20160528 Milano in comune

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Microsoft Word - locandina famiglie allargate e ristrette _2015

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15 annigSTAGIONE DELLA SCIENZA 2016

Auditorium Stefano Cerri
via Valvassori Peroni 56
ore 21.oo

Ingresso gratuito

Conferenza di
Piermario Ardizio
 Esperto di astronautica

 

Piermario Ardizio parlerà delle ricadute tecnologiche e delle scoperte scientifiche ottenute grazie alla ricerca d’avanguardia condotta in orbita, per migliorare la qualità della nostra vita di tutti i giorni.

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Diversamente dal passato, quando all’interno della INNSE i lavoratori hanno sempre reso omaggio alla memoria dei 15 lavoratori dell’Innocenti deportati nel marzo del 1943 (12 morirono nei campi di sterminio nazisti) il Gruppo Camozzi ha assunto un atteggiamento “rigido” nei confronti dell’ANPI che voleva onorarne in fabbrica la memoria.
Ma poi si è ricreduta e ha consentito la commemorazione.
Sulla questione la FIOM CGIL ha emesso un comunicato
20160418
Di seguito una ricostruzione dei fatti

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Giuseppe Sala incontra i cittadini

Nello scorrere i nomi che di sicuro saranno nella lista di Giuseppe Sala, candidato sindaco di Milano, la domanda sembra legittima. Considerato che Parisi ha presentato tutti i suoi candidati e Renzi e Pisapia hanno fatto dichiarazioni …

Nella lista vi sono 4 ex assessori. Il primo è Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali. Colui che durante le primarie del PD aveva legittimamente declinate le sirene del vice sindaco Francesca Balzani (candidata appoggiata da Pisapia) e aveva mantenuta la sua candidatura.
Arrivato terzo, dopo la Balzani, (insieme avrebbero sconfitto Giuseppe Sala voluto da Renzi) per coerenza (non certo per disciplina di partito essendo Sala un manager), si è messo al servizio del vincitore delle primarie, conservando, in caso della di lui vittoria, la poltrona. (La Balzani fatta di tutt’altra pasta probabilmente lo avrebbe escluso).
Ricordare questa storiella può essere utile quando nel dopo elezioni, se il PD perderà, qualcuno tra le sue fila si consolerà imputando a Movimento5 Stelle e alla lista di Basilio Rizzo la sconfitta.
Invero questo giochino, vecchio come il mondo, lo ha già fatto Giuliano Pisapia che, più realista del re*, pur non essendo mai stato un duro e un puro, come credeva la Moratti, uscito sconfitto nelle primarie del PD, si è subito allineato e, guardato avanti, ha indicato Basilio Rizzo (reo di essersi candidato a Sindaco dopo avere lavorato con lui) come colui che farà perdere la sinistra vera, quella che ha buttato alle ortiche la sua storia e ha come capofila il primo-ministro**.
Pisapia per farci capire di che pasta è fatto ha detto: “Quando sento che Renzi è uguale a Berlusconi io mi ribello”.
Di una cosa siamo certi la sua ribellione non è quella di chi cantava:

Seguono nella lista di Sala altri ex assessori amanti della politica poltrosa: Carmela Rozza (Lavori pubblici), Pierfrancesco Maran (Mobilità) e Marco Granelli (Sicurezza).
Oltre ai quattro moschettieri della giunta Pisapia, che da arancioni sono diventati … a proposito qual’è il colore di Sala?, vi sono i consiglieri uscenti:
5) Lamberto Bertolè, attuale capogruppo del Pd;
6
) David Gentili, attuale Presidente della Commissione antimafia del Consiglio comunale di Milano;
7) Maria Rosaria Iardino, divenuta consigliere comunale a Arese dal maggio a settembre 2013. Dall’ottobre 2013 consigliere a Milano;
8) Paola Bocci, attuale Presidente della Commissione Cultura Moda e Design
9) Elena Buscemi, consigliere comunale;
Questi candidati erano tutti in quota PD come sostenitori della lista Pisapia e per loro vige il detto: questo o quello per me pari son; dopo tutto Pisapia non era un politico di professione e per loro servire Pisapia o Sala non cambia nulla.
Aspettiamo di conoscere quali altri Ex verranno ricandidati in quota ai partiti che formavano la lista Pisapia si che Sala sia meno indigesto agli arancioni.

Ma l’elenco degli ex non finisce qui. Vi sono anche:
10) Milly Moratti, ex consigliere comunale (con propria formazione politica), moglie dell’ex presidente dell’Inter Massimo, inserita in lista anche se di altri meriti è difficile ascrivergliene;
11) Roberto Caputo, ex consigliere provinciale PD; ex candidato sindaco alle primarie del PD (si era candidato un anno prima che si svolgessero e ora è in lista nonostante un anno fa abbia vaticinato “… io non ritengo che Sala possa rappresentare una coalizione di centrosinistra”).
12) Bruno Ceccarelli, ex consigliere provinciale; attuale portavoce della segreteria Regionale del PD; componente del Cda di Coop Lombardia e del Cda di Cap Holding; componente della Direzione Regionale della Lega delle Cooperative della Lombardia.

