Con molti soldi nostri e qualcuno loro, dopo anni di ritardo, un primo segnale è visibile all’orizzonte: la gru che ormai faceva parte da anni del paesaggio di via Feltre non c’è più.
Verso le 7 del mattino sono entrati nel cortile del Tennis Club Ambrosiano e … lasciamo alle immagini ogni commento.

P.S. Se posizionate il cursore su una immagine potete ingrandirla e poi vedere le altre in sequenza.

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A proposito della INNSE di via Rubattino 87 e delle sue lotte per mantenere il posto di lavoro.

Nel 2008 un imprenditore di nome Silvano Genta, padrone della INNSE di via Rubattino 87, con atto d’imperio scrisse ai dipendenti un telegramma nel quale li informava di avere aperto una procedura di mobilità perchè avrebbe chiusoi l’azienda.
Gli operai decisero di occupare la fabbrica; iniziarono una lotta che si protrasse per mesi ed ebbe momenti di alta tensione quando, ad esempio, il Genta tentò, nottetempo, di fare uscire dalla fabbrica 7 macchinari.

I lavoratori bloccarono i cancelli e la fabbrica o meglio, dimostrarono nei fatti, autogestendola, che contrariamente a quanto sostenuto dal Genta vi erano commesse e materiali per continuare la produzione: la chiusura e la messa in liquidazione della fabbrica non avevano giustificazione alcuna.
Il 4 agosto del 2009 gli operai, al fine di continuare a salvaguardare il loro posto di lavoro, intrapresero un’azione di protesta clamorosa: quattro di loro salirono sul carroponte dell’azienda e sopesi nel vuoto a un altezza di 12 metri vi rimasere per 7 giorni.
I giornali e le televisioni ne parlarono sino a che il prefetto e anche il Comune di Milano furono costretti a intervenire. Il comportamento del Genta non aveva alcuna giustificazione e quello degli operai stavano diventando un cattivo esempio: altri avrebbero potuto imitarli! Si fece avanti un compratore: Attilio Camozzi, industriale bresciano del ramo. Egli era ingolosito e dalle potenzialità dell’azienda – i suoi macchinari – e dalla professionalità dei suoi dipendenti – avevano saputo autogestirla –  e dalla possibilità di spuntare un accordo assai vantaggioso grazie all’interessamento del prefetto e del Comune e alla loro futura riconoscenza.
L’accordo fu presto raggiunto in prefettura. Attilio Camozzi si impegnò ad acquistare sia l’attività produttiva della INNSE con macchinari annessi – 27,  compresi i 7 che Silvano Genta aveva tentato di fare uscire dall’azienda – sia la proprietà dei terreni su cui l’INNSE insisteva, allora di proprietà della Società Aedes che – detto per inciso – era anche proprietaria dell’area ex Innocenti e con il Comune aveva fatto già grossi affari ottenendo di edificare una parte di quell’immensa area senza per altro porre mano agli impegni che gli derivavano dagli oneri di urbanizzazione. Ma non solo. Attilio Camozzi, felice come una pasqua, fece inserire nell’accordo una clausola che impegnava l’azienda di cui era a capo a mantenere e sviluppare l’insediamento produttivo sino al 2025.
Tale mossa fu talmente gradita che, come aveva previsto, il Comune, per non essere da meno, negli anni successivi a cortesia rispose con altrettanta cortesia: si impegnò perché all’INNSE del Gruppo Camozzi divenisse proprietaria del terreno di circa 14.000 mq. adiacente ai capannoni – contrariamente a quanto stabilito dal Piano del governo del territorio – che stabiliva come quel terreno doveva diventare spazio verde a beneficio dei residenti del quartiere Rubattino.

