falzoneAuditorium
Via Valvassori Peroni, 56
ore 21.00

ingresso 12 euro; ingresso con Area M Card 6 euro)

La formazione – composta da Giovanni Falzone (tromba), Rudi Manzoli (sax tenore), Andrea Rotoli (chitarra), Danilo Gallo (contrabbasso) e Riccardo Tosi (batteria) – proporrà un concerto jazz ispirato e dedicato alle sonorità dixieland.

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Al civico 1 di corso Buenos Aires, progettato da Ferdinando Luraschi (1839 – 1900) e costruito in sei anni, dal 1881 al 1887, con la collaborazione del capomastro Angelo Galimberti, soprannominato il Barbarossa di Porta Venezia perché aveva abbattuto il Lazzaretto, vi è l’omonimo palazzo.

L’Ospedale Maggiore vendette il Lazzaretto al Banco di Credito Italiano per L. 1.803.690. (Il Banco operava in Lombardia dal 1876 e sarà chiuso durante la crisi del 1892, come molte altre banche). L’atto di vendita è del 9 luglio 1881. Il Banco di Credito Italiano creò ad hoc la Società Fondiaria italiana. Con la demolizione del  Lazzaretto iniziò la costruzione del nuovo quartiere.

PortoneL’ing. Luraschi, già amministratore del Lazzaretto per conto dell’Ospedale Maggiore, costruirà il suo palazzo in uno stile eclettico, lungo l’asse della via principale e ottenne di non sottostare alla servitù del Resegone. Ovvero alla regola che impediva nella parte settentrionale di Milano di costruire case di oltre tre piani per permettere la vista delle Prealpi e del “seghettato” monte Resegone a coloro che uscivano dalla città lungo corso Loreto, divenuto poi corso Buenos Aires.

Il palazzo oltre ad avere un portone in legno riccamente scolpito è caratterizzato da un cortile con portico ad archi sostenuti da colonne con capitelli (le colonne del demolito Lazzaretto)  presenta 12 medaglioni coi personaggi dei Promessi Sposi.

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Da febbraio a dicembre, in quattro spazi diversi della città, uno dei quali è lo spazio Tadini in via Jommelli 24, vi saranno 11 appuntamenti musicali tutti a ingresso libero.
Di seguito riportiamo il programma della XVII stagione di Musica/realtà organizzato dall’associazione gli amici di Musica/realtà, costituitasi nel 1998 attorno alla rivista di studi musicali Musica/Realtà, diretta da Luigi Pestalozza, persegue l’obiettivo di offrire fare conoscere la musica contemporanea nei suoi diversi generi musicali attento alle musiche anche extraeuropea.

24 febbraio alla Palazzina Liberty, ore 21 l’Orchestra Cantelli, diretta da Andrea Pestalozza, eseguirà musiche di Dvorak e Luigi Nono con il soprano Joo Cho e la voce recitante di Anna Clementi.
12 marzo Auditorium Di Vittorio, ore 20.30 spettacolo Guerra e Pane, dell’Accademia dei Folli, sul cibo e la sua assenza durante la Grande Guerra.
28 marzo Spazio Tadini, ore 18 il duo pianistico di Barbara Biondi e Sonia Briant eseguirà un repertorio di grandi compositori del ‘900.
16 aprile
Auditorium Di Vittorio, ore 20.30 spettacolo Musica e storiacon il pianista Alfonso Alberti e li studioso Paolo Bolpagni.
18 aprile Spazio Tadini, ore 18. E’ in programma Il nazismo uccide la musica di Ervin Schulhoff, con brani eseguiti dal pianista Orazio Sciortino e l’intervento di Maurizio Disoteo, autore del libro Musica e nazismo.
11 giugno
Auditorium Di Vittorio, ore 21. E’ in programma Cina, musica oggi. L’ Icarus Ensemble diretto da Marco Pedrazzini eseguirà brani di compositori del paese di mezzo. 24 settembre Auditorium Di Vittorio, ore 21 si terrà Le porte aperte. Musica senza confini, due arpe e tre strumenti con l’arpista Roberta Pestalozza.
8 ottobre Palazzina Liberty, ore 21 Brasile, musica oggi. L’Icarus Ensemble diretto da Marco Pedrazzini eseguirà brani di compositori brasiliani.
12 novembre Auditorium Di Vittorio, ore 21. “La pittura dipinge la musica” vede protagonisti il pittore Gabriele Amadori e le musiche di Gabriele Cosmi.
28 novembre Spazio Tadini, ore 18 si terrà lo spettacolo Nuovo cantare tra XIX e XX secolo con il soprano Joo Cho e il pianista Marino Nahon.
11 dicembre
Sala Puccini del Conservatorio, alle 18.00 e alle 21.00). Elettroacustica oltre, un dibattito con esecuzioni cui partecipano alcuni compositori con pezzi composti per l’occasione.

