assemblea-casa[1]Sicuramente tutti coloro che compaiono in locandina il problema della casa lo hanno già risolto: o in affitto o in proprietà. Quindi quando affermano che la casa è un diritto non affermano un principio universale, valido per tutti gli uomini, semplicemente dichiarano che loro il problema l’hanno risolto. E poiché con tutta probabilità nessuno di loro è sotto sfratto appare incomprensibile che in sì grande numero abbiano deciso di riunirsi, di pubblicizzare la loro riunione “per rimettere al centro prima le persone” (pare una frase messa li per caso; scopiazzata male da papa Francesco che, in visita al parlamento europeo ha detto:… Mettere al centro la persona umana).
Ma prima dell’invito all’incontro pubblico la “nuova formazione politica della sinistra Italiana” chiarisce il motivo di tale invito: iniziare un percorso di discussione a partire dalle sue proposte…
Non è un gran bel modo di iniziare una discussione: io dico la mia e tu ascolta!
Ma se qualcuno vuol partecipare libero di farlo. Anche ascoltare chi dice che ha qualche cosa da dire non fa male. E’ legittimo. Come è legittimo che il presidente del CdZ3 partecipi a tale incontro pubblico essendo il presidente di tutti i cittadini della zona 3. Ma non solo. Il ns. nell’invitare all’incontro pubblico ha così chiosato “Questo appuntamento è più importante di quanto ci si immagina. Non si tratta solo di confrontarsi, tra istituzioni, sindacati e un nascente progetto unitario della sinistra sui propositi riguardanti la casa. Si tratta anche di creare dei misuratori per accertare se l’emergenza casa diventerà un’effettiva priorità sociale di questa giunta”.
Viva la franchezza! Avendo lui una casa parteciperà per capire se qualcuno non l’ha ancora.
Di certo il partito che lo ha candidato al Consiglio di Zona, Rifondazione Comunista, non lo ha informato.
Infatti la Federazione Provinciale di Milano di Rifondazione Comunista, in riferimento all’incontro pubblico, così scrive sul suo sito… Rifondazione ha contribuito con l’Altra Europa di Milano, alla stesura di un piano ragionevole e possibile per le case popolari milanesi…
L’unica cosa ragionevole è che gli dei salvino Tsipras e lo liberino dall’abbraccio mortale!
RAGIONEVOLE!!!
Per tutti coloro che compaiono in locandina
IL DIRITTO ALLA CASA E’ PER LORO
SCOMPARE PER QUELLI CHE NON L’HANNO
perché lor signori devono ancora creare il misuratore.

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S2200012w23 gennaio 2014 Data presunti fine lavori
Questo indica il cartello apposto sul cantiere del tennis Club Ambrosiano, in via Feltre, 33. Dal 1963 il Tennis Club è a questo civico, su terreno comunale che all’epoca della prima concessione era stato calcolato in 25.000 mq. ma che negli anni, di convenzione in convenzione, è riuscito ad espandersi e a prorogarla sino al 2029.
Il permesso di costruire una palazzina di tre piani fu dato in zona Cesarini dalla giunta Moratti. Poi, cambiata la giunta, un “aiutino” lo ha dato la giunta Pisapia che ha garantito con una fidejussione un mutuo di 2 milioni di euro per la meritoria opera:
PIANO INFERIORE – centro benessere con sauna, bagno turco e locali per il trattamento del corpo, una piscina dedicata all’acquagym, una grande palestra con sala macchine e sala corpo libero
PIANO INTERMEDIO – dedicato ad attività ludiche e culturali con sala biliardo, grande sala carte e spazi per eventi, meeting e mostre
PIANO SUPERIORE – interamente dedicato al Museo virtuale del Tennis.
E’ passato quasi un anno dalla data presunta di fine lavori e i lavori fervono ancora.


Ma da quel che si può intuire anche il Tennis Club Ambrosiano avrà il suo gioioso I° Maggio: oggi ha terminato il tetto!