Ma poi la storia prese la solita piega dell’italietta nostra. Spenti i riflettori, il Gruppo Camozzi e Aedes hanno innalzano il solito refren: chiagne e fotti mentre la politica ha ricominciato ad affacendarsi in tutt’altre faccende così da disattendere il suo ruolo di garante.
Il Gruppo Camozzi da un lato ha lamentare l’impossibilità di fare investimenti se non otteneva la piena proprietà dei terreno su cui insistevano i capannoni dove si svolgeva l’attività produttiva. E così gli 8 milioni di investimenti promessi e l’aumento della forza lavorativa sono rimasti sulla carta.
L’Aedes proprietaria dei terreni, anche se si era impegnata a cederli entro il 2010 addusse che, a causa della crisi economica, non poteva onorare l’impegno assunto nei termini stabiliti: su quei terreni gravava un’ipoteca: lo onorò nel 2015.
Ancora in vita Achille Camozzi cercò nuove vie che altra non erano se non tentare di modificare la clausola che lui stesso aveva fatto mettere nel patto sottoscritto nel 2009, in prefettura. In pratica conosciuti alcuni docenti del Politecnico si era lasciato convincere che su una parte dello stabilimento avrebbe potuto insediare delle start-up innovative e sulla parte restante poteva elaborare un piano di rilancio aziendale.
La divisione della fabbrica nella versione prospettata ai rappresentanti sindacali era di dividere il capannone con un telo di plastica!
Il 2 ottobre 2015 Attilio Camozzi muore. Alla guida del gruppo subentra il figlio Lodovico che trova sponda nel Comune per portare avanti l’idea del padre.
Infatti il Comune, in data 9 novembre 2015, convoca i delegati sindacali perchè incontrino l’azienda. I lavoratori vanno all’incontro. Ma per nulla affascinati dalle novità prospettate loro fanno presente che la proposta non era in linea con quanto sottoscritto dall’azienda nel 2009. Pertanto il confronto con l’azienda sarebbe avvenuto solo se quest’ultima rimuoveva la pregiudiziale del ridotto o meglio diverso utilizzo della struttura aziendale esistente. Nell’occasione facero altresì presente, a chi li aveva convocati, che contrariamente  all’impegno aziendale di aumentare il numero delle maestranze queste erano diminuite.
Nel gennaio 2016, Lodovico Comozzi dichiara lo stato di crisi aziendale e ha messa in cassa integrazione dei lavoratori, richiesta non sottoscritta dai lavoratori. Ma oltre a ciò comincia una politica di intimidazione nei loro confronti al punto che ha comminato loro provvedimenti disciplinari più numerosi del loro stesso numero!

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A proposito della INNSE di via Rubattino 81 e delle lotte dei suoi lavoratori per mantenere il posto di lavoro.

Nel 2008 un imprenditore di nome Silvano Genta, padrone della INNSE di via Rubattino 81, con atto d’imperio scrisse ai dipendenti un telegramma nel quale li informava di avere aperto una procedura di mobilità perchè avrebbe chiusoi l’azienda.
Gli operai decisero di occupare la fabbrica; iniziarono una lotta che si protrasse per mesi ed ebbe momenti di alta tensione quando, ad esempio, il Genta tentò, nottetempo, di fare uscire dalla fabbrica 7 macchinari.

I lavoratori bloccarono i cancelli e la fabbrica o meglio, dimostrarono nei fatti, autogestendola, che contrariamente a quanto sostenuto dal Genta vi erano commesse e materiali per continuare la produzione: la chiusura e la messa in liquidazione della fabbrica non avevano giustificazione alcuna.
Il 4 agosto del 2009 gli operai, al fine di continuare a salvaguardare il loro posto di lavoro, intrapresero un’azione di protesta clamorosa: quattro di loro salirono sul carroponte dell’azienda e sopesi nel vuoto a un altezza di 12 metri vi rimasere per 7 giorni.
I giornali e le televisioni ne parlarono sino a che il prefetto e anche il Comune di Milano furono costretti a intervenire. Il comportamento del Genta non aveva alcuna giustificazione e quello degli operai stavano diventando un cattivo esempio: altri avrebbero potuto imitarli! Si fece avanti un compratore: Attilio Camozzi, industriale bresciano del ramo. Egli era ingolosito e dalle potenzialità dell’azienda – i suoi macchinari – e dalla professionalità dei suoi dipendenti – avevano saputo autogestirla – e dalla possibilità di spuntare un accordo assai vantaggioso grazie all’interessamento del prefetto e del Comune e alla loro futura riconoscenza.
L’accordo fu presto raggiunto in prefettura. Attilio Camozzi si impegnò ad acquistare sia l’attività produttiva della INNSE con macchinari annessi – 27, compresi i 7 che Silvano Genta aveva tentato di fare uscire dall’azienda – sia la proprietà dei terreni su cui l’INNSE insisteva, allora di proprietà della Società Aedes che – detto per inciso – era anche proprietaria dell’area ex Innocenti e con il Comune aveva fatto già grossi affari ottenendo di edificare una parte di quell’immensa area senza per altro porre mano agli impegni che gli derivavano dagli oneri di urbanizzazione. Ma non solo. Attilio Camozzi, felice come una pasqua, fece inserire nell’accordo una clausola che impegnava l’azienda di cui era a capo a mantenere e sviluppare l’insediamento produttivo sino al 2025.
Tale mossa fu talmente gradita che, come aveva previsto, il Comune, per non essere da meno, negli anni successivi a cortesia rispose con altrettanta cortesia: si impegnò perché all’INNSE del Gruppo Camozzi divenisse proprietaria del terreno di circa 14.000 mq. adiacente ai capannoni – contrariamente a quanto stabilito dal Piano del governo del territorio – che stabiliva come quel terreno doveva diventare spazio verde a beneficio dei residenti del quartiere Rubattino.