Il programma potrebbe subire variazioni per maggiori informazioni: Associazione “gli amici di Musica/Realtà”, tel. 02.76013204 oppure musica realtà@libero.it.

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20150223Lunedì 23 febbraio Arianna Szörényi sarà presente presso la biblioteca Valvassori Peroni 56, alle diciotto, per continuare a dare testimonianza del dovere morale che la sospinge a parlare della sua esperienza di deportata, ancora bambina, nel lager di Bergen-Belsen.
Incontrerà il Gruppo di Lettura e gli utenti della biblioteca.
Su quanto ha vissuto intorno a 70 anni fa ha raccontato nel suo libro Una bambina ad Auschwitz.
“… Per chi fosse interessato a reperire il volume, vi informo che è stato pubblicato dall’editore Mursia nel 2014 e che al momento non si trova nelle biblioteche civiche.” Così la email di Marina del GdL.
Quest’ultima informazione disperante ci ha indotti a fare una mini ricerca su internet.
Abbiamo allargato la ricerca anche al Polo Regionale Lombardo. Immesso il nome dell’autrice la ricerca è risultata infruttuosa; immesso il titolo del libro è risultato che, tramite il prestito interbibliotecario, ha Milano è disponibile solo presso la Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea. (Un altro volume è presente e, per ora disponibile, presso la Biblioteca Nazionale Braidense

Szörenyi, Arianna
Milano : Mursia, 2014
Collocazione: NBT.2014. C.0 1193
Monografia – Testo a stampa [LO11509435])

Incuriositi siamo andati a consultare il sito della Fondazione e la sua biblioteca.
Girellando tra le pagine siamo stati attratti dal link Libri doppi / Surplus books.
Abbiamo così appreso che “La Biblioteca della Fondazione CDEC dispone di una serie di opere doppie che scambia o cede, dietro libera offerta. Attualmente sono disponibili 2343 libri sulla storia e la cultura ebraica, italiane e straniere, recenti e meno recenti. Per consultare l’elenco completo dei nostri libri doppi, clicca qui” .
Inutile dire che lo abbiamo fatto.
E poi non sapendo cosa trovare abbiamo premuto il comando Invia per visionare tutti i libri.
La videata finale portava in elenco i seguenti libri

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La polveriera di Lambrate

Ambrogio Fermini, (Cernusco Sul Naviglio 1811 – Milano 1883) La polveriera di Lambrate – olio su tela (cm 76,5×41,5) Firmato in basso al centro Bibliografia: E.Sioli – Legnani “Poesia di Milano” Milano 1940, opera riprodotta a pag.109

