara di confermare la vocazione a servizi pubblici, universitari e ospedalieri del quartiere: “nessuno pensi di sostituire strutture ospedaliere e universitarie con residenze private.
Il punto è capire in che modo a servizi che se ne vanno subentrano servizi nuovi”
Domanda priva di senso.
Se Città studi non sarà più sede delle facoltà scientifiche della Statale lo sarà in virtù del fatto che qualcuno avrà comperato gli spazi fisici da queste occupati perché il rettore Vago ha bisogno di mettersi in saccoccia 120 milioni ricavabili, a suo dire, da quella vendita per potere sostenere parte della spesa di quell’esodo.
Ma se ciò è vero come è vero la domanda corretta è: chi è quello speculatore che anticipa 120 milioni e aspetta che le facoltà scientifiche si siano trasferite sull’area di EXPO in virtù del fatto che esiste un studio della Boston Consulting Group dal quale emerge che l’opzione più vantaggiosa per l’Università Statale è quella di trasferirsi nel nuovo campus e ciò consentirebbe che il trasferimento avvenga solo dopo che il campus a EXPO è terminato?

Per avere la risposta dovremo aspettare di sapere chi sarà il vincitore del superenalotto.( A oggi il montepremi è di 159.900.000 euro).

P. S. Dimenticavamo il prode Balducci e la sua corte. A lui Giuseppe Sala ha demandato il compito, così riferisce Antonella Bruzzese, di “fare una riflessione strategica su Città Studi”.


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1) Lo scritto di Antonella Bruzzese è riportato sul sito http://www.arcipelagomilano.org/archives/44475

 


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