Ma poi la storia prese la solita piega dell’italietta nostra. Spenti i riflettori, il Gruppo Camozzi e Aedes hanno innalzano il solito refren: chiagne e fotti mentre la politica ha ricominciato ad affacendarsi in tutt’altre faccende così da disattendere il suo ruolo di garante.
Il Gruppo Camozzi da un lato ha lamentare l’impossibilità di fare investimenti se non otteneva la piena proprietà dei terreno su cui insistevano i capannoni dove si svolgeva l’attività produttiva. E così gli 8 milioni di investimenti promessi e l’aumento della forza lavorativa sono rimasti sulla carta.
L’Aedes proprietaria dei terreni, anche se si era impegnata a cederli entro il 2010 addusse che, a causa della crisi economica, non poteva onorare l’impegno assunto nei termini stabiliti: su quei terreni gravava un’ipoteca: lo onorò nel 2015.
Ancora in vita Achille Camozzi cercò nuove vie che altra non erano se non tentare di modificare la clausola che lui stesso aveva fatto mettere nel patto sottoscritto nel 2009, in prefettura. In pratica conosciuti alcuni docenti del Politecnico si era lasciato convincere che su una parte dello stabilimento avrebbe potuto insediare delle start-up innovative e sulla parte restante poteva elaborare un piano di rilancio aziendale.
La divisione della fabbrica nella versione prospettata ai rappresentanti sindacali era di dividere il capannone con un telo di plastica!
Il 2 ottobre 2015 Attilio Camozzi muore. Alla guida del gruppo subentra il figlio Lodovico che trova sponda nel Comune per portare avanti l’idea del padre.
Infatti il Comune, in data 9 novembre 2015, convoca i delegati sindacali perchè incontrino l’azienda. I lavoratori vanno all’incontro. Ma per nulla affascinati dalle novità prospettate loro fanno presente che la proposta non era in linea con quanto sottoscritto dall’azienda nel 2009. Pertanto il confronto con l’azienda sarebbe avvenuto solo se quest’ultima rimuoveva la pregiudiziale del ridotto o meglio diverso utilizzo della struttura aziendale esistente. Nell’occasione facero altresì presente, a chi li aveva convocati, che contrariamente all’impegno aziendale di aumentare il numero delle maestranze queste erano diminuite.
Il 18 gennaio 2016 Ludovico Comozzi richiede e ottiene con decreto direttoriale del Ministero del Lavoro del 15 giugno 2016, pur in assenza di un accordo sindacale, di mettere xx lavoratori su xx ancora a libro paga nello stabilimento di via Rubattino, in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS).
E nel farlo procede con disprezzo nei loro confronti.Chi non è riesce a raggiungere tramite telefono quando si presenta ai cancelli della fabbrica apprende dalla guardia che presidiava la portineria che erano sospesi dal lavoro.
Per un anno xx lavoratori hanno dovuto vivere con le loro famiglie con 900 euro al mese.

