Milano ha subito durante la II° guerra mondiale, da parte prima degli inglesi e poi anche degli americani, quando giunsero a liberare l’Italia, complessivamente 60 attacchi aerei che causarono tra i 1200 e i 2000 morti. La città perse circa un terzo delle proprie costruzioni, distrutte direttamente dalle incursioni, dagli incendi da queste causati o a causa delle demolizioni resesi necessarie o giudicate più economiche dei restauri.
I senzatetto trovarono riparo nelle case-minime allestite dal Comune, o nelle baraccopoli come quella in fondo a viale Argonne.
Con le macerie accumulate furono create la montagnetta di san Siro e quella del parco Lambro, dove i camion terminarono di depositare macerie agli inizi degli anni ’60. Ed è presumibile che tra le macerie dei bombardamenti vi siano stati anche resti di persone che non erano riuscite a mettersi in salvo e delle quali non vennero mai recuperati i corpi.
A fronte di tutto ciò la commissione Sport e benessere del CdZ3, ha inteso in modo estensivo i suoi compiti per cui si è occupata del benessere dei defunti. Al parco Lambro, ai piedi della montagnetta, il 20 ottobre 2006 il CdZ aveva inaugurato un cippo e una targa per ricordare l’origine della montagnetta e le vittime dei bombardamenti subiti da Milano (la data indicata è stata scritta a cura della allora commissione proponente). 16102013-S16300301 Nel luglio di quest’anno cippo e targa sono stati ripristinati (avevano subito lo scempio del tempo e dei vandali). 16102013-S1630028La commissione alla fine di settembre ha proposto, con la seguente motivazione, di posare una corona in memoria dei martiri civili della seconda guerra mondiale considerando
(Inutile dire che i bombardamenti sono iniziati 5 giorni dopo l’entrata in guerra dell’Italia e sono cessati nel 1945).
In data 10 ottobre il CdZ3 dovendo decidere se i defunti erano o caduti civili, come indicato nella targa, o martiri di quei bombardamenti e di quella guerra ha optato che erano martiri e ha deliberatocorona
Ma se le parole hanno un senso è semplice comprendere quello che disse la madre di una bambina ebrea incarcerata a san Vittore, durante la guerra. Lei quando sentiva l’approssimarsi degli aerei inglesi pregava perché il carcere fosse bombardato così che le fosse tolta la vita e con essa evitata la sofferenza delle torture: voleva essere una vittima.

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Il 18 luglio 2012 il CdZ3 ha deliberato la realizzazione, a fruizione libera, di un agility dog*, al parco Lambro. Nel luglio di quest’anno l’Assessorato alla Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde e Arredo Urbano, a cui capo vi è Chiara Bisconti, lo ha fatto realizzare al Settore Arredo urbano e Verde. L’impianto sin da subito è risultato poco utilizzato così che la commissione Sport e Benessere del CdZ3 ha pensato bene di promuoverne la conoscenza e la fruizione “da parte di cittadini proprietari di cani“.

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Questo agility dog , unico a Milano con 6 ostacoli, al posto dei canonici 15 o 20, si trova all’interno del parco Lambro nella seconda cava dello stesso, quella che negli anni ’60 veniva utilizzata per farci correre i modellini dei motoscafi.

Con delibera del 10 ottobre 2013 il CdZ3, a maggioranza, ha approvato. Alla bisogna la commissione ha concordato con l’Associazione Gruppo cinofilo Multi Professionale ASD di coordinare l’inaugurazione dell’impianto sabato 19 ottobre dalle ore 14 alle ore 16.30 al fine di Senza titolo-2

L’associazione si occuperà altresì cane2

per tutto ciò l’Associazione percepirà 500 €.

*Il cane all’interno di un perimetro delimitato e attrezzato deve effettuare un percorso ad ostacoli (di solito dai 15 ai 20), un po’ come in un concorso ippico, e deve affrontarli nell’ordine previsto, senza commettere penalità e nel minor tempo possibile. Il conduttore segue il cane impartendogli dei comandi.