Costruita intorno al 1550 si trovava dove oggi v’è l’ex orfanatrofio dei Martinitt, in via Pitteri 56. Sfruttando l’acqua del Lambro delle enormi ruote venivano usate per ridurre in polvere salnitro zolfo e carbonella per poi produrre polvere da sparo, ad uso delle piazzaforti dei dominatori spagnoli. Quantunque fosse distante da luoghi abitati, per via della pericolosità della lavorazione, la polveriera fu teatro di numerosi episodi di incendi e scoppi il più grave dei quali causò 14 morti, il 24 ottobre 1625. Gli abitanti di Lambrate oltre ad essere vittime trassero profitto dalla vicinanza della Polveriera perché molto spesso venivano ingaggiati per trasportare le polveri nelle varie piazzaforti. La polveriera fu attiva anche dopo la dominazione spagnola, sino alla fine del ‘700 sotto gli austriaci. Dopo la parentesi napoleonica, l’edificio, ritornati gli austriaci, rimase funzionante come deposito di polveri fino al 28 marzo 1853. A quella data gli austriaci trasferirono la produzione delle polveri da sparo a Verona. Inutilizzata, sopravvisse, sino ai primi decenni del secolo successivo. Fu demolita nel 1928 a seguito della costruzione della nuova sede dei Martinitt (1928-1932), istituzione fondata nel XVI secolo da Girolamo Emiliani, su progetto degli ingegneri Emilio Prandoni e Giovanni Masera  e dell’architetto Augusto Alpago.
Sul fronte di Via Pitteri la sede, costruita in più riprese, era composta da un edificio centrale di  rappresentanza, da una chiesa e da una sala riunioni dedicata ai  benefattori, mentre sul retro da quattro padiglioni che ospitavano le  aule scolastiche, i refettori, i dormitori e altri servizi. Tutti gli  edifici, collegati tra loro da porticati, erano disposti attorno a una  corte centrale coperta da un giardino con alberi secolari. La  struttura, occupata prima dai tedeschi e dopo dagli inglesi, e in parte  colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, venne  restaurata dopo la guerra con l’aggiunta di una palestra” e di un fabbricato che era stato affittato dal Comune di Milano per porvi la sede del Liceo Linguistico Manzoni. Sede lasciata nel 2011.

La polveriera di Lambrate 1835

Ambrogio Fermini, (Cernusco Sul Naviglio 1811, Milano 1883) La polveriera di Lambrate 1835, olio su tela (cm 42.3×32.5) Firmato e datato in basso a destra Bibliografia: E.Sioli – Legnani “Poesia di Milano” Milano 1940, opera riprodotta a pag.111

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Non si può dire che per Massimo Rositano il 2015 sia cominciato malissimo grazie anche al fatto che i politici sono più tolleranti nei confronti di loro sodali che non le persone comuni.
Novello transfuga dall’UDC e approdato nelle fila della Lega Nord da un paio di mesi, Massimo Rositano, a inizio febbraio 2015, ha ricevuto solo una mozione di censura dal Consiglio di Zona 3.
Peggio gli era andata nel 2014 quando ha dovuto dimettersi da vice presidente della Società Cooperativa Edificatrice Dipendenti ATM “cui ha fatto seguito il provvedimento di esclusione dello stesso da socio della Cooperativa assunto dal Consiglio alla luce della gravi condotte, che sono emerse dopo le sue dimissioni” con ” definitiva perdita della qualità e del diritto di socio e relativo rilascio alloggio entro il 31 marzo 2014…”

Con delibera n 14 il CdZ3 ha votato con 22 voti favorevoli su 22 presenti (Antola Caterina – Basciano Carla. – Bedori Patrizia – Benvenuto Concetta – Casati  Vincenzo  – Cati  Sergio – Filice  C. Paola – Fiorini Filippo – Leonardi Daniele – Loi Martina – Mariani Gabriele – Morosi Silvia – Mussi Irven –  Muzio Adalberto – Naso Alessandra – Papale Alessandro – Roseo Giuseppina – Rossin Sara – Rovelli Pierangelo –  Sacerdoti Michele  – Scarinzi  Massimo – Renato Sacrestani) la Mozione di censura nei confronti del consigliere Massimiliano Rositano della Lega Nord