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392 Valvassori_Invito

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car_nwLa politica degli annunci non ci è mai piaciuta. Ma questa volta facciamo uno strappo alla regola e riportiamo la dichiarazione fatta da Caterina Antola, Presidente del Municipio 3, al quotidiano il Giorno, del 31 luglio u. s.,. Nell’occasione Caterina Antola ha detto che, dopo le verifiche tecniche relative alla sua realizzabilità, il posto macchina dinanzi al Municipio, riservato ai Consiglieri, verrà sostituito da una rastrelliera per biciclette: la delibera è pronta.
Questo gesto ci pare un atto dovuto nei confronti di tutti i cittadino che, dovendosi recare negli uffici dell’anagrafe, o volendo seguire una commissione o un Consiglio, hanno dovuto sempre, da quando vi sono la sede in via Sansovino 9 e le strisce blu, sobbarcarsi l’onere di pagare il parcheggio per l’auto o rischiare una multa (mai trovato posto se non quando in viale Abruzzi vi erano i lavori).
Caterina gira in bici, perché è giovane e non ha ancora i polmoni rovinati dal fumo o dallo smog, e fa bene: ben venga la rastrelliera. Ma non è mica da questi particolari che si giudica un presidente.

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POLIMIFEST2016

The martin

Piazza Leonardo Da Vinci
ore 21.30
Usa, 2015, regia di Ridley Scott, con Matt Damon, Jessica Chastain, Jeff Daniels, Kate Mara e Sean Bean, durata 141 minuti.

Introduzione di Pieluigi Di Lizia, docente Impianti e Sistemi Aerospaziali.

Il film tratto dal romanzo L’uomo di Marte* di Andy Weir ha come protagonista l’astronauta/botanico Mark Watney, interpretato da Matt Damon, che erroneamente durante una tempesta di sabbia viene dato erroneamente per morto, viene lasciato dal capitano Lewis su Marte.
Mark Watney affronta indicibili difficoltà per cercare di sopravvivere mentre il capitano Lewis e la Nasa tentano di recuperarlo e portalo a casa.
Il film ha, altre a Mark Watney, un altro protagonista; Marte, che viene visto nella sua cruda realtà di pianeta estremamente inospitale, quasi come l’antitesi della vita.
Vincitore del Golden Globe per il Miglior Attore Protagonista e il Miglior Film.


Per seguire la proiezione è gradita l’iscrizione al link https://calendario.eventi.polimi.it/iscrizioni.php?id_evento=1896&lan
___________
Presso la biblioteca Venezia è possibile prendere in prestito il libro
L’uomo di Marte / Andy Weir. – Roma : Newton Compton, 2014. – 380 p. : ill. ; 24 cm. (Traduzione dall’inglese di Tullio Dobner. )

Serie e inventario: 948699
Collocazione: VEN.F.813.WEIR
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Con delibera N. 3 del 7 luglio 2016 il Consiglio di Municipio 3 ha Istituito le Commissioni istruttorie Permanenti

Ogni Consiglio di Municipio dà vita, al suo interno, a una serie di Commissioni istruttorie permanenti in numero massimo di 6*.
Le Commissioni hanno il compito di analizzare in dettaglio le questioni che, inserite nell’ordine del giorno del Consiglio, saranno poi oggetto di votazione.
Le Commissioni operano in seduta pubblica** a cui possono essere invitati a partecipare ai loro lavori, ma senza diritto di voto, cittadini che mettono a disposizione volontariamente la loro competenza. Parimenti possono parteciparvi (a titoli personale o in rappresentanza di una associazione, un ente o un movimento) tutti i cittadini che abbiano: compiuto 16 anni; siano residenti nel Municipio o abbiano un rapporto continuativo con il territorio municipale; hanno compilato un modulo di richiesta di iscrizione alla commissione.
L’iscrizione alla Commissione permette di conoscere quando la stessa si riunisce e gli argomenti che verranno trattati, perché la sua convocazione viene fatta con modalità elettronica.
Poiché all’art. 51 del regolamento del Municipio viene detto che la convocazione è fatta almeno 24 (24 ore prima) con modalità elettronica (comma 1) dubitiamo che parimenti possa essere adeguatamente pubblicizzata (comma 2).
Tutto ciò premesso ogni cittadino, anche se non iscritto a una commissione, può parteciparvi, beninteso se ne conosce la data e l’ora di svolgimento.

