Da un po’ di tempo il parco Lambro è stato abbellito con due cartelli uno dei quali è posto all’ingresso del parco su via Feltre
Per quanto sarà una zona umida non è dato sapere di certo un  rospo smeraldino
la scorsa settimana ha pensato bene di darsi all’avventura; 100 metri più avanti è stato  collocato – presumiamo, dagli  enti che stanno lavorando per loro – questo cartellone

ReLambro,
ERSAF (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste),
Comune di Milano,
Lega Ambiente,
Parco Medio del Lambro,
Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Studi urbani,
con la collaborazione di Cascina Biblioteca,
con il contributo di Fondazione Cariplo

PER FARE COSA?
Rimuoveremo … Sostituiremo … Metteremo …Piantumeremo … Realizzeremo… Opereremo…

QUANDO?
non è dato sapere. Ma rincuora  vedere chi passa e va senza curarsi di loro

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Questi sono due esempi di alberi morti al parco Lambro: uno morto per “cause naturali” l’altro per “imperizia”.
Vivere al parco Lambro è dura!

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Attimi di paura all’interno della IPSAR Amerigo Vespucci, un istituto professionale servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, Amerigo Vespucci in via Valvassori Peroni 8.
Poco prima delle 9, uno zaino ha preso fuoco a causa dello scoppio di un powerbank (batteria esterna per ricaricare device). I fumi hanno intossicato molti degli alunni presenti in aula.
Sul posto sono intervenuti i medici e gli infermieri dell’Agenzia regionale emergenza urgenza i pazienti visitati sono stati in totale 8: 7 studenti e un’insegnante di 57 anni.
Una studentessa è stata trasportata all’ospedale San Raffaele a causa di una crisi di panico, mentre un ragazzo e una ragazza 15enni, sono stati portati all’ospedale per il fumo inalato. Nessuno è in gravi condizioni.
E’ intervenuta anche la polizia di Stato per effettuare gli accertamenti del caso.

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Lo abbiamo trovato in cantina.
Lo abbiamo portato nel prato davanti casa.
Ma a lui il prato non è piaciuto e lo abbiamo ritrovato poco dopo sul marciapiede. Adesso chissà dove è andato?
Noi siamo andato al Parco e all’ingresso abbiamo visto che “nell’area umida di via Feltre c’è il rospo smeraldino” e lui lo è.

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Il libro di Maya De Leo* Queer: storia culturale della comunità LGBT+ rappresenta la prima storia completa delle sessualità e delle identità LGBT+ in Occidente dal XVIII secolo al tempo presente. Intrecciando nell’analisi una varietà di fonti, dalle memorie alla letteratura, dalla trattatistica alla cronaca, il libro offre una lettura inedita della storia contemporanea: dal ruolo della sessualità nella formazione degli stati-nazione alle guerre mondiali, dalla rivolta di Stonewall alla crisi dell’Hiv, fino alla rivoluzione queer degli anni Novanta e alle nuove sfide degli anni Duemila.
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* Maya De Leo è docente a contratto di Storia dell’omosessualità presso il Corso di laurea in DAMS dell’Università degli studi di Torino ed è stata docente a contratto di Storia di genere presso il Corso di laurea magistrale in Scienze Storiche dell’Università degli studi di Genova. Studiosa di storia LGBT+ e teoria queer, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia presso l’Università degli Studi di Pisa con una ricerca dedicata alle rappresentazioni dell’omosessualità tra Otto e Novecento.
Ha pubblicato numerosi contributi su riviste scientifiche («Storica», «Genesis », «Contemporanea») e volumi collettanei.

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E’ notorio che al Parco Lambro da tempo immemorabile vi era uno spreco d’acqua nella zona dove vi è da anni lo spazio attrezzato per cani denominato Agility dog.

E solo nel 2015/16, sotto l’amministrazione Pisapia, in scadenza di mandato, fu ideato il Bilancio partecipativo. Ad ogni Zona, venne detto, sarebbe stato assegnato 1 milione di euro al/ai progetti presentati dai cittadini delle singole Zone, che risultavano essere stati i più votati delle stesse.
Per farla breve. Il progetto più votato in Zona 3 fu “Vivere il Parco Lambro” e, in men che non si dica, i lavori sono iniziati nel febbraio di quest’anno.
Non ci rammarichiamo per il ritardo, potremmo passare per irriconoscenti, come non ci lamentiamo della sforbiciata dei fondi messi a disposizione dal Sindaco Sala e la sua vecchia Giunta 650.000 € in luogo degli 800.000 € promessi,
Quel che ieri ci ha sorpreso, al Parco Lambro, è che lo spreco d’acqua nella zona denominata Agility dog sia sparito: causa i lavori in corso.

Ma ahimè l’acqua che sgorgava vicino alla scalinata di accesso all’odierna area Aglility dog non è attiva.

