Bestiario_InvitowIl bestiario ha le sue radici nella tradizione medievale e all’epoca non era di certo un libro per ragazzi. La sua funzione era didascalica e simbolica (la descrizione delle caratteristiche degli animali era molto spesso presa a pretesto per trarne una interpretazione in chiave religiosa). Ma non solo. I bestiari attingendo dalle leggende e dalle fiabe riproducevano un mondo naturale ancora sconosciuto dando sfogo a un immaginario straordinario.
Il pretesto del bestiario che di seguito riportiamo, in forma ridotta, curato dalla Sezione ragazzi della Biblioteca Valvassori Peroni, è dato dalla mostra di Dolores Ricci. (Che detto per inciso sarà presente il 28 gennaio all’inaugurazione della sua mostra e ne illustrerà i dipinti. Così come farà il 4 febbraio)
Nel testo sono riportate una  selezione  di  opere presenti nella biblioteca che, come tutti gli illustrati di qualità, non sono destinate solo ai bambini ma possono essere motivo di interesse anche per gli adulti.
* Questa è la seconda mostra che Dolores Ricci allestisce nella Biblioteca.

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Stefano Cerri

In un precedente articolo avevamo riferito che la delibera relativa all’intitolazione dell’Auditorium a Stefano Ferri era “di indirizzo e non immediatamente esecutiva (il CdZ in materia non ha potere esecutivo)“.
Ma la stessa, approvata, è divenuta “immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 8 comma 6 del Regolamento del Decentramento Territoriale” che avendolo consultato così recita:
6) in caso di urgenza il Consiglio può deliberarne l’immediata eseguibilità con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati” (metà più uno). E stante la stessa delibera, al momento del voto, i consiglieri votanti erano 36/41.
Il che vuol dire che avevamo contato per difetto la loro presenza: erano 36 e hanno diritto al gettone (50€ lordi per la presenza). Quindi quella riunione consiliare, che ha prodotto solo quella delibera, è costata per i soli compensi ai consiglieri non già 1300€ ma 1800€ .
La delibera in oggetto è stata esposta all’albo pretorio del Comune il 26 gennaio quindi diverrà esecutiva il 5 febbraio, Giunta Comunale permettendo.
Orbene si pongono due questioni: l’Auditorium il 20 marzo compie 6 anni dall’inaugurazione. I consigli di zona che si sono succeduti hanno avuto tutto il tempo per discutere se intitolare l’auditorium e a chi. Ma lor signori non si sono di certo arrovellati in questo esercizio. Quand’ecco che ricevuta una proposta il 9 dicembre l’hanno discussa in una commissione e il 22 gennaio hanno deliberato: tempi brevissimi.
Se non che per rendere immediatamente esecutiva la delibera il CdZ3 ha fatto ricorso all’artificio dell’urgenza. Il controllo del direttore di settore è solo formale e lo ha fatto andando anche a verificare se sono stati rispettati gli art. 1,2 e 4 della Leg. 1118/1927! Ma il suo potere finisce lì: non può opinare circa l’effettiva “urgenza” perché se lo facesse si avventurerebbe in un terreno non suo, farebbe una valutazione che ha una valenza politica. La paroletta urgenza ha una valenza politica, è magica come il suo sinonimo “emergenza“. E’ il cavallo di Troia per fare e disfare, cucire e rammendare. In questo caso non vi era nessuna mala intenzione, vi si è fatto ricorso per la libido che procura fare magie!
Dicevamo due questioni. La seconda è il contenuto della delibera che esplicata il significato dell’urgenza e che tira la giacchetta alla Giunta Comunale
Intitolazione-Auditorium-di-Zona-3-–-via-Valvassor-3
Francamente siamo stanchi di questo modo sgangherato di “fare politica”. Dopo avere dormito sonni tranquilli, lor signori indicano una data, il 6 febbraio, che non ha alcuna motivazione se non l’urgenza: appunto!. Potevano indicare il 20 marzo, anniversario dell’inaugurazione della struttura: Biblioteca, Auditorium e CAM; non avrebbero tirato la giacchetta a nessuno, non avrebbero improvvisato. Ma a nessuna delle 36 teste pensanti è venuto in mente.
Il CdZ va a spanne.
Non si coordina con la Biblioteca e viceversa.
Sono separati in casa.
Deve decidere sul bar e non coinvolge la Biblioteca. E il risultato è l’elaborazione di linee guida fantasiose, spreco di tempo, indifferenza ai bisogni dell’utenza.
Noi non siamo contrari all’intitolazione dell’Auditorium a Stefano Cerri anzi vorremmo che fosse la più partecipata, coinvolgente e organizzata possibile.
Non vorremmo che si riduca a una comparsata del sindaco Pisapia e così via.
Stefano Cerri amava i Beatles e il jazz e allora intitoliamogli l’auditorium e organizziamo un concerto itinerante per le vie della Zona.
Abbiamo un altro suggerimento. Posto che è vero come è vero che Stefano Cerri è non molto conosciuto, ma molto ha dato alla musica, facciamo che quello che ha fatto sia conosciuto: dotiamo la biblioteca della discografia di Stefano Cerri; facciamo risuonare nell’auditorium la sua musica quando l’auditorium è aperto.