Nello scorrere l’elenco delle commissioni si nota che, contrariamente a quanto stabilito dal comma 4 dell’art. 49 del Regolamento dei Municipi del Comune di Milano, al capoverso 2: La Presidenza delle Commissioni di controllo e di garanzia è attribuita alle opposizioni il Consiglio di Municipio, su proposta del presidente del Municipio, ha assegnato all’opposizione una sola Commissione non già denominandola Controllo e Garanzia, ma Controllo e Bilancio, presieduta dal candidato della coalizione che avrebbe potuto divenire il presidente del Municipio. A tale Commissione ha poi dato la delega: di Garanzia. Quale sia la razio di tutto ciò non lo abbiamo capito.
Nessuna vicepresidenza è andata all’opposizione.
Quanto alla rappresentanza di genere vi sono 4 donne e due uomini come presidente e 3 donne e 3 uomini come vicepresidenti.
Poiché alcuni partiti hanno un solo rappresentante costui è iscritto in tutte e sei le commissioni. Fa eccezione la lista Sinistra per Milano che pur avendo eletto due rappresentanti viene rappresentata nelle commissioni dal solo consigliere Mariani poiché l’altra rappresentante eletta, Bruzzese Antonella, ricopre la carica di assessore e di vice presidente del Municipio.
Una commissione è convocata e regolarmente costituita se vi partecipano almeno 6 consiglieri iscritti.

Ogni commissione ha un Titolo e con esso una serie di “deleghe”
Di seguito diamo conto delle 6 commissioni istituite, delle deleghe ad esse conferite, di chi le presiede e dei consiglieri che ne fanno parte.
Commissione CULTURA E SPORT
Cultura – C.A.M
(Centri di aggregazione e del tempo libero del Municipio) – Sport – Partecipazione e tempo Libero
Presidente: Merlo Federica – (Beppe Sala Sindaco Noi Milano)
Vice Presidente: Zanasi Francesca – (Partito Democratico)
Componenti:

Boniolo Sergio – Partito Democratico
Borgese Valeria – Partito Democratico
Monti Cesare – Partito Democratico
Monzio Compagnoni Dario – Partito Democratico
Rossi Filippo – Partito Democratico
Sammarco Manuela – Partito Democratico
Zelasco Simona – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Mariani Gabriele – Sinistra per Milano
Azman Mary – Forza Italia
Cagnolati Marco – Forza Italia
Marrapodi Pietro – Lega Nord
Boari Gianluca – Lega Nord
Viola Vincenzo – Fratelli d’Italia
Natale Nicola – Milano Popolare
Migliarese Piero – Io corro per Milano
Riccitelli Pierluigi – Movimento 5 Stelle

Commissione POLITICHE SOCIALI E SICUREZZA
Politiche Sociali – Servizi alle Persone – Politiche Abitative – Sicurezza – C.S.R.A.
(Centri dedicati alla socialità delle fasce di popolazione anziana)
Presidente: Rosco Giuseppina – (Partito Democratico)
Vice Presidente: Boniolo Sergio – (Partito Democratico)
Componenti:

Rossi Filippo – Partito Democratico
Zanasi Francesca – Partito Democratico
Sammarco Manuela – Partito Democratico
Giuliani Alessia – Partito Democratico
Spoldi Cristina – Partito Democratico
Merlo Federica – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Casati Vincenzo – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Mariani Gabriele – Sinistra per Milano
Azaman Mary – Forza Italia
Di Vittorio Marco – Forza Italia
Marrapodi Pietro – Lega Nord
Boari Gianluca – Lega Nord
Viola Vincenzo – Fratelli d’Italia
Natale Nicola – Milano Popolare
Migliarese Piero – Milano Popolare
Biondi Bruno – Movimento 5 Stelle

Commissione CONTROLLO E BILANCIO
Garanzia e Controllo – Bilancio
Presidente: Viola Vincenzo – Fratelli d’Italia
Vice Presidente: Curci Vito – Partito Democratico

