POLIMIFEST2016
20160720Piazza Leonardo Da Vinci
ore 21.30

U.K, 2014, regia di James Marsh, con Eddie Redmayne, Felicity Jones, Emily Watson, Charlie Cox, Harry Loyd, durata 123 minuti.

Introduzione di Davide Contini, docente del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano.
Tratto dall’autobiografia del celebre fisico, cosmologo e astrofisico Stephen Hawking, il film di John Marsh racconta la vita straordinaria dello scienziato britannico, concentrandosi non tanto sull’eccezionale contributo che ha dato alla scienza, ma soprattutto sulla sua storia d’amore con colei che diventerà la moglie Jane, e sulla malattia degenerativa che lo colpisce  e contro le cui difficoltà combatterà ogni giorno.
Candidato a cinque premi Oscar, ha vinto quello per il Miglior attore protagonista. Eddie Redmayne è veramente superlativo  sia nell’incarnare il declino fisico di Hawking che soprattutto nel canalizzare, principalmente attraverso lo sguardo, quella dolcezza consapevole e ironica che l’ha reso un’icona internazionale. La dolcezza, in generale, è la cifra narrativa principale del film, abbinata a quell’anelito per ciò che è magico, miracoloso ed inspiegabile, e ciò che permette alla natura umana di trionfare contro ogni logica e ogni teoria.
Vincitore del Premio Oscar per il Miglior Attore Protagonista.

Per seguire la proiezione è gradita l’iscrizione al link https://calendario.eventi.polimi.it/iscrizioni.php?id_evento=1896&lan

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POLITICA DI RELAZIONE

Neppure chi ha votato per la coalizione di Giuseppe Sala ha capito quali siano stati i criteri in base ai quali la presidente del Municipio 3 ha nominato gli assessori della mini giunta e così si sono avventurati in una ipotesi fantasiosa; il criterio è stato “Largo ai giovani”.
Noi a tanto realismo contrapponiamo la prosaica idea che alla base non vi sia alcuna idea ma un fatto non secondario: a Caterina Antola gli assessori sono legati da un rapporto di consolidata appartenenza a valori condivisi.
Che Caterina Antola conosca Luca Costamagna da anni è fatto noto (nel 2011 ha curato la campagna elettorale di Caterina Antola divenuta poi consigliera con 913 preferenze) e ufficializzato sul web già il 6 aprile del 2014.Costamagna
A seguito di una foto da lui postata alcune donne si sono profuse in giudizi estetici su Luca, altri hanno formulato un giudizio per nulla scontato “Il prete bello” e Caterina di rimando ha chiosato “ah sì davvero”.
E così a Luca Costamagna ha assegnate le deleghe:
Benessere e Felicità;
Comunicazione e Partecipazione;
Cultura;
Politiche Giovanili.
La scelta di Antonella Bruzzese deriva da un combinato disposto di eventi. Il caso ha voluto che professionalmente Antonietta Bruzzese sia docente del Politecnico, facoltà di Architettura. E quando Caterina Antola ha dovuto decidere tra Lei e l’ex consigliere Mariani (presidente uscente della commissione Urbanistica, architetto e ingegnere), memore dell’ostracismo del circolo 02PD nei confronti di quest’ultimo, ha fatto una scelta cavalleresca, una scelta di parità di genere, ha scelto una donna! Indicandola anche come vice-presidente di Municipio e dandole le deleghe di:
Urbanistica ed Edilizia,
Spazi Pubblici,
Verde e Arredo Urbano,
Ambiente e Mobilità locale.
Quanto a Massimo Scarinzi la scelta è stata fatta perché costui, dopo 10 anni di consiliatura, non si è ricandidato ma ha saputo tessere una ragnatela di relazioni che gli hanno permesso di diventare un giornalista televisivo (tuttologo delle periferie con interessi sportivi) e di farsi apprezzare da Caterina così come dall’assessore Maran, poiché tutti iscritti al circolo 02PD (come Costamagna e Lei).
Scarinzi ha ricevuto deleghe che vanno:
dal Commercio all”Artigianato e Lavoro sino al Tempo Libero
dai Centri Sportivi ai Centri Anziani e polifunzionali sino ai Servizi alla persona.

