29 novembre 1944 VENTURINI BRUNO

Lapide posta in via Bassini 39

Nato a Fano (Ps) il 28 settembre 1909. Laureato in veterinaria e in chimica, dirigente comunista.
I genitori volevano che seguisse gli studi tecnici. Ma Bruno Venturini per non assecondarli preferì fare il garzone di barbiere. In seguito i suoi genitori lo convinsero a iscriversi al liceo scientifico che terminò dopo la leva.
A Bologna si iscrisse a Veterinaria e, nel 1930, a Fano, con un gruppo di militanti comunisti cominciò a svolgere attività antifascista clandestina. Stavano per dare alle stampe La Scintilla, un foglio d’opposizione, ma furono denunciati. Il Tribunale speciale li condannò a dieci anni di carcere.
Scarcerato nel ’37 riprense l’attività politica e gli studi. Laureatosi in veterinaria le autorità fasciste gli impediscono di esercitare la professione. Così torna agli studi e, nel 1942, si laurea in chimica, all’università di Camerino. Nello stesso anno si trasferisce a Milano fa parte del Comitato federale comunista. Nel 1943, sotto il nome di copertura di Gianni Bianchini, svolge un ruolo importante nella costituzione della prima organizzazione unitaria dell’antifascismo italiano: il Comitato nazionale d’azione antifascista, dal quale sarebbe poi nato il Comitato di Liberazione Nazionale.
E’ tra gli organizzatori degli scioperi del marzo 1943 e il 26 luglio, a Milano, tiene un comizio a nome del Partito comunista. Dopo l’8 settembre, organizza l’andata in montagna dei militari sbandati, dei ricercati e dei giovani renitenti.
Bianchini si sposta a Roma e svolge, in collegamento con Giorgio Amendola, attività politico militare nella settima Zona. Alla vigilia del Capodanno 1944, i fascisti arrestano sua moglie, Libera Callegari.
Rientra a Milano. Poi, ai primi di giugno del 1944, dirige la Federazione comunista di Venezia. Diventa ispettore del CLN regionale per le province di Vicenza e Treviso. Passa sull’altipiano del Cansiglio, come rappresentante del PCI presso la Divisione Garibaldi Nannetti e, dopo i rastrellamenti del settembre 1944, si trasferisce a Vicenza per dirigere quella Federazione.
Quando in Veneto arriva Giorgio Amendola, Bianchini è nominato vice comandante del CVL delle Tre Venezie. In tale veste fa la spola con Milano, per partecipare alle riunioni del CLN Alta Italia. Dopo un incontro a Milano con Luigi Longo, Bianchini è diretto a Padova. Arriva a Brescia ma, mentre attende un mezzo per proseguire il viaggio, è riconosciuto da una repubblichina di Fano riparata al Nord. La donna avvisa i fascisti di Brescia. Tenta di sottrarsi alla cattura ma una raffica di mitra lo uccide il 29 novembre 1944.

VENTURINI-BRUNOw

Al cimitero Maggiore (Musocco) di Milano, nel campo 64, vi è tumulata la sua salma.

A suo nome per molti decenni in Zona sarà operativa una sezione del PCI.
Il 24 maggio 1970, i fascisti bruciano la sua lapide in via Bassini.

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