Il Fatto Quotidiano
di Gianni Barbacetto

Milano è, contemporaneamente, la città più ricca d’italia e la capitale delle diseguaglianze. Chissà se affronteranno questo tema nella rutilante 6 giorni indetta dal Comune dal 26 aprile al 2 maggio e intitolata “Milano città giusta”. Mi candido a partecipare, con un intervento sulla “città ingiusta”, dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Ne ho titolo, essendo cresciuto a Quarto Oggiaro, via Lopez 4, scala A quarto piano, il quartiere ultimo nella classifica dei redditi medi annui (con 17.628 euro) in una metropoli dove il reddito medio pro capite è di 31.778 euro, il più alto del Paese, ma con diseguaglianze profonde: la media dei redditi è attorno agli 80 mila euro in centro, con picchi di 88 mila a Brera-castello (dove per caso abita il sindaco Giuseppe Sala), seguita da Citylife-pagano (72 mila) e Sant’ambrogio-San Vittore (68 mila). Le periferie stanno invece tutte sotto i 23 mila: via Padova, Baggio, Barona, Gratosoglio, Bovisa, Farini, Dergano, Villapizzone – e via via, scendendo di reddito – Crescenzago, Affori, Comasina, Forze Armate, Bisceglie, fino al record (negativo) della mia Quarto Oggiaro.
Ce lo dicono i dati diffusi ora dal ministero dell’economia, che disegnano una mappa impressionante della città (cercatela sul sito del Corriere della Sera). Ancor più impressionante la tendenza nel confronto tra 2020 e 2019. C’è stato a Milano un calo medio di 2 punti, ma con una crescita straordinaria (più di 1.000 euro!) dei redditi medi nelle zone più ricche, Brera, Castello, Sant’ambrogio, Citylife, Pagano; più moderata (500 euro) in aree semicentrali come Porta Venezia, Dateo, Buenos Aires, Lambrate. Il calo è stato invece generalizzato nelle periferie, con un risultato preoccupante (-830 euro medi!) a Gallaratese Lampugnano.

TUTTA COLPA DEL COVID

diranno i Soloni. Invece è l’effetto del “Modello Sala”: grandi opere più dittatura dell’immobiliare. Su questa Milano, strutturalmente costruita per generare disuguaglianze, piovono oggi la 6 giorni consolatoria su “Milano città giusta” (sembra propaganda di guerra) e, contemporaneamente, i tagli del Comune che nel bilancio previsionale 2022 congelerà 200 milioni. Di questi, ben 49,7 saranno tolti a welfare e salute; 20 a scuole ed educazione; 16 alla cultura. A essere ulteriormente penalizzati saranno dunque i più poveri. Oltre che del destino cinico e baro (cioè del Covid), la colpa è di Mario Draghi – ha dichiarato Sala – che nel 2022 non vuole più dare ristori a Milano, come invece avevano fatto i governi nel 2020 (478 milioni) e nel 2021 (467 milioni). Il manager vincente alla guida della locomotiva del Paese si è trasformato in un amministratore costretto ad andare a Roma “con il cappello in mano”. Eppure Milano continua a essere in pieno boom immobiliare. Nel “Modello Sala”, però, ad arricchirsi sono i fondi (per lo più stranieri) che investono in residenze di lusso, uffici e spazi commerciali. Affari milionari di cui torna poco al Comune, che continua a far pagare gli oneri di urbanizzazione più bassi d’Europa.

Nel “Modello Sala” c’è anche il rischio che l’attuale crisi di bilancio possa essere presa a pretesto per vendere e svendere pezzi del patrimonio comunale. Non solo lo stadio Meazza che i fondi esteri vorrebbero abbattere, ma anche l’“argenteria” delle partecipate. A2a (energia) ha già venduto la sua sede storica, senza gara. E Atm (trasporti) oggi è in rosso e domani potrebbe affrontare con difficoltà – e magari perdere, a beneficio di operatori esterni e fondi internazionali – la prossima gara europea per la gestione del trasporto pubblico nell’area metropolitana. E non è che qualcuno, proprio esibendo i conti in rosso, sta preparando il terreno?

Ps. In questa Milano, che non sa salvare una scuola d’eccellenza come la Vivaio, si trova però 1 milione di euro per inscatolare, chissà perché, l’“acqua del sindaco”.