Componenti:
Cruz Zamy Renzo – Partito Democratico
Giuliani Alessia – Partito Democratico
Monzio Compagnoni Dario – Partito Democratico
Rosco Giuseppina – Partito Democratico
Rossi Filippo – Partito Democratico
Spoldi Cristina – Partito Democratico
Zelasco Simona – Beppe Sala sindaco Noi Milano
Casati Vincenzo – Beppe Sala sindaco Noi Milano
Mariani Gabriele – Sinistra per Milano
Cutaia Filippo – Forza Italia
Cagnolati Marco – Forza Italia
Boari Gianluca – Lega Nord
Cosenza Rita – Lega Nord
Natale Nicola – Milano Popolare
Migliarese Piero – Io Corro per Milano
Biondi Bruno – Movimento 5 Stelle

Commissione TERRITORIO E AFFARI ISTITUZIONALI
Territorio – Urbanistica e Lavori Pubblici – Verde – Spazio Pubblico – Mobilità e Viabilità – Municipalità e Affari Istituzionali
Presidente: Monzio Compagnoni Dario – Partito Democratico
Vice Presidente: Monti Cesare – Partito Democratico
Componenti:

Borgese Valeria – Partito Democratico
Cruz Zamy Renzo – Partito Democratico
Curci Vito – Partito Democratico
Giuliani Alessia – Partito Democratico
Rossi Filippo – Partito Democratico
Merlo Federica – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Zelasco Simona – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Mariani Gabriele – Sinistra per Milano
Cutaia Filippo – Forza Italia
Di Vittorio Marco – Forza Italia
Boari Gianluca – Lega Nord
Cosenza Rita – Lega Nord
Viola Vincenzo – Fratelli D’Italia
Natale Nicola – Milano Popolare
Migliarese Piero – Io Corro per Milano
Riccitelli Pierluigi – Movimento 5 stelle

Commissione EDUCAZIONE
Educazione – Istruzione – C.A.G
( Centri di Aggregazione Giovanile) – Biblioteche
Presidente: Sammarco Manuela – Partito Democratico
Vice Presidente: Zelasco Simona – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Componenti:

Boniolo Sergio – Partito Democratico
Borgese Valeria – Partito Democratico
Cruz Zamy Renzo – Partito Democratico
Rosco Giuseppina – Partito Democratico
Spoldi Cristina – Partito Democratico
Zanasi Francesca – Partito Democratico
Casati Vincenzo – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Mariani Gabriele – Sinistra per Milano
Azman Mery – Forza Italia
Cutaia Filippo – Forza Italia
Cosenza Rita – Lega Nord
Marrapodi Pietro – Lega Nord
Viola Vincenzo – Fratelli D’Italia
Natale Nicola – Milano Popolare
Migliarese Piero – Io Corro per Milano
Riccitelli Pierluigi – Movimento 5 Stelle

Commissione ATTIVITA’ E QUALITA’ DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA
Commercio – Lavoro – Artigianato – Qualità ed efficienza dell’azione amministrativa
Presidente: Borghese Valeria – Partito Democratico
Vice Presidente: Spoldi Cristina – Partito Democratico
Componenti:

Monzio Compagnoni Dario – Partito Democratico
Curci Vito – Partito Democratico
Sammarco Manuela – Partito Democratico
Monti Cesare – Partito Democratico
Boniolo Sergio – Partito Democratico
Merlo Federica – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Casati Vincenzo – Beppe Sala Sindaco Noi Milano
Mariani Gabriele – Sinistra per Milano
Cagnolati Marco – Forza Italia
Di Vittorio Marco – Forza Italia
Cosenza Rita – Lega Nord
Marrapodi Pietro – Lega Nord
Viola Vincenzo – Fratelli d’italia
Natale Nicola – Milano Popolare
Migliarese Piero – Io Corro per Milano
Biondi Bruno – Movimento 5 Stelle

_________________________
* Da tale conteggio è esclusa la Conferenza dei Gruppi consiliari che è considerata a tutti gli effetti di legge e di Regolamento una Commissione consiliare permanente. (art. 48 comma 8)
** Le Commissioni non sono pubbliche, nei casi previsti dal Regolamento interno del Municipio (non ancora approvato) e comunque quando richiesto da esigenze di tutela della privacy.

P. S. Di seguito riportiamo il modulo per iscriversi alle commissioni


Iscrizione alla commissione

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20160728

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