Oltre ai politici per hobby o professione vi sono i membri della così detta società civile:
Daniele Nahum, vicepresidente della comunità ebraica e responsabile cultura del Pd Milanese;
e la voce delle comunità straniere:
Ismail Maryan, somala, rifugiata politica da 36 anni.
Sumaya Abdel Qader, sociologa. Fa parte del coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Monza.

Gli altri candidati saranno presentati il 5 maggio (ogni riferimento al Manzoni è da ritenersi fuori luogo) e poi, forse, andremo dal Divino Otelma (per l’anagrafe Amleto) così che non dovremo aspettare il 5 giugno per sapere chi vincerà.
_______________

* Durante la visita a Teheran (12 aprile u.s.), a chi gli domandava se non avesse dubbi sulla candidatura di Giuseppe Sala a Milano, il premier e segretario del Pd Matteo Renzi pare abbia risposto così: «Non l’ho scelto io, ma Maurizio Martina (ministro alle Politiche Agricole)».
** Daria Colombo, meno politicamente armata, che guida la lista a sostegno della lista di Sala è di parere diverso. In fase di presentazione della lista Arancione, lei che era stata un esponente del movimento viola (ed è ancora moglie di Roberto Vecchioni), ha detto: “Sala vincerà le elezioni soprattutto grazie a noi”.

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25 aprile CAMPO DELLA GLORIA

Nel campo n. 64 del Cimitero Maggiore, conosciuto come Campo della Gloria, sono sepolti molti dei partigiani e dei militari caduti, a Milano o di Milano, durante la guerra di Liberazione.
Le tombe sono allineate una di seguito all’altra e recano sulla lapide: il nome, la fotografia e la data della morte del caduto.

Di seguito riportiamo le tombe di coloro che, qui sepolti, abitavano o morirono nella nostra zona, per la libertà di noi tutti.


P. S. Per vedere l’immagine più in grande posizionate il cursore sulla stessa e cliccate.

anpi-fiore-partigianowQuest’anno, per la prima volta, alle 10,45 vi sarà un ritrovo al Campo della Gloria organizzato da ANPI Zona 8 e Radio Popolare. Tale raduno è anche in risposta a quanto è accaduto l’anno passato al Cimitero dove v’è stato un raduno di neofasciti (Casapound e Lealtà e Azione) che hanno commemorato la sconfitta, al campo 10, dei repubblichini e militari dell’esercito di occupazione nazista li sepolti.
Secondo l’Osservatorio democratico sulle nuove destre: “Sembrerebbe che la performance dei neofascisti di Lealtà azione sia destinata a ripetersi, nell’assoluto silenzio delle autorità, dell’amministrazione comunale e dell’assessore competente, Franco D’Alfonso, nipote di Franco Maria Servello (il federale missino ai tempi di San Babila) e primo sponsor dell’iscrizione del suo nome al Famedio. Grazie a lui ormai i cimiteri a Milano sono divenuti tra i luoghi privilegiati delle manifestazioni apologetiche del fascismo. Da parte nostra – spiega l’Osservatorio – documenteremo tutto quanto accadrà riservandoci di inoltrare con esposti all’autorità giudiziaria gli estremi riguardo le violazioni di legge”.

 

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Attilio e Lodovico Camozzi il 12 agosto 2012 dopo la firma in Prefettura che prevede l’acquisto della INNSE da parte della Camozzi Holding Spa. (Foto Bonfanti)

Il 18 gennaio u.s. Lodovico Camozzi* ha dichiarato lo stato di crisi aziendale e la messa in cassa integrazione straordinaria di 36 dipendenti, precisando che non verranno fatti licenziamenti ma verranno usati tutti gli ammortizzatori sociali che la legge consente.
Secondo le dichiarazioni riportare dalla stampa Lodovico Camozzi ha sostenuto che tale provvedimento era la conseguenza del fatto che all’azienda veniva impedito di realizzare il piano di investimenti da 8 milioni che aveva preventivato perché: i lavoratori fanno ostruzionismo.
Più recentemente, diversamente dal passato, la Camozzi ha assunto un atteggiamento “rigido” nei confronti dell’ANPI che voleva onorare in fabbrica la memoria dei 15 lavoratori dell’Innocenti deportati nel marzo del 1944 (12 morirono nei campi di sterminio nazisti) salvo poi ricredersene e consentire la commemorazione.

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Ingresso della INSEE in via Rubattino 81