P. S. Oggi come oggi tante deleghe hanno un valore simbolico, considerato che per molte non sono stati trasferiti dal Comune gli strumenti finanziari e le deleghe perché i poteri delegati siano effettivi.
Se la giunta Pisapia ha impiegato 5 anni per elaborare i criteri di elezione nei Municipi e ha ottenuto un risultato politicamente disastroso, in questa tornata elettorale la coalizione di sinistra a perso 5 Municipi; v’è da pensare che quella di Giuseppe Sala sarà molto guardinga nel delegare ai Municipi poteri che, se trasferiti, andranno anche ai 5 Municipi della coalizione di Parisi

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Fino al 31 agosto L’INFERMIERE DI QUARTIERE

La cooperativa Sociale ADomicilio Onlus, con il co-finanziamento della Fondazione Cariplo, offre un servizio infermieristico gratuito per i cittadini del Municipio 3

INFL’infermiere di quartiere può essere attivato tramite la segnalazione del proprio medico di base (nel Municipio 3 sono oltre 300) che potrà inviare la richiesta di intervento.
L’infermiere di quartiere è operativo
Lunedì- venerdì 8.00/12.00
presso il Centro Medico Camedi in via S. Gregorio 3
Lunedì- venerdì 14.00/18.00
presso il domicilio dei pazienti.

Le principali prestazioni fornite comprendono:
– educazione al caregiver
– fasciature semplici e bendaggi
– iniezioni
– medicazioni
– prelievi
– rilevazioni della glicemia
Numero Verde 800 134 700

Email : info@coopadomicilio.it
Sito web : http://www.coopadomicilio.it

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E’ LA DEMOCRAZIA BELLEZZA: ROZZA

carmelaQuando Giuseppe Sala annunciò la composizione della sua giunta e le deleghe affidate ai suoi assessori usò una perfida malizia dando a Carmela Rozza l’assessorato alla Sicurezza e alla Coesione Sociale. Sicuramente lui, come tutti i milanesi, avevano ancora negli occhi lo spot della Carmela Rozza che impugnando un rullo imbrattava un auto con la vernice. Allora storse il naso. Le votazioni hanno fatto il resto. La pancia della democrazia ha eletto la Carmela e Beppe, da vero gentleman, ha pensato di dare alla Carmela l’assessorato con cui, manu propria, si sarebbe impiccata.
Alcuni giorni or sono, per la precisione l’8 luglio, Carmela Rozza ha comunicato alla Giunta comunale il suo pensiero. Una velina del Comune ne ha dato notizia riportando anche la lettera che l’assessore alla Sicurezza e alla Coesione Sociale ha inviato ai 9 Presidenti di Municipio e ai 9 Presidenti dei Consigli di Municipio.
Ecco uno stralcio della lettera.
Secondo la Rozza “è possibile rendere Milano più sicura attivando sinergie d’azione con tutti i livelli istituzionali e mantenendo un costante confronto con i Municipi, i Consigli di Municipio e i cittadini.
Per questo “intendo avviare un percorso di confronto e condivisione delle linee guida sulla Sicurezza e Coesione sociale”.
Pertanto “vi invito a programmare per il mese di Settembre un Consiglio di Municipio aperto ai cittadini cui sarò lieta di intervenire” sarà una “prima occasione utile alla condivisione delle linee guida e del programma di lavoro dell’assessorato.”
Per ora sorvoliamo sulle questioni di metodo che la lettera potrebbe sollevare (E’ singolare che il Consiglio di Municipio a cui Carmela Rozza si autoinvita deve essere programmato e d’imperio vuole che i Presidenti di Municipio sollecitino i Presidenti dei Consigli di Municipio perché lo convochino).
Secondo la Rozza il Consiglio deve essere “aperto ai cittadini” affermazione singolare: i Consigli di Municipio non sono mai a porte chiuse!
Ma leggendo la velina del Comune conosciamo anche l’apice del Rozza pensiero. Nella sua informativa alla Giunta comunale Carmela Rozza ha affermato: “Prima della presentazione del programma ritengo importante ascoltare e dialogare con cittadini e istituzioni sul territorio…”.
Per Carmela Rozza il dialogo, il confronto e la condivisione sono parole che non hanno senso; pretende che i cittadini e le istituzioni locali discutano e condividano le linee guida del suo programma senza conoscerle. O al più conoscendole tramite la sua narrazione orale.
Carmela Rozza crede ancora che a capo dei Municipi vi siano solo presidenti della coalizione di Giuseppe Sala che supinamente soggiacciono ai suoi desiderata.
Dubitiamo che i 5 Presidenti di Municipio eletti dalla coalizione di Stefano Parisi siano disposti a concedere, a scatola chiusa, a Carmela Rozza quanto da Lei richiesto. E parimenti auspichiamo che il presidente del nostro Municipio 3, Caterina Antola, che, giova ricordarlo, ha mantenuto per sé la delega alla sicurezza, voglia chiedere a Carmela Rozza, prima di fare richiesta al presidente del Consiglio di indire un Consiglio che ha come ordine del giorno il programma di quest’ultima, che tale programma sia conosciuto da tutti così che i cittadini e i loro delegati possano dialogare, confrontarsi, condividere o dissentire, a ragion veduta, sulle proposte da Lei avanzate.

