1960 IL GIURIATI NUOVO DI VIA VALVASSORI PERONI 48

Prese il nome di CRESPI a memoria di chi più di tutti lo volle realizzare.

La prima notizia sul nuovo Giuriati, portata all’attenzione dell’opinione pubblica dal Corriere di informazione nell’agosto del 1960, la si trova all’interno di un articolo in cui compare il seguente paragrafo:
Già allora, meno di ora, era in uso l’italico vezzo dell’annuncio. Sappiamo per esperienza diretta che il “Giuriati”, ancora oggi, è al suo posto* e il costruendo nuovo Giuriati è sorto senza che siano state mantenute tutte le promesse riportate nel ritaglio di giornale qui a fianco.

Gianfranco Crespi, in visita al Centro Schuster di via Feltre (ft. Centro Shuster)

Amianto a parte, dopo circa 60 anni, le strutture delle due palestre coperte, le tribune del campo per il rugby, gli spogliatoi e alcuni campi da tennis sono sopravvissuti, considerata la poca manutenzione avuta, con dignitoso portamento e oggi, sorrette dalle munifiche tasche delle associazioni che li hanno in concessione, vivono una seconda giovinezza.

Chi propugnò la ragguardevole impresa di edificare il nuovo Giuriati fu l’assessore comunale Gianfranco Crespi** al quale, dopo la morte avvenuta nel 1980, fu dedicata la struttura.

 

_________
* Solo 5 anni dopo, al posto del vecchio Giuriati doveva sorgere un pensionato.
In un recente articolo abbiamo documentato come la creatività dei nostri politici coniugata a quella degli ingegneri/architetti del Politecnico sia una miscela esplosiva e un fiorire di idee testimoniata ancora oggi dalla preoccupazione che sugli spogliatoi del Centro Balneare Romano-Ponzio (Piscina Ponzio) venga creato, indovinate un po’, uno studentato (pensionato per studenti e professori).
Questione tutt’altro che superata (vd. Fidarsi è bene non fidarsi è meglio) e riproposta nell’ultimo consiglio di Municipio 3 del 30 marzo u.s. dal sig. Pietro Giani del comitato Centro Balneare Ponzio il quale abitando in prossimità della piscina, al pari di altri cittadini, ha sollevato la questione. L’assessore Bruzzese ha rassicurato da par suo il proponente la domanda ricordando che anche il Movimento5 stelle aveva posto la questione a cui lei non aveva ancora dato risposta. Sintetizzando: il sig. Pietro si mettesse in fila che chi ci sarà vedrà: lei aveva già interpellato quelli del Politecnico per sapere cosa intendono fare!
** Gianfranco Crespi (Milano, 3 marzo 1928 – Milano, 7 luglio 1980) per molti anni assessore Democratico Cristiano del comune di Milano morì, dopo lunga malattia, il 7 luglio 1980. Per 25 anni era stato membro del consiglio comunale. L’8 giugno del 1980, nonostante la sua salute fosse ormai compromessa, si presentò alle elezioni amministrative per la DC e risultò eletto con 4451 voti di preferenza (la prima volta fu eletto nel 1956).
Sposato, 5 figli, aveva cominciato a lavorare nell’azienda del padre le “Officine Gallaratesi” e ne era dirigente.
Già partigiano nelle Brigate Matteotti, aveva sempre studiato in scuole private – istituti religiosi – sino a conseguire la laurea alla Cattolica.  Cominciò la sua carriera politica dirigendo il servizio stampa e propaganda della DC cittadina per poi divenire vice-segretario milanese e presidente dalla Consulta nazionale di quel partito per i problemi dello sport, dello spettacolo e della ricreazione sociale.
Per molti anni ha ricoperto la carica di assessore prima allo sport e poi anche ai tributi.
In quest’ultimo incarico riuscì a recuperare per la civica amministrazione grossi arretrati di imposta di famiglia e di contributi di miglioria.
Appassionato di sport è stato: vice-presidente della federazione nazionale pugilistica e, per una decina d’anni, anche presidente dell’Associazione “Amici del Po”; in seguito aveva continuato a interessarsi dei problemi del Po e come vicepresidente a lui si deve il I° Congresso nazionale del Po, nel 1971.
Coltivò il piacere della scrittura e a fu autore del libro LA FINE DEL PRINA: GIUSTIZIA POLOLARE O DELITTO POLITICO?, incentrato sulla fine del ministro delle finanze del Regno Italico Prina.

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