26 aprile 1945 RUSSO JENIDE

RUSSO JENIDE via Paisiello 7

Lapide in via Paisiello 7 dove abitava con la madre e due sorelle

Russo Jenide. Nasce a Milano il 23 giugno 1917. Operaia. Durante il fascismo non si interessa di politica.  Dopo che ha conosciuto Renato, partigiano nella Brigata Garibaldi operante a Villadossola, comincia a maturare una coscienza politica. Renato frequenta la casa di Jenide, molto spesso in compagnia di Egisto Rubini* responsabile dei GAP di tutta Milano. Nell’ottobre del 1943 diventa staffetta partigiana con il compito di fornire armi e munizioni alla Brigata Garibaldi.
A causa della delazione di un membro della 3a Gap viene catturata il 18 febbraio 1944 in via Aselli, mentre stava portando una borsa contenente nitroglicerina ai partigiani operanti a Villadossola.
Jenide, viene portata nel carcere di Monza. Da Monza è trasferita a S. Vittore, nel raggio dei politici. Alla fine di aprile del 1944 è nel campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi. Qui i prigionieri venivano radunati per essere poi deportati nei vari lager nazisti dislocati in Europa. In una lettera inviata clandestinamente alla mamma, datata 11 maggio 1944, scrive a proposito dei giorni trascorsi a Monza e a San Vittore: Siccome non volevo parlare con le buone, allora hanno cominciato con nerbate e schiaffi. Mi hanno rotto una mascella (ora è di nuovo a posto.) Il mio corpo era pieno di lividi per le bastonate; però non hanno avuto la soddisfazione di vedermi gridare, piangere e tanto meno parlare. Sono stata per cinque giorni a Monza, in isolamento, in una cella, quasi senza mangiare e con un freddo da cani. Venivo disturbata tutti i giorni perché volevano che io parlassi. Ma io ero più dura di loro e non parlavo. Dì pure che ho mantenuto la parola di non parlare: credo che ora saranno tutti contenti di me. Il 2 agosto 1944 è a Ravensbrück. Qui si ammala di tifo ma riesce a guarire.
Alla fine del 1944 è  trasferita su un carro bestiame nel lagher di Bergen Belsen.
Jenide si riammala di tifo. Muore il 26 aprile 1945.
Il 23 gennaio 1972 i fascisti oltraggiano e imbrattano la sua lapide in via Paisiello 7.

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* Egisto Rubini (Rubbini) “nome di battaglia “Rossi”, nato l’1 novembre 1906 a Molinella. Licenza elementare. Muratore. Emigrato in Francia ha combattuto in Spagna in difesa della Repubblica. Nel 1937 rimase ferito, a Brunete, e tornò a Tolosa. partecipò alla resistenza francese per poi rientrare in Italia nel 1943. Quale responsabile dei GAP di Milano diresse l’operazione per l’eliminazione, avvenura il 18 dicembre 1943, del federale fascista Aldo Resega.  Il 25 febbraio 1944, in piazza Lima, venne catturato e e trasferito al carcere di San Vittore viene torturato. Morto suicida. Gli è stata conferita la medaglia d’argento al Volare militare.

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