La protezione civile non è ancora intervenuta,  ha in dotazione l’acqua potabile che prima veniva sprecata, potrebbe darla alla specie canina! E, ne siamo certi, interverrà a salvaguardia dei quadrupedi e a gloria del sindaco Sala, perché il ns. lungimirante sindaco l’ha messa in brick.
Sollevati da questa nobile pensata del Sindaco ci siamo chiesti ma di noi umani che sarà?
Vicino alla cascata del Lambro c’era un chiosco. Anzi c’è ancora, ma è chiuso. Probabilmente non è stato ancora fatto il bando per la sua riattivazione.
E’ un po’ come il mercato di via Rombon che il sindaco Sala ha chiuso e sono anni che dovrebbe riaprire “rigenerato” ma sono passati solo 55 giorni da quando dovevano iniziare i lavori per rigenerarlo!

 

La gloriosa Capannina dello Zio Tom era stata data in concessione a Exodus, di Don Mazzi, il quale dopo aver fatto un intervento di bonifica ha dovuto lasciare stare perché la struttura non è agibile: manca della fogna. Considerato che questi 2 punti storici di sollievo per gli umani  non sono agibili ci siamo avventurati alla ricerca del terzo storico punto di ristoro del parco: il Peter Pan in via Van Gogh.
E, sorpresa, è chiuso!
Non ci siamo scoraggiati. Con la memoria abbiamo ripercorso in lungo e in largo il parco per cercare di ricordare dove poteva essersi nascosta una “vedovella”*.
L’abbiamo trovata. E addirittura, ci è stato segnalato, che ve n’è un’altra in viale Giuseppe Marotta, 8: tra il campo di rugby e ex spogliatoio.
Questo sì che è vivere il parco Lambro e scordatevi altre vedovelle!

  • Vedovella è la tipiche fontanella che prende il nome dal continuo uscire di acqua (vedova che piange). E’ in ghisa di colore verde. Il disegno risale al 1931. Non ha un rubinetto.
    A Milano è anche soprannominata l’acqua del sindaco a insaputa del Sindaco!.
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    Quanto consumano le vedovelle a Milano?

“La quantità d’acqua erogata dalle fontanelle è irrisoria in confronto alla portata d’acqua distribuita dall’acquedotto milanese: a fronte di un flusso totale istantaneo medio erogato dall’acquedotto di circa 7.500 litri/secondo, la portata dell’insieme delle vedovelle è pari a circa soli 10 litri al secondo.

Il flusso d’acqua continuo mantiene l’acqua sempre in movimento, preservandone la freschezza e la buona qualità in corrispondenza delle tubazioni terminali cieche. L’interruzione del flusso determinerebbe la  stagnazione dell’acqua e contribuirebbe alla formazione di flora batterica attorno alla bocca del “drago” da cui sgorga l’acqua.”
Fonte MM

 

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Il terreno occupato e i pali della ex recinzione

Il 10 marzo u.s. abbiamo documentato come la Parrocchia di San Ignazio di Loyola aveva recintato uno spazio pubblico, ovvero una porzione di prato della piazza intitolata a don Luigi Borotti.
E poiché la Presidente del Consiglio  del Municipio 3 Silvia Pettinicchio abita nel quartiere ci siamo arrischiati di postare sul suo blog facebook  – Happy Feltre – l’articolo. Silvia rispose che della cosa non sapeva nulla e che nel giro di una settimana avrebbe verificato la legittimità dell’atto. Abbiamo anche scritto al capogruppo della lista EUROPA VERDE Sala sindaco  Michele Sacerdoti – cui fa capo Silvia Pettinicchio – il quale ci scrisse che della cosa non sapeva nulla e che avrebbe incaricato di fare le dovute verifiche Silvia Pettininicchio.
Si da il caso che a capo dell’assessorato ambiente e Vede del comune di Milano vi sia Elena Grandi della lista EUROPA VERDE Sala sindaco. Ci saremmo aspettati che Silvia Pettinicchio o Michele Sacerdoti avessero il numero di telefono di Elena Grandi e ci fornissero, con cortese sollecitudine, una risposta. Ma così non è stato. Abbiamo perciò scritto all’assessore Elena Grandi. Sono passati 3  mesi e oggi Michele Sacerdoti
ci ha scritto “Ho avuto la risposta. La parrocchia ha chiesto al demanio del comune l’8/3/21 la cessione gratuita di un’area di 139 mq da adibire al gioco dei ragazzi con la costruzione di una semplice recinzione senza altre opere. Il settore verde non si è opposto essendo l’area confinante con la parrocchia e il settore demanio l’ha ceduta per 5 anni. Gli organi politici del municipio 3 non sono stati coinvolti.
Par di capire che: Elena Grandi non si è opposta essendo l’area confinante con la parrocchia! E dirà sì all’abbattimento dello stadio di San Siro perché Sala è il suo sindaco; come  ha detto sì all’acqua del Sindaco che altro non è se non l’acqua potabile di Milano.

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Di seguito riproduciamo la registrazione del dibattito, organizzato da Milano in Comune, che v’è stato venerdì scorso alla Casa della Cultura di Milano

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