LUNEDÌ
DALLE ORE 18 ALLE ORE 19.30
In biblioteca si è ritrovato il Gruppo di lettura.
Il libro che discusso è stato: Gimpel l’idiota di Isaac Singer

Si sa che chi va in biblioteca è un po’ “sbadato” e nonostante un cortile con tanto di rastrelliere per biciclette trova comodo posteggiare la sua attaccata al cancello. Quindi a mala pena si sa a cosa serva il contenitore rosa comparso innanzi all’ingresso.
Si sa la biblioteca è un luogo dove si nutre la mente. Per cui il cartello che è affisso sopra il contenitore rosa, non fuorvia di certo i lettori della biblioteca: in caso di incendio li si debbono “raccogliere”.

Sarebbe però interessante capire, considerato che il cartello è antecedente la posa del contenitore, se lo stesso ha ancora una sua utilità.
In ogni caso sulla cancellata, visibile dalla strada, sopra la feritoia praticata nell’inferriata, sarebbe utile che vi fosse un cartello con l’indicazione che il contenitore serve per restituire libri, riviste e cd.
Non dovrebbe essere un grosso esborso per il servizio biblioteche considerato che il contenitore ha un costo di circa 4-5mila €.
Teatro Martinitt
via Via Pitteri 58
giovedì e venerdì ore 21
sabato ore 16.30 e ore 21
domenica ore 18
Tutto sembra essere pronto per le nozze, quando qualcuno bussa alla porta del promesso sposo… è la futura moglie che prorompe in io non ti sposo più!.
L’Assessorato ha deciso di rimettere a bando la concessione del Centro sportivo Crespi, in via Valvassori Peroni, dopo che i primi due sono andati deserti. Scelta obbligata considerato che Milano Sport, attuale gestore della struttura, perde ogni anno circa 200mila euro.
Nell’indire il bando di concessione l’assessorato ha deciso di suddividere la concessione in 3 lotti.
Un primo lotto riguarda il campo da rugby; un secondo lo spazio non attrezzato, quello per intenderci più vicino alla biblioteca, il terzo quello che comprende i campi da tennis, calcetto, le tensostrutture e le palestre. Dei tre lotti quest’ultimo ha le maggiori spese di gestione e manutenzione e maggiori vincoli. Ad es. quello di permettere per 60 ore l’uso a tariffe comunali all’istituto Vespucci.
In ipotesi pare che gli interventi di ristrutturazione siano dell’ordine di qualche milione di Euro considerato che la struttura è piena di amianto.
Inoltre la brevità della durata della Concessione (20 anni) pare non sostenibile a fronte di investimenti molto consistenti.
Il consiglio di Zona è stato chiamato a dare un parere sul bando, che non sarà vincolante, ma ha tenuto a precisare che il suo giudizio favorevole è condizionato.
1) La prima condizione è che la bonifica di tutto l’amianto presente nella struttura sia a carico del Comune. Su questa pre-condizione o prima condizione si può convenire con il CdZ: nel CRESPI c’è l’amianto pertanto prioritariamente va chiuso e bonificato. E’ una struttura pubblica pertanto la bonifica la paghi il proprietario della struttura ovvero il Comune. Che l’ente pubblico dopo due bandi andati deserti intenda mettere ancora a gara una struttura che nuoce alla salute dei cittadini la dice lunga di come viene gestita la cosa pubblica. Esiste una normativa che impone di verificare la presenza dell’amianto nelle case e di procedere alla eventuale bonifica. Gli amministratori condominiali sono solerti a fare applicare la legge l’ente pubblico usa per sé, par di capire, altro metro e altra misura.
Quanto al merito delle altre condizioni sollevate sembra di capire che siano state il frutto di un’elaborazione congiunta tra consiglieri di Zona e enti sportivi che di quelli spazi fruiscono già e vorrebbero fruirne ancora.
Ma che consigli possono dare delle società sportive che svolgono la loro attività in una struttura piena di amianto? Che mettono a repentaglio la vita dei loro operatori e dei giovani loro affidati. Se dovessi decidere di mandare mio nipote a fare dello sport non lo manderei di certo al Crespi. E così pure dicasi se fossi un genitore che ha un figlio al Vespucci: chiederei l’esonero per mio figlio. Altro che lo sport è salute.
2) Se il Crespi è in uno stato di degrado ciò è dipeso dalla cattiva gestione di Milano sport.
3) Se da un lato vi è stata e vi è una cattiva gestione pubblica analogamente v’è da ritenere che v’è una incapacità gestionale anche da parte delle associazioni sportive che hanno “imposto” convenzioni agevolate a Milano sport per fare le loro attività senza curarsi di emanciparsi dalla struttura pubblica o, come si vede ora, senza curarsi di dove svolgono la loro attività.
Quanto detto lo pensavamo prima di venire a conoscenza di come chi gestisce la cosa pubblica e i soldi pubblici usi due pesi e due misure.
Andatevi a leggere l’articolo che abbiamo recentemente scritto: Una storia esemplare scritta dai protagonisti: IL TENNIS CLUB AMBROSIANO.
La morale che ne traiamo è: se sei “intraprendente” ottieni aiuti ministeriali e fidejussioni comunali in caso contrario ti scervelli e fai la figura del p……
Da un po’ di tempo mi domando se mostre a tema fotografico hanno ancora, in luoghi non preposti alla bisogna, un senso.
La domanda mi è sorta perché di una fotografia è possibile farne copia eguale all’originale. E’ possibile riprodurla sul computer e divulgarla tramite la rete a n. potenziali fruitori. E’ possibile goderne vedendola non alterata o distorta (perché il supporto su cui è stata affissa si è deformato a causa dell’umidità) se del caso volessimo farne una copia da quella esposta in mostra. Eviteremmo anche di averne una copia con riflessi di luci artificiali o naturali dati da finestre non schermate o luci non appropriate.
Senza parlare dell’inganno che a volte si cela in un titolo Zona 3. Rifugi antiaerei e protezione civile a Milano tra il 1931 3 il 1945*. Dove su 40 fotografie solo due, in modo inequivocabile, sono attinenti alla Zona 3.
Dove si spazia per oltre un decennio e si producono foto che non ritraggono quel tempo andato (1931-1945) ma, nella migliore delle ipotesi, riproducono il tempo trascorso da allora.
Confermato in questo spirito sono uscito dalla sala consigliare del Consiglio di Zona 3
che, su due pareti, espone 40 pannelli fotografici e 10 pannelli didattici (senza che copia degli stessi sia nella disponibilità del visitatore). Una parete è interamente dedicata ai sotterranei del Castello Sforzesco o al Castello stesso, che notoriamente non si trova in Zona 3.
L’altra parete riporta la locandina della “mostra” e il la copertina del libro dei curatori della stessa. I due pannelli che riguardano la Zona. E poi alcune fotografie di segnaletica antiaerea e poco più.
(Se posizionate il cursore sulla foto e premete il mouse la foto si ingrandisce)
A dire il vero vi è anche una foto che riporta una scritta vergata sul muro di un rifugio:

una scritta che paradossalmente può essere scambiata per un monito blasfemo rivolto a chi frequenta la sede della mostra. Ma probabilmente quelli della S.C.A.M. sono dei burloni!
Aldo
*Nella concitata riunione del CdZ3 del 28 11 2013 lo stesso al punto 4 ha approvato: "l'Iniziativa denominata "Zona 3. Rifugi antiaerei e protezione civile a Milano tra il 1931 3 il 1945" L'iniziativa, in collaborazione con la Commissione Territorio e urbanistica sarà svolta in partnership con l'associazione Speleologica Cavità Artificiali Milano (S.C.A.M.), che realizzerà presso la Sala consiliare del Consiglio di Zona 3 in via Sansovino 9 un incontro e un'esposizione fotografica e documentaria sui rifugi antiaerei a protezione dei civili. Inizio: 11 dicembre 2013 (data dell'incontro). L'esposizione sarà aperta al pubblico sino a metà gennaio, prevedendo l'esposizione di 50 pannelli. Costo: € 2.000,00 onnicomprensivi, a carico dei fondi MAAP della commissione Territorio e Urbanistica."
Prendete una piazzola spartitraffico completamente asfaltata. Fate in modo che abbia una forma triangolare.
Poneteci sopra una stazione di bike sharing e chiamatela N. 214 Susa. Dotatela di 33 stalli, ovvero della possibilità di posteggiarci 33 biciclette (il numero è veritiero e cabalisticamente parlando è profetico).
Non dotate lo spazio circostante la piazzola di segnaletica orizzontale o verticale per l’attraversamento ciclabile.
Anzi istigate chi prenderà la bicicletta a farlo scendendo dal marciapiede in bicicletta, poiché avrete provveduto ad abbassare, ulteriormente, parte del marciapiede della piazzola.

La stazione bike sharing N 214 Susa. A sinistra la strada porta a corso Plebisciti o in viale Romagnai; a destra in via Sidoli o in viale Romagna. Le macchine vengono da viale Argonne.
Indi scommettete 10 a 1 che il potenziale ciclista metterà a repentaglio la propria incolumità se scenderà dal marciapiede dalla parte sadicamente abbassata o attenterà a quella dei pedoni che attraverseranno la strada sui passaggi pedonali, avendo lui scelto di sfruttare gli abbassamenti del marciapiede della piazzola che permettono il passaggio di carozzine per disabili o bambini.
Quanto agli automobilisti, in mancanza di apposita segnaletica di attraversamento delle biciclette, hanno sempre ragione.