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Il biglietto che esplose

Alla libreria Utopia prosegue il ciclo di incontri con il traduttore* dal titolo I libri degli altri

Andrew Tanzi presenta

Il biglietto che esplose

LIBRERIA UTOPIA
via Vallazze, 34

ore 18.30

«È un viaggio lungo. A bordo ci siamo solo noi». Il viaggio cui allude William Burroughs nel Biglietto che esplose, pannello finale della sua tetralogia, non è solo quello interstellare del metamorfico protagonista Bradly. È anche il viaggio conclusivo di una specie – la nostra – giunta a una sorta di resa dei conti. Stretto tra invasioni venusiane volte a schiavizzarlo e una polizia segreta che vuole sottoporlo a un controllo onnipervasivo, il Sapiens si destruttura e trasforma definitivamente in un’intercapedine organico-tecnologica, con ragazze-orchidea e ragazzi-raganella fluorescenti – veicoli di agenti virali e droghe alienanti –, registratori e telescriventi che manipolano istinti e linguaggi. Unico elemento di resistenza sono gruppi clandestini come i partigiani diretti da Saturno. Intorno, uno scenario putrido e fantastico insieme: «città dalle consunte strade marmoree» sormontate da cupole di rame, immani terre verdi in cui ogni filo d’erba luccica «come incastonato nel cristallo», stagni e canali artificiali che riflettono «galleggianti ornati di fiori», il tutto avvolto e tiranneggiato da un «buio pesto da pellicola sottoesposta». Portando alle estreme conseguenze il suo radicale pessimismo, Burroughs non vede vie di fuga possibili: irreversibilmente corrotto, il genere umano sembra vittima del proprio «corpo» e della propria «parola», carceri che lo imprigionano e lo condannano a un meccanicismo cieco e insensato. La sola, paradossale apertura – sarebbe parodistico chiamarla speranza – consiste nella «liberazione» di cui lo scrittore stesso è interprete insieme letterale e metaforico: nel rifiuto di un linguaggio normativo e omologante; nell’esaltazione dell’anarchia e dell’invenzione letteraria contro l’opacità mortuaria dei gerghi mediatici e della «non-lingua» del Potere.

*I traduttori protagonisti degli incontri sono docenti di Milano Lingue, un istituto di livello universitario che forma mediatori linguistici, traduttori, interpreti, esperti in comunicazione internazionale e che da sempre affida la docenza a professionisti del settore.

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Supporto giuridico-legale in ambito lavorativo

Presso la sede del Consiglio di Zona 3, in via Sansovino, 9
Tutti i giovedì dalle ore 19:30 alle ore 21:00
proseguire l’iniziativa Sportello del Precario, avviata nel gennaio 2012.

Per informazioni e appuntamento telefonare al numero 02/884.58.308, dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 16:00.

Lo Sportello del Precario è un servizio completamente gratuito, a cui possono accedere sia i cittadini di Zona 3 sia quelli di altre Zone che hanno bisogno di un supporto giuridico-legale in ambito lavorativo.
Operatori volontari, esperti in materia, si alternano per fornire consulenza su: lavoro precario o flessibile, a titolo esemplificativo, lavoro in nero, contratti a termine, contratti di collaborazione (co.co.co.), contratti a progetto (co.co.pro.), Partite Iva, lavoro tramite Agenzia;
Su ogni altra problematica in materia di lavoro, anche non flessibile, a titolo esemplificativo, licenziamenti, demansionamenti, infortuni sul lavoro, mancate promozioni, atti discriminatori, mobbing.

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6 ottobre FESTA DEL QUARTIERE ORTICA

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Se si va a un distributore self-service la prassi vuole che arrivati alla pompa di benzina si rifornisca la macchina, la si lasci alla pompa e si vada a pagare al gestore. Pagato il dovuto si ritorna alla macchina e si lascia il posto ad un altro automobilista.