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CONTEROSSOW

ore 21.00

serata dedicata a tre giochi da tavolo

SmallWorld, un riadattamento di Risiko! in versione fantasy, ma senza tiri di dado: un gioco strategico al 100%!

Le Leggende di Andor: un gioco cooperativo in cui i partecipanti indosseranno i panni di Eroi fiabeschi per fermare l’orda di mostri che minaccia il castello

The Resistance: Avalon. Un gioco ambientato nella tavola rotonda, dove i cavalieri dovranno scoprire i traditori alla corte di Re Artù. Un gioco di bluff e interpretazione che può ricordare alla lontana Lupus.

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S2200012w23 gennaio 2014 Data presunti fine lavori
Questo indica il cartello apposto sul cantiere del tennis Club Ambrosiano, in via Feltre, 33. Dal 1963 il Tennis Club è a questo civico, su terreno comunale che all’epoca della prima concessione era stato calcolato in 25.000 mq. ma che negli anni, di convenzione in convenzione, è riuscito ad espandersi e a prorogarla sino al 2029.
Il permesso di costruire una palazzina di tre piani fu dato in zona Cesarini dalla giunta Moratti. Poi, cambiata la giunta, un “aiutino” lo ha dato la giunta Pisapia che ha garantito con una fidejussione un mutuo di 2 milioni di euro per la meritoria opera:
PIANO INFERIORE – centro benessere con sauna, bagno turco e locali per il trattamento del corpo, una piscina dedicata all’acquagym, una grande palestra con sala macchine e sala corpo libero
PIANO INTERMEDIO – dedicato ad attività ludiche e culturali con sala biliardo, grande sala carte e spazi per eventi, meeting e mostre
PIANO SUPERIORE – interamente dedicato al Museo virtuale del Tennis.
E’ passato quasi un anno dalla data presunta di fine lavori e i lavori fervono ancora.


Ma da quel che si può intuire anche il Tennis Club Ambrosiano avrà il suo glorioso I° Maggio.

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In via Casoretto 41, sul muro del teatro Campo Teatrale, il writer Bros (al secolo Daniele Nicolosi) ha realizzato questo dipinto (25 m. per 8 m.)