Premesso che
il rispetto delle parti politiche, dei consiglieri e delle istituzioni, pur nella diversità delle opinioni, è la base del confronto democratico

Considerato che
nel corso delle ultime sedute del Consiglio di Zona 3 il consigliere Rositano ha tenuto un comportamento scorretto con continue interruzioni degli interventi degli altri consiglieri che avevano la parola,
ha ripetutamente insultato consiglieri di altri gruppi, dando per esempio dell’imbecille ad alta voce al consigliere Cati,
tiene un atteggiamento irrispettoso nei confronti del Presidente e dei colleghi,
ha più volte attaccato verbalmente la consigliera Roseo accusandola direttamente per le opinioni religiose diverse dalle sue,
si è espresso nei confronti di consiglieri con espressioni del tipo dovreste vergognarvi nei confronti dei vostri figli, sempre a proposito delle opinioni religiose espresse dagli stessi consiglieri, in palese contrasto con l’art.3 della Costituzione,
insulta costantemente anche in modo subdolo e molesto la consigliera Bedori, con insulti vergognosi
di fatto ostacola i lavori del consiglio con arroganza e violenza verbale
che per questi motivi il Presidente Renato Sacristani lo ha più volte ripreso nel passato ricorrendo anche alla richiesta di espulsione
che nella commissione congiunta del 27 gennaio ha insultato con l’epiteto “cretino”  diversi consiglieri della maggioranza, tra cui il consigliere Rovelli
Sottolineato che
il consigliere  Rositano  non è  nuovo a dette  intemperanze,  avendo  messo  in atto reiteratamente comportamenti analoghi a quelli descritti nel corso di tutta la Consigliatura
Il Consiglio di Zona 3
condanna con forza e censura il comportamento del consigliere Rositano
invita il Partito della Lega Nord, in cui egli milita a prendere netta distanza dal suo comportamento.

Milano, 5 febbraio 2015

Seguono 18 firme!delibera-14

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La maggioranza del CdZ3 ci riprova e chiede al sindaco Pisapia e alla giunta di chiudere corso Buenos Aires la domenica ai mezzi motorizzati.

Premesso che il CDZ3 non può disporre la chiusura al traffico delle vie della Zona ma può chiedere che ciò venga fatto da chi ne ha facoltà: il sindaco e la giunta.
Premesso che nel 2012 il CdZ3 ha formulato la richiesta di chiudere al traffico corso Buenos Aires una domenica al mese per poi passare a tutte le domeniche del mese.
Constatato che il sindaco e la giunta non hanno recepita questa richiesta. A tre anni di distanza il CdZ3 ha pensato di riformularla.
Ha rispolverato la vecchia richiesta; ha rimproverare il sindaco e la giunta perché non avevano ottemperato al suo desiderata; ha articolato la nuova richiesta in più punti:
– da qui a maggio: chiusura una domenica al mese di corso Buenos Aires;
– da maggio a ottobre, per via dell’EXPO, le domeniche di chiusura dovrebbero aumentare di frequenza sino a divenire “chiusura ogni domenica” in prossimità della chiusura dell’EXPO.
Nel recriminare sul passato il CdZ3 non ha esitato a coprirsi di ridicolo argomentando che le poche volte in cui il Corso è stato chiuso al traffico, negli anni recenti, “non risulta vi siano stati particolari disagi per i cittadini residenti nella zona” riducendo corso Buenos Aires a una via di interesse zonale!
E interrogatosi sull’esito delle chiusure passate ha addossato al sindaco e alla giunta il loro risibile successo dicendo che ciò è dipeso dal fatto che sono state intralciate da una poco tempestiva ordinanza di chiusura al traffico.