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Dopo avere scritto sul suo sito facebook tre puntate dal titolo

IL CONSIGLIO SUL DIVANO

Siamo andati a sentirci l’audio del Consiglio di Municipio 3 e, con nostra grande sorpresa, per 9 minuti e 26 secondi la registrazione riportava la voce di Maria Silvia Pettinicchio che invitava il consigliere Boari ad allontanarsi dall’aula poiché stava mangiando; poi dopo 3 inviti chiedeva aiuto affinché Boari fosse allontanato; infine richiedeva l’intervento dei vigili perché, sospeso dall’aula, Boari fosse allontanato.
Nell’ordine del giorno gli “oltre 100 emendamenti” di Boari non comparivano.
Anche a  Boari si addice il detto: “predica bene e razzola male”. Sono 20 anni, o forse più,  che bazzica in Consiglio. All’epoca della Sindaca Moratti, in CdZ 3 è stato presidente della commissione Cultura; poi lasciata, all’epoca di Pisapia sindaco, Forza Italia, ha fatto l’indipendente (sic!). Approdato nella Lega è stato ancora all’opposizione del sindaco Sala, E ora assunto in Regione è ancora fieramente Leghista. E sappiamo come ha combattuto la sua ultima battaglia “per rispetto dei cittadini e dei loro denari“.
P. S. Credevamo che le parole della presidente del Municipio 3 avessero un senso ma poi, ascoltando un altro pezzo dell’audio abbiamo scoperto che il Consigliere Boari ha “magicamente partecipato ai lavori del Consiglio”!

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Palazzo Marino Giuseppe Sala ha un problema coi conti comunali

Nella Milano già capitale delle diseguaglianze, i poveri quest’anno avranno meno servizi pubblici. Il Comune ha infatti annunciato che per far fronte al buco dei suoi conti, nel bilancio previsionale 2022 congelerà 200 milioni: toglierà 49,7 milioni a welfare e salute; 20 milioni a scuole ed educazione; 16 alla cultura. E poi 24 milioni al settore demanio; 15 milioni alla sicurezza; altri 15 alle risorse umane; 10,5 all’innovazione; 2,7 all’urbanistica; 2 al verde.

I TAGLI POTREBBERO

essere scongiurati, dicono a palazzo Marino, nel caso arrivassero nuovi fondi dal governo, come già nel 2020 (478 milioni) e nel 2021 (467 milioni). Nei prossimi giorni, il sindaco Giuseppe Sala andrà a Roma a incontrare il ministro dell’economia Daniele Franco, dopo aver aperto una dura polemica con il governo Draghi colpevole di non prevedere ristori anche per il 2022.

Ma da dove viene il buco di Milano, che potrebbe arrivare a 250 milioni? Dalle minori entrate causate dalla pandemia, spiega l’amministrazione Sala. Meno biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico (480 milioni nel 2019, scesi a 270 nel 2021). Meno voli e dunque minori entrate da Sea, la partecipata del Comune che gestisce gli aeroporti milanesi (in rosso di 128,6 milioni nel 2020 e di 75,1 nel 2021). Meno entrate dalla tassa di soggiorno (i 55 milioni pre Covid sono scesi a 15). Aumentate invece le uscite per l’assistenza a famiglie e imprese (40 milioni). Nei prossimi mesi cominceranno a pesare sui conti anche il caro energia e l’inflazione, che gonfierà i tassi d’interesse. I tagli, se confermati, pioveranno su una città in cui i ricchi diventano più ricchi e i poveri sempre più poveri. I dati diffusi dal ministero dell’economia mostrano che negli anni della pandemia i redditi più alti, dai 30 mila euro in su, hanno tenuto o perso pochissimo e i redditi sopra i 60 mila sono addirittura cresciuti; quelli invece sotto i 30 sono diminuiti. Solo un anno fa, nell’aprile 2021, il bilancio consuntivo 2020 (piena pandemia) chiudeva con un avanzo lordo di 548,25 milioni di euro, netto di 189,37 milioni. L’allora assessore al Bilancio, Roberto Tasca, nel luglio 2021 annunciava una variazione di bilancio che “consegna uno stato dei conti in salute e la possibilità, attraverso alcune scelte operate dalla giunta, di accompagnare la ripartenza economica e sociale della nostra città in modo concreto e solido”. Poi, dopo le elezioni e la riconferma di Sala, Tasca è uscito misteriosamente di scena, sostituito dal giovane Emmanuel Conte (figlio dell’ex ministro socialista salernitano Carmelo Conte). E oggi Sala deve andare a Roma “con il cappello in mano”. Milano continua a essere in pieno boom immobiliare. Eppure questo arricchisce i fondi (per lo più stranieri) che investono in residenze di lusso, uffici e spazi commerciali, ma non si trasforma in ricchezza per il Comune, che continua a far pagare gli oneri di urbanizzazione più bassi d’Europa.