bross

Foto di Cosimo Filippini

che in sede di annuncio dell’Open day di Campo Teatrale,  la stampa intitolò Tutti Frutti.
Ma era un titolo provvisorio come in genere è la street art che non potendo contare su colori indelebili, su fondi preparati a resistere alle ingiurie del tempo, sulla approvazione di tutti ne subisce la cancellazione.
Ma Tutti frutti, anche se realizzato da un writer, è stato creato con smalto brillante, è esposto nel cortile di Campo Teatrale e, se non erriamo, dallo stesso commissionato, così che in breve ha mutato la sua titolazione in Absence of still life.
Come Bros stesso ha affermato gli accostamenti cromatici sono stati presi di sana pianta dal pittore svizzero Johannes Itten (partecipò alla scuola del Bauhaus e tra l’altro scrisse un libro Arte del colore. Esperienza soggettiva e conoscenza oggettiva come vie per l’arte – ed. Saggiatore).
E il titolo dato da Bros tende a sottolineare come ciò che viene immediatamente percepito è, anche, ciò che non è stato disegnato è, appunto, assente. La frutta emerge ma il suo colore non è stato dato da Bros è quello del muro prima che Bros lo dipingesse a sua volta. E allora Bros è l’artista di questo dipinto che raffigura, tramite accostamenti di colori e forme geometriche, una banana, una mela, una pera o lo è chi aveva dipinto il muro prima di lui? Perché se Bros non ha dipinto la banana la mela e la pera, e ora le vediamo, queste c’erano già. Se ora vediamo ciò che prima non vedevamo è merito dell’arte illusionistica di Bros o l’illusione dell’arte che perciò stessa è il contenitore delle illusioni?
Alla domande poste è venuta in soccorso la dura realtà.
All’inizio del novembre ultimo scorso. Nottetempo, come si addice a un writer, Bros ha realizzato un altro dipinto, in solitario e una scopa con un manico lungo 9 m. (dicono gli amici).
Il muro in questo caso era la modesta facciata della chiesa PIO X, in piazza Leonardo da Vinci. Il fondo prescelto: piastrelle in ceramica, materiale, diversamente da un muro, più refrattario ad impregnarsi di colore. I colori utilizzati rosso e bianco. Il segno l’opposto di quello di via Casoretto. La qualità cromatica sempre apprezzabile. PIO-X-BROS
La stampa non informata non ha potuto dare un titolo al dipinto; don Giuseppe Grampa parroco della chiesa, a malincuore, ha permesso che le sue pecorelle cancellassero l’opera.
Se la si guarda con l’occhio del poi e con l’illusione dell’arte si vedrà in essa la rappresentazione del tempo: scandito da una croce lancetta su un quadrante in ceramica che riporta le ore. Un piccolo disappunto: la corona della ricarica dell’orologio è troppo distante dal quadrante!
Ma chissà, forse fra qualche tempo, parafrasando un famoso detto: distrutta un opera provvederà Swatch a renderla realista come piacerebbe a noi.
Ma non ci facciamo illusioni.
Anche perché se l’arte è il contenitore delle illusioni non possiamo sottacere il fatto che Bros ha compiuto un opera caritatevole: ha dato significato a un muro che per ciò stesso non era inviolabile se non fosse stato che sorreggeva una croce. Ma Bros nella sua “provocazione” non ha profanato quella croce aggiungendovi un segno/colore. Su quel golgota stilizzato, senza più i ladroni, ha dato senso a quella croce: su quel monte ha posto le pecorelle smarrite che con percorsi diversi anelano la salvezza.

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Sala consigliare – Consiglio zona 3

via Sansovino 9
ore 17,30

Premiazione, con ricchi premi e cotillon elargiti dal consiglio di Zona 3 (budget 3.500 euro), a chi ha partecipato a questa storica manifestazione voluta nel nome della tradizione.

Questo presepe non ha partecipato l’ha vinto chi l’ha mangiato
20121121203642

Questo presepe non ha vinto perché la madonna portava il chador ma perché era già stato premiato
20121121204242

 

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20150118 REATO

La proiezione del film è presso il circolo ARCI Metissage, in via De Castiglia 9

 

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zxc_54ad7122891cdcon la collaborazione di Consiglio di Zona 3 per la costituzione
all’Osteria dell’Utopia / Libreria Baravaj
via Vallazze 34

ore 21

RACCONTI DI PUNK MINORE
di e con:

Virginia ‘Chaos’ Menegazzi
Mario ‘Noise’ Ripamonti
Davide ‘Bloody’ Sormani

 

Le Storie:
Il confine
Un uomo ed il proprio spazio…. Meglio: il suo “spazietto”… L’uomo sta lì dentro, confinato, e solo lì si sente realizzato libero, lontano dal caos, dalla mischia, dagli altri.
Alice – Napoli-Egitto solo andata
Alice, 13 anni, un viaggio di sola andata verso l’Egitto, alla ricerca di lavoro. Quale lavoro? Una storia uguale a tante, di quando eravamo noi italiani a fuggire, a rubare, a vender le nostre donne al mercato nero.
Gesù Cristo bambino
L’uomo delle streghe
Partecipare alla vita della propria comunità – e che sia cristiana – è molto importante! Soprattutto quando si bruciano le streghe. Un racconto in stile ‘cunto sull’ipocrisie di religioni e maschilismi.
Racconto di Primavera
La rivoluzione è finita, è vinta. 2 bambini giocano a tirar sassi al tiranno appeso in piazza
parlando del futuro.

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