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Corso Buenos Aires la domenica quando è stato organizzato il Miglio delle culture

E, dopo avere sostenuto che il corso, in occasione dell’EXPO, doveva essere chiuso tutte le domeniche avendo ricevuto forti critiche da parti di alcuni, nella stesura della delibera, ha apparentemente mitigato le sue pretese.
Invero l’EXPO è il cavallo di Troia, l’obiettivo è la chiusura al traffico di veicoli a motore del Corso tutte le domeniche; la tecnica per raggiungere l’obiettivo è quella dell’escalation (1): aumento graduale delle domeniche del mese in cui il Corso deve rimanere chiuso sino al conseguimento dell’obiettivo: chiusura del corso tutte le domeniche.
Siamo curiosi di sapere come andrà a finire. Di certo la maggioranza del CdZ3 si è mostrata recidiva e priva di tatto: ad essa sono da ascrivere la buona idea (2) al sindaco e alla giunta la non volontà di darle forma.

(1) La prima volta che la parola escalation divenne di senso comune fu quando gli americani si sostituirono al governo fantoccio del Vietnam del Sud e incominciarono a combattere in prima persona il Vietnam del Nord (comunista). Quella volta i campioni della democrazia (americani)furono sconfitti e buttati a mare.
Chi in questa storia minore  sia il campioni della democrazia lo sapremo solo vivendo. Questa volta sindaco e giunta da una parte e maggioranza del CdZ3 dall’altra sono entrambi espressione di forze di sinistra. Chi butterà a mare chi la maggioranza del CDZ3 pensa di saperlo, considerato che pur non avendo i mezzi ha “riacceso la miccia”.

(2) Il testo della delibera n. 11 2015 del CdZ3 dice:
Oggetto: Chiusura al traffico domenicale di Corso Buenos Aires

Premesso che
Il Consiglio di Zona 3, con propria deliberazione n. 6 del 2/ 2/ 2012 sulla chiusura al traffico di Corso Buenos Aires, chiedeva che, dopo un periodo sperimentale con una chiusura ai veicoli a motore una domenica al mese, si passasse alla chiusura in tutte le domeniche;
la deliberazione del Consiglio di Zona 3 è stata sostanzialmente disattesa in quanto le ordinanze di chiusura al traffico, la cui stesura non è materia di questo Consiglio di Zona, hanno riguardato solo le poche domeniche in cui sono stati organizzati degli eventi, tra cui il Miglio di Sport e il Miglio delle Culture organizzati direttamente dal Consiglio di Zona 3;
Considerato che
nelle domeniche in cui il corso è stato chiuso al traffico non risulta vi siano stati particolari disagi per i cittadini residenti nella zona;
in occasione delle chiusure al traffico del Corso la firma della relativa ordinanza è pervenuta solo a ridosso degli eventi, generando con ciò notevoli difficoltà per una corretta organizzazione degli eventi stessi;
Il Consiglio di Zona 3 chiede al Sindaco e alla sua Giunta
• di procedere fin da subito ad attuare, attraverso opportuna ordinanza, la sperimentazione richiesta di chiusura del Corso una domenica al mese di cui alla deliberazione n. 6 del 2/ 2/ 2012, indicativamente a periodicità fissa (ad esempio ogni seconda domenica del mese) quindi indipendentemente dall’organizzazione di eventi;
• di emettere un’ulteriore ordinanza che, a iniziare da maggio, in concomitanza con l’apertura di EXPO 2015, disponga l’incremento del numero di domeniche di chiusura al traffico di Corso Buenos Aires, indipendentemente dall’ organizzazione di eventi, mantenendo come obiettivo la chiusura ogni domenica e proponendosi di raggiungerlo entro la fine di EXPO 2015;
• di farsi carico dei costi della vigilanza qualora non vi siano eventi e addebitandolo agli organizzatori privati negli altri casi;
• di rinnovare l’inclusione della parte commerciale e espositiva degli eventi domenicali sul corso, nel caso di eventi di interesse civico, con l’applicazione del coefficiente 0,5 per il calcolo del Cosap.
IL PRESIDENTE

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