Sabato verso le 16,10 al distributore Q8, di via Ronchi, questa normale procedura è stata stravolta.
Un automobilista, dotato di Smart decapottabile, argento metallizzato, di età superiore ai 75 anni, dopo avere rifornito la macchina ha pensato bene di muoverla e nel fare ciò, nonostante vi fosse un addetto alla pompa che gli intimava di desistere nella sua corsa, nonostante l’addetto si sia posto di fronte a lui ingiungendogli di fermarsi: lo ha investito.
Il malcapitato prima si è prostrato al suolo poi, rianimatosi, ha inveito contro l’automobilista e ha picchiato alcune manate sul cofano della Smart.
Serafico l’automobilista è sceso dalla macchina e ha tentato di argomentare che doveva essere ringraziato perché si era spostato per fare defluire la coda.
E’ volato un bidone d’acqua.
Una avventrice, che per sua stessa ammissione non aveva visto la dinamica dell’incidente, ha stigmatizzato il comportamento dell’addetto alla pompa: avrebbe dovuto chiamare la polizia; un avventore si è lagnato perché il suo giubbino era bagnato e lamentava il danno subito. Ringalluzzito da tanto buon senso l’automobilista, incurante al pari degli altri due avventori, delle condizioni dell’investito, lamentava i danni subiti alla sua macchina.
Il gestore dell’impianto ha deciso di chiuderlo momentaneamente: era stato superato il limite di ogni umana convivenza civile. L’addetto investito è un egiziano.

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5 ottobre MADAGASCAR di Marius Ivaškevičius

Sabato 5 ottobre
alle ore 18,30

Libreria Utopia Via Vallazze 34
presentazione del libro

MADAGASCAR

del drammaturgo lituano Marius Ivaškevičius
Editore Titivillus di Pisa

Intervengono:
Marius Ivaškevičius,
Laura Bevione, critico della rivista teatrale “Hystrio”,
Stefano Moretti e Toma Gudelytė, traduttori in italiano dell’opera del drammaturgo.

La discussione verrà intervallata con alcune letture dell’opera a cura di Stefano Moretti attore e regista della compagnia bolognese Gli Incauti, che ha prodotto la messa in scena italiana della prima parte dell’opera. Lo spettacolo ha vinto, nel 2011,  il premio “Residenze Creative” 2011 del Teatro Garybaldi di Settimo Torinese.
Marius IvaškevičiusMadagascar è un’isola utopica. Madagascar è un’opera teatrale. In Madagascar l’isola del palcoscenico cambia di continuo forma e fattezze, portandoci dalla Lituania oppressa e povera dei primi del Novecento a Parigi, a Hollywood, fino ad approdare nell’isola esotica che dà il titolo alla pièce. In questa commedia, scritta e rappresentata in Lituania nel 2004, Ivaškevicius narra con ironia l’ambizioso progetto di Kazys Pakštas, geopolitico lituano che pensò di trasportare in massa il suo popolo in Madagascar. Siamo alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, russi, tedeschi e polacchi minacciano la Lituania e Scherzo, parodia di Pakštas, cerca una terra dove ricostruire una società pacifica e libera.

Madagascar non è solo un’isola irraggiungibile per un popolo oppresso, è anche la storia del naufragio di una generazione di intellettuali travolti da ideologie più grandi di loro. Uomini e donne che, come noi oggi, spesso hanno la sensazione che tutto stia per cambiare o che tutto, forse, è già cambiato senza che nessuno se ne sia accorto.

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Cinema garden

Ingresso del cinema Garden, via Durazzo 5

Suo malgrado aveva fatto parlare di sè il 2 agosto di quest’anno quando i giornali si sono occupati di un fatto di cronaca: la morte per infarto di un cliente durante la proiezione pomeridiana. Poche righe. Molte di più sono state quelle scritte da un recensore in rete che ha come motto “la perfezione è un’illusione” e che indulgentemente il 31 agosto u.s. scriveva:
“cinema a luci rosse sempre affollato. Vengono trasmesse diverse linee di produzione porno essendoci una sala grande e due Sale separate con Altri Generi di Film. Il cinema è pulito, con Aria condizionata, e ampie zone comuni. Sono presenti dei distributori di bevande Calde e Fredde.
Consigliato.”
Nonostante ciò sui giornali la sua programmazione non veniva mai indicata.
Passandoci davanti non vi erano locandine indicanti il film in programmazione.
Le saracinesche però erano alzate. Ma mai si formavano file di cinefili per entrare, forse perché alla cassa non si vedeva mai nessuno.
Ora un’inchiesta della polizia locale ha portato la Procura di Milano
a decretarne la chiusura insieme ad altre 2 sale di Milano e a 4 sparse per
l’Italia. Gli arrestati sono 3 e una ventina gli indagati con l’accusa di avere consentito che nei locali “si svolgessero prestazioni sessuali a pagamento offerte da persone di sesso maschile (omosessuali, transessuali, ragazzi di giovane età anche minorenni) a uomini ivi presenti”.

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