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Una volta i Consiglio di Zona servivano da paravento all’amministrazione centrale.
Man mano sono stati svuotati di quei pochi poteri decisionali che gli erano stati accordati e ora non sono nemmeno la foglia di fico dell’amministrazione centrale: sono un fico secco.
Il 10 marzo scorso abbiamo scritto un articolo dal titolo L’occupazione della parrocchia e  lo abbiamo diffuso anche sui siti che si occupano di quel che succede nella ns. Zona. Abbiamo perciò mandato l’articolo in oggetto anche alla presidente del Consiglio di Municipio 3, Maria Silvia Pettinicchio, che gestisce come amministratrice, insieme al suo fidanzato, il sito Happy Feltre.
Una lettrice di tale sito, dopo avere letto il ns. articolo, ha posto un quesito: “C’è modo di verificare se quanto sta succedendo è stato regolarmente autorizzato, penso e spero di sì, oppure è una decisione univoca?
Solerte, Maria Silvia Pettinicchio  ha risposto: Ho avviato una verifica.
In seguito la stessa lettrice ha postato un volantino arrivatole dalla parrocchia che riportava la seguente frase
Temerario Paolo Bertazzi ha commento: E il Municipio 3 che ci sta a fare se le convenzioni le fa il Comune baipassando il Municipio. San Tommaso insegna: il Municipio può vedere e far vedere la convenzione ai comuni cittadini?
In risposta Maria
Silvia Pettinicchio ha scritto: leggo che in consiglio municipale stasera si parlerà degli “atti vandalici” nei giardini del quartiere. forse si può anche capire se questo allargamento del campo dell’oratorio è legittimo? grazie.
La domanda era semplicemente un escamotage retorico.
Una delle caratteristiche del quartiere Feltre è quella di avere ben 4 siti facebook e Maria Silvia Pettinicchio il 15 marzo, a commento dell’articolo sopra riportato, ha scritto su uno di questi

Parole sante o parole al vento. Vediamo.
Ma prima ci preme raccontare la singolare circostanza che Maria Silvia Pettinicchio si sia limitata a dichiarare che lei è una consigliera del Municipio quando è, soprattutto, la presidente del Consiglio del Municipio.
E ancora più singolare è che da quando Paolo Bertazzi, ovvero colui che cura la pubblicazione degli articoli di questo blog su Facebook,  ha posto la domanda che ci sta a fare il Municipio? un amministratore di Happy Feltre, non sappiamo se Maria Silvia Pettinicchio o il suo fidanzato, hanno deciso di non pubblicare i ns. articoli. Legittima censura!!!
Di certo abbiamo interpellato il capogruppo di Maria Silvia Pettinicchio: Michele Sacerdoti.  Il quale in data 19 marzo ci ha risposto: ho dato a Silvia l’incarico di indagare. … abbiamo chiesto al Settore Verde.
Di nuovo sollecitato, il 22 marzo Michele Sacerdoti cortesemente ci ha scritto: nessuna risposta.
Nuovamente interpellato il 7 aprile ci ha risposto: Ho chiesto all’assessore Grandi che, per inciso, fa parte del suo stesso partito!
Tra un paio di giorni è Pasqua: nell’uovo ci sarà un fico secco?

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Dieci giorni or sono ci eravamo domandati se il CdM 3 sarebbe riuscito a discutere i 90 punti, tra mozioni e interrogazioni, presentati da consiglieri del Municipio, stabilendo così un record degno del Guinness dei primati considerato che il tempo a disposizione era di 2 ore.
La notizia che i punti in discussione, non erano 52 come pubblicato sul sito del Comune, ci era giunta leggendo il sito facebook Residenti in via Morgagni nel quale il consigliere Ferrarese dava questa informazione, senza produrre documentazione idonea poiché gli  organi competenti del Municipio non avevano aggiornato l’ordine del giorno.
Come da convocazione il Consiglio avrebbe dovuto svolgersi nella sala Consigliare poi, per una sopravvenuta malattia della presidente, “la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consigliari riunitasi in data 29 Marzo 2022 e in data 30 Marzo 2022 ritiene di annullare la seduta convocata in presenza in data 31 Marzo 2022 e di riconvocarla sempre in data 31 Marzo 2022 in modalità a distanza con applicativo Teams e con integrazione dell’ordine del giorno cosi come stabilito nelle riunioni dei Presidenti dei Gruppi Consiliari“. Così recita un comunicato introduttivo al Consiglio, sul sito del Comune di Milano. Si da il caso che, a dire dei consiglieri di minoranza, la convocazione a distanza non è stata messa ai voti. “Formalismo” di cui la maggioranza ha fatto a meno poiché ha 20 voti su 30.
La presidente del CdM  poteva essere sostituita dalla vice presidente o dal consigliere anziano ma così non è stato. Risultato: il  Consiglio si è interrotto prima dell’orario convenuto, causa malattia,  della Presidente.
Siamo così arrivare al 9 aprile per vedere sul sito del Comune l’ordine del giorno del 31 marzo con l’elenco dei 90 punti in discussione.

