Tra queste mozioni ve ne sono alcune degne di nota. Ma quella che ci ha suscita particolare interesse è relativa al “Sotto Pazzo” di via Palmanova 152. Perché l’affrescatura delle pareti di quel sottopasso fu voluta e finanziata dal Municipio 3. Con enfasi fu detto che si trattava dell’inaugurazione del sottopasso quando il manufatto esisteva da decine di anni. Avrebbe dovuto partecipare il Sindaco che non si fece vedere. Parteciparono consiglieri e Presidente della Maggioranza del Municipio 3, (VD. A proposito dell’inaugurazione del sottopasso delle meraviglie). E a distanza di 4 anni e mezzo il poco che è stato fatto anche se aveva dei limiti evidenti,  non è più ascrivibile a una qualsiasi opera di “riqualificazione” urbanistica vuoi che la si chiami “arredo tattico” o in altri modi altisonanti e strampalati, ma effimeri.
E così un consigliere di opposizione ha sollevato la questione perché la vecchia maggioranza e l’attuale, alla cui guida è la stessa presidente di Municipio, Caterina Antola della questione si sono disinteressati. Tra i tanti esempi ne indichiamo uno.

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Una volta c’erano i Madonnari, con i loro gessetti coloravano i marciapiedi.
Oggi se ne vedono pochi e invece dei gessetti colorati c’è chi dipinge su carta e poi incolla le sue opere sul muro.
Stamane in via Pascal dopo il numero 36, mentre andavo al mercato di via Valvassori Peroni, su un muro grigio mi sono imbattuto in due opere.

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Se fosse stato convocato per il 1° di aprile avremmo detto che l’ordine del giorno del Consiglio di Municipio 3 era il classico pesce. Invece no. In 2 ora e 30 minuti i consiglieri eletti del Municipio 3 ascolteranno:

E a seguire potranno:
– sentire e votare le 18 mozioni presentate dal consigliere Cagnolati;
– sentire e votare 3 mozioni presentate dalla consigliera Marelli;
– sentire e votare le 19 mozioni presentate dal consigliere Ferrarese tra le quali spicca la 28 “Riqualificazione sottopazzo” e anche le sue 9 interrogazioni tra le quali non poteva mancare la 41  “Condizione sottopazzo
– sentire e votare 3 mozioni del consigliere Santoro.

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P.S.
Al presidente del Consiglio di Municipio 3 Silvia Pettinicchio questo scritto non piace ed essendo amministratrice su facebook del sito Happy Feltre ha pensato bene di non pubblicarlo.

Il Consigliere Mattia Ferrarese sul sito facebook Residenti via Morgagni  ci ha informato che:
L’Odg é oggi stato aggiornato e i punti attuali ora sono 90 (Novanta) tra cui ulteriori 29 interrogazioni presentate dal primo firmatario.
Tale aggiornamento è stato fatto ad uso e consumo dei consiglieri del Municipio perché nuovi punti il cittadino comune non sa quali siano.
Alla faccia della trasparenza e della corretta informazione.
Il sottopazzo è all’altezza di via Palmanova 152.
In origine si presentava così*
ora è ricoperto da tag e scritte inadeguate.

Purtroppo non ci sarà nessun Guinness, alle 21, max 21:30 i Consigli vengono chiusi per mancanza di personale presso il Municipio: lamentiamo sin dalle prime sedute questa ambiguità e speriamo venga risolta quanto prima, per rispondere ai cittadini ancor prima che alle nostre istanze!
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Il Murales è stato inaugurato mercoledì 18 ottobre 2017 alle 18.00, alla presenza (così diceva una locandina del Municipio 3), del Sindaco Beppe Sala e della Presidente del Municipio 3 Caterina Antola.

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In data 19 ottobre 22017 abbiamo scritto un articolo a proposito dell’inaugurazione del sottopasso delle meraviglie

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Oggi è il primo giorno di primavera ma è anche la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Istituita nel 1996 dalla rete di associazioni antimafia Libera, si celebra proprio in questo giorno perché la primavera simboleggia sia la rinascita e la vita“, sia l’inizio di un percorso di impegno e di speranza di “lungo periodo”
Ad oggi (dal 1861) le vittime innocenti che sono morte per mano mafiosa in Italia hanno superato le 1000 unità (più precisamente 1006 persone), di queste 119 donne e 122 bambini e più della metà ancora non hanno ricevuto giustizia.

Fino a domani 22 marzo, davanti a palazzo Reale, si trova l’installazione Quattro Savona Quindici. Che era il codice che apparteneva alla Croma blindata su cui viaggiavano gli uomini della scorta del giudice Giovanni Falcone: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, morti nella Strage di Capaci, di cui ricorre quest’anno il trentesimo anniversario.

Foto di Andrea Cherchi e di Letizia dell’Associazione ViviAdriano

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In piena estate avevamo letto la notizia, sul sito facebook: Happy Feltre, amministrato dalla presidente del Consiglio di Municipio 3, che la parrocchia di San Ignazio di Lojola, aveva provvisto di cancellata gli androni della chiesa. Sulle pagina Facebook ne nacque una accesa discussione. (Vd.)
Stamane accidentalmente ci siamo trovati sul sagrato della chiesa e abbiamo visto la cancellata. Ma siamo rimasti incuriositi da degli insoliti lavori che a fianco della chiesa due fabbri stavano svolgendo.