Ma partiamo dall’inizio della storia
Nell’agosto del 2009 Attilio Camozzi** padre di Lodovico, concluse in Prefettura l’accordo di acquisto sia dell’attività produttiva della INNSE con i macchinari che vi erano (compresi i 7 che l’allora proprietario, Silvano Genta, aveva tentato di fare fuoriuscire dall’azienda) sia della proprietà dei terreni su cui l’INNSE insisteva, di proprietà della Società Aedes.
Sottoscrisse l’impegno di dare a Silvano Genta 3milioni e 150mila euro e si impegnò con la Società Aedes, dopo la stipula dell’accordo preliminare per la cessione dell’area, di pagare una somma che fu poi quantificata in circa 9,5 milioni di euro.
Attilio Camozzi rilevò la INNSE nella convinzione che non sarebbe stato difficile riportare in auge l’azienda e garantì che nessun lavoratore sarebbe stato licenziato perché disse: questi operai sono una grossa risorsa e hanno un grande know-how tanto che si augurò per il futuro un ampliamento del numero dei lavoratori. Ma non solo. Fece inserire nella trattativa una clausola, che poi firmò, per allontanare l’ombra della speculazione immobiliare dalla operazione. E disse nella prima conferenza stampa dopo l’accordo in Prefettura che: «L’impegno è a mantenere l’area a destinazione industriale fino al 31 dicembre 2025».
A 6 anni di distanza da quei patti e quegli accordi i sogni e gli impegni di Attilio Camozzi, ora che è morto, sembra che il figlio Lodovico non intenda realizzarli come lui aveva auspicato.
In questi anni il Gruppo Camozzi non è riuscito a realizzare significativi utili e ad aumento gli addetti alla produzione che dai 49 del 2009 sono scesi a 36.
Come abbiamo detto Attilio Camozzi è morto; da tempo era nell’azienda con la sola funzione di presidente. Ora il figlio Lodovico gli è subentrato nella carica.
Come amministratore delegato Lodovico ha dovuto decidere come risolvere la situazione di stallo in cui si trovava la INNSE e a pensato che la cosa migliore da farsi fosse quella di elaborare un nuovo piano industriale che da un lato prevedesse investimenti per 8 milioni di euro e dall’altro contemplasse l’avvio di un accordo con il Politecnico di Milano per la realizzazione, su una parte della vastissima area dello stabilimento, di un insediamento di start-up innovative.
Il piano prospettato ai lavoratori dell’INSEE è riassumibile in alcuni punti:
– la concentrazione della produzione in una parte dell’area;
– la sostituzione dei macchinari;
– una diversa organizzazione del lavoro con l’introduzione del terzo turno notturno e la flessibilità sui cambi di mansione.
– l’inserimento di nuovo personale che andrebbe di pari passo con una pianificazione delle uscite dei pensionandi, nel triennio 2016-2018.
Il 9 novembre 2015, di fronte a tali prospettive il consiglio di fabbrica ha compiuto un gesto significativo: non ha partecipato a un incontro con l’azienda, in Comune.
Nel motivare il gesto, in una lettera, il sindacato ha affermato che il confronto con l’azienda sarebbe proseguito a condizione che fosse rimossa la pregiudiziale sul ridotto utilizzo della struttura aziendale esistente.
Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, la risposta dell’azienda è stata quella di dichiarare lo stato di crisi e la messa in cassa integrazione dei dipendenti.
Ma poiché il Gruppo Camozzi da febbraio ha la piena proprietà dell’area (24000 mq di capannone + circa 14.000 mq.di) la dichiarazione di stato di crisi aziendale è anacronistica: le motivazioni che la supportavano (impossibilità di fare investimenti a fronte di accordi disattesi da parti di soggetti diversi dagli operai) non sussiste più.

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* Lodovico Camozzi (presidente e amministratore delegato della Camozzi Holding Spa che porta il nome di famiglia oggi fattura di circa 400 milioni; ha 75 siti sparsi nel mondo, più di 2000 dipendenti, 4 divisioni) è il figlio dell’imprenditore bresciano Attilio Mario Camozzi che nel 2009 sboccò la vertenza INNSE e la comperò.
** Camozzi Attilio (11/05/1937 – 02/10/2015) Nato a Villongo (Bg). Ha incominciato a lavorare come tornitore a 11 anni, in val Trompia. E ha fatto questo mestiere, anche con la tessera Fiom, sino all’età 27 anni , da ultimo a Lumezzene, un piccolo paese in provincia di Brescia.
Nel 1964 insieme a un altro fratello si licenziò, il terzo rimane in fabbrica a coprire le spalle ai fratelli, nel caso il sogno della Camozzi Lavorazione Meccaniche fosse finito male.
Siamo nel periodo del boom economico e l’azienda viene installata in casa di Attilio con due macchine comperate con le liquidazioni.
I fratelli cominciano a lavorare per conto terzi producendo componenti pneumatici per l’automazione industriale. Le cose vanno alla grande e la crescita diviene inarrestabile.
La Camozzi diviene una Holding senza tentazioni di quotarsi in Borsa.
Ai tre fratelli nel tempo si sono aggiunti i loro otto figli.
Nel 2005 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi ha nominato Attilio Camozzi Cavaliere del lavoro.
Nel 2009 Attilio Comozzi ha rilevato la INNSE (Innocenti Sant’Eustacchio) di via Rubattino 81 – (24000 mq di capannone e circa 10000 mq. di terreni circostanti a un prezzo simbolico), dopo che per 15 mesi gli operai hanno lottato per impedirne lo smantellamento e per mantenere il loro posto di lavoro. E dopo che 4 di loro con un sindacalista sono saliti, nell’agosto del 2009, su un carro ponte a 12 metri di altezza per rimanervi una settimana sino a che non giunse la notizia dell’interessamento della Camozzi.

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20160421w

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