Comunicato

Comunicato

Tre giorni fa Anna Scavuzzo, Vicesindaco e Assessore alla Sicurezza del Comune di Milano. Deleghe: Polizia locale, Protezione civile, politiche giovanili, Food Policy, rapporti con il Consiglio… postava, sulla sua pagina Facebook, una notizia riguardante via Benedetto Marcello – che di seguito riportiamo – la stessa è stata condivisa dal presidente del Municipio 3 Caterina Antola.
Entrambe le signore non hanno sentito il dovere di condividere “il loro impegno” con gli abitanti di via Benedetto Marcello, dotati anch’essi di una pagina Facebook.
Strano comportamento!
Sembra quasi che in “privato” si vantino di avere fatto… e poi in “pubblico” non lo fanno sapere.
Un Consultorio pubblico è un centro di prevenzione e di promozione della salute. E’ accessibili a tutti senza ricetta medica previa prenotazione telefonica.
Offre servizi gratuiti quali:
– il percorso di assistenza alla nascita e al puerperio,
– il percorso di interruzione volontaria della gravidanza (IVG)
– Screening oncologici per i tumori femminili,
– percorsi piscologici per singoli e coppie,
– servizi di mediazione famigliare e sostegno all’ adozione.
E’ un luogo in cui è possibile stabilire rapporti continuativi e di fiducia con gli operatori che vi lavorano, dove, ancora, gli interventi degli operatori sono personalizzati.

Secondo una recente ricerca dell’Istituto Superiore della Sanità, la presenza di consultori sul territorio italiano è molto inferiore a quella prevista dalla Legge 34/96 (uno ogni 20.000 abitanti); in Lombardia il rapporto è uno ogni 60.000 abitanti, nel Municipio 3 l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Fatebenefratelli-Sacco vorrebbe arrivare al non invidiabile record di un Consultorio Familiare per 140.000 abitanti!*
Questo record ha due concause.
La prima è dovuta al disegno politico della Regione Lombardia: chiudere i consultori pubblici per favorire l’apertura di consultori privati, aperti con soldi pubblici, per poi convenzionarli. Tali consultori, spesso di natura confessionale, hanno secondo la Regione Lombardia il merito di non garantire l’esercizio del diritto all’IVG (Interruzione volontaria della Gravidanza), sancito dalla Legge 194.
La seconda è quella dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Fatebenefratelli- Sacco che ha deciso di ristrutturare lo stabile di via Ricordi (ora sede anche di un Consultorio) in modo che li vi trovino la nuova sede il CPS (Centro Psico Sociale) e il NOA (Nuclei Operativi Alcologia) “sfrattati” da via Settembrini 32.
Nell’originario progetto dellASST il Consultorio di via Ricordi sarà chiuso e il suo personale verrà spostato presso altri consultori. Ora si parla di mantenere in loco 5 operatori (numero minimo per legge), per non perdere l’accreditamento in Regione. Ma a sostegno di questa idea, non vi è ancora un progetto scritto visionabile e (a parte la l’accreditamento dei 5 operatori) il record il Municipio 3 lo conseguirebbe comunque considerato le cose che un Consultorio potrebbe e dovrebbe fare e un personale di 5 persone non riuscirebbe a realizzare.
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* L’ASST Fatebenefratelli Sacco ha la gestione diretta di 7 Consultori Familiari, e il coordinamento di indirizzo degli altri 10 consultori pubblici cittadini.
Milano e la Lombardia non sono messi bene, figuratevi l’Italia.

Quando gli animalisti se ne fregano degli ecologisti
Le pellicce di castorino altro non sono che il mantello delle nutrie.
Le nutrie sono animaletti – raggiungono anche i 10 Kg e una lunghezza di 55 cm. – originari dell’America latina.
Importate per allevarli e farne pellicce erano di gran moda nella metà del secolo scorso.
Poi sfuggite o liberate dagli allevamenti hanno iniziato a moltiplicarsi. Una colonia si è stabilizzata al parco Lambro.
Le nutrie sono animali onnivori ma non mangiano le cortecce degli alberi le usano per affilarsi le unghie.