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20150127PRESSO L’ISTITUTO DI BIOMETRIA E STATISTICA MEDICA DELL’UNIVERSITA’ DI MILANO
VIA VANZETTI 5

ORE 17

presentazione del libro
FALSI DI STAMPA
che tratta 3 temi: l’Eternit, Telecon Serbia, la Stamina

IL LIBRO VERRA’ PRESENTATO DALL’AUTORE E DAL PRESIDENTE DI MEDICINA DEMOCRATICA PIERGIORGIO DUCA, DALL’AVVOCATO SERGIO BONETTO DEL FORO DI TORINO, DA UN MEDICO DEGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA.
(Via Vanzetti 5 si raggiunge da via Valvassori Peroni percorrendola fino alla fine per poi girare a destra. Entrate nel I° portone a destra, quindi nel cortile si intravede di fronte l’aula didattica dove si svolgerà la presentazione).

Per ulteriori informazioni: Fulvio Aurora (3392516050)

Alberto Gaino è un giornalista giudiziario già della Stampa.27 gennaio FALSI DI STAMPA di ALBERTO GAINO*

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L’ultimo consiglio di Zona aveva in discussione, tra gli altri, 2 temi che ci stanno particolarmente a cuore poiché riguardano la biblioteca e l’auditorium di via Valvassori Peroni.
Nel secondo caso si trattava di deliberare la proposta di intitolare la sala dell’auditorium a Stefano Cerri. Detta delibera era di indirizzo e non immediatamente esecutiva (il CdZ in materia non ha potere esecutivo). E stante a quanto ha affermato il presidente della commissione cultura non vi erano ostacoli da parte dell’assessore della Cultura di Milano e in senso favorevole si era espresso anche Franco Cerri (padre di Stefano) a quell’intitolazione.
Nelle dichiarazioni di voto il consigliere Ancona, Lega Nord, dopo avere premesso che, non aveva partecipato alla commissione proponente e quindi la proposta che stava avanzando era fuori tempo massimo l’ha formulata. E così è andato avanti intramezzando battute grevi. Il suo collega di partito, Rositano, recente transfuga dalle file dell’UdC, ha dato il meglio di sé quando ha ricordato che non è vero che si può intitolare un luogo pubblico a qualcuno solo dopo che sono passati 10 anni dalla sua morte. Lui è consigliere di zona da molti anni e almeno dal 2006 l’aula del consiglio è intitolata a Guido Galli morto, a suo dire, nel 2004.
IMG_8870wLe sue parole hanno insinuato un dubbio in alcuni giovani consiglieri del PD che andati a vedere la lapide sono tornati sbeffeggiandolo: la data del 2004 era riferita alla posa della lapide; Guido Galli era morto, a loro dire, per mano della Brigate Rosse. A ignoranza se ne è aggiunta altra. Ma tutto è passato in silenzio. Il ricordo che la morte di Guido Galli è stata per mano di alcuni appartenenti a Prima Linea era un esercizio di memoria storica troppo impegnativo per tutti!
Alla fine la delibera è passata.
E poi il vice presidente del Consiglio ha abbandonato l’aula, per fumare, e parimenti è stata seguita dalla segretaria amministrativa, che avrebbe dovuto verbalizzare la riunione, e parimenti è uscito l’impiegato amministrativo, addetto alla consolle e alla registrazione degli interventi.
“Presidente chiedo la sospensione dei lavori” ha esclamato l’attento Ancona: “tutto quanto viene detto deve essere verbalizzato e registrato” non ci sono gli amministrativi!
Il presidente accoglie: due minuti di sospensione. E nei due minuti di ricreazione Ancona e Rositano si sono esibiti nell’insultare, in parte ricambiati, un po’ di consiglieri.
Abbiamo dovuto subire questi spettacolini insieme a due cittadini interessati: una coppia di mezza età che era lì per conoscere il contenuto della proposta di delibera per l’assegnazione della gestione del bar della biblioteca.
Bypassato il secondo punto all’ordine del giorno: la maggioranza si era resa conto che la proposta di pedonalizzare corso Buenos Aires, la domenica, per le 24 domeniche dell’EXPO era poco articolata (vi sarà una riunione congiunta di ben 4 commissioni prima del prossimo CdZ3 dove comunque la stessa proposta verrà presentata), si è arrivati al 3 punto: quello della formulazione delle linee guida, elaborate dalla commissione cultura, per il locale bar della biblioteca.
Il presidente la commissione l’ha presentata sintetizzando alcuni criteri. In premessa ha affermato che il bar è chiuso perché il gestore che aveva vinto il concorso ha rimesso l’incarico avendo constatato che la possibilità di lavorare nei locali messi a disposizione non era profittevole. Poi, senza fare tesoro di quanto gli era stato detto dal vecchio gestore, ha innovato nella linea di indirizzo della delibera. Papale papale ha detto che per l’amministrazione la gestione dell’auditorium è molto onerosa per cui il gestore del bar dovrà farsi carico anche di alcuni aspetti di gestione dell’auditorium es.: apertura e chiusura dello stesso, accessione delle luci, ecc. Ma non solo. Il nuovo gestore dovrà anche essere capace di elaborare proposte culturali da proporre ai clienti/utenti della biblioteca e a tout le monde (pensava all’EXPO?); dovrà pubblicizzarle tramite un suo sito internet; dovrà farsi carico di rendere visibile anche sulla strada la presenza del bar. In cambio potrà fare un’offerta economica relativa al canone che intende pagare all’amministrazione comunale tenendo in debito conto che potrà sviluppare la sua offerta, fatte salve le esigenze della biblioteca, praticamente su tutti gli spazi che sono ricompresi all’interno del civico 56 di via Valvassori Peroni.
La signora interessata al bar è trasecolata. Probabilmente pensava alla gestione di un bar come ve ne sono nelle scuole superiori : utenza certa – orari certi – incassi certi; l’esaltante proposta prospettata da Papale (SEL) l’ha indotta a abbandonare l’aula non senza una piccola speranza data dal consigliere Viola (Fratelli d’Italia) che ha tentato di ridimensionare i funambolici sogni del collega Papale ricordandogli che la proposta di linee guida del bando gara per l’assegnazione del bar doveva essere incardinata su un rapporto contrattuale tra l’amministrazione e un soggetto economico e quanto esplicitato probabilmente non aveva alcun fondamento stante il fatto che per l’utilizzo degli spazi a verde della biblioteca,  probabilmente in carico dall’assessorato parchi e giardini, questi erano di competenza dell’assessore preposto; che la gestione degli spazi indicati come fruibili erano e sono regolamentati, ecc. ecc.
Il 29 gennaio il Cdz3 si riunirà con all’ordine del giorno ancora al fatidico n. 3 Linee guida per il bando “Locale bar presso l’auditorium di via Valvassori Peroni, 56”.
Gli utenti della biblioteca possono continuare a bersi il caffè dalla macchinetta, se c’è l’acqua; quelli del CAM e dell’auditorium possono fruire dell’acqua dei bagni anche se non è in brocca.
I 26 consiglieri presenti dopo avere preso il gettone, 1300 euro lordi, se saranno in eguale numero, ne prenderanno altrettanti così come sarà remunerato il personale amministrativo presente.
Alle cifre indicate bisogna aggiungere il compenso per i consiglieri che hanno partecipato alla commissione proponente e i costi di gestione della macchina amministrativa. Diciamo 4500/5000€ per una delibera di indirizzo che non approvata sino ad ora (e sono passati come minimo mesi e mesi) se vedrà la luce sarà poi tradotta in bando con i tempi tecnici che questo comporta.
Da come è stata formulata la proposta delle linee guida v’è da pensare che tra i soggetti che hanno varcato la soglia del numero 56 di via Valvassori Peroni l’unico a cui potrebbe interessare il bando, posto che le obiezioni del consigliere Viola siano smentite, è l’Arci Metromondo.

