24 agosto INNSE DAVIDE BATTE GOLIA

Comunicato della FIOM-CGIL

Sono riusciti in quello che sembrava impossibile.
Hanno sfidato un sistema che considera il lavoro un optional e i lavoratori merce. Lo hanno fatto nella città che, più di altri luoghi, sembra aver fatto della speculazione edilizia la propria missione.
Lo hanno fatto nonostante la disparità delle forze in campo.
Hanno deciso di rifiutare un copione troppe volte utilizzato e di cercare di riscriverne il finale che pareva scontato.
Hanno resistito anche quando la battaglia sembrava perduta, quando la soluzione individuata svaniva, quando gli interlocutori si negavano o cambiavano, quando gli incontri saltavano, quando un problema che sembrava risolto si ripresentava, quando lo spiraglio aperto si chiudeva.
Hanno vinto.
Hanno cambiato quella che gli era stata imposta come condizione personale (la trasformazione da operai a esuberi), hanno dimostrato che il lavoro non è solo salario (anche, ma non solo).
Sono diventati (loro malgrado) un simbolo e nei lunghi mesi di tenace lotta (prima dentro, poi fuori dalla fabbrica) si sono assunti anche questa responsabilità.
Hanno vinto.
Tra l’immagine dei lucchetti ai cancelli della fabbrica la notte del 2 giugno 2008 e quella degli abbracci giù dal carroponte del 13 agosto 2009 ci sono migliaia di fotogrammi.
Ci sono i giorni e le notti dentro alla fabbrica, ci sono i giorni e le notti fuori dalla fabbrica nel gelo dell’inverno e nel caldo dell’estate.
Ci sono le ore passate a discutere il che fare.
Ci sono le albe schierati davanti a cancelli per evitare lo smantellamento dei macchinari.
Ci sono le trattative infinite e l’estenuante ricerca di una soluzione.
Ci sono i momenti di rabbia e di tensione e quelli della speranza.
E’ un film lungo un anno e mezzo. E’ un film straordinario con uno straordinario finale.
Grazie. Grazie ai lavoratori delle Innse. Grazie a ciascuno di loro e al collettivo che hanno formato stando insieme. Grazie perché con la loro tenacia hanno scritto una bella pagina della storia recente. Grazie non perché hanno vinto, ma perché non si sono rassegnati.
Grazie a chi, nei lunghi mesi di resistenza ha deciso di stare loro accanto, perché la solidarietà è un elemento di forza.
Grazie a chi ha scelto di raccontare la loro storia, perché il silenzio è nemico della lotta.
“Giù le mani dalla Innse” è andato ben oltre via Rubattino, è rimbalzato dentro e fuori il paese, nei troppi luoghi dove il lavoro è a rischio, nelle mille realtà dove i lavoratori vengono tenuti sotto il ricatto del licenziamento.
Davide ha battuto Golia: non capita spesso, ma gli operai della Innse hanno dimostrato che ci si può provare.

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