Via Feltra angolo Pisani Dossi
Non basta piantare gli alberi ci vuole anche il pollice verde … troppo facile segare gli alberi lasciarli sulla strada con i danni collaterali inclusi.
Nel 2015 il fu sindaco Pisapia si inventò un grande progetto di partecipazione collettiva dei cittadini di Milano. Disse loro che ogni Consiglio di Zona – ora Municipio della città – aveva a disposizione 1.000.000 di euro purché indicasse un progetto – diventarono più d’uno – specificandone finalità e scopi e quello più votato sarebbero stato realizzato dal Comune.
Il progetto risultato vincitore nel CdZ3, per l’anno 2015/16, risultò quello denominato “Vivere il Parco Lambro”. E il Comune decise che a tale progetto fossero assegnati 800.000euro!


Casa d’acqua in via Amadeo
In data 15/01/2016, MM dichiarò che 9 delle 13 case dell’acqua presenti sul sito Expo sarebbero state installate una per ogni Municipio. Il Municipio 3 la fece installare in via Amadeo.
E quando la giunta Sala, il 15/11/2016, dette incarico all’arch. Alessandra Rossi della Direzione Urbanistica – Area Verde, Agricoltura e Arredo Urbano di redigere la Relazione Generale e il Quadro Economico relativi agli interventi proposti dai cittadini entro il luglio del 2017, al fine di potere procedere ad inserire l’intervento nel PTO 2018/2020, MM sostenne che l’arch. Rossi, nello svolgere il suo compito, deveva valutare il posizionamento e il modello di Casa d’acqua, in particolare se era possibile installare la più grande a forma ottagonale.
La questione non è di poco conto considerato che ha un corollario: questo – il 15-03-2017 sul sito del Comune viene detto – “Le Case dell’acqua proposte con il Bilancio Partecipativo sono da acquistare presso MM. Il costo è di 28.000 Euro la piccola, 36.000 Euro la grande. Da verificare la modalità di finanziamento. La manutenzione resta a carico dei cittadini sul conto della bolletta (il corsivo è ns)”.
In sostanza, par di capire, il Comune non ci fa pagare l’acqua che eroga dalla Casa ma, bontà sua, la manutenzione della stessa. Insomma ci regala una piccola tassa.
L’arch. Rossi, con un supplemento di indagine, alla fine giunge a compimento dell’opera sua e così, con DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 1707 del 05 ottobre 2018, la spesa è ratificata.
Incredibile: la spesa non sarà più di 800.000 euro ma di 650.000! La delibera di giunta non indica come sarà “speso” il risparmio conseguito: 150.000 euro. Non era materia pertinente alla deliberazione.
Ma sul sito del bilancio Partecipativo nella stessa data viene scritto:
Gli interventi, che si aggiungono al potenziamento dell’illuminazione in corso da parte di A2a, riguardano la riqualificazione e la realizzazione di nuove aree attrezzate in diverse aree del parco. In particolare sono previsti due campi da basket e uno da beach volley, oltre al tracciamento di segnaletica orizzontale per l’individuazione dei percorsi vita e per il running.
Saranno inoltre posate 110 nuove alberature, tra cui querce, frassini, cercis, alberi di tulipani, riqualificati alcuni percorsi in asfalto, sostituite alcune panchine e riqualificata un’area cani esistente. Infine sarà adeguato l’impianto delle vasche in pietra presenti nell’area verde dedicata ai cani e creata una zona di raccolta e smaltimento naturale dell’acqua derivante da ruscellamenti.
I lavori saranno realizzati nel 2019.
Scritto è stato scritto, ma assessori Maran e Bruzzese quanti di questi lavori sono stati realizzati?
28-06-2019
Il Progetto esecutivo è in fase di approvazione. Entro l’estate 2019 è prevista la gara. Inizio lavori previsto dicembre 2019 e conclusione lavori a gennaio 2021.


Via Melzo