Ancora in vita Don Luigi, poiché a suo parere  la proprietà della chiesa era limitata, inglobò un po’ di terreno pubblico costruendo un muretto e issandovi sopra una cancellata.
Tale opera era abusiva ma è divenuta proprietà della chiesa per usucapione.
Probabilmente memore di tale esempio l’attuale prevosto ha proceduto in questi giorni ad allargare la proprietà della chiesa ergendo una nuova cancellata partendo da dove don Luigi non aveva osato.

La presidente del Consiglio di Muncipio 3, Silvia Pettinicchio,  eletta nella lista  Europa Verde Sala Sindaco non ha niente da dire?

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Dal Il Fatto Quotidiano 11 Feb 2022
di GIANNI BARBACETTO

Oggi, venerdì 11 febbraio, comincia a Milano la raccolta di firme per ottenere il referendum cittadino per salvare San Siro. A partire dalle 11 del mattino, i cittadini potranno firmare in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino. Il quesito abrogativo chiede sia annullata la delibera comunale che il 5 novembre 2021 ha concesso un (inesistente) “interesse pubblico” al progetto immobiliare degli attuali proprietari di Milan e Inter – un fondo Usa e una società cinese – che vogliono abbattere il Meazza per poter costruire sull’area nuovi grattacieli per uffici e centri commerciali, in modo da risanare i bilanci con una bella speculazione edilizia e poi vendere le squadre. Le firme da raccogliere per il referendum, per ora, sono mille, entro 120 giorni dalla delibera da annullare, dunque entro il 5 marzo. I tempi sono stretti, ma i promotori sperano di farcela anche grazie al voto online (su https://referendumxsansiro.it/firma). Intanto le due squadre si sono costituite in giudizio davanti al Tar, contro il ricorso che i comitati hanno presentato – parallelamente al referendum – per annullare la delibera sul “pubblico interesse”. Quiz: indovinate chi è l’avvocato che assiste i due club davanti al Tribunale amministrativo regionale?
Quella Ada Lucia De Cesaris che era vicesindaco e assessore all’urbanistica quando i suoi uffici trasformarono magicamente l’area di San Siro da “servizio sportivo” ad area edificabile.
Oggi è diventata avvocato d’affari e punto di riferimento politico a Milano di Matteo Renzi.
E IL SINDACO? È sempre più l’ombra di se stesso. Riempie una pagina del Corriere con banalità politiche nazionali, visto che quando non gioca a curling si annoia da morire con le vicende cittadine. Su San Siro continua a fare il fenomeno. Accetta come normali cose che noi umani non avevamo mai visto. Lo fa notare il sindaco-ombra, Luigi Corbani, a cui rubiamo le parole: voi avete mai visto un affittuario dire al suo padrone di casa di abbattere la casa in cui è ospite, perché la considera vecchia e inadeguata, e di costruirgliene una nuova, lì accanto, ma su terreni non suoi bensì del proprietario? Così stanno facendo Milan e Inter. Dicono a Sala: butta giù il Meazza, che non ci basta più, e dacci risorse (sotto forma di permessi a costruire) per farci uno stadio nuovo. Non su terreni nostri, eh, ma comunali. Però il bello arriva adesso: il padrone di casa – invece di fare un sorrisino di compatimento per le pretese assurde del suo esuberante inquilino e dirgli che se vuole una casa nuova se la può costruire con i suoi soldi e sui suoi terreni – lo asseconda. Gli dice che sì, la casa vecchia (che pure ha superato ogni controllo ed è pronta per le Olimpiadi del 2026) è proprio da abbattere, anche se è diventata un’icona della città. E che è pronto a far costruire la casa nuova con i suoi soldi e sui suoi terreni per poi offrirla all’inquilino. E l’affitto? Sarà molto più basso di quello della casa vecchia. Non è meraviglioso? È il sogno di ogni inquilino. Ed è quello che sta succedendo a Milano.
Per una volta, il regista dell’operazione, il presidente del Milan, Paolo Scaroni, manda avanti l’amministratore delegato, Ivan Gazidis. Che dichiara: “Il nuovo stadio è necessario” (certo: al fondo Elliott che vuole mettere al più presto in sesto i conti del club per poi venderlo). “Costruire un nuovo stadio verde e sostenibile è fondamentale” (portando nell’area nuovo cemento, nuovi uffici, nuovi spazi commerciali, riducendo il verde dai 5,5 ettari attuali ai 2,6 del nuovo progetto). “Ci abbiamo impiegato tre anni per progettare lo stadio e finalmente abbiamo ottenuto l’approvazione” (di un progetto mai visto, solo un render molto fantasy per gli allocchi). “Sarà totalmente privato!” (gran finale, oltre il sogno di ogni inquilino: il padrone di casa mi costruisce una casa nuova e questa, oplà, diventa “totalmente” mia).

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Gianni Morandi andava a 100 all’ora, l’altro ieri il vento era meno veloce: 90 all’ora. Ma gli alberi non sono riusciti a evitarlo e si sono schiantati al suolo. Eccone alcuni al parco  Lambro

Ma a tutto c’è un rimedio. Basta guardare l’ultima foto di questa galleria: sono stati piantati 2 anni orsono, avrebbero dovuto crescere. Fanno parte dei 3 milioni di alberi che entro il 2030 la città metropolitana di Milano avrà piantumati grazie al progetto Forestami e all’idea di creare un fondo denominato Riforestami che raccoglie fondi per raggiungere l’obbiettivo.

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