P.S. Oltre alle considerazioni sopra esposte giova dire che la richiesta di Carmela Rozza ai Municipi esula dalle sue prerogative perché il Regolamento dei Municipi del comune di Milano dice:
Art. 27 – Adunanze
1. Il Consiglio si riunisce ordinariamente almeno una volta al mese su iniziativa del Presidente del Consiglio e nella data da lui stabilita.
2. Il Consiglio si riunisce, inoltre, in seduta straordinari a:
a) su richiesta della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari municipali;
b) quando ne faccia domanda, scritta e motivata, almeno 1/5 (un quinto) dei Consiglieri municipali i n carica;
c) su richiesta del Presidente del Municipio o del Sindaco del Comune di Milano;
d) quando ne facciano richiesta, scritta e motivata, almeno 500 (cinquecento) elettori del Municipio.

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POLIMIFEST2016

20160713Piazza Leonardo da Vinci
ore 21.30

Un’esilarante concerto tra la scoppiettante musica della Banda Osiris e le diverse culture musicali dell’Orchestra di via Padova. Una performance che rinnova una collaborazione storica, dove lo scherzo farà da contrappunto in un repertorio che ripercorre la carriere delle due formazioni.

Juan Carlos Vega – voce e chitarra classica
Francesca Sabatino – voce
Aziz Riahi – voce, violino, percussioni
Massimo Latronico – chitarra classica ed elettrica, bouzouky
Dario Walid Yassa – pianoforte
Massimo Marcer – tromba e flicorno
Paolo Lopolito – sax tenore e soprano
Domenico Mamone – sax contralto
Luciano Macchia – trombone
Marta Pistocchi – violino
Francesca Crotti – violino
Walter Parisi – violoncello
Andon Manushi – viola
Andrea Migliarini – batteria
Marco Roverato – basso elettrico
Alfredo Munoz – percussioni
Abdullay Kader Traorè – balafone, voce e percussioni

Direzione artistica: Massimo Latronico

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Dopo avere eletto il presidente del Consiglio di Municipio nella persona di Vincenzo Casati oggi il Consiglio è operativo anche se nessuna delibera è all’ordine del giorno. AVV. CONV. C.D.Z. n. 3   del  7 Luglio 2016.pdf[1]

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20160708ww
Moni Ovadia
voce

Alessandro Nidi pianoforte

Piazza Leonardo da Vinci

ore 21.30

Come si fa a cadere nel pessimismo quando c’è la musica?,
diceva Enzo Jannacci cantautore, cabarettista, attore ea cardiochirurgo; tra protagonisti della scena musicale italiana del dopoguerra. Dagli anni ‘50, ha lavorato con agli amici Dario Fo e Giorgio Gaber.
Tra i suoi brani: Vengo anch’io. No tu no, El portava i scarp del tennis, Ho visto un re, Quelli che. La vita l’è bela…
Alcune di queste canzoni saranno reinterpretate da Moni Ovadia che le propone in un’inedita quanto fascinosa veste.