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20150120

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Escluso che si sia trattato di autocombustione chi più di tutti sa come siano andate le cose è il Consigliere di Zona 3 Gianluca Boari. Infatti il giorno prima dell’incendio su Facebook ha scritto “Accompagnato da un cittadino residente al Rubattino che mi ha segnalato una nuova area abusivamente occupata in Via Bistolfi 35 ho potuto verificare che parte della lamiera di metallo è stata rimossa. Al suo posto una lastra ondulata di quelle che si utilizzavano per i tetti è appoggiata dall’interno.
Quanti saranno gli abusivi qui!?”
Non ha dato i numeri ma ha “documentato” con una foto.
Boari
A causa dell’incendio Gianluca B. non ha potuto proseguire nelle sue indagini. I vigili del fuoco hanno dato risposta alla sua domanda: non hanno trovato nessuno.
Comunque Gianluca B. non è facile allo scoramento e durante l’ultimo CdZ3, giovedì u.s., ha, con una serie di perifrasi, portato all’attenzione del CdZ3 l’incendio e indicato negli abusivi (alias i Rom) gli esecutori.
Attendiamo il prossimo selfie.

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giorno-della-memoria-2015ARATA

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata ogni anno il 27 gennaio a ricordo delle vittime dell’Olocausto. Così ha stabilito la risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 durante la 42ª riunione plenaria.
La data ricorda un episodio della II° guerra mondiale.  Il 27 gennaio 1945, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino sferrata dalle truppe sovietiche dell’Armata Rossa queste arrivarono nei presso della città polacca di Auschwitz e scoprirono il campo di concentramento omonimo. Poterono solo liberare i pochi prigionieri superstiti: i tedeschi nella ritirata costrinsero i prigionieri ancora in grado di camminare a seguirli e a perire.

 

 


 

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