I punti discussi sono stati, invero, pochi.
Il primo presentato dal consigliere Cagnolati relativo al quartiere Feltre: respinto
Il 2° relativo a Piazza Aspromonte, presentato da Cagnolati è stato accorpato al 47° punto  presentato dalla consigliera Morelli.  Tali punti non sono stati dibattuti compiutamente per l’impossibilità sopraggiunta del presidente del CdM.
Altro che Guinness o meglio Guinness negativo.
Ma non disperiamo perché il 12 aprile è stato convocato un nuovo CdM che di seguito riproduciamo:

Come risulta chiaro i punti che il CdM stava discutendo saranno ripresi.
A seguire vi sarà il Punto “urgente” Proposta di delibera….
E incredibile a dirsi gli 88 punti dell’ordine del giorno del 31 marzo 2022 sono stati raggruppati, ma non enunciati, nel  punto 3, con buona pace di coloro che vorrebbero capire di che cosa discuterà il CdM.
A seguire vi sono poi 11 interrogazioni presentate dal consigliere Ferrarese.
In breve 12 aprile il CdM dovrà: concludere il punto su piazza Aspromonte; votare la Proposta urgente; discutere e votare, sempre in 2 ore,  111 mozioni/interrogazioni e
di sto passo se il CdM continuerà ad avere sedute contingentate di 2 ore, e i consiglieri di opposizione continueranno nel loro legittimo lavoro di presentare mozioni e interrogazioni, a fine legislatura l’unico record che verrà conseguito sarà che vi saranno migliaia di mozioni e interrogazioni che non saranno state discusse e votate.
E quello sì sarà un record da Guinness ma sarà anche la pietra tombale ai Municipi.
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Il meccanismo della mozione o interrogazione è presto detto: una volta presentata la mozione o interrogazione, dopo 30 giorni, sarà posta all’ordine del giorno secondo l’ordine cronologico di presentazione. 

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Incontro con Mario Gomboli.

ORE 18.00
Politecnico di Milano, Aula De Donato
Piazza Leonardo da Vinci, 32

In occasione del 60° compleanno di Diabolik, Mario Gomboli, storico soggettista, autore di Diabolik e direttore della casa editrice Astorina, incontra Marco Imperadori, docente di Ingegneria Edile – Architettura.

Mario Gomboli, bresciano (1947) ma milanese d’adozione, si occupa di fumetti dai tempi del liceo, anche se poi ha fatto l’architetto, il graphic designer, il professore universitario, l’autore di libri per l’infanzia… Per poi tornare al primo amore alla fine degli anni ‘90, chiamato da Luciana Giussani a dirigere la Casa Editrice Astorina. Da allora Diabolik ha rubato ogni giorno  della sua vita, ma gli ha dato anche grandi soddisfazioni.
Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1971.

Per partecipare all’evento è necessario iscriversi compilando la seguente FORM

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Tre auto sono andate letteralmente in fumo. Si sono salvati solo i vani motori con quello che avevano dentro.
Alle 16, 15, con lodevole tempismo, i vigili urbani hanno perimetrato la zona: all’uscita delle elementari di via Tommaso Pini e di fronte alla scuola steineriana.
E’ da escludersi l’autocombustione: le 3 macchine coinvolte hanno il vano motore intonso. Chi di dovere per ora brancola nel buio.

 

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P.S .Se vi posizionate su una immagine potete ingrandirla
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Articoli precedenti sull’argomento
24 maggio 2015 Una modesta proposta: con i soldi dell’autovelox installato in via Palmanova il Comune metta a norma i sottopassi di via Palmanova

2017/10/19 A proposito dell’inaugurazione del sottopasso delle meraviglie

3 aprile 2022 Rimandate al prossimo Consiglio di municipio la quasi totalità delle mozioni o interrogazioni presentate della opposizione del Municipio 3 

 

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