Questo l’articolo scritto da Moni Ovadia per la Stampa in occasione della morte di Enzo Jannacci nell’aprile 2013:
Il bardo dei poveri cristi
Il grande, grandissimo Enzo Jannacci ci ha lasciati. Oggi noi milanesi siamo diventati orfani e insieme a noi l’Italia intera ha perso uno dei suoi figli più autentici. È stato in assoluto, a mio parere, il più originale poeta della canzone che abbiamo avuto il privilegio di ascoltare e insieme un artista della scena e del cinema inarrivabile nel suo essere stralunato e surreale. Il suo talento di musicista si esprimeva al meglio nel jazz come nel rock, ma la fonte più intima della sua prodigiosa ispirazione era l’humus poetico-culturale delle periferie urbane e specificamente quelle della sua Milano. La “capitale morale”, quando Jannacci fece la sua comparsa sulle scene della canzone e del cabaret, era una metropoli industriale in pieno ed impetuoso sviluppo, dava lavoro, chiamava gli immigrati dalle periferie meridionali orientali ed isolane dello Stivale. Ma la stessa orgogliosa città, albergava nei suoi interstizi e nei suoi sottofondi, la povera gente, i disperati, i fuori di testa, gli esclusi, i sognatori senza voce, i terroni, gli abbandonati dall’amore e dalla vita, le puttane navi scuola da strada e da cinema. Di tutti questi poveri cristi, lui è stato il cantore assoluto. Jannacci ne ha colto, incarnato e raccontato la storia, le emozioni, i sentimenti e la vita vera. Di quel popolo ha interpretato la malinconica, maleducata e balorda grazia, ha rivelato che la poesia dei luoghi, fiorisce nei gesti impropri e sgangherati degli ultimi fra gli ultimi, nella loro grandiosa lingua gaglioffa e sfacciata.
Enzo non era nato povero cristo, aveva fatto ottimi studi in ogni senso, ma quella condizione l’aveva incorporata con arte alchemica. L’aveva assunta nel volto fisso alla Buster Keaton, nei gesti liricamente scomposti, nel modo di suonare la chitarra tenuta bloccata sotto il mento, nella fibra e nel canto della lingua vernacola di cui esprimeva l’anima e di cui aveva trasferito l’umore triste e gagliardo anche nell’italiano. Tutta questa sapienza confluiva nella sua inimitabile voce sguaiata e sul crinale precario della sua intonazione che dava vita ad un capolavoro espressivo e stilistico. Jannacci è stato un caposcuola e il caposcuola di se stesso. Con lui se ne va la Milano più struggente e necessaria. Sarà difficile andare avanti.

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LE MERAVIGLIE DELLA PINACOTECA DI BRERA A 2 EURO

20160705 Compianto

Compianto di Cristo di Orazio Borgianni

OGNI GIOVEDI’
sino al 29 settembre 2016

dalle 18 alle 22,15


chiusura della biglietteria alle ore 21.40

Avremo così l’occasione di scoprire il nuovo ri-allestimento delle sale della Pinacoteca e di ammirare, fino al 25 settembre, il secondo dialogo Attorno a Mantegna.
Il Cristo morto di Andrea Mantegna, icona universale del Rinascimento, in dialogo con Il Cristo morto con gli strumenti della passione di Annibale Carracci (proveniente dalla Staatsgalerie di Stoccarda)
e il dipinto Compianto sul Cristo morto, sempre raffigurante la stessa tematica, realizzato da Orazio Borgianni (proveniente dalla Galleria Spada di Roma).

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